Trama Molti anni dopo che il Gran Re d’Irlanda ha sciolto i vincoli di amicizia e di unione che legavano i Sette Cavalieri d’Irlanda, i loro figli vengono chiamati dal Cavaliere Bianco per partecipare a una gara che li condurrà attraverso l’Irlanda fino alle Isole Aran. Chi tra loro porterà nel proprio scrigno il dono più gradito sarà il nuovo signore della tribù di Cinniùint. Úna, figlia del Cavaliere Azzurro, partecipa alla sfida sebbene sia una donna e in procinto di maritarsi; è un’anima irrequieta, che piange Cecil, il fidanzato che non ha fatto ritorno dalla Crociate, e che si è promessa a Donnche, il compagno dei giochi d’infanzia, senza amarlo. Una grande storia d’amicizia, d’amore e di lealtà tra scenari mozzafiato e colpi di scena.   Recensione a cura di Roberto Orsi
Per te, invece, che ti appassioni alle leggende d’Irlanda e per il mio cuore innamorato che ogni volta si commuove nel cantarle, prenderò l’inchiostro dall’azzurro del cielo e, graffiando una pagina di fuoco con punta di diamante, adesso andrò a narrarla.
Maura Maffei, ancora una volta, ci porta in un viaggio attraverso la magia della terra d’Irlanda. L’isola di Smeraldo, come la definì per primo William Drennan nella sua poesia “When Erin First Rose”. Luoghi incantati, che nel corso dei secoli non hanno perso quella lucentezza, quelle tonalità di verde così accese da essere quasi uniche nell’immaginario collettivo. Dopo aver letto e recensito la trilogia di “Dietro la tenda” della stessa autrice, una saga famigliare dai risvolti romantici, sono tornato in Irlanda, questa volta con una storia che sfocia nella leggenda. I miti nordici hanno un fascino particolare. Tutti noi conosciamo le storie di Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda. Storie che hanno attraversato generazioni e generazioni di lettori, senza mai perdere il proprio appeal per quelle menti avvezze ai viaggi oltremare sull’onda di magiche storie raccontate su carta. L’autrice in questo libro ci riporta a quelle atmosfere, pur basandosi su un’appurata ricerca storica e i tanti studi condotti sui miti d’Irlanda.
L’Irlanda aveva fame d’eroi
In questo romanzo il lettore fa la conoscenza dei sette cavalieri dell’Isola di Smeraldo, fortemente voluti dall’Ard Rì, il Grande Re, almeno inizialmente, “nel tempo del verde e dell’oro, quando le leggende sfondavano con impeto d’onda lo scorrere dei giorni”, per mantenere l’ordine nelle province a lui assoggettate. Al Grande Re serviva qualcuno che “fiaccasse in umile sussurro la vanità degli egoisti e dei mediocri”. Ogni cavaliere è identificato con un colore, dato da una peculiarità di ognuno di loro: Bianco, Azzurro, Rosso, Arancione, Verde, Bigio e Nero. Un racconto intriso di leggenda, diversi colori su uno sfondo verde smeraldo, in un palcoscenico da favola che pochi paesi come l’Irlanda possono donare. Una volta sciolto il loro legame voluto dal Grande Re e con il cavaliere Bianco, Briocàn, nominato di comune accordo signore della tribù di Cinniùint, le loro strade sembrano dividersi, ma non per molto. Briocàn ha promesso di lasciare il suo posto non appena un nuovo Re Supremo si fosse seduto sul trono di Teamhair (Tara). L’evento non tarda ad arrivare e qui inizia una nuova storia. I protagonisti diventano i figli dei precedenti cavalieri d’Irlanda o in assenza di questi, alcuni fidati cavalieri, a cui viene affidata una missione: un anno di tempo per portare al Cavaliere Bianco un dono celato all’interno di uno scrigno. Il prescelto sarebbe diventato il nuovo signore di Cinniùint.
Lo scrigno che vi sarà consegnato, figlioli miei, non è di dimensioni troppo grandi, affinchè non facciate fatica a trasportarlo, tuttavia non è neppure angusto. Dev’essere, infatti, come il vostro cuore, che è piccolo, sì, ma che può comprendere l’Universo.
La presentazione delle “regole” della gara è uno dei passaggi, a mio avviso, più belli del libro. L’autrice in poche righe racchiude l’essenza del racconto. Nell’atto del dono, non conta il bene materiale in sé, ma ciò che spinge un individuo a farlo. “Quello che conta è il pensiero” si dice oggi, sintesi forse semplice e banale di quanto sopra. Il Cavaliere Bianco assegna degli scrigni non troppo grandi, perché grande deve essere il significato, non la materia. Il cuore e i sentimenti di amore e amicizia giocheranno un ruolo fondamentale in tutta la storia, attraverso paesaggi meravigliosi fino al limite del mondo conosciuto, in quelle isole del nord oltre le quali l’ignoto ha il sapore e il fascino del mare aperto. Le vicende dei personaggi, i figli dei cavalieri in lizza per il posto di signore della tribù di Cinniùint, accompagnano il lettore in un’allegoria della vita, anche moderna. Come in tutte le leggende, il messaggio che viene trasmesso è profondo. Un inno al sentimento, ai legami affettivi tra gli individui, che possono e devono trascendere dagli egoismi personali e dalla propria ambizione.
Perché ognuno di noi non è che una minuscola tessera di pietra, ora scura, ora tersa, ora dorata, nel mosaico che Qualcuno da sempre compone nei Cieli, anche a dispetto della storia. Noi ne scorgiamo soltanto il pezzetto compreso tra la nostra nascita e la nostra morte, ma Colui che ci ha creato e che vede ben più lungi di noi contempla l’intera Sua opera d’arte!
Una prosa impreziosita dai termini in lingua irlandese, con tanto di glossario finale, che come le pietre incastonate negli scrigni, ingentiliscono il racconto permettendo al lettore di addentrarsi ancora di più nell’atmosfera. Maura Maffei in questo romanzo strizza l’occhio ai più celebri autori della tradizione nordica, portandoci in un mondo che con le sue storie dal passato non finisce di stupirci e incantarci.   Copertina flessibile: 184 pagine Editore: Edizioni della Goccia; Prima Edizione edizione (17 maggio 2018) Collana: Giallo grano Lingua: Italiano ISBN-10: 8898916566 ISBN-13: 978-8898916566 Link dia cquisto cartaceo: Le grandi acque Link dia cquisto ebook: Le grandi acque  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *