Articolo a cura di Roberto Orsi

Giocare significa fare esperimenti col caso (Novalis)

È difficile immaginare un Natale senza un “giro” di tombola.

Che poi ammettiamolo, non è che giocare a tombola sia poi sempre così divertente, soprattutto in famiglia, con la nonna che ti scambia il 66 per il 76, lo zio, patito della smorfia, che accompagna ogni numero con il rispettivo sottotesto, e il cugino che, complice una bella quaterna ricca appena realizzata, sbatte la mano sul tavolo e fa saltare tutti i fagioli (o i ceci, voi cosa usate?) da sopra alle cartelle gettando il panico tra i giocatori. Ma, nonostante tutto, è uno dei riti natalizi. È la costante di queste nostre serate e alla fin fine ci si gioca sempre. Puntuali. È ci si gioca dal 1734.

A Napoli, infatti, in quell’anno, arrivò a conlcusione  una diatriba tra il re di Napoli, Carlo III di Borbone, e Gregorio Maria Rocco, un frate domenicano all’epoca molto noto in città per il suo rigore religioso, per essersi adoperato per l’illuminazione stradale.

La diatriba nacque quando Carlo III decise di ufficializzare il lotto, fino a quel momento clandestino, per tentare di porre fine alla sottrazione degli introiti che il gioco causava. Gregorio Maria Rocco si oppose fermamente ritenendolo un gioco immorale e contrario ai principi cattolici. Dopo numerosi incontri tra i due, fu trovato il compromesso di legalizzare il lotto che veniva però sospeso durante le festività natalizie per non allontanare i fedeli dalle celebrazioni religiose di queste feste.

I cittadini napoletani tuttavia non gradirono troppo questo compromesso e, esperti nell’arte dell’arrangiarsi, trasformarono il lotto in un gioco casalingo, la tombola appunto, che divenne una delle tradizioni del Natale partenopeo. Ed ecco perché la Tombola è un gioco legato alle festività natalizie.

Tombola, che strano nome!

I napoletani trasferirono i 90 numeri del lotto su dei cilindretti di legno, li misero in un cesto di vimini di  vimini di forma cilindrica (il “panariello”) che, secondo alcuni, ricordava nella forma il tombolo, uno strumento all’epoca utilizzato per fare merletti e pizzi.

Secondo un’altra teoria invece deriva dal verbo tombolare, ovvero roteare, far capitombolare; derivante dal gesto di far ruotare i numeri nel panariello prima di estrarli.

Infine un’ultima ipotesi associa la tombola alla parola tumulo, vista la forma a piramide dei cestini dell’epoca.

La tombola arriva negli Stati Uniti

Quando i primi napoletani immigrati a New York decisero di giocare alla tombola, non si ricordarono più il nome. Ma si ricordano, invece, che si giocava con i fagioli. Che in inglese sono i “bean”. Nacque così il “bean game”. Ovvero il Bingo

Ma perchè i numeri sono proprio 90? Ve lo siete mai chiesto?

Come dicevamo il gioco della tombola è nato a Napoli ma quello del lotto ci è qui arrivato da Genova. A Genova, all’inizio del 1500, in occasione del rinnovo dei membri dei Serenissimi Collegi, venivano sorteggiati dei nomi tra un elenco di 120, ridotti poi a 90. Ben presto il popolo cominciò a scommettere su questa estrazione e assunse le caratteristiche che ha ancora oggi: un gruppo di cinque numeri estratti su 90 possibili.

Tutta napoletana è, invece, l’arte di associare ogni numero ad un significato specifico, umoristico e divertente. Così ciascun numero della Tombola fa riferimento a credenze ancestrali, alla cultura locale oltre che alla vita in generale. Sono frequenti le allegorie che fanno riferimento al sesso, perchè molti riti antichi erano consacrati alla divinità della fecondità. L’origine del significato dei numeri non è sempre nota ma di sicuro la donna è molto più presente dell’uomo, in quanto in origine la società campana era matriarcale.

È il caso del numero 9 – ‘A FIGLIATA, ovvero la “figliolanza” o prole, (il numero di figli venuti al mondo con lo stesso parto).
Come mai si associa proprio al 9? Perché il piccolo cerchio del numero simboleggia il grembo materno, mentre la “coda” del 9 è il bambino che sta per nascere.

Ma se la Tombola (e con essa la Smorfia) è nata nel 1734 come mai l’1 è da sempre e per tutti l’ITALIA se di Italia possiamo parlare solo dal 1861?
Semplice, l’1 fu associato all’Italia solo a partire da questa data del 1861, appunto per celebrare l’avvenuta unificazione. Prima di allora, a Napoli si indicava con il numero 1 il Reame o il Sole. Almeno così dice la leggenda.

E ora da genovese, e col potere conferitomi dalle autorità di TSD, decido che da oggi in poi alla Storia e a TSD verranno associati i numeri…?

Già, potendo cambiare la Storia della Smorfia napoletana, che numero dareste alla Storia e a TSD?

http://www.reportageonline.it/tombola-origini-e-curiosita-del-gioco-piu-amato-delle-feste-di-natale-al-sud/

https://tombolaonline.info/tombola-napoletana/

https://www.tombola.it/blog/2019/6/le-origini-del-gioco-del-bingo-e-dei-numeri-della-smorfia-parte-i

https://www.focus.it/cultura/storia/perche-il-lotto-ha-90-numeri

One thought on “Storia, cabala, leggenda: Tombola!

  1. Clara Schiavoni ha detto:

    Alla Storia darei 1, a TSD 90. Un cerchio perfetto.

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