Narrativa recensioni

La trasfigurazione di Raffaello – G.P. Rossi

Recensione a cura di Roberto Orsi

“I dipinti sono i messaggeri più adatti per infondere un ideale. Se ci pensate, non tutti sanno leggere, ma sono in grado di vedere”.

Qualche settimana fa, il 6 aprile, ricorreva l’anniversario della morte di Raffaello Sanzio avvenuta nel 1520. Data particolare se si pensa che alcune fonti la riportano anche come quella di nascita, nel 1483. Particolarità che si somma alle poco chiare circostanze in cui l’artista ha trovato la morte.

Opere d’arte e mistero, simbolismo e messaggi reconditi. Argomenti che affascinano immancabilmente. Raffaello è stato uno dei più grandi, un talento innato di grande capacità pittorica. Il suo astro interseca la parabola con quello di altri grandi personaggi dell’epoca: Leonardo Da Vinci e Michelangelo Buonarroti, su tutti.

Le vicende raccontate in questo romanzo storico, si svolgono proprio negli ultimi giorni di vita del grande Maestro urbinate. A Roma, Raffaello ha una sua bottega, coadiuvato da garzoni e personaggi del calibro di Giulio Pippi de’ Jannuzzi, meglio conosciuto come Giulio Romano.

“Quell’opera che inizialmente non era ben vista da Raffaello, oramai era diventata il suo chiodo fisso, in quanto, attraverso di essa, doveva dimostrare di essere il migliore.

Il Maestro è impegnato nella creazione di un’opera meravigliosa, che i contemporanei osavano definire “Il dipinto”: si tratta della Trasfigurazione (a sinistra nell’immagine che segue), commissionata dal cardinale Giulio de’ Medici per la cattedrale di Narbona, una delle ultime opere a cui Raffaello lavora prima di lasciare questa vita. Questo dipinto a tempera grassa su tavola, oggi conservato nella Pinacoteca vaticana, viene ricordato anche per la “sfida a distanza” tra Raffaello e Sebastiano del Piombo, al quale nello stesso momento venne assegnato il compito di dipingere per la stessa cattedrale la Resurrezione di Lazzaro (a destra, oggi nella National Gallery di Londra).

Due opere incredibili, con colori sgargianti che si alternano a melodie più scure. La Trasfigurazione di Raffaello incarna perfettamente un dualismo che vede nella parte superiore l’ispirazione divina e la luce, mentre in quella inferiore troneggia una realtà irregolare, confusa e convulsa.

“Il mondo intero del divino Raffaello non si sarebbe mai dimenticato, perché la Trasfigurazione e le altre sue opere sarebbero rimaste per sempre a testimoniare la grandezza di un genio che aveva plasmato la natura stessa del creato.”

Papa Leone X - Wikipedia
Papa Leone X

Siamo negli anni delle correnti riformiste che dal Nord Europa spirano verso la Santa Sede. Da lì a un anno l’intero mondo Cristiano conoscerà le 95 tesi di Martin Lutero. Epoca di fermento a Roma, con papa Leone X, al secolo Giovanni di Lorenzo de’ Medici, figlio del Magnifico, che si trova a dover gestire una situazione molto complicata. Da una parte la lotta portata avanti dai predicatori riformisti contro le indulgenze e un clero sempre più corrotto, dall’altra il giovane imperatore Carlo V, sempre più un pericolo per i suoi domini temporali.

I protagonisti del romanzo, quasi tutti personaggi realmente esistiti, si muovono in una Roma molto ben caratterizzata dall’autore. Vie, piazze, mercati, quartieri e rioni, risaltano nelle descrizioni che l’autore riporta, senza eccedere nei particolari ma permettendo di assaporarne le atmosfere.

“Una strada piena di botteghe di ogni genere, dove si trovavano i punti commerciali più affollati della città come Campo de’ Fiori, Piazza Giudea, il Mercatello degli ebrei, il mercato del pesce a Sant’Angelo in Pescheria, fino ad arrivare al mercato del Campidoglio.”.

Sono poche le reali invenzioni di G.P. Rossi in questo suo nuovo romanzo. L’autore si è inserito nelle pieghe di una storia molto affascinante, costellata di personaggi che per un verso o l’altro racchiudono segreti e misteri irrisolti sulla loro vita. A partire ovviamente da Raffaello, deceduto in circostanze mai chiarite; il suo grande amico e mecenate Agostino Chigi, potente banchiere del tempo, che muore esattamente tre giorni dopo Raffaello; il Cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena, la cui nipote fu promessa sposa di Raffaello per molto tempo, senza mai convolare a nozze per i ritardi causati dal Maestro stesso, che incontra la morte l’11 novembre dello stesso anno. Circostanze fortuite? O disegno architettato nelle stanze del potere?

Raffaello apparteneva alla compagnia dei “Fedeli d’amore”, presunta setta iniziatica di cui avrebbe fatto parte anche Dante Alighieri secoli prima? Quali messaggi e insegnamenti tramandavano i suoi membri?

Alle vicende degli ultimi giorni di vita di Raffaello si alternano nel prologo, intermezzo ed epilogo, quelle legate all’apertura della presunta tomba del Maestro urbinate, all’interno del Pantheon da parte di importanti esponenti laici e clericali, nel 1833.

“Il gruppo concordò, riflettendo infine sulla straordinaria azione che erano riusciti a compiere, anche perché tutti loro ormai erano consapevoli di vivere in un giorno memorabile e che, immortali, sarebbero stati ricordati per sempre nella storia.”

Furono davvero le sue ossa quelle rinvenute? Un filo conduttore invisibile collega i due scenari temporali su una tela disegnata da G.P. Rossi con sapienza e maestria, senza stravolgere troppo la storia reale. Un libro godibile, non troppo lungo con le sue 170 pagine circa, che si colloca di diritto nello scaffale dei thriller storici.

Trama

La storia inizia con l’apertura da parte della Pontificia accademia romana di archeologia della tomba di Raffaello nel 1833, momento in cui la sua autenticità verrà messa in discussione. Si prosegue, poi, tornando indietro fino al 1520, pochi giorni prima della morte di Raffaello, artista ricco e circondato da amici, come il banchiere Agostino Chigi o il suo discepolo preferito, Giulio Romano, ma soprattutto da nemici, come il rivale alla Fabbrica di San Pietro, l’artista Antonio da Sangallo, o il cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena che, saputo del matrimonio segreto dell’artista con la Fornarina, vuole attentare alla vita della sua amata.

Tra particolari storici, incastrati in maniera certosina, e personaggi realmente esistiti, come l’alchimista Zoroastro da Peretola (discepolo di Leonardo da Vinci) e la strea Bellezza Orsini, che intrecceranno le loro vite con il divino Raffaello, sarà proprio in una Roma del 1520, con i suoi Rioni e in mezzo al suo magnifico Tevere e ai suoi porti, che, prima di morire, l’artista troverà gli spunti per finire il suo più grande e ultimo capolavoro, la Trasfigurazione, in cui inserirà un rivoluzionario messaggio che gli costerà la vita.

La Trasfigurazione di Raffaello di [G.P. Rossi]

ASIN : B08TFJSFL6

Lingua : Italiano

Dimensioni file : 497 KB

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Screen Reader : Supportato

Link d’acquisto e-book: La trasfigurazione di Raffaello

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