Personaggi Storici Viaggio nella storia

Louis Aimé Augustin Le Prince – L’uomo che (forse) inventò il cinema

Articolo a cura di Roberto Orsi

Vi sono dei personaggi di cui si sente poco parlare ma che in realtà hanno avuto un ruolo importante nella storia.  Uno di questi è certamente Louis Aimé Augustin Le Prince , un inventore francese che è considerato  da molti storici  il vero padre del cinema  prima ancora dei Fratelli Lumière e dello statunitense Thomas Alva Edison.

Louis Aimé Augustin Le Prince  un giorno salì su un treno per andare a presentare la sua invenzione. Ma da quel treno nessuno lo vide scendere.

Louis Aimé Augustin Le Prince
in una delle sue ultime immagini.

È un giallo che dopo più di cent’ anni rimane ancora insoluto.

Nato a Metz il 28 agosto del 1841, Louis Aimè Augustin Le Prince fu un ricercatore nel campo della fotografia e della chimica. Nella sua giovinezza fu molto vicino ad uno dei tanti amici del padre Louis Jacques Mandé Daguerre, l’inventore del dagherrotipo, da lui apprende i primi fondamenti delle discipline scientifiche e da lui eredita il sogno di riuscire a fermare la realtà in un’immagine e riprodurla se necessario.

Sposò Lizzie Whitley sorella di un suo compagno di college l’industriale John Whitley. Insieme alla moglie aprirono una scuola d’ arte e Augustin si divideva tra le fonderie d’ottone del suocero e i suoi esperimenti. Collaborò con un gruppo d’artisti francesi realizzando enormi dipinti murali. Nel 1885 ottenne di aprire un laboratorio presso un istituto per non udenti, nel quale iniziò a progettare una cinepresa a 16 lenti. La svolta avvenne una sera intorno al 1886, quando la figlia Marie per la prima volta vide il padre che con l’assistente Joseph Banks proiettava immagini in movimento su uno schermo.
Augustin brevettò la sua macchina a 16 lenti il 2 novembre del 1886.

All’epoca né Edison né i Lumière stavano conducendo studi in materia.

La camera a 16 lenti inventata da Le Prince tutt’ora conservata a Leeds

A Leeds nell’aprile del 1887, Augustin aprì un nuovo laboratorio, l’anno successivo realizzò il “ricevitore” di immagini, con questa macchina da presa catturò l’immagine di suo figlio Adolphe intento a suonare una fisarmonica, e eseguì un girato alla velocità di 10-12 foto al secondo.

L’ultima striscia pervenuta riguarda un girato del traffico lungo il Leeds Bridge, descritto da un collaboratore di Augustin, come un’immagine talmente limpida da far intravedere il filo di fumo proveniente da una pipa di un vagabondo che attraversava il ponte.

Le Prince effettuò, si parla di un numero imprecisato di cortometraggi girati nel corso degli anni. Di quattro però se ne ha la sicurezza.
Di questi quattro, solo due sono arrivati ai giorni nostri con tutti i “frames” completi.  

Entrambi sono databili attorno al 1888 e non durano più di due / tre secondi però è il segnale che qualcosa di nuovo è nato.
Inoltre sono i primi film “girati” di tutta la Storia umana.

La telecamera inventata da Le Prince

In quel periodo giungeva voce che altre persone  cercassero di riprodurre gli stessi effetti creati dall’inventore francese e non sempre in modi propriamente corretti.
Il nome che venne fatto maggiormente fu quello di un certo Thomas Alva Edison.

Louis Aimé Augustin Le Prince si decise a far registrare la sua invenzione. Qualcosa però non andò nel verso giusto.
Se infatti il brevetto inglese venne concesso senza nessun tipo di problemi, le cose si complicarono quando giunge il momento di chiedere quello americano.
La richiesta venne respinta senza alcun motivo apparente.
Il 30 marzo 1890 in occasione di una dimostrazione davanti a Ferdinand Mobisson, segretario dell’Opera Nazionale di Parigi, grazie alla sua passione per questi nuovi dispositivi Augustin fece costruire un nuovo e più grande proiettore da utilizzare in una proiezione a New York .

Deciso a presentare in pubblico di persona la sua invenzione, sei mesi dopo salutò il fratello Albert alla stazione di Digione, salì su un treno diretto a Parigi, dove si sarebbe poi imbarcato per gli Stati Uniti.

L’UOMO CHE NON SCESE MAI DAL TRENO

Augustin non scenderà mai da quel treno. Sparì letteralmente, insieme al suo brevetto, in quel 16 Settembre 1890.

Il suo corpo e i bagagli non arrivarono mai a destinazione.

Un unico elemento risulta però certo: a causa della sparizione dell’inventore francese, la sua famiglia non riuscì a registrare la sua invenzione, il tanto famoso e desiderato brevetto americano non arriverà mai.

Chi ha incastrato Augustin Le Prince?

Vennero avanzate varie ipotesi, come quella della moglie Lizzie, che accusò Edison di essere il diretto responsabile della misteriosa sparizione. La famiglia di Augustin non poté commercializzare legalmente la sua invenzione, mentre i fratelli Lumière proiettavano liberamente a Parigi nel dicembre del 1895 ed Edison nell’aprile del 1896.

Il giallo della sparizione inspiegabile di Le Prince si infittisce quando nel 1901 suo figlio Adolphe, viene trovato morto con la sua pistola da caccia sul fianco. Adolphe aveva cominciato da subito ad indagare sulla scomparsa del padre e nel 1898 aveva testimoniato in tribunale portando con sé le pellicole e le apparecchiature per rivendicarne la paternità. Fu raggirato dagli avvocati di Edison, da quelli dell’altro competitor, la Mutoscope e morì prima della sentenza. Thomas A. Edison era il primo e unico inventore delle immagini in movimento.

La sentenza fu riformata in appello l’anno seguente e si omise l’esclusività di Edison; una magra consolazione che non riparò il torto alla famiglia Le Prince. Lizzie morì con la convinzione che si trattò di un duplice omicidio e che Adolphe fu ucciso perché “sapeva troppo”.

Col tempo il nome di Le Prince cadrà lentamente nel dimenticatoio. Lo stesso accadrà con le sue invenzioni.

Un secolo dopo la scomparsa, spuntò da un archivio di polizia dell’epoca la foto di un cadavere rinvenuto in un fiume: fu ritenuto essere il corpo di Le Prince ma rimasero molti dubbi sull’identità

Recentemente uno studente americano che stava svolgendo ricerche per la sua tesi di laurea sulla fotografia ha ritrovato all’interno di un libro  un appunto di Thomas Alfa Edison in cui si legge ;

“Eric mi ha chiamato da Digione. È stato fatto. Il principe  non c’è più. Questa è una buona notizia. L’omicidio non è il mio mestiere. Sono un inventore e le mie invenzioni e le immagini in movimento possono ora andare avanti”.

Una frase che da molto da pensare e infittisce il mistero

curiosità

Thomas Alva Edison non si godette a lungo l’esclusiva sulla proprietà dei brevetti cinematografici, già l’anno successivo alla prima sentenza un nuovo processo annullò la sua vittoria.
Il settore fu quindi liberalizzato e da quel momento in poi il Cinema divenne proprietà di tutti.


La Mutoscope dopo un iniziale periodo di fortuna e splendore durato almeno fino al 1915 subì grossi contraccolpi e smise praticamente di produrre film già a partire dal ’16 anche se continuò a lavorare come distributrice fino al 1928.


Il dagherrotipo (chiamato anche lo specchio dotato di memoria) è un tipo di immagine che contiene nella stessa copia il positivo e il negativo. Infatti, a seconda dell’angolazione con il quale viene colpito dalla luce, l’immagine appare sia positiva che negativa, creando l’effetto della tridimensionalità

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