Viaggio nella storia

TSD Special Christmas: le cartoline di Natale

Articolo a cura di Roberto Orsi

Quanti di voi, nonostante la tecnologia che imperversa, hanno spedito o ricevuto cartoline di auguri per Natale? Ebbene, anche queste hanno una storia che affonda le sue radici in un tempo lontano.

I primi biglietti di auguri

In Germania, nel XV secolo, erano in uso le “Andachtsbilder”, una sorta di biglietti di auguri con un’immagine votiva (solitamente vi era raffigurato Gesù bambino) e che recavano la scritta “Ein gut selig jar”, ovvero “Un anno buono e radioso”.

Da qui in poi, l’uso dei biglietti augurali diminuisce per poi tornare a farsi sentire nel 1700, quando in Inghilterra, in occasione delle feste, gli studenti delle scuole elementari su grandi fogli di carta da lettere dai bordi decorati, scrivevano messaggi ai loro genitori, come “Love to Dearest Mummy at the Christmas Season” o “Holiday Wishes to Zia Agatha and Uncle Fred”. Queste cartoline di auguri, in realtà, servivano a mostrare ai genitori quanto fosse migliorata la loro calligrafia nell’ultimo anno.

Le cartoline di Natale

Ma per arrivare alla vera e propria prima cartolina dobbiamo attendere il 1843 e un direttore di un museo inglese. Nel periodo natalizio, Sir Henry Cole, primo direttore del Victoria and Albert Museum di Londra, era uso scrivere a mano i biglietti di auguri alla propria famiglia, agli amici e ai conoscenti, un lavoro che gli portava via molto tempo. Un giorno, decise di chiedere a un amico, di produrre per lui un biglietto di Natale, che recasse un unico messaggio in modo da poter essere duplicato e inviato a tutte le persone cui era solito mandare un biglietto di auguri.

Questo amico era John Calcott Horsley, che litografò e colorò a mano 1.000 copie di quella che è a tutti gli effetti la “prima cartolina di Natale commerciale” (e di cui oggi sono sono rimasti solo 12 esemplari).

Il soggetto natalizio scelto da Callcott era una famiglia composta da bambini, genitori e nonni intenti a festeggiare il Natale con un brindisi a base di punch (cosa che suscitò non poche polemiche, essendo il punch un alcolico, quindi assai poco adatto a dei bambini). Ai due lati erano illustrate persone intente a prendersi cura dei più poveri e deboli.

C’era poi la scritta “A Merry Christmas and a Happy New Year to You”, (Buon Natale e Felice Anno Nuovo a Te).

Anche i soggetti utilizzati per queste cartoline di Natale scossero “l’opinione pubblica” di allora: non c’erano riferimenti a immagini sacre e religiose, ma piuttosto immagini sentimentali di bambini e animali, fiori e fate.; non mancavano anche immagini ironiche, allegoriche o anche solo considerate divertenti. Eppure, l’idea delle cartoline di Natale piacque così tanto che la casa editrice Penny Post quell’anno stesso produsse ben 2050 cartoline a tema natalizio, messe in vendita al costo di uno scellino caduna.

L’usanza delle cartoline di Natale, nel 1873 approdò anche sul mercato statunitense. Qui, in realtà, l’usanza era già attiva dal 1850, ovvero da quando R.H. Pease, un tipografo statunitense della città di Albany, aveva realizzato delle cartoline d’auguri in bianco e nero con soggetti natalizi. Ma a dare la spinta al vero “business” delle cartoline di Natale fu Louis Prang, un imprenditore di origine tedesca, ai tempi proprietario di molte stamperie negli Stati Uniti, che si dedicò alla stampa delle cartoline di Natale.

L’importanza politica

La cartolina di Natale hanno avuto (e forse la hanno ancora?) un’importanza anche politica nei rapporti tra le istituzioni.

Già negli ’40 del 1800, la Regina Vittoria inviava cartoline ufficiali di auguri natalizi agli altri regnanti d’Europa, una tradizione ancora oggi portata avanti e rispettata. Solo che i soggetti ritratti erano, e lo sono ancora, i membri stessi della famiglia reale nel corso di eventi di particolare rilevanza.

E come da prassi, tale usanza sbarcò negli Stai Uniti anche la rilevanza politica data a questo piccolo oggetto di carta: anche la Casa Bianca, infatti, al pari della casa Reale inglese, vanta una tradizione di cartoline di Natale personalizzate. Il primo a dare il via a tale usanza fu il presidente Calvin Coolidge, nel 1927; Franklin Delano Roosvelt, suo successore, la portò avanti utilizzandole al posto delle precedenti note presidenziali. La prima cartolina ufficiale della Casa Bianca, raffigurante la Casa Bianca stessa “addobbata a festa” la si deve, invece, al presidente Dwight D. Eisenhower, nel 1953.

Curiosità

Il primo bigliettino di auguri “ufficiale” di cui si abbiano fonti certerisale al 1611: fu inviato da  Michael Maier a James I di Inghilterra. Conteneva immagini rosacrociane e la scritta: “Un augurio nel giorno del compleanno del Sacro Re, al più venerabile ed energetico signore ed eminente James, Re della Gran Bretagna e Irlanda, e difensore della vera fede, nella più gioiosa fortuna, noi entriamo nel nuovo prosperoso anno 1612”. Il bigliettino era piegato in forma di rosa.


L’interesse di estimatori e collezionisti verso le cartoline di Natale è altissimo. Nel corso di un’asta a Devizes, nella contea inglese del Wiltshire, uno degli esemplari originali della cartolina realizzata nel 1843 da John Callcott Horsley è stata venduta alla cifra stellare di 12.000 sterline.


Nel vicentino, presso il Loison Museum (non un museo comune, più un museo del gusto) è custodita una collezione di oltre 350 cartoline natalizie, che consente di compiere un excursus sulle trasformazioni, sui gusti e le mode della società dalla fine dell’Ottocento alla fine del secondo conflitto mondiale. Vi si vedono bambini pasticceri, panettoni e l’atmosfera natalizia in generale pervadere ognuno di questi biglietti.

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