Novità in libreria

TSD consiglia le Novità in uscita a gennaio 2023

Anno nuovo! E quale modo migliore di affrontare questo 2023 se non con un bel giretto in libreria a sbirciare tra gli scaffali e vedere in anteprima quali novità troveremo di qui a breve?

La portalettere
Francesca Giannone
Nord
In libreria il 6 gennaio

Salento, giugno 1934. A Lizzanello, un paesino di poche migliaia di anime, una corriera si ferma nella piazza principale. Ne scende una coppia: lui, Carlo, è un figlio del Sud, ed è felice di essere tornato a casa; lei, Anna, sua moglie, è bella come una statua greca, ma triste e preoccupata: quale vita la attende in quella terra sconosciuta? Persino a trent’anni da quel giorno, Anna rimarrà per tutti «la forestiera», quella venuta dal Nord, quella diversa, che non va in chiesa, che dice sempre quello che pensa. E Anna, fiera e spigolosa, non si piegherà mai alle leggi non scritte che imprigionano le donne del Sud. Ci riuscirà anche grazie all’amore che la lega al marito, un amore la cui forza sarà dolorosamente chiara al fratello maggiore di Carlo, Antonio, che si è innamorato di Anna nell’istante in cui l’ha vista. Poi, nel 1935, Anna fa qualcosa di davvero rivoluzionario: si presenta a un concorso delle Poste, lo vince e diventa la prima portalettere di Lizzanello. La notizia fa storcere il naso alle donne e suscita risatine di scherno negli uomini. «Non durerà», maligna qualcuno. E invece, per oltre vent’anni, Anna diventerà il filo invisibile che unisce gli abitanti del paese. Prima a piedi e poi in bicicletta, consegnerà le lettere dei ragazzi al fronte, le cartoline degli emigranti, le missive degli amanti segreti. Senza volerlo – ma soprattutto senza che il paese lo voglia – la portalettere cambierà molte cose, a Lizzanello. Quella di Anna è la storia di una donna che ha voluto vivere la propria vita senza condizionamenti, ma è anche la storia della famiglia Greco e di Lizzanello, dagli anni ’30 fino agli anni ’50, passando per una guerra mondiale e per le istanze femministe. Ed è la storia di due fratelli inseparabili, destinati ad amare la stessa donna.

La bambina di Auschwitz
Tova Friedman
Newton Compton
In libreria il 6 gennaio

L’incredibile memoir di una delle più giovani deportate ad Auschwitz
La storia vera di Tova, una tra i pochissimi ebrei a essere uscita viva da una camera a gas
Tova Friedman è una delle più giovani sopravvissute ad Auschwitz. A soli quattro anni scampò alle esecuzioni di massa nel ghetto della città polacca in cui viveva insieme alla sua famiglia. A sei anni fu fatta salire su uno dei treni diretti verso l’inferno in terra e deportata nel campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau. Nonostante la giovane età, in quel luogo fu testimone di terribili atrocità e si trovò, come pochissimi altri hanno avuto la possibilità di testimoniare, dentro una camera a gas. In questo libro Tova Friedman racconta finalmente la sua storia.

Il secondo piano
Ritanna Armeni
Ponte alle Grazie
In libreria il 10 gennaio

In un convento francescano di periferia, tra i profumi del giardino e un nuovo quartiere in costruzione, suor Ignazia e le sue sorelle si trovano nella surreale situazione di ospitare al piano terra un’infermeria tedesca e al secondo alcune famiglie sfuggite per miracolo al rastrellamento del Ghetto. A separarli, solo una scala e l’audacia mite di chi non esita a mettersi in gioco fino in fondo. Roma, nell’ultimo anno di guerra, non è «città aperta». I tedeschi, a un passo dalla sconfitta, la stringono in una morsa sempre più spietata, gli alleati stentano ad arrivare, i romani combattono pagando con il sangue ogni atto di ribellione. In una città distrutta dalla fame, dalle bombe, dal terrore, gli ebrei vengono perseguitati, deportati, uccisi, come il più pericoloso e truce dei nemici. E la Chiesa? Mentre in Vaticano si tratta in segreto la resa nazista e il pontefice sceglie, più o meno apertamente, la via della cautela, i luoghi sacri si aprono ad accogliere – sfidando le regole e perfino alcuni comandamenti – chi ne ha bisogno.

Il quinto sigillo
Davide Cossu
Newton Compton
In libreria il 10 gennaio

Firenze, la culla del Rinascimento, è bagnata di sangue Firenze, 1439. Durante il delicatissimo concilio ecumenico, un inquietante evento rischia di creare ulteriori e pericolose tensioni tra la Chiesa latina e quella greca: un delegato greco, appena ventenne, precipita dalla cupola di Santa Maria del Fiore. Cosimo de’ Medici incarica subito Leon Battista Alberti, noto per il suo ingegno acuto, di indagare segretamente su quell’evento tanto violento. I segni sul collo della vittima costringono presto Leon Battista a informare Cosimo che l’ipotesi di suicidio inizialmente elaborata è da scartare. Non solo, infatti, il giovane è stato strangolato, ma il cadavere aveva in bocca un fiorino d’oro e un foglietto con su scritto “Timeo”. Alberti e Parentucelli, raffinato e dotto teologo che lo affianca nell’indagine, non impiegano molto tempo a scandagliare la vita della vittima, il giovane Teodoro, i suoi affari, le sue frequentazioni. Ma chi possa avere avuto interesse a ucciderlo resta un mistero. E soprattutto, perché? C’è forse qualcuno che trama perché l’unione tra le due Chiese fallisca? Quando un altro crimine bagna di sangue le strade di Firenze, i due si rendono conto che dietro a quelle morti c’è uno schema concepito con diabolica precisione da una mente lucida e spietata. Se non troveranno al più presto l’assassino, non solo le morti finiranno per moltiplicarsi, ma il destino della cristianità sarà in grave pericolo.

Il gatto e la bambina del ghetto
Mala Kacenberg
Garzanti
In libreria il 10 gennaio

Polonia 1939. Mala ha davanti a sé una casa vuota. La casa in cui ha vissuto e riso per dodici anni con i suoi genitori e i suoi fratelli ora è abitata solo da un’eco silenziosa. Come molti altri ebrei, anche la sua famiglia è stata deportata, e lei è l’unica a essere sfuggita ai rastrellamenti. Ma non è sola. Ha il cuore distrutto e ha finito le lacrime, ma accanto a lei c’è chi riesce a darle la forza di andare avanti e non mollare: è Malach, la sua bellissima gatta. Il suo nome significa «angelo», ed è proprio questo che diventa per Mala giorno dopo giorno: la guida attraverso le campagne intorno alla città dove delle famiglie le offrono cibo e riparo per la notte; la protegge per evitare che raggiunga la sua famiglia nei campi di sterminio. Ma non è facile per la ragazzina nascondersi, anche se Mala si è ribellata ai suoi aguzzini strappandosi la stella di David dal braccio: le sue radici, le sue tradizioni e la sua fede possono più di qualsiasi discriminazione. Anche con la vigile protezione di Malach, però, non arrendersi allo sconforto è difficile. Nella sua mente è ancora vivo il ricordo delle perdite che ha subito e dei divieti a cui è dovuta sottostare, primo fra tutti non poter più studiare e andare a scuola. Mala deve trovare la forza per sopravvivere. E la sua gatta è sempre con lei a ricordarle che ogni cosa è possibile anche se intorno è solo buio. Una storia vera che ha emozionato la stampa di tutto il mondo e scatenato un passaparola senza paragoni. Ci sono parole dal valore universale; ci sono messaggi la cui importanza non tramonta mai; ci sono testimonianze che non si deve smettere mai di ascoltare.

Sotto i vessilli di Roma. Il trionfo dell’impero saga
K. M. Ashman
Newton Compton
In libreria il 10 gennaio

60 d.C. Alla morte di suo marito, Boudicca, regina della tribù degli iceni, credeva che gli ambasciatori di Roma sarebbero venuti da lei per negoziare una nuova alleanza con il suo popolo. Ma i legionari romani l’hanno tradita, hanno occupato la sua terra e stuprato le sue figlie. Adesso, la regina vuole vendetta. Come un incendio impossibile da domare, la ribellione di Boudicca contro Roma si estende a molte altre tribù della Britannia, e il suo enorme esercito assetato di sangue mette a ferro e fuoco l’isola. E proprio in mezzo a questa guerra è costretto a gettarsi Prydain, ex legionario di origine celtica, nella speranza di salvare la vita di un ragazzo arruolatosi tra le file dei ribelli. Mentre il sangue di britanni e romani inonda i campi di battaglia, la disperata ricerca di Prydain lo porterà a incrociare per l’ultima volta il cammino di Cassus: colui che un tempo era suo amico, ma che adesso non desidera altro che vederlo morto…

Figlie della Resistenza. La storia dimenticata delle combattenti nei ghetti nazisti
Judy Batalion
Mondadori
In libreria il 10 gennaio

Varsavia, 1943. Dopo aver assistito alla brutale uccisione di famigliari e vicini e alla violenta distruzione delle loro comunità, decine di giovani donne ebree – alcune ancora adolescenti – si organizzarono in un vero e proprio movimento di resistenza femminile antinazista. In veste di corrieri, combattenti armate, agenti dei servizi segreti e sabotatrici, queste «ragazze del ghetto» rischiarono la propria vita con coraggio e nervi d’acciaio. Corruppero guardie della Gestapo, nascosero pistole in pagnotte e aiutarono a costruire reti di ricoveri sotterranei. Sedussero ufficiali nazisti per poi ucciderli, svolsero missioni di spionaggio per Mosca, distribuirono documenti falsi e volantini, rivelarono al mondo ciò che stava accadendo agli ebrei. Compirono attentati alle linee ferroviarie tedesche e fecero saltare le reti elettriche. Assistettero i malati e aiutarono gli ebrei a fuggire dai ghetti. Scrissero bollettini per le radio clandestine, negoziarono con i proprietari terrieri polacchi e si occuparono di gran parte dell’amministrazione della resistenza. Tuttavia questa straordinaria pagina di Storia è rimasta a lungo dimenticata e finora quasi sconosciuta. Judy Batalion, studiosa canadese e nipote di sopravvissuti all’Olocausto, oggi la riporta alla luce. Attraverso una pluralità di fonti – diari, testimonianze, memorie, interviste, documenti d’archivio e saggi – ricostruisce la storia di Renia Kukiełka, Frumka Płotnicka, Tosia Altman, Chajka Klinger, Ruzka Korczak e Vitka Kempner. Sono solo alcune delle centinaia di attiviste cadute nell’oblio che operarono in oltre novanta ghetti dell’Europa orientale e nelle principali città polacche, e alle quali il lavoro di Batalion restituisce un’adeguata dignità storiografica, riscrivendo efficacemente la tradizionale narrativa dell’Olocausto.

I fratelli Glass
Hadley Freeman
Rizzoli
In libreria il 10 gennaio

Una saga familiare disseminata di fughe, eroismi, addii, a illuminare, in controluce, un punto di vista del tutto inedito sull’esperienza ebraica del ventesimo secolo.
Di sua nonna Sala, Hadley Freeman conserva ricordi vaghi. Sa che era una donna dall’eleganza indiscutibilmente francese e dallo sguardo nostalgico, nata nel 1910 in un paesino dell’impero austroungarico, ultima di quattro fratelli, emigrata a Parigi negli anni Venti per poi arrivare in America a ridosso della Seconda guerra mondiale. Quando, dopo la sua morte, trova una scatola piena di lettere e fotografie e un libro di memorie, Hadley coglie subito l’occasione per imbarcarsi in una ricerca più approfondita, che la porterà agli archivi di Picasso a Parigi, in una fattoria dell’Auvergne, a Long Island, fino al punto zero del secolo scorso: Auschwitz. Percorrendo a ritroso un cammino lungo cent’anni, si interrogherà sul passato e le origini ebraiche della propria famiglia alla luce delle vite dei fratelli Glass: Alex, couturier di successo e poi gallerista d’arte, amico di Dior e Chagall, la cui fortuna cela ombre e ambiguità; Jacques, benvoluto da tutti ma nato sotto una cattiva stella, patriota al servizio del suo paese di adozione; Henri, ingegnere meticoloso, inventore di un dispositivo fondamentale per la resistenza nella Francia occupata; e infine la stessa Sala, intrappolata in un matrimonio infelice lontano dalla sua amata Europa. Dalle loro storie straordinarie, che sconfinano l’una nell’altra riverberando nel nostro presente, emergerà un affresco cangiante e finora sconosciuto del Novecento, una saga familiare disseminata di fughe, eroismi, addii, a illuminare, in controluce, un punto di vista del tutto inedito sull’esperienza ebraica del ventesimo secolo.

La casa dei notabili
Amira Ghenim
E/O
In libreria l’11 gennaio

La casa dei notabili racconta una vicenda importante ma mai raccontata della storia contemporanea della Tunisia. Il suo eroe è una figura storica, il riformatore Tahir al-Haddad. Sebbene le fonti non menzionino nulla sui suoi rapporti con le donne, ad eccezione della sua disperata difesa nei loro confronti, l’autrice aggiunge una storia d’amore immaginaria con una donna di nome Leila Zubaidaalla sua biografia. Il romanzo dà risalto alle voci delle narratrici come custodi della memoria, che mettono in discussione una versione distorta e patriarcale della storia. La casa dei notabili è un avvincente romanzo raccontato in prima persona da diversi personaggi. Il punto focale del romanzo è la cosiddetta “notte sventurata”, cioè una notte di dicembre del 1935 durante la quale nella ricca famiglia Al-Nefer scoppia uno scandalo quando Mohsen scopre un misterioso biglietto inviato alla moglie Zubaida al-Risa’ da Tahir al- Haddad (studioso e riformatore tunisino realmente esistito), idealista di umili origini che si è battuto per la liberazione delle donne tunisine tramite l’istruzione ed è morto in disgrazia il giorno prima dell’arrivo di questo biglietto. A questa vicenda principale si intrecciano le vicissitudini e i segreti delle famiglie al-Nefer e al-Risa’, raccontate dai diversi punti di vista dei membri delle due famiglie, a cui ognuno aggiunge i propri segreti e i propri sentimenti. E così la storia procede per ognuno dei narratori principali e secondari, in un caleidoscopio di racconti e di vicende che appassiona il lettore fin dalla prima pagina, ma rivela i suoi segreti soltanto nell’ultima.

Il conte Attilio
Claudio Paglieri
Giunti
In libreria l’11 gennaio

Anno di grazia 1627. Mentre il capitano di ventura Attilio Arrigoni combatte nelle Fiandre alla testa dei Tercios spagnoli, a Milano la diciottenne Lucrezia, chiusa in convento dal fratello, sta per prendere i voti. In una disperata corsa contro il tempo Attilio affronta un viaggio avventuroso e irto di pericoli per provare a salvarla. Una volta giunto a casa scoprirà che la sua famiglia, colpita dalla bancarotta spagnola e caduta nelle mani degli strozzini, rischia la rovina. Con l’aiuto del cugino don Rodrigo, signorotto del Lago di Como, Attilio cercherà di difendere il suo amore e ricostruire la sua fortuna. Tra congiure antispagnole, partite di pallacorda, agguati, tradimenti e duelli all’ultimo sangue, il ritratto di una Milano ricca e corrotta, che sta per conoscere la calata dei lanzichenecchi, la carestia e la peste.

Odia il prossimo tuo come te stesso
Massimo Aureli
Self-Publishing
Online il 13 gennaio

Malta, 1652: Il quieto ritmo dell’isola e dell’Ordine dei Cavalieri di Malta viene interrotto bruscamente dalla strana morte di alcuni giovani cavalieri, nonché dal rapimento del Gran Maestro gravemente malato di peste.
Bernard de Rochefort, capitano dei Cavalieri di Malta, inizia a indagare sugli ambigui comportamenti di alcuni membri dell’Ordine. Ben presto il capitano si troverà all’interno di una rete di complotti e assassinii perpetrati per riportare alla luce il sacro segreto che Malta nasconde e per cambiare il destino dell’Ordine per sempre.
Il tempo e la fortuna non saranno a favore del capitano che, fino alla fine, lotterà per proteggere i Cavalieri di Malta e il loro segreto millenario. Riuscirà Bernard de Rochefort a salvare l’Ordine dal suo giorno più nero?

L’insidia del nibbio
Davide Monaco
Edizioni Efesto
in libreria da metà gennaio

La visita nel 1892 di S.A.R. Vittorio Emanuele Conte di Torino in città provocò lo scontro tra una squadra di investigatori della nuova Italia e una camarilla filoborbonica che brigava per riportare il meridione della penisola ai fasti di trent’anni prima. “La cosa s’adda fa!” disse il Nibbio ai suoi subalterni, confermando la volontà di andare avanti.
L’insidia del Nibbio” è il secondo di una serie di romanzi (di prossima pubblicazione) che prende spunto dalla collana “Cronache d’Isernia” dove, in più di mille pagine, vengono riportati articoli di giornali stampati su periodici locali che raccontano di vicende accadute in città e nel suo Mandamento alla fine del XIX secolo. Proprio questi accadimenti forniscono all’autore il tessuto storico dove imbastire avvincenti e intricate trame a sfondo poliziesco, che vengono poi romanzate rimanendo sempre fedeli all’ambientazione originaria.
Dalla realtà dei fatti alla finzione narrativa per rivivere, in parte, atmosfere passate e avvenimenti ormai dimenticati.

Eva e l’altare. Storie di donne e di eresie
Luigi Pruneti
BastogiLibri
In libreria il 15 gennaio

Eva, considerata parte debole dell’umanità per aver ceduto al serpe, venne tenuta lontano dall’altare o costretta a recitare un ruolo secondario nel sacro, ma non fu così per la gnosticismo, o almeno per un certo gnosticismo, che considerava lo Spirito Santo un’essenza femminile. Molte donne, pertanto, aderirono ed ebbero parte attiva in questa corrente religiosa difficile da inquadrare. Altre donne si accostarono al sacro un millennio più tardi, quando l’eresia catara infiammò il nord Italia, travolse l’Occitania e affiorò, come acqua di risorgiva, in molte zone d’Europa. Fu allora, che fra processi, guerre e roghi, le Perfette albigesi, testimoniarono, spesso con la vita, la loro fede in un regno dello spirito che niente aveva da spartire con la demoniaca sfera della materia.

La maledizione della famiglia Flores
Angélica Lopes
Mondadori
In libreria il 17 gennaio

La casa della famiglia Flores ha le finestre azzurre, un giardino curato, ed è un luogo speciale: ogni giorno un piccolo gruppo di donne si riunisce al suo interno per ricamare tovaglie, centrotavola, fazzoletti e veli. È il 1918 e Bom Retiro, una tranquilla cittadina nella regione del Pernambuco, nel Nordest del Brasile, vive gli anni di una dittatura violenta, che minaccia e reprime soprattutto la voce delle donne. Ma a casa Flores è diverso: un’oscura maledizione, che vede morire in giovane età tutti gli uomini della famiglia, ha trasformato questo posto in una roccaforte al femminile, dove Vitorina, che ha imparato l’arte segreta del ricamo fino ad allora appannaggio delle suore in convento, la trasmette alle altre. Tra queste, Zia Firmina, la più anziana, fervente cattolica e custode del segreto che grava sulla famiglia; Eugênia, promessa in sposa contro il suo volere a un uomo violento e più vecchio di lei; e Inês, che utilizza un codice fatto di punti ricamati inventato da Eugênia per aiutare quest’ultima a liberarsi di lui. Un vero e proprio linguaggio segreto attraverso cui progettare la fuga. Una storia che arriva, un secolo dopo, nella Rio de Janeiro di oggi, consegnata sotto forma di un prezioso merletto ad Alice, pronipote di una delle donne Flores: una ragazza dai capelli blu, ribelle, che insieme alla compagna Sofia ricostruirà le vicende della sua famiglia. Sarà riuscita Eugênia a sfuggire al proprio destino? E qual è il segreto nascosto dietro la misteriosa maledizione? Una toccante storia di solidarietà al femminile, narrata con l’eleganza di un’arte antica e capace di trasmettere il valore del coraggio e della libertà.

Karolus. Il romanzo di Carlo Magno
Franco Forte
Mondadori
In libreria il 17 gennaio

25 dicembre 800. Sono passati tre secoli da quando Roma ha cessato di esistere: nella pur turbolenta storia della Città Eterna, nessuno ormai immaginava che ci potesse essere un altro imperatore. E invece, nel giorno di Natale di un secolo appena nato, il Papa sta per proclamare un nuovo sovrano. Un nuovo Cesare. A ricevere la corona è Karolus Magnus, Carlo Magno, primogenito della stirpe dei Carolingi.
Come è arrivato Carlo su quel trono? Per qualcuno che si è meritato, ancora in vita, l’appellativo di Magno la risposta dovrebbe essere scontata. E se invece la strada che porta a quella notte di Natale fosse lastricata non solo di coraggio, battaglie e trionfi, ma anche di complotti, intrighi e sangue? Se tra i fasti delle vittorie si nascondessero troppi segreti?
Attingendo a una sterminata storiografia, Franco Forte ricostruisce in forma di romanzo le gesta del celebre sovrano, dalla primissima infanzia agli ultimi, intensi istanti di vita, immergendoci nel racconto di un’avventura irripetibile, segnata da sfide, successi e amori, ma anche da dubbi, rimpianti, dolorosissime perdite e ancor più struggenti addii. Che cosa si agitava nel cuore di Karolus, il grande condottiero, quando si preparava a diventare reggente unico del Sacro Romano Impero? Quali sogni – e quali incubi – ne popolavano l’animo?

A casa di donna Mussolini
Cristina Petit
Solferino
In libreria il 17 gennaio

Questo racconto vero, dal passo di romanzo, intreccia storia del Novecento e lessico famigliare, tragedia e speranza: un’avventura nel tempo e nella memoria.
Lajos è un colto ingegnere ebreo ungherese, trasferito a Roma. Maria è una giovane italiana cattolica, dalle forti passioni sociali e politiche. La loro storia d’amore, che sboccia negli anni Trenta, è già di per sé una sfida al destino, in un Paese in cui il matrimonio tra persone di nazionalità e religioni diverse è complicato. Ancor di più lo è sotto il fascismo: con l’inizio delle persecuzioni contro gli ebrei la loro quotidianità di famiglia borghese e benestante, costruita con impegno a Forlì, si sgretola con impressionante rapidità. Mentre il regime dà un giro di vite dopo l’altro, Lajos perde la cittadinanza, il lavoro, infine rischia di perdere la libertà e la vita ed è co- stretto a fuggire insieme alla moglie e ai tre figli di cui uno gravemente malato. Nella solidale Romagna, la rete del soccorso li indirizza presso una signora generosa, Edvige Mancini, che abi- ta in una grande casa nel paese di Premilcuore. Solo che la signora non sa che sono ebrei. E gli Szegö non sanno che il cognome da nubile di quella donna così gentile è Mussolini: è la sorella del Duce e ospita, al piano superiore, anche un comando tedesco. L’esistenza di Lajos e Maria e dei loro bambini si fa, se possibile, ancora più pericolosa e incerta. E la guerra non accenna a finire. Ottant’anni dopo i fatti, a narrare questa storia incredibile su una panchina vicino a casa è uno di quei tre bambini, Alberto Szegö. Dal suo incontro fortuito con Cristina Petit nasceranno un’amicizia sincera e questo racconto vero dal passo di romanzo, che intreccia storia del Novecento e lessico famigliare, tragedia e speranza: un’avventura nel tempo e nella memoria.

L’ illusione perduta di Mata Hari
Eva-Maria Bast
Tre60
In libreria il 17 gennaio

Parigi, 1905. In seguito al fallimento del suo matrimonio, Margaretha Geertruida Zelle ha perso il marito, i figli e tutti i suoi averi. Costretta ad abbandonare l’Indonesia in cerca di fortuna, approda in Francia, ma tutto ciò che possiede è un fascino fuori del comune e una passione per le danze orientali. Grazie al suo carisma, presto riesce a conquistare gli uomini più ricchi e potenti dell’alta società e a esibirsi nei migliori salotti cittadini. Vestita di soli veli e con un reggiseno di pietre preziose, Margaretha balla danze esotiche e affascina il pubblico con un misto di erotismo ed eleganza. Nessuno può resistere alla danzatrice che ha scelto un nome d’arte orientale tanto seducente quanto evocativo: Mata Hari, il sole nascente. E questa luce ammaliante fa di lei una delle donne più ambite di Parigi, portandola a esibirsi sui palchi dei teatri di tutta l’Europa. Tuttavia la luce è destinata a spegnersi: ha lasciato troppo a lungo in ombra una vita privata infelice, fatta di solitudine e nostalgia per i veri affetti. E a causa del carattere sempre più capriccioso e autoritario, Mata Hari è costretta ad allontanarsi per sempre dalle scene. Per sopravvivere deve accettare il pericoloso incarico di spia. Ma proprio come la Salomè che aveva interpretato, la sua fine sarà quella tragica di una donna che ha vissuto con coraggio e passione ogni momento della sua vita. In questo romanzo, Eva-Maria Bast ha narrato la vita di un personaggio diventato leggenda, offrendoci un ritratto inedito di una donna che ha dedicato la sua vita alla libertà, sfidando ogni pregiudizio e convenzione.

Un ebreo in camicia nera
Paolo Salom
Solferino
In libreria il 17 gennaio

«Non siamo più ebrei, siamo italiani e nessuno ci potrà fare del male.» È il 1938 quando Galeazzo Salom decide di convertire la famiglia al cattolicesimo. La moglie, erede di una stirpe di pii rabbini romeni, si oppone. Ma lui è convinto di poter mettere tutti al sicuro di fronte alla marea montante delle persecuzioni. L’illusione durerà poco: l’Italia fascista mette al bando gli ebrei e la famiglia è costretta a nascondersi con la complicità di un parroco. È qui che ha inizio la storia di Marcello, uno dei tre figli di Galeazzo che, ribelle, a sedici anni, nel pieno dell’occupazione del Paese, decide di fuggire dal rifugio in cui sono riparati. La sua è un’autentica odissea che lo vede lasciare il Veneto alla volta di Milano e poi viaggiare verso il confine con la Svizzera dove spera di espatriare. Prima di arrivare alla meta, però, è catturato dai fascisti e si salva grazie all’istinto di sopravvivenza: finirà per vestire la camicia nera nelle brigate della Repubblica sociale italiana senza però mai rivelare la sua vera identità. E arrivando con le truppe fasciste fino al fronte della linea gotica. Un viaggio rocambolesco che si conclude con la liberazione del Paese da parte degli Alleati insieme a cui giungono le prime notizie sullo sterminio degli ebrei messo in atto dai tedeschi durante la guerra.

La piena. Blackwater I
Michael McDowell
BEAT
In libreria il 17 gennaio

Uno strano annegamento, una rivelazione terrificante e la scoperta di un tesoro
1919. Le acque nere e minacciose del fiume sommergono la cittadina di Perdido, Alabama. Come gli altri abitanti, i ricchissimi Caskey, proprietari di boschi e segherie, devono fronteggiare il disastro provocato dalla furia degli elementi. Ma il clan, capeggiato dalla potente matriarca Mary-Love e dal figlio devoto Oscar, dovrà anche fare i conti con un’apparizione sconvolgente. Dalle viscere della città sommersa compare Elinor, donna dai capelli di rame con un passato misterioso e un oscuro disegno: insinuarsi nel cuore dei Caskey.

La bambina senza la stella
Alina Peretti
Newton Compton Editori
In libreria il 17 gennaio

Sono molte le testimonianze che ci sono arrivate, nel corso degli anni, sull’orrore di Auschwitz. Alina Peretti, ormai novantenne, è una sopravvissuta, ma i suoi ricordi si stanno affievolendo. Quando la donna comincia gradualmente a perdere la memoria, suo figlio Jacques, giornalista investigativo, capisce che è arrivato il momento di raccontare la storia che, più di tutte, lo tocca da vicino: quella della sua famiglia, deportata prima in Siberia e poi ad Auschwitz. Alina racconta e Jacques scrive, così che l’orrore non venga dimenticato. Insieme si fanno testimoni della prigionia in uno dei campi di sterminio più letali di sempre. Ripercorrendo il passato della madre, Jacques scopre segreti a lungo nascosti sulla sua famiglia. Alina Peretti viveva vicino a Varsavia e, durante gli anni in cui Hitler e Stalin si spartivano la Polonia, i suoi genitori erano considerati pericolosi sia dal regime nazista sia dai bolscevichi a causa della loro storia familiare. Il destino della tredicenne era ormai segnato, eppure Alina è riuscita a sopravvivere. In questo libro, frutto di un’emozionante faccia a faccia tra l’autore e la propria madre, viene raccontato uno dei periodi più drammatici della storia contemporanea. In una corsa contro il tempo perché i ricordi di Alina non siano perduti per sempre, “La bambina senza la stella” è un racconto monumentale della storia del Novecento.

La monaca
Aphra Behn
Lorenzo de’ Medici Press
In libreria il 20 gennaio

Per la prima volta tradotto in italiano, il romanzo breve La monaca rientra nella tematica più genuina di Aphra Behn: la polemica contro la repressione del desiderio femminile, vuoi con i matrimoni combinati, vuoi, come qui, con il voto monacale. La storia ne mostra i disastrosi effetti: la giovane Isabella, che avrebbe potuto vivere felice nel mondo, avrà prima l’anima dolorosamente lacerata, poi fuggirà dal convento rubandone i beni, e infine verrà spinta al delitto. The History of the Nun, uscì nell’anno della morte di Aphra, il 1689. Durante la sua vita Aphra Behn aveva destato scandalo, sia per la rappresentazione letteraria del desiderio femminile sia per la sua libertà di vita. Ebbe amanti di entrambi i sessi ed ebbe in particolare una relazione con l’avvocato John Hoyle, notoriamente bisessuale. Dopo secoli di discredito, negli ultimi decenni l’opera di Aphra Behn è stata ampiamente rivalutata, soprattutto da scrittrici e critiche femministe. Un vero elogio le fu tributato da Vita Sackville-West con il volume Aphra Behn – The Incomparable Astrea (1927). Virginia Woolf, in A Room of One’s Own (1929) inserisce un’intera sezione dedicata a lei.

La fuga di Jacob
Michael Reit
Newton Compton
In libreria il 20 gennaio

Berlino, 1938. Qui non si è più al sicuro. Berlino, 1938. Jacob Kagan sa che è solo questione di tempo prima che i camion dei nazisti vengano a prelevare anche lui. Sono settimane, infatti, che gli ebrei di Berlino scompaiono nel corso di raid notturni. E così Jacob, che ha solo ventun anni, decide di fuggire insieme alla sua famiglia e al suo migliore amico Ethan, alla ricerca di un posto sicuro, oltre il confine con l’Olanda, dove potranno attendere che le rappresaglie contro gli ebrei abbiano fine. Ma le loro speranze sono destinate a naufragare. Il campo profughi nel quale trovano rifugio, infatti, si trasforma in un centro di smistamento non appena i nazisti invadono i Paesi Bassi. Decine e decine di treni partono da lì per raggiungere i letali campi di concentramento allestiti a est. Nessuno ha mai fatto ritorno da quell’inferno. Quando le SS selezionano Jacob per sorvegliare la popolazione ebraica all’interno del centro, con l’obbligo di segnalare qualunque comportamento sospetto, lui si rende conto che quella può essere un’occasione irripetibile per mettere in salvo i suoi cari. Ma a quale prezzo?

Se esiste un perdono
Fabiano Massimi
Longanesi
In libreria il 24 gennaio

La storia dimenticata dello Schindler britannico.
La chiamano la Bambina del Sale, perché tutte le sere, quando il buio allaga la città, puoi incontrarla all’imbocco di un vicolo che vende ai passanti sacchetti in tela azzurra con dentro una manciata di sale, introvabile da tempo. Nessuno a Praga conosce il suo nome. Nessuno sa come si procura quella preziosa merce. La Bambina compare dopo il tramonto e scompare prima dell’alba, senza dare confidenza a chi incontra. Una moneta, un sacchetto. Tutto qui. È il 1938. Il furore nazista incombe sulla Cecoslovacchia e Hitler è alle soglie della città. La paura dilaga, soprattutto fra gli ebrei del Ghetto. Non c’è tempo, bisogna fuggire. Bisogna salvare i più deboli, come i bambini senza famiglia, come la Bambina del Sale. Un’impresa impossibile. Eppure c’è un uomo che ci crede, un inglese di origini ebraiche, Nicholas Winton, che tenta il miracolo: allestire treni diretti nel Regno Unito per mettere in salvo quanti più bambini possibile. Tra mille ostacoli logistici e politici, e con l’aiuto della giovane Petra che lo guida in una città a lui sconosciuta e colma di fascino, Winton sta per riuscire nel suo eroico intento. Ma la Bambina del Sale sembra non voglia farsi salvare. Perché quello sguardo sfuggente? Quale segreto nasconde? In questo romanzo, che racconta la vicenda vera e dimenticata di sir Nicholas Winton, tornata alla luce grazie a un commovente video della BBC dove l’uomo ottantenne incontra a sorpresa i “suoi” bambini ormai adulti, Fabiano Massimi ci accompagna in un viaggio fra storia e finzione, rischiarando una delle pagine più oscure del nostro passato con la luce della speranza.

Il mago
Colm Toìbìn
Einaudi
In libreria il 24 gennaio

Un romanzo su Thomas Mann che si legge come un romanzo di Thomas Mann. Una visione intima e insieme epica del grande scrittore tedesco, premio Nobel nel 1929. Un ritratto di elaborata sensibilità, in cui si riflette l’inquieto smarrimento del ventesimo secolo.
Cresciuto tra le comodità e i privilegi borghesi della Lubecca di inizio Novecento, il giovane Thomas Mann si avvia, non senza difficoltà, a intraprendere la sua carriera letteraria. La famiglia, infatti, lo vorrebbe impiegato in una compagnia di assicurazioni, non ravvisando in lui il talento che invece viene riconosciuto al fratello Heinrich. Per giunta la sensibilità artistica di Thomas si accompagna a un modo intenso e appassionato di vivere i rapporti familiari e sociali, con slanci tuttavia non sempre compresi o corrisposti. Il matrimonio con Katia Pringsheim – rampolla di una facoltosa famiglia ebrea di Monaco nel cui salotto si incontra l’élite culturale del Paese, e gemella del conturbante Klaus – sembra capace di disciplinare le energie emotive e creative di Thomas, portandogli in dono la paternità di sei figli e una cornice di normalità entro cui poter esprimere la propria urgenza narrativa e scongiurare lo stigma che altrimenti la sua omosessualità gli attirerebbe. Intorno alla quotidianità di casa Mann si muovono familiari e conoscenti, figure tratteggiate per ciò che sono e per ciò che suscitano nella mente, nel corpo e nell’animo del Mago – come i figli si divertono a chiamarlo – e che spesso si traducono nei personaggi degli acclamati romanzi che Thomas continua a scrivere seguendo una metodica ed eremitica routine. Gli anni della fama letteraria di Mann, prima e dopo il premio Nobel per la Letteratura del ’29, coincidono tuttavia con l’ascesa di Hitler al potere e con la sua trasformazione da potenziale minaccia a carnefice. L’anticamera della Seconda guerra mondiale e delle persecuzioni naziste è per la famiglia Mann l’inizio di un esilio che li porterà dalla Germania agli Stati Uniti, passando per Svizzera, Francia e Svezia. La loro vita intrinsecamente romanzesca – gioie e tragedie, nascite e morti, passione e disperazione – si intreccia con i grandi stravolgimenti e i grandi personaggi della storia del Novecento, da Mahler a Einstein, creando coincidenze e collegamenti che amplificano la biografia personale in una biografia «totale», mentre il protagonista continua a interrogarsi sulla natura, l’autenticità e l’adeguatezza delle proprie idee ed emozioni, anche quando – ricongiungendosi con la sua patria – la troverà sfigurata dall’irreparabile orrore della guerra.

Versante sud
Eduard von Keyserling
Guanda
In libreria il 27 gennaio

Il ritratto elegante e preciso di una società di fine secolo ancora in pieno fulgore prende un tono rassegnato e severo, che acquista il senso di un accorato presagio.
Il sottotenente Karl Erdmann von West-Wallbaum si appresta a una vacanza spensierata e piacevole nel castello di famiglia: la compagnia dei fratelli, una madre dolce e svagata, la caccia, forse l’amore di Daniela, una giovane signora il cui fascino ha conquistato tutti gli uomini di casa; l’attesa stessa di un duello che dovrà sostenere tra breve è in fondo più eccitante che preoccupata. In questo ambiente protetto, in questo mondo di benessere quieto, scalfito appena da una malinconia compiaciuta, da un leggero presentimento di declino, nulla sembra poter provocare un vero sussulto; neppure il contatto improvviso di una giovinezza inesperta e ottusa con il sentimento maturo di una donna. I rancori, le gelosie, gli amori hanno un’espressione contenuta, sobria, si estenuano nel passo lento delle giornate e dei loro rituali. Il richiamo alla realtà, l’occasione di una brusca accelerazione verso la consapevolezza e la maturità non potranno venire, per Karl Erdmann, che da un avvenimento in ogni senso esterno; la lezione verrà impartita, con un gesto tragico, da un individuo estraneo a quel mondo, da una creatura socialmente inferiore, ma capace di sentire e soffrire molto più di quanto non lo siano gli impeccabili attori di questa commedia familiare e mondana.

La diga. Blackwater II
Michael McDowell
BEAT
In libreria il 30 gennaio

L’eredità di una donna defunta e uno smembramento che fa raggelare il sangue
1922. Mentre Perdido si sta riprendendo dalla devastante inondazione, la costruzione di una diga è l’unico baluardo possibile contro la furia dell’acqua. Ma il cantiere riversa sulla cittadina il suo carico di imprevisti: la rivolta degli operai, il capriccio delle correnti, il mistero di alcune sparizioni. La matriarca Mary-Love si scontra con Elinor, ora parte della famiglia Caskey. Macchinazioni, alleanze innaturali, sacrifici: a Perdido i mutamenti saranno profondi, le conseguenze irreversibili. La lotta è appena cominciata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.