Personaggi Storici Viaggio nella storia

Gisella Luisa Maria d’Asburgo-Lorena, la figlia obbediente.

Articolo a cura di Ivana Tomasetti

Gisella Luisa Maria d’Asburgo-Lorena nacque il 12 luglio 1856 a Laxenburg. Le imposero il nome Gisella in onore della principessa bavarese, moglie del primo re cristiano di Ungheria, Stefano I, ma lei scelse di scrivere il suo nome alla tedesca, con una sola “L”. Aveva già una sorellina, Sofia, nata l’anno prima.

La famiglia era una delle più importanti d’Europa: suo padre l’imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe e la madre l’imperatrice Elisabetta di Wittelsbach in Baviera, che noi oggi conosciamo con il nome di Sissi, un personaggio affascinante che ha oscurato persino il marito e tutti quelli che le vissero intorno. Conosciamo tutto di lei, ma dei suoi figli?

La piccola Gisella era la sua seconda figlia femmina, quando tutti si sarebbero augurati che fosse nato un maschio, erede al trono, che avrebbe costretto l’imperatore a cospicue donazioni a favore del popolo.

Come l’altra figlia, anche questa fu affidata alle cure della suocera che a palazzo dettava le sue regole ferree, a cui obbediva lo stesso Francesco Giuseppe. La sposa non era idonea – secondo lei – ad allevare i propri figli perché troppo giovane. La nonna si riteneva in dovere di seguire la loro istruzione senza interpellare la nuora.

Dopo un viaggio in Italia la coppia imperiale visitò un’altra provincia irrequieta: l’Ungheria. Questa volta l’imperatrice ottenne dalla suocera il permesso di portare con sé le due bambine. La piccola Sofia si era sentita male già prima della partenza con febbre e diarrea. Pensarono fossero i denti. Probabilmente si trattava di tifo.

Si ammalò anche Gisella, ma fu Sofia di soli due anni a peggiorare: qualche giorno più tardi l’imperatore telegrafò alla propria madre: “La nostra piccina si è spenta alle nove e mezza dopo una lunga agonia.”

Gisella

I genitori e Gisella tornarono a Vienna con la piccola bara, la madre si dimostrò inconsolabile e rinunciò a lottare per avere vicino la figlia, che lasciò in mano alla nonna. I rapporti con la suocera divennero ancora più gelidi, perché la accusò di aver provocato la morte della figlia. Intanto era nato finalmente l’erede, Rodolfo.

Gisella cresceva ignara dei drammi che la coinvolgevano. La distanza con sua madre fu acuita dalla malattia; il dottore di corte diagnosticò a Elisabetta una “tisi polmonare galoppante” e prescrisse un viaggio a Corfù: sembrava dovesse morire, ma così non avvenne.

Gisella si faceva robusta e dimostrava medie capacità intellettuali, al contrario del fratello che sembrava essere dotato di una precoce intelligenza. I due fratelli si volevano molto bene, ma vennero separati quando Rodolfo ebbe sei anni e gli fu assegnato un precettore per un’educazione militare. Finalmente Elisabetta intervenne per alleviare la sofferenza della vita rigida imposta al figlio.

Quando nacque a Budapest la sorellina Valeria, i fratelli rimasero a Vienna. Conducevano vite separate e l’unico genitore che vedevano era il padre, con lui andavano a passeggio, in piscina o al circo.

Nel 1870 l’imperatrice trascorse l’inverno a Merano con le figlie, come al solito lontano da Vienna.

Quando Gisella ebbe quindici anni e fu in età da marito, l’attenzione della madre si risvegliò per trovare uno sposo adatto. La figlia non era molto carina. La scelta cadde sul principe Leopoldo di Baviera, cattolico, dieci anni più vecchio di lei, che però era già in trattative matrimoniali con Amalia di Coburgo. Elisabetta riuscì a maneggiare in modo opportuno e nel 1871 a Budapest, ci fu il fidanzamento ufficiale tra Leopoldo e Gisella.

Principe Leopold Von Bayern

Gisella appariva modesta e semplice, specialmente se confrontata con Elisabetta. Assomigliava al padre e non si ribellò mai a sua madre. Diventò una brava e tranquilla moglie, un po’ troppo in carne, che mise al mondo quattro figli. Intanto moriva la nonna che l’aveva accudita nell’infanzia.

Nella tradizione non esiste una sola parola di Elisabetta che manifesti un’affettuosa simpatia per Gisella.

Il matrimonio avvenne il 20 aprile del 1873, quando la sposa aveva sedici anni, ma nessuno la notò, offuscata dalla bellezza della madre che ne aveva circa trentacinque. Gisella ricevette mezzo milione di fiorini dai nonni paterni e divenne principessa di Baviera. Sembrava un matrimonio svantaggioso per una figlia dell’imperatore, invece fu molto felice.

Quando per gli sposi fu l’ora di partire, i due fratelli scoppiarono in un pianto dirotto e la separazione fu molto dolorosa per entrambi. Cercarono di restare in contatto anche dopo, quando la coppia si stabilì a Monaco di Baviera, dove la sposa fu accolta calorosamente dalla famiglia di Leopoldo e dove anche l’imperatore era un ospite gradito.

La nonna Elisabetta fu presente al parto della figlia, essendo la madrina della neonata. Abitava in albergo per evitare di dover avere rapporti troppo stretti con Gisella e la sua famiglia.

In una lettera al figlio Rodolfo si esprime in questo modo: “La bambina di Gisella è di una rara bruttezza, ma molto vivace, le somiglia tantissimo…”

Gisella, Leopold e i loro quattro figli

Gisella ebbe quattro figli: Elisabetta (1874 – 1957), Augusta (1875 – 1964), Giorgio (1880 – 1943), Corrado (1883 – 1969).

La morte cruenta del fratello Rodolfo la devastò anche perché la verità non venne a galla e tutto si affossò con un “suicidio per amore”…

E qualche anno dopo si aggiunse un’altra tragedia: il 10 settembre 1898 l’anarchico italiano Luigi Licheni uccise la madre Elisabetta con uno stiletto che la colpì al petto.

“Non mi fido degli italiani” aveva detto l’imperatrice.

Durante la prima guerra mondiale Gisella gestì un ospedale militare nel suo palazzo, mentre il marito era Feldmaresciallo sul fronte orientale insieme ai due giovani figli. Quando in Germania nel 1918 scoppiò la rivoluzione che avrebbe dato vita alla repubblica di Weimar, tutta la famiglia fuggì, invece lei rimase e partecipò all’elezione dell’assemblea nazionale, dove per la prima volta votarono anche le donne sopra i vent’anni.

Leopoldo morì nel 1930 e Gisella gli sopravvisse due anni. Morì a 76 anni a Monaco di Baviera il 27 luglio 1932.

Oggi è sepolta insieme al marito nella chiesa di San Michele a Monaco di Baviera.

Fonte: Brigitte Hamann 1995 Edizioni Tea Due Milano.

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