Narrativa recensioni

I Tarquini – Emma Pomilio

Trama
Tarquinia, sei secoli prima di Cristo. In occasione di una gara a cavallo, Lucumone, giovane e ancor più ambizioso mercante etrusco, si invaghisce della nobile Tanaquil, indovina e abile interprete dei segni degli dei. Dovrebbe essere condannato a rimanere un sogno impossibile, il suo – Tanaquil è promessa sposa al potente principe Murinas – ma Lucumone non è abituato a rinunciare ai propri desideri, né gli mancano l’astuzia e l’abilità per realizzarli. Con un’impossibile prova di coraggio, capovolge il finale già scritto della gara, e insieme riscrive anche il destino di Tanaquil. Le conseguenze del suo oltraggio, però, non si fanno attendere, convincendo Lucumone a tentar miglior fortuna in una città vicina in forte e inarrestabile espansione, Roma. Accolto a corte, Lucumone mostra presto qualità preziosissime agli occhi di Anco Marcio, l’attuale re: straordinario intuito politico, granitica affidabilità, grandi doti militari e – dulcis in fundo – infinita disponibilità e generosità economica. Ma non tutti vedono in Lucumone, che presto cambia il suo nome nel romano Lucio Tarquinio, un potente alleato: per altri, lo straniero è solo un pericoloso concorrente alla corsa al trono, da eliminare con ogni mezzo… Nessuno può sospettare che tra le mura del palazzo si sta giocando una partita più ampia, che getta lo sguardo già oltre la generazione di Anco Marcio e Lucumone, posandosi su Mastarna, meglio conosciuto come Servio Tullio.

Recensione a cura di Roberto Orsi

Sarò sempre un Bacchiade e sarò sempre tuo figlio, aggiungerò l’identità romana e mi farò chiamare Tarquinio, ma non dimenticherò di avere un’anima etrusca e un’anima corinzia.

In questo suo sesto romanzo della serie dedicata agli albori di Roma e ai grandi uomini che l’hanno resa immortale, Emma Pomilio ci racconta le vicende del primo grande Re Etrusco: Tarquinio Prisco.
Le vicende si aprono su un giovane protagonista, al tempo abile mercante di Tarquinia. Le sue origini sono greche ma è un ragazzo che cresce in Etruria.

Risponde al nome di Lucumone e ancora è ignaro di ciò che la vita gli riserverà. Il carattere forte e determinato di Lucumone spicca fin dalle prime pagine, quando a dispetto delle convenzioni che lo vorrebbero partecipante remissivo e perdente in una gara tra nobili, sfida il fato e vincendo la competizione fa breccia nel cuore della bella Tanaquil, promessa sposa al principe Murinas.

Questo è probabilmente il punto di svolta della vita di Lucumone. Conquistata la bellissima Tanaquil, donna dai poteri divinatori che in lui ha visto un futuro radioso, e costretto a scappare con lei da Tarquinia dopo lo sgarro al principe Murinas, si reca a Roma dove in breve tempo entra tra i favoriti del re in carica Anco Marcio.

Lui si chiese se si poteva amare di più di quanto amava quella giovane straordinaria, che in breve tempo era diventata parte essenziale della sua vita. Ormai non poteva immaginare un futuro senza Tanaquil. Ma lei non sapeva a quante amarezze andava incontro.

Forte anche delle sue grandi ricchezze, accresciute dai traffici commerciali di famiglia, affronta una carriera politica e militare che lo porterà a diventare capo dei cavalieri dell’esercito del re. Il passo verso il trono di Roma è breve, ma non è semplice. Spalleggiato e consigliato da colei che viene definita dall’autrice “una creatrice di re”, con il favore degli dei e del popolo, Lucio Tarquinio (così viene infatti ribattezzato Lucumone) diventa il quinto re di Roma, il primo etrusco.

Come è normale che sia, le difficoltà sul suo cammino sono molteplici. Prima fra tutte, l’opposizione da parte della famiglia di Atto Navio, già nemico politico di Anco Marcio. Tarquinio ha in mente grandi progetti per Roma, una città che sente sua nel profondo pur non essendoci nato. La città eterna ha già un fascino senza eguali e questo attaccamento da parte dei re che l’hanno governata risulta evidente.

Questa città trovava uomini che l’amavano più di sé stessi e per lei avrebbero commesso qualunque delitto.

Tarquinio non è da meno. Pronto al sacrificio in nome della grandezza e lo splendore da donare a una città che deve diventare sempre più grande e importante. La Roma caput mundi è ancora di là da venire, siamo nel 600 a.C. circa, ma è in questo momento che si gettano le basi per quello che sarà un grande impero.

L’autrice è abile nel raccontare e introdurre tutta la sua conoscenza del periodo storico e del contesto sociopolitico del tempo, senza mai risultare troppo prolissa o noiosa. E riesce ad amalgamare tutti gli aspetti più importanti per calare il lettore nella vicenda.
Attraverso i dialoghi tra i protagonisti, l’autrice restituisce al lettore la situazione politica del tempo, ci permette di entrare in contatto con un periodo difficile, di grandi cambiamenti, di una svolta epocale nella gestione della cosa pubblica.
Non mancano le battaglie tra eserciti di mercenari, gli addestramenti dei giovani con la descrizione di tecniche di attacco e difesa che denotano una conoscenza approfondita della struttura militare del periodo.
Importanti le figure femminili, donne dall’acceso temperamento, capaci di tenere testa agli uomini. Prima fra tutte la bellissima Tanaquil, ambiziosa e capace di prendere in mano la situazione all’indomani della morte di Tarquinio con calcoli e atteggiamenti degni del migliore stratega politico.

I valori più alti di amicizia, senso di appartenenza a una dinastia, a una città e un popolo intero, emergono vividi e vigorosi nella narrazione di Emma Pomilio. Le vicende del re Tarquinio e della sua dinastia, la mano guidata dagli dei, con forza e fermezza per rendere grande Roma. La sua immagine si sovrappone a quella dei giovani Gneo Tarquinio e Servio Tullio, quest’ultimo destinato a succedergli sul trono. Sullo sfondo, al di là dei sette colli, la leggenda di Mastarna, imbattibile ed enigmatico guerriero etrusco, di cui non si conosce la reale identità.

Aveva fatto di tutto per Roma, si era identificato con Roma, l’amava più dei suoi figli, e per l’ambizione di fare grande Roma li stava sacrificando tutti, il maschio e le femmine, e pure il bastardo, il figlio dell’ultima ora.

Uno stile di prosa a cui l’autrice ci ha abituati con le sue precedenti pubblicazioni tra cui “Il ribelle” (Recensito sul nostro blog da Maria Marques) e altri titoli come “Il sangue dei fratelli” o “La notte di Roma”. L’autrice regala ai lettori le vicende dei grandi personaggi che per primi iniziarono a costellare il firmamento di Roma, in un’epoca resa ancora più difficile dalla penuria di fonti scritte, soprattutto per quel che riguarda la storia degli etruschi.  Il mito sfuma nella storia, là dove ancora tanti avvenimenti devono essere raccontati. 

Editore: Mondadori (11 giugno 2019)
Copertina rigida: 428 pagine
ISBN-10: 8804709308
ISBN-13: 978-8804709305
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