Trama Francia, XVI secolo. In piena guerra fra cattolici e calvinisti, Jean-Marie Cousteau, un ex capitano di cavalleria leggera, chiede ospitalità a un castellano. Da giorni viaggia senza cavalcatura, lo stomaco dilaniato dai crampi a causa dei fichi acerbi con cui si è nutrito e una brutta ferita alla tempia rimediata nello scontro con due banditi. A riceverlo è un uomo interamente abbigliato di bianco e nero, con un pizzetto ben curato e uno sguardo intelligente e curioso: è il filosofo e scrittore Michel de Montaigne. Da quindici anni, Cousteau non vede che battaglie e massacri da cui non ha guadagnato nulla, se non il disgusto per l’insensata violenza delle guerre di religione. Deciso a chiudere per sempre con il passato, implora Montaigne di prenderlo come contadino o come guardia. Al filosofo non serve un contadino, né tantomeno un guardiano: al suo castello si tengono porte e cancelli aperti e le uniche sentinelle a vegliare sono le stelle in cielo. Gli occorre, piuttosto, un bravo, onesto e leale segretario che si occupi, sotto dettatura, delle pagine dell’opera cui sta lavorando, i Saggi. L’ultimo valletto che gli ha reso quel servizio è scomparso con alcuni fascicoli che sperava di rivendere a un editore disonesto, un’esperienza che Montaigne non desidera rinnovare. E invece disposto a fidarsi di Cousteau, che da quel momento ricambia la generosità dimostratagli con la più totale devozione: se il filosofo chiama, lui si precipita. Se non lo sente, si preoccupa che stia male o sia ricaduto in una delle sue ricorrenti melanconie che gli impediscono di alzarsi al mattino. Ed è proprio per sollevarlo dai suoi tormenti che Cousteau, un giorno, propone al suo Signore di intraprendere un viaggio verso Roma. Un viaggio fatale, in cui gli eventi segneranno profondamente il rapporto tra i due uomini. Recensione a cura di Maria Marques
Avevo trentasei anni e mi consideravo vecchio. Per lungo tempo la morte era stata il mio commercio…
È un libro particolare Il segretario di Montaigne. Un libro cui è necessario avvicinarsi con calma, non ci sono pagine da divorare una dietro l’altra, ma pagine da leggere assaporando le frasi, quanto i personaggi dicono ma anche quello che pensano e non riescono a pronunciare per convenzioni sociali, per incapacità di comunicare e perché tutti si nascondono, dissimulando il proprio sentire. Comprensibile questa eccessiva prudenza nel manifestare i propri pensieri, considerando l’epoca in cui si svolge il romanzo. Un uomo in fuga nei boschi francesi, Jacques Marie Costeau, un soldato che fugge dalla guerra cui ha dedicato una buona parte della sua esistenza e che nasconde sotto un apparente animo bellicoso, una personalità riflessiva che non attende altro di poter emergere per prevalere sull’altra. Il periodo in cui vive, non lo aiuta. Le lotte tra cattolici e protestanti, fomentano l’inquietudine negli animi, generano il sospetto, la disillusione e infine l’abbandono della bandiera sotto cui si era scelto di militare. L’animo del soldato ha ben chiare le linee del suo agire: ”Sono un soldato, non un assassino” dirà brevemente quando racconterà la notte della strage di San Bartolomeo tacendo però che, dopo l’uccisione del fratello, ha abbandonato la religione cattolica per abbracciare quella calvinista. Durante uno scontro con due banditi viene ferito a una tempia, ferita che si va ad aggiungere a quelle invisibili dell’animo, Costeau giunge casualmente nel castello di Montaigne, filosofo, scrittore e, per un uomo che è abituato a combattere, a difendersi, a chiudere le porte e a blindare i pensieri, quella dimora rappresenta un nuovo inizio, una nuova possibilità. Montaigne è alla ricerca di un segretario, il suo precedente l’ha abbandonato e trova nel fuggitivo un uomo con una calligrafia ordinata:
Ho bisogno di un bravo, onesto e leale segretario che prenda sotto dettatura le pagine di un libro che sto scrivendo. Ho una scrittura illeggibile. Quello che scarabocchio preferisco riscriverlo piuttosto che tentare inutilmente di decifrarmi. Oltretutto la mia vista si stanca e non posso avere lungo commercio con i libri se non con l’aiuto di altri. L’ultimo valletto che mi ha reso questo servizio è scomparso con alcuni fascicoli. Sperava di rivenderli a un editore disonesto…
Due le condizioni che Montaigne, con gelida cortesia, riterrà necessarie per permettere a Costeau di divenire suo segretario: lasciare la spada appesa a un muro e lavarsi con acqua e sapone almeno una volta a settimana. Tra le due, quest’ultima è quella che genera maggiore sospetto nel soldato che comunque accetta i termini senza porsi tante domande. Costeau si dedicherà totalmente alla sua nuova attività diventando non solo il segretario cui Montagne per tre anni detterà una buona parte dei suoi Saggi, ma anche l’uomo a cui il filosofo si affiderà nei momenti in cui la sua salute fisica vacilla e quando la melanconia si adagia sul suo animo. Costeau fornirà al suo signore un pretesto per combattere questo stato d’animo che lo prostra a tal punto da impedirgli di abbandonare il letto:
Andiamo a Roma e prendiamo la strada che più vi aggrada. Stiamo via un anno, se non di più, e alla fine tornerete con tante esperienze e storie da scrivere un seguito ai Saggi o un libro a sé.
Montaigne si lascia convincere e si affida a Costeau
Si occuperà lui di tutte le questioni pratiche e gli detterò ogni giorno un diario del nostro viaggio, distanza viaggiata, descrizione dei luoghi e delle attività che vi svolgeremo, condizioni delle locande, abitudini degli abitanti e così via. Al mio ritorno lo leggerete e saprete tutto quello che abbiamo fatto, giorno per giorno.
Abbandonare la quiete della dimora di Montaigne e lasciarsi trascinare nel mondo, per Costeau sarà un’avventura che lo porterà a vivere nuovamente in prima persona e non in secondo piano, attraverso frasi e pensieri del suo signore. Il romanzo spostando la sua azione in Italia, a Roma, non solo assume ritmo ma lascia una dimensione intimista per abbracciare una visione decisamente più ampia. Gli usi, le abitudini e le tradizioni della Città Eterna, filtrati dagli occhi dei turisti del 1580, appaiono non solo in tutto il loro folclore ma anche nella loro complessità e brutalità e, il pensiero di Montaigne continua a far capolino nei dialoghi, a volte pacatamente altre volte con più veemenza ,come dopo aver incontrato ed ascoltato i racconti del boia capitolino:
Sulla tortura ho già detto quello che penso:tutto quello che va al di là della semplice morte,mi sembra pura crudeltà.
La società dell’epoca emerge in tutto il suo eccessivo ostentare, in una serie di rigidi formalismi, in cui tutti si arroccano in difesa o in attacco, come se la vita fosse un gioco di scherma perenne, in cui le spade che vengono impegnate sono utilizzate con un estremo sprezzo della vita e le parole diventano scudi dietro cui nascondersi e offendere. Emblematica sarà proprio la frequentazione di una scuola di scherma da parte di Costeau, incaricato di seguire il fratello del suo signore, e gli incontri con alcuni gentiluomini che la frequentano. Le parole corrono mentre gli spadaccini seguono rigide regole e il termine onore si utilizza come un mantello di cui adornarsi, se ne abusa drammaticamente e soprattutto non si accompagna all’agire dando origine a una serie di eventi che coinvolgeranno il segretario, colpendolo profondamente. Il libro è stilisticamente perfetto, i personaggi emergono dalle pagine vivi e credibili, perfettamente calati nella loro epoca, senza nessuna sbavatura eccessiva. Due uomini, in un mondo dilaniato dalle diversità di credo religioso, intrecciano le loro esistenze, i loro pensieri, e i loro drammi riuscendo a raccontarli con una semplicità estremamente raffinata. Luca Romano, l’autore, a partire dal Diario di Viaggio in Italia effettivamente scritto da Montaigne, ha elaborato un romanzo che riesce a unire in modo sapiente la realtà storica e la fantasia e, pagina dopo pagina, il lettore rimane avvinto dai due protagonisti: il filosofo e il segretario, chiedendosi se questo rapporto di lavoro si trasformerà in una amicizia in grado di sopravvivere al tempo e alle avversità, grazie alla saggezza dell’uno ed alle indubbie capacità pratiche dell’altro. Copertina flessibile: 240 pagine Editore: Neri Pozza (12 luglio 2018) Collana: I narratori delle tavole Lingua: Italiano ISBN-10: 8854515671 ISBN-13: 978-8854515673 Link di acquisto cartaceo: Il segretario di Montaigne Link di acquisto ebook: Il segretario di Montaigne

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