Biblioteca Malatestiana

La biblioteca Malatestiana rappresenta il primo esempio di biblioteca civica in Italia e in Europa. Voluta da Malatesta Novello e realizzata dall’architetto Matteo Nuti, allievo di Leon Battista Alberti, a metà del XV Secolo è, infatti, la prima biblioteca ad essere affidata alla gestione del comune.
Una particolarità molto interessante è quella di poterla ammirare oggi esattamente come è stata costruita in epoca medievale. La biblioteca si presenta infatti in uno stato di conservazione pressoché perfetto, sia per quanto riguarda la condizione della struttura che degli arredi.
Molti esperti la considerano una tra le più belle al mondo, a tal punto da essersi guadagnata l’inserimento nel registro “Memory of the world” dell’UNESCO, unica biblioteca al mondo che può annoverare tale status, con questa motivazione:

«La biblioteca contiene lavori di filosofia, teologia e scritti di natura biblica, così come di letteratura scientifica e classica e di differenti provenienze. È un raro esempio di una completa e meravigliosa collezione conservata dalla metà del XV secolo, appena prima dell’avvento della stampa in Europa. La collezione è un esempio unico di biblioteca umanistica del Rinascimento, momento in cui le prime valutazioni sugli scritti e sugli insegnamenti cristiani lasciavano la strada a varie considerazioni secolari.»

Originariamente fu realizzata all’interno del Monastero Francescano tra il 1447 e il 1452 allo scopo di trovare una sistemazione ai preziosi codici conservati dai frati.

Biblioteca Malatestiana

La biblioteca, situata di fronte a Piazza Bufalini, ha uno stile di architettura semplice, con un frontone ornato e finestre ad arco. Saliti al primo piano si giunge attraverso un portale in legno nella meravigliosa aula del Nuti. Sul timpano del portale che dà accesso a questa Aula, campeggia la figura dell’elefante, simbolo della famiglia Malatesta.
Si accede quindi a un’area di forma rettangolare con due navate laterali che ospita migliaia di volumi, rare miniature, incunaboli, manoscritti, lettere autografe e cartine geografiche.
All’architettura di questa Aula non sembra estraneo il maestro del Nuti, Leon Battista Alberti, per tutta una serie di rapporti geometrici e proporzionali riscontrabili nella pianta e nell’alzato dell’edificio, che fanno riferimento alla nuova cultura prospettica rinascimentale, codificata nel “Da Re Aedificatoria”.
La struttura ricorda quella delle basiliche con una pianta a tre navate, tutte e tre con copertura a volte: le due laterali a crociera e quella centrale a botte. La luce filtra dalle navate laterali mentre quella centrale, con le sue venti colonne, viene illuminata dall’occhio di fondo.
Cinquattotto banchi, ventinove per fila, sono distribuiti lungo le navate laterali mentre al centro lo spazio funge da corridoio. Un tipo di architettura che ispirerà molte delle biblioteche monastiche successive, come la biblioteca del convento di Santa Maria delle Grazie di Milano.

Biblioteca Malatestiana

All’interno dell’Aula del Nuti si può trovare anche il più piccolo libro leggibile ad occhio nudo del mondo: stampato a Padova nel 1897, misura 15×9 mm e contiene una lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena, in cui lo scienziato sostiene che la teoria copernicana non è in contrasto con la fede.
Di fronte alla Malatestiana si apre il salone che conserva Biblioteca Piana, già di Papa Pio VII Chiaramonti. I volumi raccolti sono stati venduti dalla famiglia Chiaramonti allo stato italiano nel 1941.
Tra i codici più importanti sicuramente da nominare un Evangelario del 1104, un manoscritto giuridico del XIII secolo e un Messale Romano degli inizi del ‘400.
La Malatestiana e la Biblioteca Piana conservano al loro interno opere dal valore intrinseco inestimabile:

  • La raccolta Malatestiana: voluta dal mecenate Domenico, detto Novello, Malatesta per gli studi della comunità monastica. I testi della collezione malatestiana comprendono autori classici, Padri della Chiesa e opere greche in traduzione, con particolare predilezione per gli storici e per le scoperte degli umanisti contemporanei. La collezione è ispirata al modello umanistico anche nello stile di scrittura, quasi tutta effettuata in littera antiqua, anche se sono presenti codici in scrittura gotica o semigotica. Quattordici codici greci, acquistati molto probabilmente dal Malatesta a Costantinopoli, sette ebraici e altri donatigli, più qualche codice aggiunto nei secoli successivi completarono la raccolta, che ammonta a 343 manoscritti.
  • I corali del Cardinale Bessarione: si tratta di uno dei personaggi più influenti della Chiesa del XV Secolo e uno dei massimi esponenti e fautori della riunione tra chiesa occidentale latina e quella orientale greca. Durante la sua permanenza a Bologna tra il 1450 e il 1455 commissionò la realizzazione dei corali. Il ciclo comprendeva 18 volumi destinati originariamente a Costantinopoli, ma la caduta in mano turca del 1453 fece cambiare la sede e fu scelto il Convento dell’Osservanza di Cesena. A seguito della dominazione Napoleonica tali corali andarono dispersi e solo sette furono recuperati e riconsegnati alla biblioteca comunale di Cesena.
  • I corali della cattedrale: si tratta di sette corali, sei Graduali e un Kyriale, commissionati dal vescovo Giovanni Venturelli da Amelia e dai canonici del Duomo di Cesena, realizzati da Enrico di Amsterdam sul finire del XV Secolo. Essi venivano esposti alla pubblica devozione il 24 giugno di ogni anno, festa del Santo Patrono di Cesena, San Giovanni Battista.

Informazioni utili per la visita alla Biblioteca, così come indicato sul sito del Comune di Cesena (http://www.comune.cesena.fc.it/malatestiana/prenota-la-visita)
Per visitare l’Antica è necessario prenotare almeno con 24 ore di anticipo scrivendo a prenotazioni@comune.cesena.fc.it oppure contattando lo 0547 610892

Itinerario della visita
L’itinerario della visita guidata comprende la quattrocentesca Biblioteca Malatestiana e la Piana biblioteca privata di papa Pio VII (il cesenate Gregorio Barnaba Chiaramonti), oggi parte integrante della biblioteca antica, nella quale sono esposti – in maniera permanente – i Corali della Cattedrale e quelli del cardinale Bessarione e – a rotazione – libri antichi, manoscritti e volumi a stampa. 
Si accede a queste due sale percorrendo la Galleria dell’immagine, spazio espositivo propedeutico alla sala dei codici e alla sua storia.
la rassegna, attraverso documenti in originale e in riproduzione, presenta  brevemente la figura e l’iconografia di Malatesta Novello, la formazione della biblioteca, il contesto in cui sorse. Qui trovano posto antiche carte geografiche, reperti archeologici e ricostruzioni. A rotazione, in apposite vetrine,
vengono esibiti esemplari manoscritti della Biblioteca.

L’Aula del Nuti è situata al primo piano della biblioteca e per accedervi occorre salire due rampe di scale. L’accesso a persone disabili o con difficoltà motorie è garantito da un ascensore.

Per motivi di tutela e di sicurezza le visite si svolgono esclusivamente con l’accompagnamento di un addetto della Biblioteca e in gruppi di massimo 6 persone

Durata della visita
La visita dura 40 minuti circa.

Nell’eventuale attesa si potrà visitare:

  • il corridoio Lapidario che racchiude lapidi, stemmi, elementi architettonici dei secoli XIV-XVII
    appartenuti a palazzi oggi scomparsi;
    – la sala San Giorgio
    – la collezione Nori
    – la sala lignea (La Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana ha una capienza di 40 posti e rappresenta
    un luogo particolare sia per ragioni storiche che per ragioni culturali. Risalente al 1804, fu concepita
    strutturalmente dall’architetto Leandro Marconi per ospitare i libri provenienti dagli Ordini religiosi
    soppressi, per poi essere trasformata in sala di lettura nel 1868, quando fu arricchita di un portale
    cinquecentesco proveniente dalla Basilica del Monte. Gli armadi barocchi che la contraddistinguono
    risalgono al 1760 ed erano precedentemente utilizzati dall’Archivio notarile e storico della città. Nel
    1900 cambia aspetto, per la necessità di avere spazi conservativi per i libri, sempre più numerosi,
    mentre nel 2006 la sala ha subito un ultimo intervento di tipo conservativo, con un restauro degli
    armadi superiori)
    – la galleria dell’immagine che racconta la storia della famiglia Malatesta.
    – il bookshop dove si trovano testi storici, cataloghi e merchandising

Fonti:

https://www.histouring.com/strutture/biblioteca-malatestiana/

http://www.comune.cesena.fc.it/malatestiana-antica

https://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_Malatestiana

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