Narrativa recensioni

Ai tempi in cui la Gioconda parlava – Jean Diwo

Trama

Un giovane Antonello da Messina parte a dorso di mulo per andare fino a Bruges alla ricerca di un segreto ben custodito: quello della pittura a olio di Van Eyck. Una scommessa folle che lo riporterà in Italia vittorioso, dopo tre anni di peripezie anche sentimentali, con in mano la formula del nuovo solvente. Da Firenze a Roma, da Napoli alle Fiandre, da Milano alla corte di Francesco I seguiremo accanto a lui lo spettacolare teatro ambulante dei geni del Rinascimento. Tra questi personaggi, che vivono la loro arte e le loro convinzioni fino alla morte, ci saranno Leonardo da Vinci, Michelangelo, Botticelli, Savonarola, la famiglia dei Medici, Raffaello, Machiavelli, Lucrezia e Cesare Borgia… Non mancheranno anche i papi, i principi e i condottieri che accompagneranno con il frastuono delle loro armi la più spettacolare fioritura di capolavori della storia. Attraverso queste pagine sembrerà di vivere ai tempi in cui Leonardo ascoltava la Monnalisa parlare, mentre dipingeva il suo volto misterioso.

Recensione a cura di Roberto Orsi

Gli sembrava lontano il momento in cui anche lui avrebbe padroneggiato la scienza dell’utilizzo dei colori e soprattutto acquisito l’abilità che permette all’artista di creare la vita, di dare colore alle forme inanimate di un disegno con un semplice movimento di polso

Antonello da Messina. È suo il ritratto di un giovane uomo riportato sulla copertina di questo libro. Forse un autoritratto. Antonio di Giovanni de Antonio, questo il suo vero nome, è il protagonista di questo romanzo o almeno della prima parte. Lo troviamo, inizialmente, alla scuola del suo grande maestro napoletano Niccolò Antonio, meglio conosciuto come Colantonio.

Durante il periodo di apprendistato Antonello mostra subito grande curiosità e capacità di analisi critica. La vista di un quadro fiammingo presso la corte del Re è un fulmine a ciel sereno nella sua esistenza. Quei colori, quelle impressioni delle immagini su tavola tolgono il sonno ad Antonello, divorato dalla bramosia di carpire il segreto dell’artista a cui è attribuita l’opera. Si tratta di Jan Van Eyck.

Il merito più grande del pittore fiammingo fu quello di perfezionare la pittura ad olio, in sostituzione di quella a tempera fino a quel momento utilizzata. Perfezionare e non ideare, in quanto sembra che una tecnica simile fosse già utilizzata nei tempi antichi (ne dava addirittura notizia Plinio il Vecchio). A Van Eyck e alla scuola fiamminga va la capacità di averla migliorata e trasmessa agli altri celebri artisti del tempo.

Il romanzo di Jean Diwo prende le mosse proprio dal viaggio di Antonello verso le Fiandre, attraverso il nord della penisola italica e il regno di Francia, alla ricerca del segreto, della “formula magica” che possa rendere ancora più vivido e incredibile un dipinto.

Era necessario soprattutto che il dipinto fosse somigliante, e inoltre fare attenzione a non rovinarlo per eccesso di perfezionismo quando sarebbe arrivato a uno stadio accettabile. A tal riguardo, si ricordò un’altra frase del suo maestro: “La somiglianza, in un ritratto, dipende spesso da una pennellata in più o in meno”.

Il lettore parte alla volta di un viaggio tra botteghe e laboratori, con dettagli specifici sulla preparazione dei colori. Il mondo dell’arte si svela davanti ai nostri occhi, con le opere che hanno segnato quasi due secoli di storia, il quattrocento e il cinquecento.

Si seguono le orme di Antonello da Messina fino al suo rientro in Italia, la permanenza a Venezia e il ritorno successivo al sud, a quella Sicilia che gli diede i Natali. E con un ideale passaggio di testimone, capitolo dopo capitolo, la scena si sposta verso la vita di altri grandi personaggi del periodo rinascimentale.

Fu un’età di grande splendore per l’arte italiana: tantissimi i nomi che si sono succeduti nell’olimpo dell’arte. Michelangelo, Leonardo, Botticelli, Tiziano, Raffaello, solo per citare i più noti. L’autore intreccia le loro vite, ce li presenta da un punto di vista umano, con le loro passioni, i timori e le fragilità. La parabola di ognuno di loro ci viene raccontata attraverso 540 pagine di vicende, commissioni di opere, incredibili capolavori che prendono vita nella Cappella Sistina, sculture e statue di cui ancora oggi ammiriamo la bellezza e l’armonia. Il David di Donatello, il Mosè o la Pietà di Michelangelo, il progetto grandioso della statua equestre di Leonardo in memoria di Francesco Sforza e mai completata. Sono solo alcuni esempi di opere raccontate dalle parole di Jean Diwo, fin dal momento della loro commissione a opera di grandi mecenati, tra cui la famiglia dei Medici, i tanti papi che si susseguirono in un periodo di tempo relativamente breve (se pensiamo che Michelangelo ebbe l’opportunità di lavorare addirittura per sette di loro, ci possiamo rendere facilmente conto).

Di cosa si può essere certi quando ci si avventura sulle strade, quando si è un pittore il cui destino dipende dai principi, dai priori dei monasteri e dai ricchi notabili che vogliono legare il proprio nome a un’opera religiosa?

Una vita di alti e bassi quella degli artisti rinascimentali. Un giorno portati sul palmo di una mano dal proprio mecenate, che faceva a gara con gli altri suoi pari a chi avesse la corte più splendente di beltà, e successivamente sostituiti da un altro grande genio che si affacciava sul palcoscenico.

La mano del pittore che si muove leggiadra su una tela come sull’intonaco dell’abside di una chiesa. La ricerca della perfezione, di quella sfumatura in uno sguardo o un sorriso che possa rendere immortale un’opera. Tante le curiosità descritte, gli aneddoti curiosi che hanno accompagnato la creazione di questi capolavori.

L’artista a volte percepisce degli impulsi sovrannaturali che lo spingono a superare se stesso per ottenere un capolavoro, o quantomeno è ciò che lui crede.

Una menzione speciale va sicuramente a Luisa Rigamonti che ha curato la traduzione di questo libro per il mercato italiano e che mi ha permesso di venirne a conoscenza.

Un compendio della grande Storia dell’arte, quella che ha reso il nostro paese immortale agli occhi di tutto il mondo. Un racconto avvincente che stimola fattivamente i nostri sensi: dai colori sgargianti delle pitture agli odori forti delle botteghe degli artisti. Ancora una volta rimaniamo stupiti di fronte alle grandi meraviglie che gli uomini del passato ci hanno donato.

Editore : La Ruota (3 novembre 2020)

Lingua: : Italiano

Copertina flessibile : 544 pagine

ISBN-10 : 8831457241

ISBN-13 : 978-8831457248

Link d’acquisto: Ai tempi in cui la Gioconda parlava

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