Narrativa recensioni

Il falso manoscritto – Jesús Valero

Recensione a cura di Laura Pitzalis

Una reliquia, un manoscritto, monaci bianchi, neri e guerrieri, abbazie, conventi, inseguimenti, omicidi, sentimenti d’amicizia e d’amore. Tutto questo nel primo romanzo di Jesús Valero, “Il falso manoscritto”.

Sento già un gran vocio di disapprovazione: “Ancora? Un altro romanzo che parla di cimeli sacri da trovare, di monasteri, di pergamene? … e basta!”

In effetti, è così, ma vi consiglio di non soffermarvi solo alla sinossi e di provarlo a leggere, perché è sì un thriller storico con colpi di scena che irrompono sin dall’inizio; è vero che i protagonisti devono andare incontro a mille peripezie per portare in salvo o proteggere dai “ grandi poteri” un oggetto tanto ambito, con una missione talmente rischiosa da mettere a repentaglio la vita di tutti quelli che decidono di mettersi in gioco … Però Valero lo racconta con una prospettiva diversa, facendo risaltare non tanto l’aspetto avventuroso, dinamico, adrenalinico della storia ma quello introspettivo: la ricerca dei protagonisti viene trasformata in un percorso spirituale che si basa interamente sulla lotta tra fede e ragione.

Una storia di fantasia, quindi, ma dal contenuto storico-religioso dove l’autore fantastica e suppone, reinterpretando i temi da sempre ritenuti i cardini della nostra storia e cultura come, per esempio, il tradimento per eccellenza, quello di Giuda che vendette Gesù ai giudei per trenta denari. Ma è andata veramente così? E se il traditore non fosse stato Giuda?

Molto coraggiosa è la struttura del romanzo: Jesús Valero assembla una storia che si svolge in tre epoche diverse, in luoghi diversi geograficamente sparsi, con tantissimi personaggi, alcuni reali, altri ispirati a persone realmente esistite e altri ancora di fantasia.

Assistiamo contemporaneamente a tre storie con tre diverse ambientazioni temporali: quella dell’apostolo Giacomo nel 33 d.C., del monaco Jean De La Croix nel 1199 e di una giovane restauratrice Marta Arbide nel 2019. Periodi storici diversi ma con unico comune denominatore, la reliquia: Giacomo la riceve direttamente da Gesù per custodirla e proteggerla; Jean la deve portare in salvo; Marta la deve ritrovare.

Tre storie diverse anche come genere letterario, la prima più avventurosa, la seconda più introspettiva, la terza più thriller, ma accomunate dagli intrighi, dall’arte e dall’amicizia. E anche dagli stessi dubbi e interrogativi dei tre protagonisti che vogliono risposte per cercare di capire un mondo cosparso da troppi segreti e incertezze e giungere così alla Verità.

Questa verità Valero la ipotizza portandoci a riflettere sulla lotta tra fede e ragione, a riflettere sul fatto che la Storia la scrivono i vincitori che spesso, per accreditarla, non si fanno scrupolo a cancellare le tracce e le verità dei propri nemici.

Ne ho visti morire a sufficienza di uomini che credevano con fervore in Dio” sentenziò con disprezzo, ”e anche molti che lo rinnegavano, quindi so per certo che pregare non ti risparmia la spada, la fame o le malattie. E ho visto tanti trovare giustificazione nella propria fede per commettere atti spregevoli, ecco perché ho perso ormai da tempo il rispetto nei confronti del tuo Dio.

E a questi aspetti filosofici del romanzo, sarà ciascuno di noi a dare un’interpretazione personale.

Sento ancora dei vocii: “Ma se tratta questi temi, ci dobbiamo aspettare un romanzo greve, che richiede la massima concentrazione nella lettura! Visto poi che sono più di 400 pagine…”

Nulla di tutto questo, non temete! Queste dissertazioni filosofiche sono ben integrate negli spigliati dialoghi, ottimamente strutturati, dei personaggi, rendendole di facile comprensione senza mai annoiare o appesantire la nostra attenzione.

Inoltre l’autore, con uno stile di scrittura fluido e curato, che rende la lettura scorrevole e piacevole, ci coinvolge accompagnandoci, da un periodo storico all’altro, in un incantevole viaggio ricco di mistero e di fascino, facendoci scoprire la bellezza di molti luoghi storici che spaziano da possenti monasteri a storiche città, da meravigliose chiese a magici scriptorium regno di pregiati manoscritti.

… in quest’arida Tierra de Campos la Storia è viva e cammina insieme a noi. Si respira nell’aria e si sente sulla pelle e, anche se al giorno d’oggi non sappiamo dove stiamo andando, almeno siamo sicuri di dove veniamo.

Mi sono sentita avvolta dall’odore un po’ rancido che è l’odore della Storia e quello delle candele, dalla voce unica dell’edificio antico che scricchiola, cigola, ho sentito al tatto il ruvido della pietra delle chiese antiche e seguito le curve scolpite su di essa… E mi sono emozionata.

Ogni volta che entrava in quell’ambiente tanto peculiare, provava un fremito. Era un luogo magico. Sembrava impossibile che le colonne potessero sostenere il peso dell’edificio. La pietra arenaria acquisiva una tonalità dorata, a metà tra l’oro puro e la sabbia fine e, seppure non accuratamente intagliata come quella del portale, era avvolta da un mistero che risaliva all’origine dei tempi.

Tutti i luoghi sono reali, alcuni esistono ancora, altri non più. La chiesa di Santo Sepulcro a Torres del Rio, quella di San Martin de Fromista, il monastero di Suso, quello di San Miguel de Escalada nella Provincia di León e quello di Santo Domingo de Silos sono alcune delle mete che mi hanno incantato grazie alla dettagliata descrizione che ne fa l’autore e alle immagini che ho potuto ammirare sul web: inutile dire che se avessi potuto, sarei partita subito per percorrere lo stesso itinerario che Jean fece nel 1199 e Marta nel 2019. L’ho messo comunque nella mia lista viaggi!

Ho detto prima che i personaggi sono tantissimi, tutti splendidamente caratterizzati e ben raffigurati come “buoni”e “cattivi”. Tra i primi compare un personaggio storico che mai avreste pensato lo fosse … Leggete il libro e scoprite chi è, vi sorprenderà!

Per tutto questo, consiglio la lettura de “Il falso manoscritto”, un romanzo storico, un thriller, una “guida d’arte”, sicuramente un romanzo dalle tante facce. Un libro da leggere per curiosità e non certo come portatore di verità assolute, che varrebbe la pena leggere se non altro per sentire una versione  diversa da quella ufficiale e dogmatica e per poi valutare se condividere o contrastare le opinioni dell’autore.

Questo libro non vuole convincere nessuno di niente, ma di certo non nuoce riflettere sul proprio credo e sulla caparbia realtà.

Editore: ‎Newton Compton Editori (4 marzo 2021)
Lingua: ‎Italiano
Copertina rigida: ‎448 pagine
ISBN-10: ‎8822749383
ISBN-13: ‎978-8822749383
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Trama
Mentre sta lavorando al restauro di un’antica chiesa di Donostia, Marta Arbide trova un manoscritto antico dietro un falso muro. È il diario di Jean de la Croix, un monaco medievale al quale, mille anni prima, fu affidata una missione: portare al sicuro una misteriosa reliquia, nascondendola ai sicari che, per ordine di papa Innocenzo III, volevano impossessarsene. Il contenuto di quelle pagine è così sconvolgente che Marta decide di far luce sulla storia di Jean, aiutata nelle ricerche da un sacerdote dal passato oscuro, Iñigo Etxarri. Insieme intraprenderanno un viaggio a caccia d’indizi sopravvissuti ai secoli, che li condurrà fino alle abbazie e alle foreste del sud della Francia, ai monasteri di San Millán e Santo Domingo de la Calzada, ai resti dell’antica Sanctus Sebastianus. Perché Jean de la Croix era in fuga? Qual era il potere dello strano oggetto che portava con sé? Un mistero il cui disvelamento conduce indietro nel tempo, fino all’anno 33, a poche ore prima della morte di Gesù…

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