Trama Nel 1860 Garibaldi espulse i Padri Gesuiti dalla Sicilia. Si dice che questi si portarono dietro i loro libri più preziosi. Ma andò davvero così?Oggi, Sileno cerca disperatamente un insieme di fogli rilegati, scritti alla fine dell’800 e battezzati “Il Codice Moncada”. Perché? E, se esi­ste, dov’è nascosto questo codice? Nella biblioteca sotterranea dei Padri Gesuiti o tra i cunicoli che attraversano il sottosuolo della città? Come faceva un bambino di otto anni vissuto nell’800 a conoscere il futuro? E cosa vuol dire “vibrare con Madre Terra”? Ne Il Codice Moncada il lettore re­spira due arie diverse: quella antica e affascinante di una terra travagliata dalla povertà e dal colera e quella dei giorni nostri, frenetica e ipertecnologica nella quale si muove Antonio La Mattina, determinato nel far luce su un passato che sembra anticipare il futuro.Storia, fascino e azione per un romanzo destinato a rimanere per sempre nel cuore di chi lo legge.Questo romanzo fa parte della trilogia “Sottoterra”:- Biglietto di andata e ritorno;- 2012;- Il codice Moncada Altri romanzi dello stesso autore:- La collezionista- Il castello della follia- Perché tu sei mia- Io dormo da sola (scritto con lo pseudonimo di Asia Stella, a quattro mani con Emanuela Baldo). Recensione a cura di Maria Marques Strane ombre si aggirano di notte dentro la chiesa di San’Agata, ombre che non sono rilevate da nessuna delle telecamere di sorveglianza e un anziano sacerdote chiede aiuto a un suo parrocchiano, Antonio La Mattina, protagonista del romanzo. Comincia così “ Il codice Moncada” ed è nell’oscurità che si è avvolti durante la narrazione: botole, sotterranei dove l’aria è rarefatta e odora di muffa, libri antichi che giacciono dimenticati e si dissolvono nel silenzio che fa da padrone in quei luoghi. Antonio e Roberta, marito e moglie, una coppia moderna, complici l’uno dell’altra e con una buona dose di sana ironia, affronteranno queste tenebre, calandosi sempre più in una storia che ha il sapore del mistero, alla ricerca di un codice, occultato in una Caltanissetta che ha ben poco della solarità siciliana, scoprendo quello che piacerebbe a molti: una biblioteca di testi antichi, dimenticata.
Questa deve essere per forza la biblioteca dei Padri Gesuiti. Intorno a noi abbiamo migliaia di volumi che il mondo crede persi da circa centocinquanta anni
Alternato a quest’avventura moderna, s’inserisce un racconto struggente che risale al 1866, vergato in prima persona da Nonò, anziano orologiaio. In queste pagine l’uomo racconta non solo i suoi incontri con un bambino, Gasparino, ma incidentalmente anche la vita dell’epoca, la povertà, le malattie che colpivano la popolazione, decimandola. Gasparino, che di bambino ha solo l’aspetto, farà partecipe Nono’ dei suoi pensieri, lasciando l’anziano orologiaio attonito e incapace di reagire alle sue affermazioni, meno che mai alle sue profezie e, quando l’uomo non riuscirà a comprendere il suo insegnamento, le parole si faranno più lievi di fiocchi di neve
Facciamo parte di un sistema che prevede un ciclo: si nasce, si vive, si muore. E a parte la nascita e la morte che per ogni essere vivente sono elementi certi e uguali, la più grande incognita è la vita: il modo in cui gestiamo questa nostra apparizione sulla terra.
In questa alternanza tra un passato non troppo lontano e i giorni nostri, si dipana la vicenda narrata da Salvatore Paci. Antonio e Roberta troveranno il codice Moncada? Perché è definito così? Il malvagio, sì perché il malvagio ci deve essere in un romanzo, riuscirà per primo a leggere il contenuto del codice? Ma, soprattutto, chi è questo bambino oltremodo saggio che sembra vedere in un futuro che per noi è il presente? L’autore risponde a questi interrogativi creando un romanzo che si snoda piacevolmente, con una vena ironica che punteggia le conversazioni tra Antonio e Roberta e una vena poetica che attraversa le apparizioni di Gasparino. La ricostruzione storica di una Caltanissetta, il cui sottosuolo è percorso da cunicoli che si intersecano come in un labirinto e che si aprono su cripte impreviste, l’allontanamento dei Gesuiti, per decreto di Garibaldi nel 1860 che lasciando l’isola portarono con sé i loro testi più importanti, sono utilizzati dall’autore, per creare uno strato storico su cui inserire personaggi di fantasia. Tra le due storie che si intrecciano nel romanzo, ho sicuramente preferito quella narrata da Nonò. In queste pagine l’autore riesce con una delicatezza davvero encomiabile, a narrare gli incontri tra due persone che più diverse tra loro non potrebbero essere e, ad accompagnare il lettore nella crescita, personale e spirituale, che porterà l’anziano a comprendere e forse seguire le parole di un bambino sicuramente fuori dal comune. Una base storica, una ricerca avventurosa, libri occultati e un malvagio, sicuramente tutti questi elementi sanno già di un libro letto. Ma, se la ricerca di un codice non è sicuramente una novità in un romanzo storico perché ci sono precedenti illustri, lo è sicuramente l’ambientazione e il finale che naturalmente non vi posso svelare. Finale che apparentemente lascia perplessi finché non si riflette sul messaggio che regala. Ecco, se vi avvicinerete a questo libro, leggetelo con calma e una volta terminato, lasciatelo decantare, come un buon vino. Come un buon vino deve respirare, per permettere di assaporarne interamente l’armonia e, nel caso del libro, per entrare in sintonia con il suo contenuto e forse, anche voi, vi lascerete incantare da Gasparino sino a dire, come Nono’:
Da quell’ultima volta che lo vidi non ho più dimenticato quei giorni magici cha hanno cambiato fatalmente il corso della mia vita…
  Formato: Formato Kindle Dimensioni file: 508 KB Lunghezza stampa: 331 Editore: Lussografica Edizione (10 dicembre 2014) link acquisto ebook: Il codice Moncada    

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