Narrativa recensioni

Le sette dinastie – Matteo Strukul

Trama

Sette famiglie, sette sovrani, sei città: questa è l’Italia del XV secolo, dilaniata da guerre, intrighi e tradimenti, governata da signori talvolta lungimiranti, ma molto spesso assetati di potere e dall’indole sanguinaria. A Milano, Filippo Maria, l’ultimo dei Visconti, in assenza di figli maschi cerca di garantire la propria discendenza dando in sposa la giovanissima figlia a Francesco Sforza, promettente uomo d’arme. Intanto trama contro il nemico giurato, Venezia, tentando di corromperne il capitano generale, il conte di Carmagnola. Ma i Condulmer non temono gli attacchi: smascherano il complotto e riescono a imporre sul soglio di Pietro proprio un veneziano, che diverrà papa con il nome di Eugenio IV. Tuttavia il duca milanese troverà alleati anche a Roma: sono i rappresentanti della famiglia Colonna, ostili al papa che viene da Venezia e decisi a cacciarlo dalla città. Solo l’aiuto dei Medici riesce a scongiurare la morte del pontefice, costretto però a un esilio forzato a Firenze. E mentre nel sud dell’Italia si fa sempre più cruenta la guerra tra angioini e aragonesi, il destino della penisola italica è sempre più avvolto nell’incertezza…

Recensione a cura di Alessandra Ottaviano

Il romanzo è ambientato nell’Italia del XV secolo governata da Signorie assetate di potere: i Visconti e gli Sforza a Milano, i Condulmer a Venezia, gli Estensi a Ferrara, i Medici a Firenze, i Colonna a Roma e gli Aragonesi e gli Angioini a Napoli.

Un progetto ambizioso e complesso, potrei definirlo un colossal, in cui si è magistralmente lanciato Matteo Strukul. Ogni storia familiare si intreccia a quella dell’altra per la supremazia della penisola, dando vita a guerre, alleanze, cospirazioni e tradimenti.

La storia è la vera protagonista del libro, talmente avvincente da tenere il lettore inchiodato alle pagine, si susseguono cinquanta anni di Rinascimento tinto di sangue.

La narrazione si apre nel 1418 con i fatti antecedenti alla battaglia di Maclodio e si conclude nel 1476 con l’assassinio di Galeazzo Maria Sforza nella famosa congiura di Santo Stefano.

Una moltitudine di personaggi storici, tutti ben caratterizzati, si dispiega in maniera vivida tra le pagine, a Milano incontriamo lo spietato Filippo Maria Visconti alle prese con mogli e amanti per assicurare il potere alla sua discendenza, mentre cerca di punire Francesco Bussone, detto il Carmagnola, che gli si è rivoltato contro passando tra le fila del nemico veneziano.

Milano era un catino colmo di rabbia in quei giorni di dolore e morte e Filippo Maria Visconti tesseva, incurante, la sua tela nefasta, confinandosi in un limbo che aveva il proprio centro nel castello di Porta Giovia. Come un ragno, il duca maturava, giorno dopo giorno, un rancore paziente e freddo che stillava come bava dalle fauci di un ragno, alimentando un’inestricabile rete di spie.

Venezia, che dà i natali a tre papi, si trova a fronteggiare Milano ma anche le incursioni degli ottomani.

Spregiudicata, mutevole e liquida, come le acque di quella laguna del colore degli smeraldi che riusciva ad affermare la propria indipendenza e autonomia.

Firenze che vede il potente Cosimo dei Medici esiliato a Venezia, ma che non manca di tessere alleanze e intrighi politici e ordire la fuga del papa veneziano Eugenio IV, minacciato dai tumulti della famiglia Colonna, fornendogli asilo. Cosimo che prepara la sua discendenza al rifiorire dell’arte e della bellezza senza tempo cambiando volto alla sua Firenze, anch’essa doveva prestarsi a magnificare il loro potere nel mondo.

Incentivate l’arte. Circondatevi di pittori, di scultori, di letterati, filosofi, teologi, poeti, solo loro potranno darvi una visione diversa, molteplice, composita, capace di cogliere ciò che ai più risulta invisibile. Di quegli occhi avrete un disperato bisogno nel sentiero oscuro della vita, di quelle mani, di quelle voci: saranno loro l’esercito silenzioso che vi condurrà a vincere le battaglie … accoglieteli nelle vostre case, date loro protezione, denaro e occasioni, poiché più di tutti gli artisti bramano proprio questo, l’occasione, e di quella fanno tesoro, trasformandola in qualcosa di irripetibile.

A Napoli a darsi battaglia vi sono Aragonesi e Angioini: la regina Giovanna, sovrana di Napoli, aveva designato come suo successore Alfonso D’Aragona ma poi, sobillata dai suoi favoriti, gli aveva preferito Renato D’Angiò scatenando una guerra decennale che vede trionfare il re aragonese.

Pare quasi che Dio abbia posato le labbra su questo golfo, soffiandovi un alito di sovrumana bellezza.

L’autore, con la sua grande capacità di romanziere riesce a districarsi mirabilmente in questa epoca oscura dominata da lotte intestine per il potere, tra tiranni, papi, guerre fratricide e valorosi capitani di ventura, eroici condottieri quanto altrettanto pronti a vendersi al miglior offerente, che si contrappongono ad artisti eccellenti che egual lustro hanno dato alla nostra Italia da Michele da Besozzo a Paolo Uccello all’enigmatico Petrus Christus.

Ma anche le donne non sembrano essere da meno, esperte nei maneggiamenti quanto gli uomini, tra loro spicca la temeraria Bianca Maria Visconti che spesso dismetteva i panni di madre di nove figli, per vestire quelli della guerriera al fianco del marito Francesco Sforza.

Vestirò la mia armatura, impugnerò la spada e seguirò il mio signore sul campo di battaglia! Non avrò paura di questa genia di mezzi uomini che osa profanare le terre che ci spettano di diritto. Quant’è vero Iddio, scenderò in campo e verserò il sangue dei miei nemici e il mio.

Matteo Strukul con la sua competenza e un immane studio che ne è alla base, ci trasmette il suo sconfinato amore per il Rinascimento, ce lo fa esplorare con occhi nuovi, instilla nel lettore la passione per un periodo storico ricco di grande fascino, utilizzando uno stile fluido e scorrevole ci fa entrare in quelle stanze magnifiche dove gli affreschi e le opere d’arte sono silenti spettatori degli intrighi di uomini scaltri e spietati, riuscendo a farci calare nello spirito dell’epoca.

Ah se solo a scuola avessimo professori che, con tale trasporto, ci avessero narrato in maniera così superba la storia!

Resto in attesa della seconda parte…

Copertina flessibile: 538 pagine

Editore: Newton Compton (7 ottobre 2019)

Collana: Nuova narrativa Newton

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8822733835

ISBN-13: 978-8822733832

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