Narrativa recensioni

Il codice perduto di Socrate – Nicolò Marino

Trama

Atene, 2018. Lorenzo Venturi e Penelope Diaz, dopo i fatti accaduti con il ritrovamento del tesoro di re Mida, si godono alcuni giorni di riposo. La vacanza, però, è interrotta dalla telefonata del professor Valastos, un vecchio amico del giornalista che ha bisogno della consulenza di un’archeologa. Chiede loro di raggiungerlo, ma nessuno dei due si aspetta di dover esaminare un’antica pietra ritrovata ad Alessandria d’Egitto che riconduce a Socrate. L’improvvisa scomparsa della stessa mette in moto una serie di eventi che condurranno Lorenzo Venturi a una nuova ricerca. L’unico obiettivo è svelare i misteri che si celano dietro l’enigmatica roccia. Tra l’Italia, l’Egitto e il Medio Oriente, il giornalista seguirà una serie di indizi, evitando svariate minacce, e l’avventura lo porterà a una scoperta sconvolgente che potrebbe cambiare il futuro del mondo.

Recensione a cura di Luigia Amico

Dopo l’avventura del precedente romanzo, ritroviamo il giornalista Lorenzo Venturi in vacanza con la compagna e archeologa Penelope Diaz. Sono giorni di relax e riposo o almeno così sperano i due protagonisti del nuovo thriller di Nicolò Marino.                                                                                                                                

Una semplice telefonata però interrompe la spensieratezza dei due giovani: il professor Valastos, amico di Lorenzo, ha bisogno della loro consulenza riguardo al ritrovamento di un’antica pietra che sembra nascondere un misterioso enigma. Fin qui nulla di particolarmente strano, ma un omicidio e la successiva scomparsa della suddetta stele metteranno in moto una serie di eventi che vedrà coinvolti in prima linea Lorenzo e Penelope, imbarcandoli in quella che sarà un’indagine di non facile risoluzione, mettendo a rischio anche la loro stessa vita.

Nel prologo di apertura, l’autore ci conduce molto indietro nel tempo, precisamente nel V secolo a.C. ad Atene, facendoci assistere ad una scena particolare: Socrate, filosofo greco tra i più importanti esponenti della tradizione filosofica occidentale, affida ad un suo allievo un messaggio importante, scritto di suo pugno e che potrebbe cambiare le sorti del mondo.

“Mio discepolo. Purtroppo la mia vita su questa terra sta per giungere al termine. Alcuni miei rivali hanno deciso di togliermi di mezzo. // Devo accettare il mio destino. Il mio daimon mi ha suggerito la via, ho trascritto un messaggio importante da preservare. Lo affido a te.”

Dov’è la particolarità? Come tutti ben sanno, Socrate non ha lasciato ai posteri nessun manoscritto, nessun testo, nulla che l’occhio umano possa osservare, ma per divulgare e tramandare i suoi pensieri si è affidato ai suoi discepoli, Platone in primis.                                                                                                

Qui entra in gioco la fantasia dell’autore che da questa peculiarità trae ispirazione per dar vita ad una storia ricca di scene che terranno il lettore con il fiato sospeso.

I fatti che vedono protagonisti il giornalista e l’archeologa si svolgono in tempi recenti, nel 2018 per la precisione, ma un sottile filo conduttore lega il presente al passato. Un manoscritto custodito e nascosto ad ogni costo, un tesoro che viaggerà nel tempo passando anche tra le mani del grande imperatore svevo Federico II che in punto di morte deciderà di affidare al figlio ed erede Corrado.

“Figlio ormai il mio tempo terreno è quasi giunto al termine, ma voglio lasciarti un tesoro speciale in eredità. Dovrai custodirlo con dovizia e riserbo.”

Sarà compito di Lorenzo e Penelope scoprire dove e cosa si cela dietro questo mistero. Mano alla valigia sempre pronta, inizieranno a viaggiare di località in località, accostando alla ricerca dell’arcano la visione di meravigliosi luoghi che faranno da scenario all’evolversi delle vicende.               

Saranno ad Atene in visita al museo archeologico ad osservare statue, opere e reperti di straordinaria bellezza, saranno avvolti dalle magiche atmosfere che solo la città di Roma può donare, e poi Napoli con i suoi vicoli animati dai colori variegati dei negozi e dalla dinamicità dei suoi abitanti. Un plauso a Nicolò Marino che riesce attraverso la sua penna a farci viaggiare con la mente tra le meraviglie di questi luoghi, incuriosisce il lettore seminando dubbi e quando sembra che la soluzione di tutto sia lì ad un passo da noi, ecco che si rimescolano le carte in tavola.                                                                                                                                                                  

Riuscirà Lorenzo, con la sua ostinazione ed il suo acume, a districarsi nella rete di mistero che si è creata intorno alla scomparsa dell’antica pietra?

“Venturi, vedo che sei più scaltro di quanto pensassi, forse ho capito dove andrai, ma voglio proprio vedere ciò che scoprirai.”

Nulla è semplice e niente è scontato perché i nostri protagonisti dovranno anche fronteggiare i loro nemici che altro non desiderano se non mettere le mani sul tanto agognato tesoro.                                                                           

E se vi dicessi che qui, per vie traverse, entra di nuovo in gioco lo Stupor Mundi?

Avvincente, adrenalinico, “Il codice perduto di Socrate” è un thriller che si lascia leggere avidamente e che accompagna il lettore tra le pagine avvolte di suspense fino alla parte conclusiva, dove ad attenderci ci saranno alcune sorprese.  

ASIN: B08P3XKKHN

Editore: Independently published (29 novembre 2020)

Lingua: Italiano

Copertina flessibile: 315 pagine

ISBN-13: 979-8573915173

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