Recensione a cura di Roberto Orsi
“La torre segreta delle aquile” è un romanzo storico che si muove con sicurezza dentro uno scenario affascinante e poco sfruttato: la Sicilia normanna, terra di confine dove potere, sangue e alleanze sono sempre instabili.
Marcello Simoni sceglie consapevolmente di non raccontare la Storia con la “S” maiuscola, ma di usarla come fondale credibile per costruire una vicenda di famiglie, segreti e ambizioni, che ha il respiro dichiarato di una saga.
Fin dalle prime pagine il romanzo imposta un clima teso, quasi claustrofobico, in cui nulla è davvero come appare. L’arrivo della famiglia Ferracutus nel castello di Sagitta non è soltanto un passaggio narrativo, ma l’ingresso in un sistema di potere già corrotto, stratificato, dove ogni gesto ha un prezzo e ogni alleanza nasconde un secondo fine. Simoni è abile nel far percepire al lettore che si sta entrando in un luogo carico di passato, in cui vecchie colpe non sono mai state davvero sepolte.
Un romanzo che parla di storia medievale e lo fa attraverso i personaggi di stirpe normanna che hanno conquistato la terra di Sicilia, ma dove si respira ancora “il fascino per le usanze dei saraceni, per i profumi esotici provenienti dalle loro terre e per i racconti dei Jinn, dei deserti senza fine e degli amori proibiti degli harem tramandati dalle arabe più anziane di Sagitta”.
Il cuore del romanzo non è l’azione pura, ma il conflitto morale. I personaggi sono spesso messi davanti a scelte che non prevedono soluzioni giuste, solo compromessi. L’idea di obbedienza — al signore, alla famiglia, alla tradizione — viene continuamente messa in discussione, soprattutto attraverso figure giovani che si ritrovano intrappolate in giochi più grandi di loro. In questo senso, il romanzo funziona molto bene nel raccontare la violenza del potere feudale non tanto attraverso le battaglie, quanto attraverso le imposizioni silenziose.
Uno degli elementi più riusciti è la gestione dei rapporti familiari, che Simoni tratteggia come legami tutt’altro che protettivi. Le famiglie del romanzo non sono rifugi, ma strutture oppressive, capaci di sacrificare i propri membri in nome della continuità, del prestigio o della vendetta. È evidente che l’autore abbia voluto costruire una storia fondata su due stirpi contrapposte, entrambe inventate, ma immerse in un contesto storico credibile, proprio per potersi muovere con maggiore libertà narrativa.
Da una parte i Ferracutus, giunti dalla terra dei normanni, forse scappati e custodi e di un segreto mai svelato, a cui appartengono Umfredo, Folco, Emma e Fresenda oltre al piccolo Abelardo; dall’altra i nobili signori di Sagitta, con il barone Galgano, la figlia Altruda, promessa sposa di Folco Ferracutus in un matrimonio che sa molto di convenienza politica e strategica, e Ziraf, il pingue consigliere del barone, un personaggio infido che sa molto di più di quello che lascia vedere all’esterno.
“Per Folco, quelle parole furono come una freccia che andò a conficcarsi nel suo cuore. Era la verità?, si chiese in un fremito di angoscia. Stava diventando il burattino di sua moglie Altruda e di Galgano?
In questo quadro si inserisce la torre stessa, che dà il titolo al romanzo e che rappresenta molto più di un semplice luogo fisico. La torre diventa simbolo del non detto, del rimosso, di ciò che deve restare nascosto affinché l’ordine apparente non crolli. È uno spazio verticale, separato, che incarna perfettamente l’idea di un segreto che pesa dall’alto su tutti gli altri personaggi. La sua presenza aleggia costante, anche quando non è direttamente al centro della scena, e contribuisce a creare un senso di inquietudine continua.
Dal punto di vista stilistico, Simoni mantiene una prosa scorrevole, accessibile, che privilegia il ritmo e la chiarezza. Non indulge in eccessi descrittivi, ma riesce comunque a restituire l’atmosfera di una Sicilia medievale multiculturale, dove normanni, latini, musulmani e bizantini convivono in un equilibrio fragile. La dimensione politica è sempre intrecciata a quella personale, e questo rende la narrazione più viva e meno didascalica.
“Hanno dei piani per te. Piani dei quali, ci scommetto, hanno lasciato intravedere soltanto la superficie”!
È importante sottolineare che La torre segreta delle aquile non è un romanzo conclusivo. È chiaramente il primo tassello di un disegno più ampio, e come tale lascia molte domande aperte. Alcuni lettori potrebbero percepirlo come un limite, ma in realtà è una scelta coerente con l’idea di saga: Simoni semina molto, costruisce tensioni, prepara il terreno, senza la pretesa di chiudere ogni arco narrativo.
In definitiva, si tratta di un romanzo solido, ben ambientato, che punta più sulla costruzione del mistero e dei rapporti di potere che sull’azione spettacolare. È una lettura adatta a chi ama il romanzo storico con venature oscure, familiari e politiche, e a chi apprezza le storie che crescono nel tempo, lasciando spazio a sviluppi futuri. Dedicato a coloro che amano le saghe famigliari, in questo caso in un contesto storico meno battuto.

Trama
Anno Domini 1127. Coste della Sicilia nord-occidentale. Due famiglie di stirpe normanna, una cristiana e l’altra pagana, una legata alla Sicilia e l’altra alla contea francese di Évreux, stanno per intrecciare i loro destini. L’incontro avviene sotto il sole cocente del Mediterraneo, sulla spiaggia del castello di Sagitta. Da un lato, il barone Galgano e sua figlia Altruda, signori di quelle terre. Dall’altro, tre fratelli appena sbarcati da una nave dalla testa di drago: il giovane Folco, la mezzana Fresenda e un bambino ancora in fasce di nome Abelardo. Sullo sfondo di una realtà dominata da guerre, tradimenti e tensioni dinastiche, i nuovi arrivati dovranno adattarsi in fretta ai giochi di potere dei normanni di Sicilia per trovare un posto in quel regno d’insidiosa bellezza. Ma per il coraggioso Folco di Évreux, sposare Altruda non sarà sufficiente a garantire un futuro ai suoi congiunti. Il barone Galgano è, infatti, un uomo dai molti segreti. Il più spaventoso dei quali si trova nascosto nella torre più antica del suo castello.



