Articolo a cura di Roberto Orsi Della mia prima visita a Parigi di qualche settimana fa (una vera toccata e fuga di una giornata prima di dirigermi con la famiglia a EuroDisney) ho un bellissimo ricordo, ma anche un grande rammarico. La capitale francese è davvero bella, anche in condizione di maltempo come l’ho trovata io. Anche senza la luce del sole ha il suo fascino, sicuramente più malinconico. La Tour Eiffel sotto gli scrosci di pioggia e il cielo plumbeo assume una luce completamente diversa. Diventa malinconica essa stessa. La Senna con le sue acque grigie che corrono sotto i tanti ponti della città, con i battelli mezzi vuoti in attesa di giornate migliori. Eppure, Parigi rimane Parigi. Nell’immaginario collettivo è la città dell’amore, la capitale del romanticismo. Patria di tanti scrittori tra il ‘700 e l’800, che dedicarono l’attenzione delle loro opere a questo nobile sentimento. Un rammarico mi è rimasto, dicevo. Tra le tante opere architettoniche, musei e palazzi avrei voluto visitare la Sainte-Chapelle, che più volte mi è capitato di incontrare nelle letture dei libri che tanto amiamo. L’ho cercata sull’Île-de-la-Citè, l’isola nel pieno centro città che ospita anche la Cattedrale di Notre-Dame ancora ferita e malinconica dopo il terribile rogo del 15 Aprile 2019. E già non è facile rintracciarla perché uno si aspetta, inconsapevolmente, di imbattersi nella facciata di una splendida chiesa gotico-medievale, in realtà questo splendido gioiello è nascosto allo sguardo del visitatore. La cappella si trova infatti alle spalle del Palazzo di Giustizia sulla Boulevard du Palais e vi si accede da un portone che sembra tutto tranne quello di una Chiesa. Purtroppo, quando sono arrivato davanti all’insegna erano già le 17.30 ed era già chiusa ai visitatori. Non ho potuto quindi entrare e ammirare le splendide vetrate che ornano questa splendida chiesa gotica del XIII Secolo. Tornato a casa, anche senza averla visitata dal vivo, ho pensato di scrivere comunque un articolo per il blog, per poterla studiare meglio e proporla a chi si recherà a Parigi in futuro. La cappella fu costruita tra il 1246 e il 1248 per volere del Re Luigi IX, su un progetto dell’architetto Pierre Montreuil (lo stesso che disegnò la cattedrale di Saint-Denis), come scrigno per la conservazione delle sacre reliquie acquistate dagli imperatori di Costantinopoli. Prima fra tutte la corona di spine di Gesù Cristo e frammenti della vera croce. Si dice che addirittura il re francese spese molto di più per le reliquie che per l’intera costruzione della Saint Chapelle. Il prestigio che ne derivava era troppo importante per badare a spese. Parigi divenne uno dei centri cristiani più importanti dell’epoca e Luigi IX fu addirittura proclamato Santo qualche anno più tardi. Questo gioiello dallo stile gotico si suddivide in due parti: la cappella inferiore, discreta e poco luminosa, ricalca lo stile medievale, dedicata alla Madonna, fungeva da luogo di culto per il personale di palazzo; alla cappella superiore poteva avere accesso solo il Re e la sua corte, addirittura attraverso un passaggio diretto che permetteva loro di accedere al primo piano della Saint Chapelle, dal Palazzo che oggi ospita la Conciergerie, senza mai uscire a cielo aperto. Se la parte inferiore affascina per le volte a crociera a sfondo blu e giglio dorato, simbolo dei Re di Francia, salire al piano superiore strabilia per la magnificenza dei giochi di luce amplificati da vetrate che sostituiscono completamente le pareti. La cappella superiore dedicata a Gesù lascia il visitatore senza fiato, di fronte alle vetrate alte 14 metri raffiguranti addirittura 1.113 scene che raccontano la storia dell’umanità dalla Genesi alla resurrezione del Cristo. Come non farsi rapire dal rosone, risalente al XV secolo, del diametro di circa 9 metri con scene tratte da libro de l’Apocalisse? Se la giornata è di quelle soleggiate, i giochi di luce all’interno della Saint Chapelle regalano un’atmosfera magica. Non è possibile però ammirare le sacre reliquie per cui la Cappella è stata eretta: quelle sopravvissute alla Rivoluzione Francese sono state spostate nel Tesoro della Cattedrale di Notre Dame, anch’essa al momento chiusa alle visite del pubblico per i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza. Attualmente la Saint Chapelle è sconsacrata e ospita concerti e rassegne di musica classica. Di seguito vi lascio anche qualche informazione utile per l’accesso e la visita, dal seguente link: https://www.parigi.it/it/sainte_chapelle.php Info utili Sito ufficiale: Sainte Chapelle Tel.: + 33 (0)1 53 40 60 80 Indirizzo: Sainte Chapelle, 4 boulevard du Palais – 75001 Paris Fermata metro/RER: Citè (linea 4), St-Michel Notre-Dame (RER B e C) Bus: linee 21, 27, 38, 85, 96 and Balabus Info Accessibilità:  Audioguida: disponibile in francese, inglese, tedesco, italiano, spagnolo, giapponese

ALTRE INFO

♦ Visita libera con documentazione – francese, inglese, tedesco, italiano, spagnolo, portoghese, olandese, giapponese, cinese, russo, polacco ♦ Visita con conferenza in francese e inglese (Prenotazione consigliata) ♦ Visita notturna – Tutti i mercoledi, da maggio a settembre, visita notturna fino alle ore 22 (chiedere info) TARIFFE BIGLIETTO D’INGRESSO SAINTE-CHAPELLE  
tariffa intera adulti € 10
Ridotto € 8
under 18 anni (Eccetto scolaresche e gruppi parascolastici ) gratuito
Biglietto cumulativo Conciergerie e Saint- Chapelle € 15
ragazzi fino a 26 anni residenti nella comunità Europea gratuito

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