Trama Roma, 1600. Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, è molto apprezzato tra le famiglie nobili, ma non in Vaticano, dove i suoi dipinti sono considerati blasfemi. Spirito indomito, amante delle donne, del vino e dei duelli, Caravaggio viene convocato dal camerlengo dello Stato Pontificio, monsignor Petrucci, per rendere conto delle sue azioni. E proprio lì, in una stanza segreta della fastosa residenza cardinalizia, scorge qualcosa che non avrebbe mai dovuto vedere… Roma, un futuro molto prossimo. Alla vigilia del conclave per eleggere il nuovo papa, l’assassinio di un alto prelato scuote le impenetrabili mura del Vaticano. Declan O’Malley, superiore generale dell’ordine dei gesuiti, e Liam Dempsey, suo nipote, ex soldato in Iraq, scoprono che nelle viscere oscure della Chiesa serpeggia un complotto. Mentre il terrorismo islamico lancia nuove, sanguinose sfide in tutto il mondo, i due cominciano a indagare, tra inaccessibili archivi di Stato e polverose gallerie d’arte, seguendo le tracce di un antico segreto… Recensione a cura di Roberto Orsi Gli ingredienti sono quelli di una ricetta golosa per chi ama questo genere di libri: opere d’arte, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, Stato Pontificio, Conclave, documenti scomparsi dall’Archivio Segreto Vaticano. Il tutto intrecciato su due orizzonti temporali, distanti tra loro di oltre 400 anni ma accomunati da un piano diabolico e attuale.
Solo poco tempo addietro non si preoccupava della morte, o almeno sapeva riderci sopra. Ora non più. Era come se le tenebre lo opprimessero, facendogli dolere la testa, trasferendo le bizzarrie dei suoi sogni nella sua vita da sveglio.
Da una parte l’inizio del XVII Secolo, con Caravaggio che a suo discapito è testimone oculare di una scena che non avrebbe mai dovuto vedere. Da quel momento la sua vita cambia, braccato come in una battuta di caccia da nemici potenti legati al mondo della curia romana, uomini che da sempre hanno retto le sorti della Chiesa e del mondo cattolico. Quale terribile segreto nasconde il camerlengo, Monsignor Petrucci? Caravaggio sarà costretto a fuggire da Roma e cercare rifugio prima a Napoli poi a Malta, protetto da amici e personaggi illustri del tempo. Non prima però di aver celato in alcuni dei suoi dipinti, per il quale era così inviso alle autorità ecclesiastiche romane, alcuni indizi di ciò che suo malgrado è venuto a conoscenza. Ne “Il tradimento di Cristo” o “Cattura di Cristo”, l’artista inserisce uno degli indizi più importanti che lascio al lettore scoprire durante la lettura, senza togliervi il piacere della sorpresa. Un quadro che vi riporto in questo articolo, tripudio di luci e ombre, emblema principe dell’arte pittorica di Michelangelo Merisi. Walter Ellis dà prova di grande conoscenza artistica in questo romanzo, descrivendo con semplici parole la bellezza delle opere del Caravaggio, molto spesso rifiutate dai committenti perché contrarie ai principi basilari e assodati della dottrina Cristiana. Uno tra tutti “La cena in Emmaus”, considerata opera “peccaminosa ed eretica” dal superiore generale della Società di Gesù, Claudio Acquaviva, semplicemente perché il Cristo era stato dipinto senza barba. Un affronto che lo faceva letteralmente farfugliare e indignare. La parte storica del romanzo ruota attorno all’arte di Caravaggio, le sue opere, le vicende che lo hanno visto protagonista. Forse uno degli artisti più controversi dell’epoca, dal carattere burrascoso, amante delle belle donne, attaccato da più parti per la supposta irriverenza delle sue opere, con uno stacco netto da quanto si era visto fino a quel momento. Uomo tormentato nei sogni e nei ricordi, fin da quando ha assistito all’esecuzione di Beatrice Cenci e della sua famiglia. La sua visione dell’arte si discosta notevolmente dai canoni pittorici del tempo, con una adesione radicale a quello che è il “vero”, al punto di essere considerato blasfemo ed eretico per certi versi, per la mancanza di decoro che caratterizza molti dei personaggi da lui portati su tela. Un artista che va studiato approfonditamente, impossibile da descrivere nel dettaglio in una breve recensione come questa.
In un certo senso era il peggior nemico di sé stesso. Amava impressionare. Amava turbare. Nell’arte non riusciva a concepire un punto di vista puramente devozionale. Dove i suoi rivali disegnavano attenendosi a un canone stabilito di idee e immagini, lui cercava di impegnare il proprio pubblico in un ragionamento.
Posso dire però che Ellis con questo libro rende giustizia a un grande personaggio della nostra Storia, accendendo quella scintilla di curiosità che ogni lettore del genere storico deve, a mio modesto parere, mantenere sempre viva. La parte contemporanea del romanzo, ambientata in un futuro prossimo alla fine del pontificato del successore di Benedetto XVI (n.r. ricordo che il libro è del 2009 quando ancora Papa Ratzinger era seduto sul soglio pontificio). Qui lo stile narrativo ricalca quello di colleghi più illustri, primo fra tutti Dan Brown. Molte le analogie che ho trovato con “Angeli e Demoni”. Negli anni in cui questo libro veniva pubblicato, il genere thriller storico, soprattutto di stampo religioso, andava per la maggiore e il pubblico iniziava ad apprezzarne la lettura. Siamo negli anni che precedono le cosiddette “Primavere arabe”, in un periodo di forte instabilità nei paesi musulmani che hanno visto cadere pochi anni prima, regimi totalitari come quello di Saddam Hussein ad opera delle forze americane. Forte instabilità politica e religiosa, con un Califfato islamico (ISIS) ancora da venire, ma già con un gran fermento dell’attivismo religioso musulmano. Lo scenario del conclave, da sempre un momento molto complicato per lo Stato Vaticano e per tutto il mondo cattolico, reso ancora più interessante dalle manovre sottobanco del camerlengo Mons. Bosani. L’obiettivo di destabilizzare il conclave con una elezione che sconvolga il mondo intero, non solo quello cattolico.
Il Vaticano era un labirinto, in cui era facile perdere di vista la realtà. O forse era più simile a una di quelle bambole russe, in cui vengono fuori personalità e identità sempre nuove e tu non sai mai qual è vera e quale falsa. L’intrigo e non la fede era il carburante che alimentava il governo della Chiesa, e a coloro che si ergevano contro di esso non era assicurata la sopravvivenza.
A contrastarlo, il superiore generale dell’ordine dei Gesuiti, l’irlandese Declan O’Malley con il nipote Liam Dempsey ex militare, combattente in Iraq, profondo conoscitore del mondo musulmano e della Jihad. Una lotta contro il tempo, nelle due settimane che precedono l’elezione del nuovo pontefice, forse la più importante per la Storia di Santa Romana Chiesa, nonché l’ultima…? Un buon ritmo di narrazione in cui non mancano uccisioni a sangue freddo a opera di sicari spietati. Un romanzo che porta il lettore nei meandri più nascosti del Vaticano, forse l’istituzione che più di tutte cela segreti inconfessabili tra i suoi archivi e le cui vicende ancora oggi sono contornate da quell’alone di mistero che le rende tanto inaccessibili quanto attraenti. Copertina flessibile: 351 pagine Editore: Newton Compton Editori (30 settembre 2010) Collana: Newton Pocket Lingua: Italiano ISBN-10: 8854123056 ISBN-13: 978-8854123052 Link di acquisto cartaceo: Codice Caravaggio Link di acquisto ebook: Codice Caravaggio  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *