Narrativa recensioni

Rosso rosso come un rubino – Giuseppe Scarpato senior

Recensione a cura di Luigia Amico

La lettura di questo libro è stata come l’impronta di una ruvida carezza lasciata sul volto da una mano amorevole ma sofferente. Le pagine raccolte fanno parte di un diario scritto da un uomo, Giuseppe Scarpato “Pippo”, che ha voluto rendere eterna la memoria di un figlio morto prematuramente durante gli anni più duri che la Storia recente possa ricordare.
La Seconda Guerra Mondiale scuote gli animi, sono tempi difficili e problematici ma questo non può minimamente scalfire la gioia di Pippo e della sua amata Clara per la nascita del loro primogenito Soso’, Salvatore all’anagrafe. La gravidanza è vissuta con trepidazione ed eccitazione ma il rumore assordante della guerra non permette ai giovani sposi di godere in pieno della felicità per l’arrivo di quel bimbo tanto desiderato.   

Tua madre ed io, spesso, ci accoravamo per te, prima ancora che nascessi, perché avremmo voluto che tu vedessi la luce in un mondo di pace e di benessere e che crescessi tra le agiatezze e che nulla potesse mancarti. Invece l’avvenire si presentava incerto, oscuro, triste, pauroso, difficile!”

Purtroppo durante il parto ci saranno delle complicazioni e una manovra errata del medico trasformerà la gioia del momento in un incubo da cui purtroppo i neo genitori non potranno più risvegliarsi.

Eri rosso rosso come un rubino, se si eccettuano le chiazze livide agli arti inferiori, traumatizzati; la tua pelle si chiarì lentamente, perché eri un esserino piccolo e frale.”

Non voglio addentrarmi oltre nel riportare la drammatica vicenda e i terribili anni di malattia del piccolo Soso’, non credo potrei riuscire a rendere in pieno la sofferenza e l’immenso amore di Pippo e Clara per il loro bimbo.

Così ti sognò e ti volle mamma; così ci apparisti e tale rimanesti impresso nelle nostre pupille, che non avevano altro obiettivo che il tuo ritratto, su cui entusiasticamente per ore ed ore posavamo i nostri sguardi innamorati…”

Pagina dopo pagina la carezza di cui parlavo poco prima si tramuta in uno schiaffo in pieno volto; attraverso le parole accorate di Giuseppe, il piccolo Salvatore diventa un po’ il figlio di tutti noi e vorresti abbracciarlo, cullarlo e coccolarlo, vorresti essere lì per trasmettere conforto e speranza a due genitori uniti dall’amore e dalla disperazione. Pippo si strugge alla vista del dolore di Clara e gioisce per i piccoli miglioramenti di Soso’, miglioramenti momentanei purtroppo.

La speranza di una miracolosa guarigione non abbandonerà mai i protagonisti del diario che dedicheranno giorni, ore e minuti alla cura di Salvatore, sovrapponendo ai loro bisogni e desideri il suo benessere. Il lessico adottato da Giuseppe Scarpato è ricercato e a tratti poetico, non scade mai nella banalità nonostante la semplicità di esposizione dei fatti, indice a mio avviso di profonda intelligenza e cultura. Sullo sfondo della triste vicenda lo scenario perfettamente reso di una Napoli, Nola per essere precisi, devastata dai bombardamenti e la paura che alberga nel cuore e nella mente della popolazione costretta a fughe in cerca di riparo in piena notte in rifugi di fortuna. Il periodo storico è ben contestualizzato e descritto dettagliatamente, le dinamiche che hanno caratterizzato gli anni della guerra sono rese ancora più chiare dalle note esplicative inserite a piè di pagina dal figlio e dal nipote di Giuseppe, Renato Scarpato e Giuseppe Scarpato jr, cui va un mio personale ringraziamento per aver reso pubblica e aver voluto condividere con i lettori una storia tanto commovente quanto struggente.

Mi strinsi a voi, vi avvolsi col mio corpo e col calore dell’anima mia e formammo, tutti e tre, una vita sola.”

Editore: ‎ Independently published (26 dicembre 2020)
Copertina flessibile: ‎ 144 pagine
ISBN-10: ‎ 1090177429
ISBN-13: ‎ 978-1090177421
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Trama
Un diario autentico. Il dramma della nascita e della morte di un figlio. Sullo sfondo (ma non troppo) la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

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