Personaggi storici

Le rubriche del lunedì: i personaggi della Storia – Honoré de Balzac

Articolo a cura di Maria Marchesoni

Se vi chiedessi: chi ha scritto “Il Giglio nella Valle” sapreste rispondere? Aggiungo qualche aiuto: l’autore ha anche scritto” Illusioni perdute”. Ancora nulla? Va bene, il protagonista dell’articolo di oggi è l’autore anche di Papà Goriot, Eugenia Grandet. Adesso sì che sorridete, lo avete riconosciuto, oggi parleremo di Honoré de Balzac.

Nonostante il “de” che precede il suo cognome, Balzac non fu di nobili origini, nacque infatti in una famiglia della piccola borghesia di Tours il 20 maggio 1799, primo di quattro fratelli. La sua infanzia non fu particolarmente felice. Balzac fu affidato sino ai quattro anni, alle cure di una nutrice e gli incontri con i genitori erano assai sporadici. Quando rientrò in famiglia la distanza e la freddezza dei genitori nei suoi confronti non si mitigarono. Dal 1807 al 1813 frequentò un collegio a Vendôme e, quando la sua famiglia, nel 1814, si trasferì a Parigi, Honoré proseguì gli studi laureandosi poi in giurisprudenza. La passione per la letteratura lo portò a pubblicare nel 1820 una tragedia in versi, Cromwell, che però non ebbe il successo sperato. Nel 1822 Honoré iniziò una relazione con la contessa Laure de Berny che aveva venti anni più di lui e che incoraggiò sempre la sua passione per la letteratura e la scrittura. Abbandonata la tragedia, Balzac si dedicò quindi ai romanzi, ispirandosi a Walter Scott e dal 1821 al 1829, ne scrisse molti firmandoli con gli pseudonimi di Horace de Saint-Aubin, Lord R’Hoone (anagramma di Honoré) e Viellerglé.

Nonostante l’entusiasmo profuso, l’attività letteraria non gli portò grandi successi ma Balzac animo irrequieto, non rimase in attesa, anzi si buttò negli affari finanziato in parte dalle amanti e dai famigliari, aprendo una casa editrice, una tipografia e una fonderia di caratteri per stampa. L’idea sottesa a queste attività era quella di acquisire un tenore di vita che gli permettesse di potersi dedicare alla letteratura. Sfortunatamente accadde il contrario, tanto che il suo avvocato gli consigliò poi di liquidare tutte le attività per salvare il buon nome della famiglia.

Dopo molti romanzi passati in sordina, nel 1829 pubblicò con il suo nome un romanzo storico, “Gli Sciuani”, ambientato durante la Rivoluzione che gli diede finalmente un discreto successo. Dal 1830 in poi la sua attività di scrittore diventò inarrestabile, collaborando con diverse riviste, come “Revue des deux mondes”, “La Silhouttee”, “La Caricature”, “Le Voleur” e la “Revue de Paris” dove, nel 1831, pubblicò “Pelle di zigrino”.

A questa impegnativa attività letteraria si accompagnò anche un’intensa vita mondana e, Balzac si trovò a frequentare l’alta società parigina distinguendosi per le sue mise eccentriche. In questi ambienti raffinati che raccoglievano personaggi diversissimi, egli troverà gli spunti per creare molti personaggi delle sue opere.Nel 1832, Balzac incominciò a elaborare l’idea di una serie di romanzi che fossero collegati tra loro e che descrivessero la società francese. Nato come “Scene di vita privata” questo progetto divenne poi il capolavoro di Balzac, “La Commedia umana”, una raccolta di scritti, che comprenderà alcuni dei suoi più grandi romanzi: da “Il colonnello Chabert” del 1832 a Eugenia Grandet del 1833, da Papà Goriot del 1834, a Illusioni perdute pubblicate tra il 1837 e il 1843.

Nei suoi romanzi Balzac si distinse per l’attenzione che dedicò agli elementi della vita quotidiana, liberando i suoi personaggi da qualunque idealizzazione le cui origini andavano dagli strati più umili sino all’alta società. Attento scrutatore dell’animo umano, Balzac seppe descrivere vizi e virtù, che considerò legati al contesto storico sociale e all’ambiente di provenienza.

Il 1833 fu anche un anno importante dal punto di vista sentimentale per lo scrittore, perché iniziò una relazione epistolare con una contessa polacca, Ewelina Hanska, all’epoca sposata e che, in seguito diverrà sua moglie.

Nel 1837, spinto da interessi culturali ma anche per sfuggire ai creditori, iniziò a viaggiare, soggiornando a Milano, dove frequentò il salotto della contessa Maffei, incontrando Alessandro Manzoni, ma fu anche a Firenze, Venezia, Genova e Livorno.

Nel 1845 ottenne la Legion d’onore ma, nonostante il buon successo dei suoi romanzi, Balzac non riuscì mai a liberarsi dai problemi economici mentre la sua salute cominciò a declinare. Il 14 marzo 1850 Balzac ed Ewelina Hanska, si sposarono, ma la loro unione durò pochi mesi perché il 18 agosto lo scrittore morì.

Scrittore, drammaturgo, saggista, critico letterario, giornalista tutto questo fu Balzac considerato anche il principale rappresentante del romanzo realista e le sue opere influenzarono altri artisti francesi tra i quali Gustave Flaubert, Emile Zola.

Curiosità su Honoré de Balzac

Balzac scriveva di notte. Era solito consumare una cena leggera verso le cinque o le sei del pomeriggio e dormire poi sino a mezzanotte. Da quel momento in poi le sue energie erano dedicate alla scrittura che poteva impegnarlo anche per quindici ore. Come trovava le energie? Consumando innumerevoli tazze di caffè.


Solitamente Balzac, tracciava una bozza del tema che avrebbe trattato nel suo romanzo, che ampliava progressivamente aggiungendo nuove idee. Tuttavia queste talvolta erano così numerose da costringerlo ad apportare modifiche continue suscitando le ire degli stampatori e facendo lievitare i costi dell’opera.


Che cosa indossava Balzac quando si sedeva alla scrivania per scrivere? Una vestaglia bianca.


Avete letto i suoi romanzi? Quale è il vostro preferito?

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