Narrativa recensioni

Giocare a dadi col mondo – Massimiano Bucchi

Recensione a cura di Maria Marques

Stoccolma inizi dicembre, anno 1925. La città è in fermento, si stanno organizzando grandi festeggiamenti perché il premio Nobel compie il suo primo quarto di secolo. L’atmosfera è però funestata da quella che dapprima appare come una disgrazia ai danni di un eminente geologo, per poi trasformarsi invece in un delitto. La situazione è seria e i membri dell’Accademia delle Scienze sono divisi: alcuni preferirebbero annullare le cerimonie, altri, invece, proseguire sulla linea di quella che sembrerebbe essere la volontà della Fondazione Nobel, quando un secondo omicidio, commesso nella comunità scientifica, turba ancora di più gli animi. Tra gli scienziati presenti per i festeggiamenti, uno in particolare è famosissimo e viene del tutto naturale chiedere il suo aiuto, proprio perché considerato una delle menti più brillanti del secolo.

Carl Wilhelm Oseen

Albert Einstein dapprima oppone qualche diniego facendo notare che le sue competenze come scienziato non equivalgono a quelle che connotano gli investigatori, ma la curiosità e le pressioni di Carl Wilhelm Oseen, il fisico che propose la sua candidatura al premio, nel 1922, abbattono le barriere:

Uno scienziato come me? Non scherzi professore. Lei è unanimemente riconosciuto come una delle menti più brillanti del mondo. Chi meglio di lei potrebbe aiutarci a ragionare, a capire quello che sta succedendo? Noi siamo troppo coinvolti…troppo sconvolti. Troppo vicini per vederci bene. Si ricorda, me l’ha spiegato proprio lei?Per risolvere un problema a volte bisogna affrontarlo da lontano, vedere l’insieme, guardarlo con occhi nuovi.

Leo Szilard

Dove c’è spazio per due scienziati…c’è spazio per un terzo! Einstein chiamerà a collaborare in quest’avventura il suo allievo più brillante, Leó Szilárd, un giovane molto più intraprendente rispetto ai due più flemmatici scienziati. Le osservazioni condotte dai tre personaggi, poco investigatori, ma molto attenti ai particolari, metteranno in luce elementi sfuggiti alle forze dell’ordine mentre un altro omicidio incupisce le ormai imminenti celebrazioni. Le morti degli scienziati legati in qualche modo al premio Nobel, sembrano tutte ispirarsi ad alcuni celebri esperimenti scientifici e, da un particolare sempre presente sulle scene, sembrerebbe siano tutte da ricondurre a un’unica mano i cui intenti sono quelli evidenti di sabotare che i più grandi scienziati del secolo si riuniscano, secondo le volontà di Nobel. Quali sono però le vere intenzioni di Nobel? Perché il suo esecutore testamentario, Ragnar Sohlman, è contrario a ogni ipotesi di posticipare o annullare la cerimonia? Esistevano altre disposizioni testamentarie di Nobel, non note al pubblico? Chi è l’assassino? Qual è il movente? E, soprattutto, Einstein, aiutato da due valenti e intelligenti collaboratori, riuscirà a risolvere il mistero?

Un giallo breve che si legge rapidamente e che diverte per la presenza di un inconsueto detective. Einstein nelle pagine si rivela esattamente come la nostra immaginazione lo dipinge : cortesissimo, distratto,incapace di ricordarsi i nomi , suonatore dilettante di violino, fanciullesco nel divertirsi alle spalle del collega Carl Wilhelm ben più rigido e impomatato e complice con il suo brillante studente con cui progetta un frigorifero con il sogno di registrarne un brevetto. “Sì, un frigorifero, “ rispose Albert. “La cosa la stupisce? Guardi che contiamo di brevettarlo e farci qualche bel soldino…e io di brevetti un po’ me ne intendo, avendo lavorato per anni all’ufficio di Berna. La vedo scettico. Forse col clima svedese qui non ne sentite un gran bisogno, ma…”.

Immergendosi nella lettura del romanzo, il giallo passa un poco in secondo piano, e quello che rileva in modo prepotente è la storia del premio Nobel, come sia nato e perché il ricchissimo inventore della dinamite, abbia pensato a qualcosa di simile dopo una riflessione amara scaturita dalla lettura del suo necrologio, pubblicato per errore, dove era definito “il mercante di morte”. Proprio l’idea di non passare alla storia con quell’epiteto, fece nascere l’embrione di quello che un giorno sarebbe diventato un premio prestigioso riconosciuto a coloro che “durante l’anno precedente, avranno reso all’umanità i più grandi servigi ”. L’autore, Massimiano Bucchi, riesce a creare quella giusta commistione tra realtà e fantasia per attrarre il lettore, per condire di suspense la vicenda, creando l’espediente di uno scienziato investigatore e facendolo interagire in mezzo ad altri suoi pari, realmente esistiti.

Come si può intuire non si tratta di un giallo che prevede indagini con inseguimenti mozzafiato, ma semmai un’attenta riflessione sui particolari in cui nulla è lasciato al caso, condito il tutto da una garbata ironia. La scelta di diluire la vicenda in poche pagine permette di non annoiare il lettore, di lasciargli molte curiosità da approfondire e soprattutto molti interrogativi etici che la scienza induce ancora oggi a porsi. Le scoperte scientifiche volte a favorire e migliorare la vita, spesso sono state invece piegate a distruggere l’uomo e può accadere che proprio l’inventore dei terribili gas asfissianti tedeschi, tristemente usati durante il primo conflitto mondiale, sia stato insignito del premio che dovrebbe invece “rendere all’umanità grandi servigi”. Difficile imporre limiti alla scienza e ancora di più a uomini assetati di curiosità e di entusiasmo nello scoprire la materia che li circondava. Una piccola appendice svela brevemente le vicende successive che, come s’intuisce, portarono allo sviluppo della bomba atomica.

Anche una particella minuscola, in certe condizioni, può dare il suo contributo affinché le cose vadano in un certo modo.

Editore: ‎ Bompiani (22 giugno 2022)
Copertina flessibile: ‎ 160 pagine
ISBN-10: ‎ 8830105996
ISBN-13: ‎ 978-8830105997
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Trama
Dicembre 1925. A Stoccolma, per festeggiare i venticinque anni del premio Nobel, stanno per arrivare i più grandi scienziati del mondo, tra cui Albert Einstein. Ma a pochi giorni dalla cerimonia un delitto sconvolge l’Accademia Reale delle Scienze di Svezia. Albert e il suo allievo Leó si trovano loro malgrado coinvolti in un caso intricato e singolare: il conto dei morti sale e gli omicidi sono ispirati ad alcuni celebri esperimenti scientifici. Forse qualcuno vuole impedire l’incontro tra le menti più brillanti dell’epoca? Qual è il vero motivo per cui gli scienziati sono stati riuniti nel venticinquesimo anniversario del premio? E che cosa c’è scritto nella lettera segreta che il fondatore del premio Alfred Nobel ha lasciato insieme al proprio testamento? Toccherà ad Albert cercare di capire se si è scatenata una sanguinosa lotta di potere all’interno dell’Accademia, o se è in gioco qualcosa di più grande, magari addirittura il destino del mondo. Massimiano Bucchi scrive un giallo classico con un protagonista d’eccezione, attingendo a oltre vent’anni di ricerche originali negli archivi del premio Nobel.

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