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Giulia. Una donna tra due Papi – Silvia Lorusso

Recensione a cura di Roberto Orsi

“Ognuno ha il proprio destino, e le mani, che non sono davvero le mie, l’hanno tracciato. C’è soltanto una cosa di cui sono sicura: in tutto questo sono sola.”

Silvia Lorusso ripropone per la collana Literary Romance il suo romanzo sulla vita di “Giulia. una donna tra due Papi”.

Quando si raggiunge l’età matura, con la consapevolezza di una vita vissuta che ormai non ha più molto da offrire, giunge il momento di guardarsi indietro. Si ha il tempo di fare bilanci e valutare a mente fredda ciò che si è stati, per sé stessi e per gli altri.

Giulia Farnese: la bella senza volto – artèpassione

Giulia Farnese, la protagonista di questo romanzo, sotto forma di epistola indirizzata a Lucrezia Borgia, come in una sorta di nastro che si riavvolge lentamente, affronta le tappe più importanti della sua vita che la resero immortale con il soprannome di “Giulia La Bella”.

Un periodo storico complicato quello che traghettò l’uomo dal Medioevo al Rinascimento. A cavallo tra il XV e il XVI secolo, in una Roma dissoluta, corrotta, nepotista, sul collo della quale iniziano a soffiare i primi venti di riforma, Giulia Farnese assume il ruolo di pedina sullo scacchiere politico del tempo.

Non è una novità. Tantissime le figure femminili che in quegli anni dovettero sottostare a un disegno già bell’e fatto e progettato da mani non proprie. Giulia Farnese non è un’eccezione, anzi. Fin dall’età di quindici anni viene avviata dal fratello Alessandro, futuro papa Paolo III, a una vita da predestinata. Il matrimonio combinato con il nobile Orso Orsini, la catapulta in un mondo fatto di intrighi, violenze soprattutto morali e intellettuali, congiure e avvelenamenti.

Foto di Papa Alessandro VI Borgia

Il pontificato di Rodrigo Borgia, Papa Alessandro VI, è rinomato per la sfrenata controversia dell’operato, l’eccessivo nepotismo con il quale favorì i propri figli illegittimi avuti da Vannozza Cattanei, la spudorata attitudine a una vita sregolata e oltre i limiti. Giulia rimane intrappolata in un vortice che ne risucchia le forze, scombussolandola in un’altalena di emozioni difficili da sopportare anche per la più tenace delle donne.

“Sono nel mezzo tra voi e mio fratello Alessandro, tra un leone e una volpe. Detto ciò, anche l’agnello più puro smette di essere tale”.

Una donna tra due Papi, l’amante Rodrigo e il fratello Alessandro, il presente e il futuro della Chiesa. Entrambi guidati da una fortissima propensione al potere, da una grande ambizione che porta a calcolare cause ed effetti di ogni mossa.

Giulia ripercorre gli avvenimenti che l’hanno vista protagonista, con il senno di poi, quel sentimento di ricostruzione postuma, di valutazione e definizione di ciò che è stato con un approccio diverso, forse più lucido. I pensieri di Giulia, riversati su carta nella corrispondenza con Lucrezia Borgia, hanno il sapore dolceamaro degli attimi fuggiti. Le riflessioni si trasformano in un viaggio interiore, nel rivedere la propria vita a rallentatore e dare un senso al tutto.

“Il privilegio è qualcosa che ti entra dentro, scorre lungo la pelle. La consapevolezza di possederlo e di averne riscontro in chi ti sta di fronte, ti rende euforica. È come un calice riempito di vino dolce: lo assapori, e ne vuoi ancora, ne vuoi sempre più. Poco importa se ti dà alla testa, se ne esalta la futilità. Sai bene che in virtù di quello, e proprio per quello, ogni cosa ti è concessa”.

Il piatto preferito di Lucrezia Borgia | Wall Street International Magazine

Lucrezia e Giulia: due donne accomunate da un destino già scritto. Troppo spesso mercificate in nome di alleanze che generano ricchezza e potere. Storie comuni, storie di tante figure femminili del passato. Giulia ha il grande pregio di non perdere lucidità e ragione. Silvia Lorusso tratteggia un personaggio delicato ma allo stesso tempo deciso, capace in certi frangenti di tenere testa a uomini di grande potere e alto lignaggio.

Insieme a lei anche altre protagoniste di quel tempo: su tutte Lucrezia Borgia, su cui tanto si è scritto, urlato e sussurrato. Spesso identificata come emblema di una società corrotta come quella voluta dal padre Rodrigo. Poi, Vannozza Cattanei obbligata a ingoiare il boccone amaro del rifiuto, sostituita dal pontefice senza alcuna remora con Giulia Farnese nel ruolo di amante.

E ancora, forse uno dei personaggi meno noti, ma altrettanto spietati nel perseguire i propri obiettivi: Adriana De Mila, madre di Orso Orsini, la suocera di Giulia. Una donna abile nello spingere la moglie del proprio figlio tra le braccia di un altro uomo, papa Alessandro VI, per ottenerne vantaggi e benevolenza.

Un insieme di relazioni e intrighi che riportano a quanto indicato in quarta di copertina: protagoniste che dimostrano come la storia sia stata scritta molto più dalle donne di quanto si pensi.

“Voi, Lucrezia, conoscete la mia anima, e so che le malignità sul mio conto non vi hanno nemmeno sfiorata. Sono ben altre le cose che vi hanno colpita, e nel destino comune abbiamo forgiato il legame.”

Silvia Lorusso propone un romanzo con una prosa leggera che si immerge nei meandri di un’intricata esistenza e ne esplora le mille sfaccettature.

Giulia Farnese rivive tra le pagine di questo romanzo dense di un’umanità che la contraddistingue e che tutti gli uomini che l’hanno accompagnata nel suo cammino non sono mai riusciti a eliminare del tutto.

“Adesso devo stare nell’ombra. Devo circondarmi di silenzi e di solitudine. Tirare le pesanti tende e chiudere gli scuri affinché il mio viso, così tanto ammirato da radunare le folle di Roma solo per coglierne un fugace sguardo, sia dimenticato. Adesso, io, Giulia Farnese, sono diventata scomoda”.

Editore ‏ : ‎ PubMe (24 settembre 2021)

Lingua ‏ : ‎ Italiano

Copertina flessibile ‏ : ‎ 171 pagine

ISBN-10 ‏ : ‎ 8833669750

ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8833669755

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Trama

Ha solo quindici anni Giulia, detta La Bella, quando nel 1489 viene data in sposa, dall’ambizioso fratello Alessandro Farnese, al sedicenne Orsino Orsini. Un matrimonio combinato il loro, un matrimonio a distanza perché la bella Giulia non è altro che pregiata merce di scambio nel perverso gioco di potere che tiene banco nella Roma del XV secolo. Sulle sue grazie si posano ben presto gli sguardi lascivi di Rodrigo Borgia, padre di Cesare e Lucrezia, nonché futuro papa Alessandro VI che vuole Giulia tutta per sé, nonostante sia poco più che una bambina, lui abbia quasi sessant’anni e sia uomo di Chiesa. Lei, intelligente e colta, comprende subito di essere una pedina nella scacchiera politica del suo tempo, capisce che non c’è spazio per i sogni e per l’amore, non in quell’ambiente e non con la pressione che il fratello le esercita costantemente per l’ascesa al potere a cui, mai sazio, tanto brama. Roma che, con le sue bellezze, i suoi palazzi, le ricchezze, i vizi e gli intricati rapporti umani inesorabilmente politici, fa da sfondo a questo potente romanzo storico in cui Giulia Farnese, Lucrezia Borgia, Adriana de Mila, Vannozza Cattanei e Sancia d’Aragona, dimostrano come la storia sia stata scritta molto più dalle donne di quanto si pensi.

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