Mese Storico Viaggio nella storia

Mese storico: Il papato nella Storia – Il conclave

Articolo a cura di Maria Marques

Prosegue il nostro mese storico dedicato alla storia dei Papi e oggi parliamo del Conclave.

Partiamo dal termine che è di origine latina ,”cum clave” e significa “(chiuso) con la chiave”. Il termine ha una duplice valenza indicando sia la sala in cui i cardinali si riuniscono per eleggere il nuovo papa, sia la riunione stessa dei prelati.

Il primo conclave della storia si tenne a Viterbo, allora sede papale. Gli abitanti della cittadina, per costringere i cardinali a eleggere velocemente il nuovo pontefice, li rinchiusero in una grande sala, il cui tetto fu in parte scoperchiato. Era il 1271.

Nelle prime comunità cristiane, invece, il pontefice poteva essere scelto dal predecessore oppure dal clero romano e dal 336, grazie a papa Marco, la sua elezione divenne prerogativa dei sacerdoti romani.

Con la Constitutio romana dell’824, si stabilì che l’elezione del papa, demandata al clero e alle famiglie aristocratiche, dovesse ottenere il consenso dell’imperatore del Sacro Romano Impero e svolgersi alla presenza dei suoi rappresentanti. Papa Nicola II fu l’ultimo pontefice eletto con approvazione imperiale e i suoi successori furono scelti da un collegio composto da sette cardinali vescovi. Tuttavia l’ingerenza dei sovrani cattolici si fece ancora sentire finché nel 1904 Pio X proibì il diritto di veto che potevano esercitare nei confronti dei cardinali.

Nel 1179 Alessandro III stabilì, con il Canone Licet de evitanda discordia, che un pontefice per essere eletto avrebbe dovuto ottenere i due terzi dei voti dei cardinali.

Fu poi Gregorio X, eletto a Viterbo a istituire il conclave con la costituzione Ubi Periculum nel concilio di Lione del 1274. Le regole dell’epoca prevedevano che dieci giorni dopo la morte del pontefice, i cardinali elettori, seguiti da un solo accompagnatore, si riunissero in una sala del palazzo papale e lì, fossero segregati. Se entro tre giorni nessuno fosse stato eletto, il loro vitto si sarebbe ridotto a una sola portata a pasto, dopo altri cinque giorni, si sarebbe ridotto a pane, acqua e vino. Inoltre le rendite dei cardinali elettori, durante il periodo di conclave, venivano trasferite al cardinale Camerlengo che poi le avrebbe versate al nuovo pontefice.

Chiaramente questa costituzione non incontrò il favore dei cardinali che riuscirono a farla sospendere, poi revocare, finché papa Celestino V con la bolla Quia in futurum del 1294 la ripristinò definitivamente e infine papa Bonifacio VIII la inserì nel codice di diritto canonico del 1298.

Attualmente, l’elezione del pontefice è regolata dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996. Fissato il giorno d’inizio del conclave, i cardinali che indossano l’abito corale, celebrano nella basilica di San Pietro, la Missa pro eligendo Romano Pontefice e, nel pomeriggio, in processione si recano nella Cappella Sistina in cui sono stati predisposti i banchi per l’elezione e la stufa per bruciare le schede delle votazioni.

Il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, una volta che i cardinali hanno prestato giuramento, darà “l’extra omnes” e gli estranei al Conclave dovranno lasciare la Cappella Sistina,tuttavia è ammessa la presenza di personale per aiutare nello svolgimento delle operazioni. Dopo le preghiere, il cardinale decano indagherà se vi siano ancora dubbi sulle procedure e, chiariti questi ultimi, le operazioni di voto potranno cominciare. Quanto avviene all’interno del Conclave e anche dopo, è coperto dall’obbligo di segretezza sia per i cardinali sia per il personale ammesso pena la scomunica. Nel collegio dei cardinali elettori,vengono eletti tre membri che dovranno raccogliere i voti degli elettori infermi, tre membri che si occuperanno di contare i voti e tre per visionare i risultati.

Quando tutti i cardinali hanno votato, avviene lo spoglio delle schede e per l’elezione del pontefice, occorrono i due terzi dei voti. Se il risultato non viene raggiunto, si svolgerà un’altra votazione, fino ad un massimo di quattro votazioni al giorno. Dopo ogni scrutinio, le schede vengono bruciate nella stufa appositamente installata nella Cappella Sistina. Se la fumata sarà nera, nessun pontefice è stato eletto, se la fumata sarà bianca, allora significa che un nuovo papa è stato eletto. Al candidato che ottiene i due terzi dei voti viene chiesto se accetta la decisione del Conclave. In caso di risposta affermativa, il presidente chiede quale nome sceglierà e lo annuncia agli altri cardinali. La presentazione del nuovo eletto, dal balcone di piazza San Pietro, è affidata al cardinale più anziano che annuncia “Habemus Papam” cioè  “abbiamo il Papa” e cede il passo al nuovo Pontefice che si affaccia per la benedizione Urbi et Orbi.

Curiosità

I cardinali possono arrivare in ritardo al Conclave? Certamente e sono comunque ammessi anche dopo l’inizio dello stesso; inoltre possono anche lasciarlo, ma l’unica giustificazione per esservi riammessi, è l’assenza per malattia.


C’è un limite di età per essere ammessi al conclave? Si, i cardinali elettori decadono dal ruolo al compimento degli ottanta anni.


Solo i cardinali possono diventare papi? No, sebbene l’elezione avvenga tra i cardinali, può essere eletto papa qualsiasi persona, celibe e di sesso maschile, che sia stato battezzato e possieda i requisiti morali per diventare vescovo.


Come è fatta la scheda per l’elezione del Pontefice? Si tratta di una scheda rettangolare, divisa in due parti: in quella superiore è indicato: Eligo in Summum Pontificem, mentre nella metà inferiore vi è lo spazio per scrivere il nome dell’eletto. Il voto è segreto e i cardinali devono usare una grafia non riconoscibile. 


Il primo papa eletto cum clave fu Gelasio II, eletto il 24 gennaio del 1118 all’unanimità, dai cardinali nel Monastero di San Sebastiano sul Palatino. Per evitare infatti che potessero essere fatte pressioni, il luogo dove venne eletto, fu tenuto segreto e chiuso al pubblico.


Il primo conclave tenutosi nella Cappella Sistina risale al 1492 e vide l’elezione di Alessandro VI. La Cappella divenne la sede fissa dei Conclavi però soltanto nel 1878.


Come sempre, ecco qualche suggerimento letterario!

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