Trama Scozia, XIV secolo. Durante la guerra d’indipendenza dall’Inghilterra, Ciarda, una giovane teatrante, si trova alla corte di Francia, mandata in missione diplomatica dalla potente lady Agnes. Rimane però invischiata in una tela inestricabile di doppi giochi che la perseguita fin dentro il castello della stessa lady Agnes, ora assediato dagli inglesi. Per infondere coraggio ai resistenti e infiacchire l’animo degli invasori, Ciarda darà prova di tutte le sue abilità, anche a costo della vita, inscenando un irriverente spettacolo sulla torre più alta. Nel frattempo, il viluppo di mire personali, campagne militari e intrighi politici segnerà le sorti anche del padre e del fratello di Ciarda. Come ne “Il castello di spine”, i sotterfugi e i tradimenti – abilmente inseriti in un ritratto realistico del Medioevo – danno corpo a una trama appassionante e ricca di colpi di scena, che ritrae le gesta eroiche di «Black Agnes», paladina di Scozia. Recensione a cura di Maria Rita Truglio I libri sono un po’ come degli scrigni, designati a custodire ciò che viene fuori dalla mente creativa di un autore; li apri e puoi rimanere incantata dalle parole o non subirne il fascino. E attraverso queste parole puoi rivivere personaggi storici realmente esistiti, le loro gesta, e con l’aiuto della fantasia di chi si è preso l’onere di riportarli in vita, anche le loro sensazioni che (chi lo sa) possono aver  provato veramente. Luigi Nardi fa proprio questo: prende quella che è la storia della seconda guerra di indipendenza scozzese,  coi suoi protagonisti e, usando un espediente fantastico, le dona tinte diverse senza mai farle perdere la sua veridicità, dando a questa realtà storica un nuovo respiro.
I più forti non sono i ribelli ma coloro che si sottomettono alle leggi
Siamo ormai a metà del XIV secolo e la Scozia è ancora stravolta dalle varie battaglie che vedono come favoriti i lealisti di David Bruce. Ma l’Inghilterra non ha intenzione di arrendersi:  manda in Scozia sir Montacute, conte di Salisbury, col compito di prendere possesso del castello di Dunbar, sottovalutando la forza e il coraggio di chi ne è custode e signora.
Nel farlo scrutò i volti di tutti i nobili: con quel gesto lei sfidava chiunque l’avesse minacciata
Il castello, infatti, è sotto la protezione di Lady Agnes che in assenza del marito ne ha preso le redini.  Con le sue ancelle, userà tutte le armi a sua disposizione per difendere la sua terra dall’attacco. Ed è proprio su di lei che vorrei soffermarmi.  L’autore ne disegna un profilo ben delineato rimanendo fedele alle informazioni giunte a noi oggi. Gli scozzesi la ricordano col soprannome di Black Agnes e la considerano un’eroina per essere stata capace di respingere l’attacco inglese.  E a tal proposito vorrei citare un episodio accaduto proprio durante la rappresaglia. Sembra che la Signora, sempre accompagnata dalle sue ancelle, sia salita sui bastioni per sventolare dei panni , come se stesse facendo le pulizie. Un insulto nemmeno tanto velato nei confronti dei soldati inglesi. Episodio raccontato egregiamente in questo romanzo e ben inserito nella narrazione.
Deridere gli sconfitti li ripugnava, erano invece solenni nel riconoscere la propria identità di scozzesi
Sono molti i personaggi incontrati, reali e non, e tutti funzionali per l’intreccio narrativo. Ognuno ha una sua peculiarità che dà un contributo non solo all’azione ma anche al coinvolgimento emotivo del lettore. L’eterno conflitto tra cuore e razionalità fa capolino nelle vite e il non essere schiacciati dai meccanismi conformisti della società induce ad una lotta continua. Ciarda, la preferita di Lady Agnes, lo sa bene. Legate ininterrottamente per tutta la narrazione, saranno una  lo specchio dell’altra.
Ma devi capire, bambina mia, che le leggi di una corte non corrispondono sempre alle leggi del nostro cuore
Durante la lettura, a spiccare coi colori della Scozia è proprio la determinazione di queste donne che non rimangono rinchiuse nel cerchio imposto.  Curioso è l’episodio che vuole Lady Agnes di fronte al conte di Salisbury nel momento in cui le mostra il fratello, John Randolph, prigioniero degli inglesi. Non si lascia scomporre minimamente, pronunciando queste parole:
«Se viene ucciso, lui non ha eredi, e quindi la sua terra diventerà mia»
L’autore integra questo episodio legandolo alla recitazione e a Ciarda in un monologo diretto:
«Non mi privi di un illustre fratello, non lo comprendi? Tu mi privi solo di un fardello. […]Meno sono i Randolph a camminar sulla contea, meno sono le tasche da riempire[…] Ho a cuore il mio popolo e la sua povertà, ora divento unica signora e meglio elargirò la mia cospicua eredità »
Maschere che nascondono volti  ma non la tenacia necessaria per portare al termine i proprio scopi.
In un regno di nobiltà maschile, le donne così, le donne come noi, Ciarda, spiccano. Tuttavia, riconosco che tu mi hai superato in questo.
Non è facile tenere saldamente unita una narrazione ricca sotto ogni punto di vista e costruire tassello dopo tassello la trama; per quanto sia conosciuta ai più, il rischio di annoiare il lettore è sempre dietro l’angolo se non si ha una piena conoscenza dei fatti accaduti e delle persone che ne sono state protagoniste. Non è il caso di Luigi Nardi che ci ha messo a disposizione un libro d’atmosfera, capace di creare un collegamento diretto con chiunque voglia immergersi nel clima rivoluzionario scozzese e saggiare le gesta di chi ha avuto il coraggio di combattere per i propri ideali. Copertina flessibile: 460 pagine Editore: Bookroad (24 ottobre 2019) Lingua: Italiano ISBN-10: 8833220184 ISBN-13: 978-8833220185 Link di acquisto cartaceo: La torre delle maschere Link di acquisto ebook: La torre delle maschere

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