Letture condivise Narrativa

Commenti alla condivisa di gennaio: Il segreto della speziale di Sarah Penner

Il nostro nuovo anno di letture condivise è iniziato con “I segreti della speziale” di Sarah Penner (HarperCollins editore). Un libro che non ha convinto del tutto, lasciando delusi alcuni dei lettori e mediamente soddisfatti altri. Il perché lo trovate nei commenti.

Elisa Mannino

A pelle mi aspettavo di meglio, leggendo le recensioni mi aspettavo di peggio. Gli darei un 6. Lettura scorrevole e coinvolgente, qualche pecca c’è e si vede, ma tutto sommato è stato un libro piacevole.

Laura Pitzalis

Devo dire che dal titolo mi aspettavo qualcosa di diverso, un sostanzioso romanzo storico per intenderci, per cui la lettura del romanzo mi ha un po’ spiazzato. Mi sono trovata due storie, che si svolgono in due spazi temporali diversi e che si alternano nei capitoli. Tutt’e due ambientate a Londra, la prima nel 1791, sicuramente più avvincente, la seconda ai giorni nostri. Due storie che mi sono sembrate a sé stanti legate solo da un’ampolla, ritrovata nel fango del Tamigi, su cui è incisa l’immagine non perfetta di un orso.
Ho detto “sembrate” perché quest’impressione, andando avanti con la lettura, a poco a poco veniva meno per annullarsi quando sono arrivata alla fine: l’essenza del libro non sono le vicende che la Penner ci racconta, tra l’altro con uno stile narrativo dinamico, scorrevole e perciò piacevole, ma il perché queste vicende sono avvenute.
La storia di Nella e della piccola Eliza nella Londra settecentesca e quella di Caroline in quella contemporanea sono accomunate non da veleni, segreti, magia, tradimento e dolore ma dalla forza di risorgere dalle proprie ceneri e rinascere perché si può sempre decidere di cambiare strada ed essere perciò le artefici del proprio destino. Ė questo lo spirito del romanzo, ed è questo che me lo ha fatto apprezzare capovolgendo il mio giudizio iniziale.
Un romanzo, un vero e proprio inno alle donne, che intreccia la nostra epoca, con le sue corse frenetiche e con i compromessi per riuscire ad appagare l’aspettativa degli altri, e quella passata quando essere donna era molto più complicato in una società patriarcale e maschilista. Un romanzo femminile e femminista che affronta importanti temi come gli abusi e la maternità e che nasconde una “morale”: è importante seguire i propri sogni per raggiungere una propria identità personale.
Ottima la caratterizzazione introspettiva delle tre protagoniste:
Nella Clavinger, una speziale della Londra georgiana, dal passato costellato da grandi dolori e tormenti che la portano ad aiutare, con le sue pozioni d’erbe, le donne vittime di uomini crudeli.
Eliza Flemming, magistralmente cesellata dalla Penner, una ragazzina di dodici anni inviata dalla signora, presso cui presta servizio come domestica, nella bottega di Nella, intrecciando così la sua vita con quella della speziale. Crede nelle arti magiche e sarà lei, così giovane, a dare quella svolta al romanzo che porterà a un finale veramente sorprendente.
Infine, Caroline Percewell, americana dei giorni nostri, che, scoperto il tradimento del marito, decide di fare da sola quel viaggio a Londra organizzato per il decimo anniversario di matrimonio. Un viaggio che le consentirà di ritrovare se stessa e capire veramente quello che vuole dalla vita. Grazie a un’ampolla ritrovata sulle rive del Tamigi, riporta alla luce segreti lontani a lungo taciuti, ricollegandola alla storia di Nella ed Eliza.
Un romanzo che, forse, avrei voluto più solido nell’aspetto storico ma che mi ha completamente catturata con la geniale trovata dell’autrice di inserire alla fine del libro non solo un elenco dettagliato d’intrugli della bottega di Nella che in dosi elevate possono essere letali, (Polvere di cantaride, Luparia, Nux Vomica …), ma anche una serie di ricette per preparare decotti e balsami con erbe officinali, per il nostro benessere e la nostra salute, e … dei biscotti aromatizzati “saporiti ma dolci e per nulla pericolosi” che sicuramente proverò!

Daniele Chiari

Lettura leggera ma tutto sommato piacevole, divisa in due diversi piani temporali, a fine ‘700 e ai nostri giorni.
Parte storica non troppo approfondita, con cenni di antica farmacologia commisti a elementi di arti magiche, parte moderna un po’ troppo da romanzo rosa…
Insomma, non certo un capolavoro né un libro indimenticabile, ma mi ha comunque consentito qualche momento d’evasione apprezzabile in questo faticoso inverno.

Virzo Laura

Nella Londra georgiana due donne rischiano la forca, accusate di essere avvelenatrici. Nella Londra odierna, una giovane donna incrocia per caso la loro storia e, cercando la verità, trova soprattutto la verità su sé stessa. Un bell’intreccio tra passato e presente, con un pizzico di magia.

Sabrina Corti

Mi aspettavo un romanzo più curato sotto ogni profilo (quello storico, quello di caratterizzazione dei personaggi, quello della trama). Si legge piuttosto velocemente anche perché, per quanto mi riguarda, si va avanti in attesa di trovare qualcosa che, ahimè, non arriva. Anche la storia non tiene granché: è poco credibile sino a raggiungere un epilogo a dir poco surreale.

Daniela Castagnino

Il romanzo narra le vicende di tre donne le cui storie sono legate dal ritrovamento di una boccetta di vetro nel fango del Tamigi. La trama si svolge in due epoche differenti: una nella Londra del ‘700 e l’altra ai giorni nostri.
Sono rimasta parecchio delusa da questo libro: l’argomento trattato e l’ambientazione avevano un grande potenziale ma lo svolgimento non mi ha né emozionato e né convinto.
La storia a tratti si è rivelata surreale e lontana dalla realtà e ci sono episodi poco plausibili.
Anche i protagonisti in alcuni momenti hanno comportamenti poco sensati.
La scrittura è leggera e scorrevole e si legge velocemente senza difficoltà. Piacevole ma nulla di più.

Maria Bellus

Un romanzo da cui mi aspettavo qualcosa di più! Mi piace molto tutto ciò che riguarda gli speziali e il loro mondo ma questa storia si è rivelata abbastanza deludente.
Nella parte storica che è secondo me la parte migliore, il rapporto tra Nella è Eliza è coinvolgente ma il desiderio di aiutare con veleni che non lasciano tracce mogli stanche o oppresse dai loro mariti mi lascia perplessa. La fase contemporanea con la storia di Caroline non l’ho trovata così interessante. Il romanzo è scritto bene, si ha una lettura scorrevole a volte intrigante ma lascia poco.

Eliana Corrado

Libro sul quale avevo molte aspettative ma che mi ha deluso del tutto.
La trama si svolge su due piani temporali: nell’epoca contemporanea, una giovane donna compie un viaggio a Londra con l’intenzione di riflettere su sè stessa e sul suo matrimonio in crisi, ha appena scoperto, infatti, che il marito l’ha tradita. Qui si imbatterà casualmente in una storia che affonda le sue radici nel lontano 700.
Londra 1700 circa. Una donna commercia veleni che non lasciano traccia e che vende solo a donne oppresse da uomini che non hanno scelto. Tutto scorre placido fino a quando la morte di un uomo solleva parecchie perplessità e scatta una indagine senza precedenti alla ricerca del colpevole.
Il romanzo assume i toni del romance (genere che non amo affatto) per la parte contemporanea, mentre per la parte storica si rivela un po’ più interessante. Ma tutto resta molto in superficie, gli stessi personaggi protagonisti non vengono mai approfonditi, così come l’ambientazione, la storia, l’intreccio tra passato e presente. Non c’è scavo, né note storiche, né riflessioni, nulla che mi sia rimasto impresso.
Dalla sua, tuttavia, il romanzo ha la fluidità di lettura che regala qualche momento di leggera evasione.

Maria Giacomotti

Attratta dal titolo e dalla trama del romanzo ho iniziato la lettura con aspettative abbastanza alte. L’ ambientazione e’ la Londra del settecento dove Nella nel suo antro nascosto da speziale prepara veleni esclusivamente per clientela femminile e destinati solo ad uccidere uomini opprimenti o traditori. I presupposti sono pertanto intriganti peccato che sia I personaggi sia I contenuti storici siano trattati in maniera estremamente superficiale e senza approfondimenti.
Le vicende dello speziale e della sua novella aiutante Eliza si alternano alle vicende di una giovane donna che nel tempo contemporaneo si ritrova a Londra dopo la scoperta del tradimento del futuro sposo e che per una serie di coincidenze inizia ad indagare proprio sugli eventi settecenteschi e sugli omicidi che vedono Nella ed Eliza come protagoniste. Questa parte contemporanea cade purtroppo molto nello stile romance e trasforma il romanzo in una lettura di semplice evasione. Nel finale l’autrice introduce la magia allo stile di Harry Potter e sinceramente questo mi ha molto delusa se non fatto sorridere. Peccato perché’ il materiale per fare decollare la storia c’era visto che una speziale avvelenatrice di uomini come Nella è veramente esistita, Giulia Tofana, la famosa killer seicentesca e forse l’ autrice e’ stata influenzata proprio da questo personaggio storico.

Luigia Amico

Mi sono avvicinata a questo romanzo con poco entusiasmo e le mie sensazioni si sono rivelate giuste. È una narrazione che scorre su due binari temporali: Londra del 1700 ed epoca contemporanea. Per quanto riguarda la parte ambientata nel presente credo sia stato un inserimento del tutto inutile e banale, anzi in alcuni punti i protagonisti sono riusciti addirittura ad irritarmi. Sinceramente non ne trovo l’utilità ai fini narrativi, nulla ha aggiunto e nulla ha tolto alla narrazione, credo che l’autrice avrebbe fatto meglio a concentrare il suo lavoro sul filone storico.
La storia della speziale e della sua piccola aiutante ha del potenziale poco sfruttato; la contestualizzazione storica è quasi assente e alcune parti sono risultate inverosimili. È sicuramente una scrittura scorrevole e gradevole ma nulla di più a mio avviso. Mi dispiace ma per me il libro è bocciato.

Alessandra Ottaviano

Tra i vicoli più nascosti di una Londra di fine ‘700 dalle atmosfere cupe, si nasconde la bottega di Nella Clavin Ger, donna misteriosa e abile speziale specializzata nell’uso dei veleni. Nella offriva alle donne rimedi per alleviare dolori e sofferenze e all’occorrenza veleni per liberarle da uomini violenti o traditori.
Eliza, una giovinetta ingenua ma molto caparbia, svolge un incarico di questo tipo per la sua padrona e così incontra la speziale, rimanendone affascinata, tra loro nascerà una forte amicizia.
Il romanzo si snoda tra presente e passato: ai giorni nostri è ambientata la vicenda di Caroline, che si trova a Londra per un viaggio di piacere per superare una turbolenta separazione con il marito fedifrago e per un caso fortuito si tuffa in un’indagine che la condurrà sulle tracce della speziale assassina.
Le vite delle tre donne finiranno per intrecciarsi e benché il romanzo vuole essere una sorta di inno alle donne che trovano la forza di rinascere dalle loro macerie interiori, il racconto è stato troppo leggero per soddisfare il mio gusto. Lascia ben poco e coinvolge ancora meno, virando più sul fantasy piuttosto che il sul genere storico. Il finale è oltremodo grottesco e gli uomini presenti nella trama non ci fanno una bella figura: infedeli, meschini e anche un poco imbecilli. Purtroppo non è stato all’altezza delle mie aspettative.

Michela Vallese

Certo non è il miglior libro che ho letto recentemente, ma non mi aspettavo così tanta delusione nei vostri giudizi.
Concordo sul fatto che l’ambientazione storica non è ben approfondita, il periodo rimane indefinito e le vicende più moderne sembrano inverosimili.
Quello che mi ha fatto apprezzare questo romanzo è invece qualcosa di più sottile. Appena ho chiuso il libro la prima frase che mi è venuta in mente è stata: “La nostra vita non ci appartiene. Da grembo a tomba siamo legati ad altri, passati e presenti. E da ogni crimine, da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro!” (Dal Film Cloud Atlas)
Tre donne, ognuna con la sua storia, il suo destino, ma con un unico filo conduttore: la ricerca di una maggiore consapevolezza di sé stesse e del mondo che le circonda. Trovare il coraggio di cambiare, di non soccombere agli eventi, a volte tragici, le porterà tutte davanti a decisioni obbligate.
Il passato non è altro che uno specchio per il presente e le sottili connessioni tra le due storie stanno alla base di tutto il racconto.
Certo la scrittura è semplice e molto scorrevole, ma le letture condivise sono belle proprio per il confronto tra diverse opinioni.
Ed anche se non è piaciuto a tutti, qualche utile ricetta vale la pena segnarla!! 

Donatella Palli

Questo romanzo non mi ha convinto. Il tema poteva sembrare molto attraente ma l’aspetto storico della vicenda avrebbe necessitato un maggior approfondimento invece resta così nel vago. Dell’avvelenatrice veniamo a sapere solamente che amava molto sua madre e ha avuto una vita infelice. Della piccola Eliza, il suo disperato bisogno d’affetto. Tutto ciò condito nella parte contemporanea da Caroline, un’americana irritante ed egoista per la quale non ho provato nessun tipo di empatia. Mi dispiace perché per me la solidarietà femminile è qualcosa che sento e condivido ma non mi sembra un romanzo che mandi un messaggio forte e si accontenti invece di un tono di colore.

Maria Marques

Due storie che si svolgono in momenti temporali diversi, una a fine ‘700 e una ai giorni nostri, a Londra. Nella Londra del 1791 Nella Clavinger, dedica la sua vita aiutare altre donne sfidando le regole. A sconvolgere la sua vita arriva Eliza una ragazzina che rimarrà affascinata dal mondo di erbe e pozioni in cui Nella sopravvive ai ricordi. Ai giorni nostri Caroline distrutta dal tradimento del marito arriva a Londra per affrontare da sola il viaggio che si erano regalati per l’anniversario di matrimonio. Tre donne, tre vite ed esistenze diverse che finiranno per incrociarsi. Tre donne alla ricerca di qualcosa, che forse scopriranno che cosa fare della propria esistenza senza lasciarla in balia di altri. Complice una boccetta di vetro con inciso sopra un orso, la storia avrà un finale inaspettato.
Romanzo che si legge rapidamente, gradevole nel suo svolgersi, ma che lascia ben poco al lettore, anche nella parte storica, sfruttando una trama che forse aveva invece delle potenzialità interessanti.

Raffaellina Di Palma

Tra i vicoli di una Londra settecentesca c’è la bottega di Nella, la Speziale, una donna molto misteriosa. Quando Eliza, una bambina di dodici anni, su commissione della sua padrona entra nella piccola bottega, resta affascinata da quell’ambiente così particolare: fatto di ampolle, erbe e ricette segrete. Su richiesta, vende sostanze che invece di curare portano alla morte. Veleni contro un altro genere di disturbi femminili: gli uomini violenti. La storia è strutturata su un doppio piano temporale che rivela un’eredità di veleno e di rivincita. Nella Londra di oggi una donna americana, Caroline Parcewell, dopo il fallimento del suo matrimonio sta cercando di mettere insieme i pezzi della sua vita. Proprio a Londra entra, per caso, a far parte di un gruppo di stravaganti cercatori di tesori del passato. E lì, sulle rive fangose del Tamigi trova un’ampolla che la ricollega a una storia di due secoli prima, ma anche di una rete di comunicazione tra tre donne di diversa estrazione sociale, le quali hanno in comune lo stesso desiderio; esprimere se stesse ed essere libere. La solidarietà costituisce un passo avanti rispetto alla ribellione individuale come quella della Nora di Ibsen, (Casa di bambola), e allora dobbiamo interrogarci non solo sul valore intrinseco della parola, ma il valore che essa ha avuto e ancora ha nella nostra società. E’ necessaria una corretta comunicazione tra le persone, uomini o donne che siano, nel pieno rispetto individuale. L’impronta femminile e femminista (questo passo non mi è piaciuto) che l’autrice, Sarah Penner, ha dato al romanzo che, non definirei storico, nel senso stretto del termine, si basa sul riscatto femminile. Di “storico” c’è soltanto la storia che si snoda nel romanzo e cioè: l’unico mezzo che le donne di quell’epoca disponevano per conquistare la libertà era il veleno!? Le tre protagoniste, Nella,
Eliza e Caroline, ci svelano le loro storie: tre donne, tre diverse esperienze di vita che creano un connubio perfetto tra passato e presente. Una struttura narrativa ben costruita ne fa una lettura piacevole e scorrevole.

Claudia Albizzati

Devo dire che questo libro ha suscitato in me pareri contrastanti. La lettura è stata scorrevole, molto scorrevole quindi potrei dire che il libro mi è piaciuto. Dall’altra parte ho preferito la parte storica rispetto a quella attuale ma, la parte storica ha lasciato un finale in sospeso come se fossero finite le parole per descrivere i fatti. Della parte moderna ho apprezzato la ricerca degli oggetti del passato ma, la “storia d’amore/tradimento”, a mio parere apporta ben poco al libro, mi è sembrata superficiale. A conti fatti non posso dire che è stata una brutta lettura ma, avrei voluto sapere di più sul passato

Fabiola Madaro

Come tutti, probabilmente avevo alte aspettative su questo libro, ma devo dire che comunque non sono totalmente delusa da questa lettura.
La storia si svolge su due piani temporali diversi: il primo alla fine del 1700 e l’altro ai giorni nostri, ma le vite delle protagoniste si incontrano a cavallo tra storia, misteri e segreti tutti da scoprire. Caroline, giovane donna in crisi a causa del suo matrimonio, si ritrova a Londra da sola e per caso trova un oggetto antico sulle rive del Tamigi. Incuriosita e bisognosa di concentrare altrove la sua attenzione, si lascia travolgere dalla ricerca di notizie su quello strano oggetto. Ed è così che si ritrova sulle tracce di Nella, una speziale avvelenatrice, e della sua improvvisata aiutante Eliza, entrambe vissute nella Londra Georgiana di fine ‘700. Non c’è molto spazio per la parte storica seppure l’ambientazione e le descrizioni ci siano, mentre nella parte moderna ci si concentra di più sulla vita personale della protagonista. Una scrittura comunque scorrevole e una lettura in fin dei conti piacevole. Molto apprezzate le ricette, chissà che qualcuna non possa tornare utile… Magari per curare un mal di gola!

Mariagrazia Dicarlo

Storia che si divide in due epoche diverse, con tre protagoniste, che hanno, in un modo o nell’altro, qualche difficoltà con il mondo maschile. Nella, speziale, che ha perso una figlia per colpa dell’uomo che pensava di amare, per questo decide di aiutare le altre donne, vittime di mariti violenti, fornendo loro veleni. La piccola Eliza, che si trova nella bottega di Nella, per conto della signora per cui lavora e della quale sarà complice nella vendetta verso il suo signore, marito infedele. E nella parte più recente del libro, Caroline, che in un momento di crisi matrimoniale, cerca di ritrovare sé stessa, e il ritrovamento di una bottiglietta durante il suo viaggio a Londra, la spinge a ritrovare la sua passione per la storia.
Anche se non proprio storico al 100%, è un libro si fa leggere velocemente, una lettura non molto impegnativa, ma che comunque non mi è dispiaciuta!

Costanza Mazzucchi

Il romanzo è un intreccio di due storie, una passata ed una presente. La prima, forse più riuscita, ha un impianto storico abbastanza esile, che può far storcere il naso al pubblico più esigente. La seconda, funzionale alla scoperta della prima, ha una trama debole. Le due protagoniste, la speziale e la ricercatrice, sono due donne che hanno sofferto a causa dell’egoismo degli uomini che hanno amato o che hanno creduto di amare. Il tema della rivalsa femminile è comune a entrambe le storie ma in alcuni casi ho trovato la controparte maschile poco approfondita, a tratti stereotipata. La storia è scorrevole, grazie anche all’ottimo lavoro della traduzione italiana, però non ho potuto fare a meno di percepire dei clichés, cosa che non ho amato molto. E ‘una storia che si lascia leggere ma che non mi ha lasciato niente, una volta conclusa.

Roberto Orsi

Questo romanzo di Sarah Penner sembra avere due velocità diverse. I due orizzonti temporali in cui si snoda la vicenda non hanno lo stesso tipo di riuscita agli occhi del lettore.
Il racconto della parte storica ambientata nella Londra del Settecento, con la speziale Nella che in gran segreto prepara veleni per donne senza scrupoli pronte a vendicarsi su uomini fedifraghi o violenti, risulta piacevole e curioso sotto certi aspetti. La piccola Eliza, inviata dalla propria padrona a richiedere un flacone di veleno presso la bottega di Nella, rimane affascinata dal mondo attorno a cui ruota la figura della speziale.
Offrendosi quale assistente viene iniziata alle pratiche più particolari, al procacciare le erbe e le sostanze più strane per la preparazione dei potenti veleni. Si apre di fronte a lei un baratro pericoloso, in cui rischia di cadere al minimo errore. Ed è ciò che avviene. Nella ed Eliza si trovano ben presto in grande pericolo, con la possibilità di essere scoperte e quindi condannate.
Ho apprezzato la vicenda del passato, anche senza troppi spunti di approfondimento storico (la Londra settecentesca rivive in descrizioni non troppo dettagliate, ma principalmente nelle atmosfere ricreate grazie ai personaggi che la animano).
Molto meno affascinante la parte contemporanea dove le vicende sentimentali di Caroline hanno il sopravvento e lasciano un po’ il tempo che trovano. Avrei apprezzato di più un romanzo interamente ambientato nel passato con un maggior risvolto storico, più dettagli in merito alla figura della speziale e una trama più complessa.

Editore: ‎ HarperCollins Italia (7 ottobre 2021)
Copertina flessibile: ‎ 416 pagine
ISBN-10: ‎ 886905909X
ISBN-13: ‎ 978-8869059094
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Trama
Nascosta nei vicoli della Londra settecentesca, la piccola bottega di una speziale è frequentata da una clientela inusuale. Le donne di tutta la città sussurrano fra di loro il nome della misteriosa Nella, che vende veleni difficili da rintracciare e che possono essere usati contro gli uomini che le opprimono. Le regole sono poche ma ferree: il veleno non deve essere mai usato contro un’altra donna; il nome delle vittime e delle assassine verrà per sempre conservato nei registri della bottega.
Eliza ha solo dodici anni quando entra dalla porta con l’insegna di un orso per richiedere, su ordine della sua padrona, un potente veleno. Da subito capisce che quel mondo magico, fatto di boccette di vetro, erbe odorose e ingredienti oscuri, è fatto per lei. E chiede alla speziale di poter diventare la sua assistente. Ma sarà proprio un errore di Eliza a sconvolgere il delicato equilibrio del piano di Nella e a scatenare terribili conseguenze che avranno eco nei secoli a venire.
Nella Londra di oggi, una ragazza americana appassionata di storia, Caroline Parcewell, trascorre il suo anniversario di nozze in solitudine, fuggendo dai demoni che la perseguitano. Non si aspetta certo di ritrovare, nascosto nelle acque del Tamigi, un indizio che può essere la chiave per spiegare la serie di delitti irrisolti perpetrati due secoli prima. Eppure, le spire del veleno della speziale sono ancora pericolose, e qualcuno potrebbe non sopravvivere…
L’esordio in libreria di Sarah Penner è un vero e proprio caso editoriale, adorato dai librai indipendenti che l’hanno scelto come romanzo dell’anno. Una storia affascinante e straordinaria che appena uscita ha scalato la classifica del New York Times rimanendovi stabile per mesi.
Il segreto della speziale è un debutto magico e sovversivo, che racconta di misteri, veleni e vendette, ma anche di come le donne possano salvarsi a vicenda nonostante le barriere del tempo.

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