Narrativa recensioni

Lady Montagu. Le cicatrici del cuore – Chiara Ferraris

Recensione a cura di Laura Pitzalis

In questo suo romanzo, Chiara Ferraris ci racconta un personaggio realmente esistito, Lady Mary Wortley Montagu, una donna sconosciuta ai più nonostante sia da considerare una pioniera della immunologia moderna per il contributo che ha dato nella lotta del vaiolo, malattia contagiosa di origine virale, dichiarata eradicata nel 1980 grazie alla vaccinazione. È stata una delle malattie più devastanti conosciute dall’umanità e ha causato milioni di morti prima di essere debellata.

Al seguito del marito, ambasciatore inglese presso la corte di Turchia per assicurare la mediazione inglese tra l’Austria e l’Impero Ottomano, Lady Montagu si vedrà spalancare le porte di un mondo fatto di cultura e fascino, riti e usanze: l’impero ottomano. Siamo nel XVIII secolo.

Mentre visita gli zenana, appartamenti del palazzo riservati alle donne reali, ha modo assistere a una strana cerimonia dove una donna anziana incide la pelle di numerose ragazze inoculando una strana sostanza rosata contenuta in un guscio di noce.

“… Lei indicò le braccia, la vecchia si avvicinò a una vena con un grosso ago e, a quel punto, lo infilò nella pelle e la squarciò, aprendo una ferita … Intanto, la vecchia aveva aperto altre ferite … e si stava dedicando a riempire le lesioni con la pasta che teneva nel guscio di noce. Dopodiché, afferrò dei frammenti di conchiglia e ne posò uno su ogni piaga. Guardai il volto della ragazza … aveva il volto disteso e sereno.
Quando tutto fu finito, Gul si sporse dal sofà sul quale era seduta e afferrò il guscio di noce che aveva usato la vecchia. Ne indicò il contenuto e, in inglese, sussurrò: “Vaiolo”. La guardai perplessa. “Vaiolo” ripeté. Sbarrai gli occhi.”

E sì che la conosce quella parola, “vaiolo”, che ha colpito duramente la sua famiglia e lei stessa, privandola dell’amato fratello e della sua stessa bellezza, deturpandole il viso con cicatrici che cerca, ogni giorno, di nascondere con più strati di biacca. E d’allora ha un pensiero fisso, proteggere ciò che ha di più caro, i suoi figli, da quel morbo che dilaga e uccide in tutto il mondo tranne in Turchia dove grazie al metodo dell’inoculazione ne erano immuni.

Portare questo metodo in Inghilterra e farlo conoscere a tutti diventa così la sua missione.

Non sarà facile, perché dovrà scontrarsi non solo contro la classe medica del tempo che basa le cure unicamente su teorie valide e comprovate ma, soprattutto, contro il pregiudizio basato sul fatto che fosse un metodo importato da un Paese orientale ritenuto barbaro e primitivo ed eseguito dalle donne, genere considerato ignorante e incompetente.

Un metodo applicato dalle donne dell’Impero ottomano, scoperto da una donna inglese e diffuso grazie all’interesse di una donna della famiglia reale. C’era solo un fattore che accomunava questa catena di eventi e faceva male constatare che neanche davanti all’evidenza dei fatti era possibile smantellare i pregiudizi sul genere femminile

Ma Lady Montagu non ha bisogno di teorie, le basta l’esperienza, non si fa di certo intimorire da questi pregiudizi, continuerà a battersi per convincere tutti, amici, medici, autorità inglesi della validità del metodo. E ci riuscirà portando la variolizzazione in Europa e fino in America e rendendo questo metodo precursore dello studio scientifico e rigoroso ai quali si dedicarono, anni dopo, scienziati come Jenner, l’uomo che metterà a punto il primo vero vaccino della storia.

Questa è la storia della Lady Montagu “scientifica” ma non l’unica e neppure quella che prevale nel romanzo. La Ferraris, infatti, ci fa conoscere le diverse Mary scomponendone tutti gli aspetti emotivi come aveva fatto Newton con la luce bianca che facendola passare in un prisma di vetro, (prisma che ha un ruolo chiave nel romanzo), si separa nei sette colori fondamentali.

Una donna coraggiosa, appassionata, indipendente, modernissima per i suoi tempi. Una donna che può sembrare un po’ fredda, dura, una donna saccente che sa tante cose e le piace dimostrare che le sa, con atteggiamenti ironici e canzonatori verso gli altri. Ma in realtà questo atteggiamento funge da scudo, da corazza per nascondere la Mary sofferente, con molte zone d’ombra che parlano di fragilità, paure, emozioni, dolori e ferite spesse come le cicatrici sulla pelle.

Sono le “cicatrici del cuore”, quelle lasciate da un matrimonio voluto per amore ma in seguito:

“… finito nella soffitta delle cose belle ma ricoperte da troppa polvere per poterle anche solo menzionare. La polvere degli anni, dell’indifferenza, delle parole sbagliate, delle lacrime segrete. Degli sguardi che non si incrociano più.”

Le “cicatrici del cuore” che non fanno tacere i sussulti del proprio cuore che spesso ha un coraggio che va oltre la decenza o le convenzioni, facendola innamorare, all’età di quarantasette anni, di un giovane italiano, Francesco Algarotti, che di anni ne ha venticinque, l’età di suo figlio.

Personaggio molto ambiguo questo Algarotti, con una vita sentimentale abbastanza burrascosa, che non si mette problemi a “giocare” con qualunque persona gli metta gli occhi addosso, maschio o femmina che sia.

Ed ecco la Lady Montagu libera, libera d’innamorarsi di un ragazzo molto più giovane di lei, libera di decidere di seguirlo in Italia e poi, di fronte all’evidenza che in realtà questo rapporto non sarebbe andato da nessuna parte, libera di decidere di continuare a percorrere la sua strada rimanendo in Italia nonostante la grande sofferenza. Con grande dignità.

“Lady Montagu – Le cicatrici del cuore” non è quindi una biografia ma una biografia romanzata dove non si tratta solo la storia del personaggio ma anche la sua emotività i suoi sentimenti, i suoi momenti di successo ma anche le sconfitte.

Un libro che ci fa viaggiare, attraverso gli occhi e il racconto in prima persona della Montagu, tra gli splendori e le miserie di una cultura così misteriosa e affascinante, facendoci scoprire come l’Impero ottomano non è quello retaggio di racconti medioevali, ma un mondo sorprendente e meraviglioso nella sua dicotomia: da una parte rigido e crudele dall’altra rispettoso delle diversità e aperto nei confronti dell’occidente.

Bellissima la descrizione delle donne turche attraverso le parole di Mary:

sembravano chiuse a chiave dentro ai propri abiti, ma questo rendeva loro il potere dell’invisibilità”.

Si meraviglia, lei donna appartenente alla civiltà occidentale progressista, di come riescano a ritagliarsi un loro spazio di libertà, tra le mura e i vapori dei bagni turchi, lontano dal mondo esterno fatto di veli, uomini, mariti, padroni. Dove si mostrano completamente nude senza pudore e malizia, finalmente libere!

Per finire voglio mettere in risalto gli aspetti sensoriali che la Ferraris magistralmente ha inserito nel romanzo per descrivere le città dell’impero ottomano del ‘700, in primis Istanbul.

Tutto è legato ai sensi: i colori, gli odori, i suoni ricorrono nel romanzo, come le fontane, onnipresenti, con l’acqua che gorgoglia continuamente, o i bagni turchi con il profumo dell’essenze e i vapori caldi che ti avvolgono. E ancora, i minareti, i mercati, le botteghe, i frutteti

Un romanzo che consiglio perché Chiara Ferraris riesce con accuratezza di particolari e forza emotiva a farci conoscere la storia di Lady Mary Wortley Montagu, delle sue sfide vinte ma anche delle sue paure e debolezze. E non è una cosa da poco.

In questa mia esistenza di cristallo, in cui ho sempre tentato di brillare più di quanto la luce lo permettesse davvero, ho creduto per anni che a deturparmi fossero le cicatrici che porto sul volto. E invece ce ne sono altre, di ferite, che hanno deformato la mia fisionomia, deviando le strade della mia felicità, cicatrici talmente spesse da rendere impercepibile anche il defluire del sangue. Sono le cicatrici del cuore.”

Pro: Una biografia romanzata che riporta alla luce una donna pressoché sconosciuta ai più nonostante possa essere considerata una pioniera della medicina moderna per aver importato dall’oriente e diffuso in Europa la “variolizzazione”, un metodo di protezione dal vaiolo che spianò la strada alla realizzazione dei vaccini.
Un viaggio sensoriale alla scoperta di una terra misteriosa e affascinante qual è stato l’impero ottomano nel ‘700.

Contro: Ha riacutizzato la mia crisi d’astinenza da viaggi.

Link cartaceo: Lady Montagu
Link ebook: Lady Montagu

Trama
Tra le nebbie dei bagni turchi di Costantinopoli, si aggira una giovane donna aristocratica, Lady Mary Wortley Montagu, che calca le strade dell’Impero ottomano in veste di moglie dell’ambasciatore inglese. Scrittrice, donna dall’intelligenza acuta e dal temperamento vivace, al centro della briosa vita sociale e culturale della Londra nell’età dei Lumi, dalla spiccata mentalità femminista, Lady Montagu non esita a vivere l’esperienza orientale in totale libertà dai pregiudizi e con una grande avidità di dettagli. E proprio dalle donne turche, viene a conoscenza di un metodo per prevenire il vaiolo: l’inoculazione, una sorta di antenato del vaccino. Il vaiolo è un demone che tormenta Lady Montagu da tempo: le ha ucciso un fratello e ha ridotto in fin di vita anche lei, lasciandole deturpanti cicatrici sul volto, che lei copre abilmente con la biacca. Decide coraggiosamente di applicare il metodo sul figlio e di portare l’inoculazione in patria, dove, negli anni a seguire, si diffonderà prima tra l’aristocrazia inglese e, infine, in tutta Europa. Ma tra le pieghe più nascoste della sua vita, si intravede un’altra Lady Montagu, una donna in eterno conflitto tra testa e cuore, che mette in dubbio il proprio raziocinio per un giovane scienziato italiano alle prese con le leggi di Newton, di cui si innamora ciecamente.

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