Narrativa recensioni

Il segno del comando – Giuseppe D’Agata

Recensione a cura di Roberto Orsi

Siamo di fronte a un romanzo del 1987 tratto da uno sceneggiato televisivo andato in onda nel 1971. “Il segno del comando” è una fortunata serie televisiva in cinque episodi che ottenne grande successo e favore della critica e del pubblico. La produzione diretta da Daniele D’Anza vide protagonisti d’eccezione come Ugo Pagliai nel ruolo di Edward Forster, il protagonista, e Carla Gravina nei panni di Lucia, una donna enigmatica che sembra quasi provenire da secoli passati.

Sedici anni dopo la messa in onda della serie TV, uno degli sceneggiatori, Giuseppe D’Agata, scomparso nel 2011, decise di riportare gli episodi in forma romanzata. Oggi il romanzo risulta di difficile reperibilità, se non tramite qualche sito online che vende copie usate, nelle tante versioni anche tascabili ed economiche proposte nel tempo. Lo sceneggiato con il grande fascino delle riprese in bianco e nero, è disponibile integralmente su Rai Play.

Una storia molto particolare quella raccontata tra le pagine di questo libro. Un racconto dallo sfondo misterioso, giallo ed esoterico.

Lancelot Edward Forster si reca a Roma per una conferenza che dovrà tenere il 30 marzo 1971 nei locali del British Council per parlare di un incredibile ritrovamento. Un diario inedito scritto da Lord Byron durante il suo soggiorno a Roma nel 1817.

Le sue opere e forse più ancora la sua vita avventurosa e tormentata continuano ad esercitare un largo fascino sugli amanti della poesia. Il lungo esilio dall’Inghilterra, l’alone di scandalo che lo circondò in vita, i suoi drammatici amori, la sua passione per l’Italia, la sua dedizione alla causa per la libertà di tutti i popoli oppressi, e la sua morte sopravvenuta in giovane età mentre combatteva per la libertà della Grecia, hanno fatto di lui il più celebre fra i romantici inglesi.

Personaggio straordinario quanto misterioso, Lord Byron ha lasciato all’interno di questo diario alcuni stralci che solleticano la curiosità del Prof. Forster e di altri studiosi e storici. Eventi al limite del grottesco pare siano avvenuti durante il suo soggiorno romano.

«21 aprile 1817, notte, ore 11. Esperienza indimenticabile, luogo meraviglioso, piazza con rudere di tempio romano, chiesa rinascimentale, fontana con delfini, messaggero di pietra, musica celestiale, tenebrose presenze».

Questo un passaggio del diario attorno a cui ruota tutta la vicenda del romanzo. La pubblicazione di una prima parte di questo diario inedito, invoglia il Sig. George Powell, addetto culturale all’Ambasciata inglese a Roma, ad invitare Forster per una conferenza su Lord Byron.

Ma non è l’unica persona a volere il professore inglese nella capitale italiana. Per una strana coincidenza, Forster pochi giorni prima aveva ricevuto una lettera dal pittore Marco Tagliaferri, con acclusa la raffigurazione della piazza così come descritta nelle righe del diario, sfidandolo a trovarla tra le vie di Roma.

Eppure, appena giunto a Roma, le vicende si tingono di mistero. Forster, recatosi immediatamente all’indirizzo del pittore, non lo trova e al suo posto nell’appartamento di Tagliaferri fa la conoscenza di Lucia, una ragazza d’altri tempi, che dà appuntamento al professore per la sera stessa alla Taverna dell’Angelo, dove potrà incontrare l’artista che lo ha invitato.

Questo è solo il primo degli avvenimenti che lascia stranito il professore inglese. Dopo poche ore, Forster scopre che il pittore Marco Tagliaferri è in realtà vissuto oltre un secolo prima. Chi gli ha inviato, dunque, quella lettera per invitarlo a Roma?

Le è mai capitato di scoprire che la faccia normale, limpida, della realtà, ne nasconde un’altra segreta, misteriosa…?

Le vicende si snodano tra le vie di Roma, in un susseguirsi di situazioni apparentemente inspiegabili. I giorni che nelle intenzioni di Forster avrebbero dovuto assomigliare a delle “vacanze romane” si tingono di rosso sangue quando la morte colpisce personaggi a lui vicini.

I suoi andirivieni, anche frenetici, da un luogo all’altro, da un incontro all’altro, erano voluti da lui, o erano piuttosto i percorsi obbligati di un labirinto di cui era sempre più prigioniero?

Improvvisamente il professore inglese si ritrova in un vortice inarrestabile in cui sembrerebbe coprire il ruolo di una pedina manovrata su uno scacchiere impazzito.

Che legame c’è tra Lord Byron e Marco Tagliaferri, il pittore morto cent’anni prima delle vicende raccontate? Quali esperienze traumatiche ha vissuto Byron nel suo soggiorno a Roma? La curiosità di Edward Forster prende il sopravvento e lo porta a indagare su questa storia dal sapore esoterico, il fascino mistico di coincidenze impensabili.

Come tutti coloro che non credono, lei si rifiuta di entrare in una dimensione ignota, dove si celano delle verità che il suo io razionale teme di scoprire.

Sedute spiritiche che evocano spiriti del passato, presenze eteree che confondono la mente di Forster, incredibili concomitanze di date ed eventi a ritroso nel tempo, la faccenda diventa sempre più intricata a mano a mano che scorrono le pagine o le immagini, se volete riferirvi allo sceneggiato.

Le differenze tra serie tv e romanzo sono minime, quasi impercettibili. L’impianto principale rispetta alla lettera ciò che è andato in onda sulla tv nazionale. Il fascino delle riprese in bianco e nero con un grandissimo Ugo Pagliai (che a tratti mi ricorda per intenzione e movenze Lino Guanciale nel Commissario Ricciardi), atmosfere surreali, gotiche, oscure e misteriose. Una recitazione lontana da ciò che conosciamo oggi, con tempi di scena allungati, silenzi affascinanti, presa diretta senza alcun effetto speciale.

Fino alla soluzione finale, il lettore e lo spettatore affrontano un viaggio dal sapore onirico, indietro nei secoli, con enigmi da decifrare e segreti da svelare. Un antesignano dei thriller storici che tanto amiamo.

Chiese sconsacrate, antichi portali, palazzi con le finestre difese da massicce inferriate, vecchi lampioni che sembravano lumi a gas, statue romane che sorgevano dal buio come fantasmi. Era questa forse la realtà che racchiudeva il passato insieme al presente, senza più una linea di confine.

Trama
Un giovane docente universitario inglese, Edward Forster, approda a Roma; qui conosce Lucia, una ragazza dal fascino sfuggente e misterioso che lo condurrà sempre più nel cuore di una Roma che abbaglia e sorprende. Ben presto, infatti, il suo soggiorno si rivela occasione per scoprire non tanto le testimonianze storiche e monumentali della città eterna, quanto il vortice emozionale che essa nasconde. Un vortice in cui la razionalità e il sentimento si smarriscono negli stupori del sovrannaturale. Ma la Roma arcana e notturna che Edward Forster attraversa sarà reale?

ASIN ‏ : ‎ B00MTZN96Q

Editore ‏ : ‎ Newton Compton; Prima edizione Tascabili economici (1 gennaio 1994)

Lingua ‏ : ‎ Inglese

ISBN-10 ‏ : ‎ 887983505X

ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8879835053

Link d’acquisto cartaceo: Il Segno del comando

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