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Blog Tour: il terzo Re di Roma – Tullo Ostilio

A cura di Roberto Orsi

Oggi ereditiamo il testimone di questo Blog Tour che ci sta accompagnando da inizio settimana dedicato a un progetto molto importante Oscar Mondadori. Sette Re di Roma, sette libri, con 14 diversi autori che hanno collaborato alla stesura dei romanzi.

Le tappe che ci hanno preceduto hanno analizzato i romanzi appena pubblicati e disponibili in tutte le librerie. Potete trovare gli articoli a questi link:

Numa Pompilio – La recensione a cura di A caccia di libri di Maria Pia Dell’Omo

Numa Pompilio – L’approfondimento a cura de “Il segnalibro di Deborah” di Debora Fantinato

Tullo Ostilio – La recensione a cura di Daniela Tresconi del blog “Bosco dei sogni fantastici” di Isabella Cavallari

La tappa di Thriller Storici e Dintorni vuole essere un approfondimento sulla figura del terzo Re di Roma: Tullo Ostilio.

Il regno di Tullo, successore di Numa Pompilio, ha inizio nel 673 a.C. dopo essere stato eletto dai Senatori e dal popolo di Roma.

Appartenente alla gens Hostilia, una delle cento che fondò Roma ai tempi del primo Re, il nonno fu quell’Osto Ostilio, uno dei valorosi combattenti al fianco di Romolo, il primo Re di Roma, di cui potete leggere nel primo romanzo di questa serie Oscar Mondadori (Romolo. Il primo Re)

Rispetto al suo predecessore, ricordato per essere stato un grande riformatore soprattutto dal punto di vista religioso, Tullo viene ricordato come un Re combattente.

Il netto stacco tra lui e il predecessore risalta fin dalle prime pagine del romanzo. Numa Pompilio devoto al culto degli dei, desideroso di mantenere quanto più possibile la pace tra le popolazioni delle città che circondano Roma; Tullo Ostilio propenso alla battaglia, alla supremazia del potere ottenuta con la forza.

Qualche storico lo accomuna a Romolo, per la sua propensione alla riorganizzazione militare e l’attenzione verso le battaglie e l’espansione territoriale. Gli autori antichi concordano nell’attribuire a Tullo Ostilio quei caratteri di sapiente e valoroso condottiero che giustificarono le guerre di Roma contro le popolazioni vicine.

I dissidi con le città vicine, all’ordine del giorno, già dai tempi di Romolo, si fecero sempre più gravi e pressanti. Veio, Fidene e soprattutto Albalonga furono le città con cui Tullo Ostilio ebbe più problemi di “convivenza”. Fu proprio contro la città di Albalonga che si ebbero le controversie più aspre, che portarono allo scontro leggendario tra Orazi e Curiazi.

Secondo quanto rigportato da Tito Livio nella sua opera Historiae, le due città si affrontarono inizialmente a eserciti schierati al confine tra i loro territori. Roma e Albalonga, legate dal mito della sacra discendenza di Romolo combattevano una guerra empia, invisa alle divinità. I rispettivi sovrani decisero quindi di affidare a due gruppi di rappresentanti le sorti del conflitto evitando ulteriori spargimenti di sangue.

Furono scelti per Roma gli Orazi, tre fratelli figli di Publio Orazio, e per Albalonga i tre gemelli Curiazi, che si sarebbero affrontati a duello alla spada. Pare che ci sia anche incertezza su quali delle fazioni rappresentassero le città. Lo stesso Tito Livio pone un interrogativo, affermando che gli stessi storici non erano concordi. Si propende a identificare gli Orazi per la fazione Romana, perchè la maggior parte degli storici sostiene questa tesi.

« Incerto e glorioso fu lo scontro e mirabile il suo esito finale. Poiché da una parte tre erano stati feriti [Curiazi], dall’altra due uccisi [Orazi], l’Orazio che era rimasto vivo aggiunse al valore l’inganno e per separare i nemici finse la fuga e li vinse, battendoli separatamente, nell’ordine in cui lo raggiungevano. Così si ebbe una vittoria per mano di uno solo, cosa assai rara, il quale però si macchiò di un assassinio contro il proprio sangue: aveva visto la sorella piangere sulle spoglie del fidanzato nemico [Curiazio]; vendicò questo amore di una vergine con la spada. Le leggi romane lo accusarono per il delitto, ma il valore [della sua vittoria] lo sottrassero alla pena e il delitto fu inferiore alla gloria. » (Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 3.4-6.)

Albalonga venne quindi sconfitta e passò sotto l’egemonia di Roma. Ma la sottomissione non venne mai accettata completamente e gli scontri si fecero ancora più ardui quando Alba rifiutò di accorrere in aiuto di Roma contro Fidene. Un rapporto sempre molto tormentato quello tra Roma e Albalonga, ancor di più nel periodo di regno di Tullo Ostilio, in conflitto fin dall’inizio con Mezio Fufezio.

Tullo, oltre a essere un “re guerriero”, fu anche un Re giusto che riuscì a farsi ben volere dalle classi meno abbienti del popolo Romano grazie alla concessione di terre per la costruzione di nuove case. Viene identificato come un valoroso condottiero, illuminato da grande sapienza politica.

Il terzo re viene ricordato anche per la costruzione della Curia Hostilia, il più antico luogo di riunione del Senato. Il Comizio era il centro politico dove si svolgevano le più antiche assemblee dei cittadini: i comizi curiati. Essendo un’area sacra agli auguri, era orientata sui punti cardinali, con un’aula rettangolare con il lato maggiore sull’asse nord-sud. Sempre nell’area del Comizio i senatori avevano a disposizione fin dalla prima età repubblicana anche la zona detta Senaculum.

Oggi ne sono visibili pochi resti, dopo le trasformazioni d’epoca cesarea e augustea che lo fecero praticamente sparire.

Il suo disinteresse per le pratiche religiose, troppo concentrato sul potere temporale e le battaglie da portare avanti,  gli costarono il favore degli dei a cui Tullo non dedicò mai troppe attenzioni.  Su Roma si abbatterono una serie di sciagure ed una pestilenza, che molti interpretarono come castigo per la condotta poco religiosa del re.

Qui, come spesso accade, storia e la leggenda si confondono. La morte di Tullo Ostilio affonda le radici nel mito, ma nonostante sia un avvenimento di cui si può trovare molto in rete, voglio lasciare un po’ di curiosità ai lettori che si approcciano per la prima volta alla figura del terzo Re di Roma.

Nel 641 a.C., dopo trentadue anni di regno, Roma è costretta a scegliere un nuovo re, un re che seguisse l’esempio pacifico di Numa Pompilio.

Questi e tanti altri aspetti della vita del secondo e del terzo Re di Roma verranno analizzati domani sera sulle pagine social del nostro blog con gli autori dei due romanzi: Venerdì 26 febbraio alle 21.30! Non mancate!

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Orazi_e_Curiazi

https://www.wikiwand.com/it/Tullo_Ostilio#/google_vignette

http://www.romaspqr.it/roma/re%20di%20roma/Tullio_ostilio.htm

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