Narrativa recensioni

Il filo di luce – Valeria Montaldi

Recensione a cura di Roberto Orsi

“Il filo di luce, un miracolo nato dalla terra e perfezionato dalle mani dell’uomo”

Una striscia sottile di seta che avvicinata alla finestrella in direzione del sole si trasforma in un filo di luce, uno stame che, come viene definito nel romanzo, risulta un lavoro che ha del miracoloso.

La lavorazione della seta e la produzione di tessuti pregiati fu uno dei capisaldi della produzione manifatturiera della città di Milano del XV secolo e Valeria Montaldi ci costruisce un romanzo attorno, denso di storia e di grande sentimento.

Nella Milano che vede il passaggio dai Visconti, con la morte di Filippo Maria, agli Sforza con la presa di potere del capitano di ventura Francesco Sforza, dopo il breve intermezzo del fallace esperimento della Repubblica Ambrosiana, l’autrice tesse la tela del suo racconto con personaggi femminili degni di nota.

Margherita è una giovane donna nata da una galeotta brutalmente seviziata e violentata da un uomo senza scrupoli, disposto a pagare il carceriere per pochi minuti di godimento. Una gioventù difficile quella di Margherita, cresciuta da una famiglia non sua per estinguere un debito, e ben presto avviata alla vita di prostituta, sfruttata da un altro uomo privo di scrupoli.

Una vita perennemente all’inseguimento di qualcosa, alla ricerca di un posto nel mondo che la caratterizzi, la soddisfi e le restituisca quella dignità strappata troppo presto.

Il lettore segue le vicende di Margherita in una Milano che cambia volto politico ed economico. La svolta avviene nel momento in cui Margherita stessa decide di ribellarsi a un destino infame, rifugiarsi presso una vecchia conoscenza e imparare gli elementi basilari della lavorazione della seta.

“Qualunque disgrazia ci travolga, si può sempre ricominciare.”

In aggiunta agli insegnamenti materiali della lavorazione della seta, Margherita riceve profondi insegnamenti di vita, ritrova a poco a poco quel carattere che probabilmente non sapeva di avere ma covava sotto le braci delle violenze subite.

La ragazza ritrova la voglia di vivere, la capacità di rimettersi in gioco e di investire su sé stessa. Quel posto nel mondo che le era stato negato, improvvisamente diventa tutto per lei.

“Quanti anni erano passati dall’ultima volta in cui aveva potuto soffermarsi a godere di quel sole tiepido, a lasciarsi sfiorare il viso da una brezza sottile, a sentirsi viva?”

E con la voglia di vivere, Margherita ritrova anche la voglia di amare, di fidarsi, di lasciarsi andare pur con tutte le preoccupazioni e le barriere da abbattere.

Nella narrazione dell’autrice affiora la conoscenza storica del contesto di riferimento. Non mancano termini tecnici legati alla lavorazione della seta, agli strumenti e alle tecniche più importanti per ottenere tessuti di grande valore, pronti per trasformarsi in abiti sontuosi e maestosi. È lampante e sicuramente risulta essere il valore aggiunto alla narrazione storica, la grande ricerca messa a punto da Valeria Montaldi sulle vicende dei setaioli milanesi e le fasi di creazione dei tessuti fin dall’origine.

Accanto alla storia di Margherita, si alternano le vicende di personaggi illustri della Milano dell’epoca: da Cicco Simonetta, consigliere ducale, alla moglie Elisabetta Visconti che giocherà un ruolo fondamentale nella storia; da Filippo Maria Visconti a Francesco Sforza e la moglie Bianca Maria Visconti. Una città che nel XV secolo affronta uno dei periodi più complicati della Storia d’Italia, soprattutto nel conflitto con la città di Venezia che tenta di espandersi sulla terra ferma a occidente, e con un occhio alle truppe francesi pronte a scendere nella penisola per rivendicare il trono di Napoli in nome di Carlo VIII.

“Questa è una città generosa e lo è sempre stata: chiunque varchi le nostre mura viene accolto con benevolenza, cosa che di certo non accade ovunque”

Una città che l’autrice ricostruisce sapientemente nella toponomastica, negli usi e tradizioni così come nelle leggi in vigore e nell’amministrazione della giustizia. La Milano dei Visconti e degli Sforza e del grande lavoro che Cicco Simonetta produsse per gestire un ducato molto complicato dal punto di vista economico e politico.

Una storia di rivalsa e riscatto personale e sociale, dove le donne cercano il posto a loro precluso in una società ancora patriarcale.

Una forza di volontà non comune, capace di scavalcare barriere imposte, una intraprendenza che permette di rialzarsi dopo una caduta.

Un carattere forte e deciso quello di Margherita che, aiutata da altre donne caparbie come lei, ritrova il coraggio di osare. Tacciata da molti come meretrice, subdola e opportunista, non si lascia sopraffare anche quando tutto sembra avere un peso troppo grande.

La penna di Valeria Montaldi ci regala ancora una volta un romanzo per e con le donne, con la giusta dose di delicatezza e sensibilità, alternate a scene più dure che toccano le corde sensibili del lettore.

“Nessuno di noi sa fino in fondo, e questo è bene, perché troppa sapienza porta con sé arroganza e superbia, vizi capaci di far marcire l’anima.”

Editore ‏ : ‎ Rizzoli (1 marzo 2022)
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina flessibile ‏ : ‎ 416 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8817161616
Link d’acquisto cartaceo: Il filo di luce
Link d’acquisto e-book: Il filo di luce

Trama

Ducato di Milano, 1447. Mentre il popolo festeggia la morte di Filippo Maria – l’ultimo, tirannico duca Visconti – e si apre la lotta per la successione, anche Margherita combatte la sua personale battaglia: una battaglia che le permetta di riscrivere un destino già segnato da troppi soprusi. Orfana di una carcerata e allevata da una donna che non si fa scrupolo di vendere il suo corpo di bambina, Margherita è una reietta della società. Fino all’incontro con Elide, conversa all’Ospitale della Colombetta, che le insegna i rudimenti della lavorazione della seta. È così che la sua sorte cambia per sempre, perché applicandosi con dedizione a quest’arte raffinatissima, Margherita troverà la forza per emanciparsi dalle ingiustizie riservate al suo sesso. In un mondo dominato dagli uomini, diventerà un’abile tessitrice, capace di lavorare la seta e i tessuti più preziosi, e avrà il coraggio di vivere un amore considerato impossibile. Arriverà a condurre una delle più importanti manifatture tessili di Milano, ma non lo farà da sola. Insieme a lei, una vera e propria confraternita tutta al femminile, composta da alcune tra le donne più influenti della città, decise a non restare nell’ombra. Valeria Montaldi, maestra del genere, firma un romanzo storico sorprendentemente attuale, una storia di riscatto e solidarietà sul palcoscenico di una Milano sforzesca che non è mai sembrata così viva. Una città dove è possibile che anche la più umile delle popolane diventi padrona della propria vita.

Che ne pensi di questo articolo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.