Narrativa recensioni

L’ultimo segreto di Dante – Giulio Leoni

Recensione a cura di Roberto Orsi

“La vita di un uomo si giudica dalla sua conclusione, è forse questo il giusto metro? E gloria e sconfitta si misurano in un solo attimo, la bilancia aurea tra il dare e l’avere, un registro che la morte chiude con frego spietato? E cosa porterò io, quando sarò davanti al giudizio, dei miei anni trascorsi sotto il sole?”

Dante Alighieri. Il Sommo Poeta, padre della lingua italiana. Nell’anno che lo ricorda per i 700 anni dalla sua morte, avvenuta nel 1321, Giulio Leoni lo ripropone come protagonista tra le pagine della sua ultima uscita. Un personaggio non nuovo per la penna di questo autore che gli ha già regalato diversi titoli della sua produzione negli anni scorsi.

La vicenda si snoda su due piani temporali che scorrono paralleli: tra il 1313, anno in cui muore l’Imperatore Arrigo VII, il successore di Federico II lo Stupor Mundi, e il 1936 alle soglie del secondo conflitto mondiale e l’ascesa del Reich con protagonista, nella fattispecie, il Reichsführer Heinrich Himmler a capo della Ahnenerbe, la società di Ricerca dell’eredità ancestrale del popolo tedesco e della razza ariana.

La morte di Arrigo VII nel 1313 segna, per Dante, un duro colpo in merito alle speranze di un’Italia unita sotto un solo vessillo. “Ghibellin fuggiasco” lo ha soprannominato Ugo Foscolo ne “I sepolcri”. Sostenitore dei Guelfi Bianchi, vicini alla figura dell’Imperatore, e costretto all’esilio da Firenze dopo la sconfitta di questi, Dante Alighieri giunto ormai nell’età matura, si ritrova ad affrontare un viaggio che non è solo fisico ma soprattutto di introspezione e riflessione sulla vita.

“Dio non è, Dante. È vano il tuo sforzo di cercarlo!”

Nel romanzo sono tanti gli spunti di approfondimento sul pensiero e le opere di Dante. Il viaggio che intraprende, all’indomani della morte di Arrigo VII, verso il sud Italia dove una nuova figura imperiale richiede la sua presenza, è il momento per una valutazione globale del trascorso e della situazione politica del momento.

Tutta la parte ambientata nel XIV secolo vede protagonisti i pensieri di Dante, che si sofferma più volte su riflessioni che lo turbano oltremodo. Un animo tormentato, sempre alla ricerca di una verità che da più parti viene stravolta e capovolta.

Lo scontro imperituro tra Papato e Impero, al culmine della sua potenza in quegli anni, porta Dante Alighieri a domandarsi quale siano le ragioni più recondite di tale conflitto e quale la possibile soluzione. Quale dovrebbe essere la figura migliore destinata ad assurgere al trono imperiale? Quali caratteristiche dovrebbe avere per garantire pace e prosperità?

“Destinato a reggere il mondo, sentina di vizi e di debolezze, scrigno di gloria e di bassezze, arca di virtù e di pensieri informi, non doveva essere appunto qualcuno che tutto questo riassumesse in sé, dalla più infima abiezione dei figli di Satana alla luce angelica di chi è più prossimo a Dio?”

Le riflessioni sono accompagnate da considerazioni che Dante scambia con un enigmatico personaggio durante il suo viaggio. Misterioso e praticamente invisibile, l’uomo senza volto e senza nome lo porta a rivalutare il suo operato, la stesura della Divina Commedia, che in quel tempo Alighieri sta portando a conclusione.

Un modo di guardare dentro sé stesso, negli anfratti più bui di una mente eccelsa, perennemente in fermento e tesa alla conoscenza e al discernimento.

Nel 1936, l’architetto Cesare Marni, altra vecchia conoscenza dei romanzi di Giulio Leoni, viene inviato a Lucera con l’incarico sottotraccia di tenere d’occhio due studiosi e archeologi tedeschi, giunti in Italia alla ricerca di un documento che potrebbe esaltare le convinzioni di superiorità della razza ariana sulle altre. Che ha a che fare tutto questo con Dante Alighieri?

Ben presto gli eventi precipitano e l’intrigo assume i toni internazionali, con un risvolto politico molto pericoloso in cui Marni viene coinvolto suo malgrado.

Il romanzo alterna a ogni capitolo le ambientazioni temporali, lasciando la parte più avventurosa da spy story per il 1936, mentre per l’epoca di Dante prevalgono i momenti introspettivi, i ragionamenti anche a volte non troppo semplici sull’esistenza di Dio, sulle Scritture e i dogmi della Chiesa, sul senso della vita e lo scopo della stessa.

 “Che sarebbero le nostre vite senza un po’ di mistero? O senza la scoperta improvvisa che le cose sono diverse da come appaiono?”

Un aspetto più intimistico di Dante si contrappone a una vicenda avventurosa, di doppiogioco e ricerca storico-archeologica. Una lettura molto interessante che offre una visione ancora diversa del Sommo Poeta e di quello che ha significato per i contemporanei e i posteri. Una visione filosofica che strizza l’occhio ai classici greci e la consapevolezza che la Roma papalina si è discostata ormai troppo dagli insegnamenti originali.

“Non sentite nella forza dei suoi versi, che sembrano forgiati con il martello, una tempra e una virilità del tutto diverse dalla languidezza dei suoi contemporanei, lontana dalla dolce svenevolezza dei futuri sonetti petrarcheschi e ancor più remota dalla miseria di Roma papale?”

Editore ‏ : ‎ Nord (2 settembre 2021
Lingua ‏ : ‎ Italiano
Copertina rigida ‏ : ‎ 400 pagine
ISBN-10 ‏ : ‎ 8842933856
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8842933854

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Trama

Pisa, 1313. Mentre assiste alle esequie di Arrigo VII, Dante è consapevole che, insieme con l’imperatore, sono morte le sue speranze per il futuro dell’Italia e anche la possibilità di rientrare finalmente a Firenze, da trionfatore. Eppure, proprio nell’ora più buia, uno sconosciuto lo avvicina e gli dice che nelle Puglie un cavaliere si proclama diretto discendente del grande Federico II: l’uomo si nasconde nella zona di Lucera, dove resistono i superstiti dei mercenari islamici assoldati dall’imperatore. Senza più nulla da perdere, se non il manoscritto dell’ambizioso poema sull’Aldilà che sta componendo in quegli anni, Dante decide di affrontare il lungo e pericoloso viaggio fingendosi un pellegrino diretto in Terrasanta: un viaggio che gli farà incontrare una enigmatica giovane di origini germaniche e sfiorare i misteri della cultura musulmana; un viaggio che lo costringerà a riconsiderare sotto una nuova luce gli eventi fondamentali del suo passato; un viaggio che gli farà capire di essere a una svolta della sua vita…

Lucera, 1936. Dirigere il restauro di una piccola chiesa medievale è un incarico modesto, ma per l’architetto Cesare Marni è pur sempre un lavoro, in un periodo di difficoltà e ristrettezze. Di certo Marni mai avrebbe pensato di ritrovarsi suo malgrado al centro di un intrigo internazionale imbastito da ambigui studiosi tedeschi e insospettabili doppiogiochisti. Ben presto a Lucera si scatena una lotta sorda, senza esclusione di colpi, perché in quel luogo sono sepolti troppi segreti. E uno in particolare, che riguarda il padre della letteratura italiana: Dante Alighieri…

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