Trama
Parigi, 1301. Perché il re di Francia e i suoi uomini più fidati si aggirano furtivi nei sotterranei di Notre-Dame? Che cosa stanno disperatamente cercando? Filippo il Bello è disposto a tutto pur di scongiurare un evento fatale per il suo regno e la sua discendenza. Anche a mobilitare i migliori consiglieri perché raggiungano Roma: proprio in Vaticano, sotto la protezione del papa, si nasconde il celebre Arnaldo da Villanova, noto come il Catalano, geniale e discusso medico di Bonifacio VIII, un tempo al servizio di Filippo il Bello, poi accusato di praticare la magia. Ora il re lo rivuole presso di sé. Per quale motivo? Il pontefice nutre dei sospetti su quella richiesta e teme che Filippo il Bello stia orchestrando un complotto contro la Santa Sede. Per questo affida il compito di indagare al nipote, Crescenzio Caetani, giovane studente in Medicina, e a Dante Alighieri, delegato della Repubblica di Firenze. Addentrandosi nei meandri della Biblioteca Apostolica, sfogliando inestimabili trattati medici del mondo antico, i due tenteranno di scoprire cos’è che tormenta il monarca più potente della cristianità. Un segreto che il Catalano, custode della tradizione magica dell’Oriente, pare conoscere, ma che non sembra disposto a rivelare…
Una terribile minaccia è nascosta nei sotterranei della cattedrale di Notre-Dame
L’unico uomo in grado di porvi riparo si trova in Vaticano
Perché il papa si affiderà a Dante Alighieri?I commenti dei lettori
Tutti i personaggi sono rigorosamente storici: Guglielmo Nogaret, Papa Bonifacio VIII, Arnaldo da Villanova, Matteo Bentiveglia d’Acquasparta, Pietro Valeriano Duraguerra , Filippo il Bello, Dante Alighieri, Bernardo Gui … per citarne alcuni. Tutti ben descritti e caratterizzati talmente bene che si visualizzano davanti a me … non sto leggendo ma vedendo un libro!
Da non dimenticare Lanius un personaggio misterioso, nessuno sa chi è, neppure se sia del tutto umano. Letale , sfuggevole e devastante, compare di notte e all’improvviso, colpisce e sparisce: non per niente Lanius è un nome latino e significa “carnefice”: scoprirete chi è leggendo il libro e ne rimarrete sorpresi.
Affascinanti le figure femminili: Giovanna regina di Navarra e sposa di Filippo IV, Maddalena Caetani, nipote di Bonifacio VIII, Matilde contessa d’Artois, Maria di Brabante, seconda moglie di Filippo III . L’autrice riesce per ognuna di loro ad esaltarne la personalità, le rende vive ai nostri occhi scoprendo la loro fragilità ma anche la loro forza, le loro afflizioni ma anche le loro speranze. Meravigliose Giovanna e Maddalena: sono proprio loro le vere protagoniste, proprio loro che con astuzia e ingegno daranno una svolta all’intero arcano. Due donne “rivoluzionarie” visti i tempi.
E che dire della capacità descrittiva della Frale? Mi ha estasiato con un linguaggio aulico ma nello stesso tempo chiaro, armonioso e ironico, grazie al quale anche le pagine più controverse e prettamente storiche non risultano noiose né prolisse
C’è qualcosa però che mi ha lasciato perplessa in questo libro, anzi un personaggio: Dante Alighieri … In effetti non ho capito il suo ruolo nel contesto del racconto, mi sembra un po’ “appiccicato”: se lo estrapoliamo dal racconto non mi sembra che ne intacchi la trama né che crei “ vuoti” nella narrazione. O semplicemente sono io che non ho capito la sua valenza …
A fine lettura il titolo, “I sotterranei di Notre Dame”, mi è sembrato un po’ fuorviante, in effetti i sotterranei compaiono solo nelle prime pagine e poi non sono più citati. Riflettendo con più calma ne ho capito il significato: è proprio nei sotterranei che nasce l’ “antidoto” del segreto che tormenta il monarca più potente della cristianità, ed è dai sotterranei che parte la missione che dovrà scongiurare un complicata situazione che potrebbe essere fatale per il regno di Filippo IV e per la sua discendenza. Naturalmente è solo una mia interpretazione, mi piacerebbe sapere dall’autrice il perché di questo titolo: “I sotterranei di Notre-Dame”
Devo dire che sono rimasta affascinata dalla immensa sapienza storica della Frale, partendo dalla costruzione dei personaggi, al contesto storico, ai riferimenti sulla Medicina, l’Alchimia e la chiaroveggenza, un libro che induce a molti approfondimenti.
Lo stile di scrittura seppur sorretto da una notevole conoscenza storica è risultato a tratti poco scorrevole, l’inserimento di molti personaggi ha intricato notevolmente la narrazione.
Il titolo del libro è fuorviante, la cattedrale e i sotterranei sono accennati solo all’inizio ed è lo spunto da dove parte la vicenda, ma poi nulla più, peccato, (da quanto mi è stato spiegato la casa editrice gioca molto sulla forza del titolo). Mi aspettavo un’epilogo diverso più ricco di pathos, però mi ha spiazzata lo stesso piacevolmente.
Due ambienti, in cui l’avidità di potere genera e degenera in azioni spregiudicate ed il sussurro, le maldicenze creano sospetti che vengono amplificati ad arte creando alleanze e disfacendole. Un uomo, Arnaldo da Villanova detto il Catalano, prima medico di alla corte parigina ed poi del pontefice, sembra diventare il perno di un pericoloso equilibrio mentre i rapporti tra il sovrano ed la sede papale si fanno tesi e sottili come una lama di rasoio. Bonifacio VIII incarica un giovane nipote di indagare i motivi della richiesta per cui il sovrano desidera che il Catalano ritorni presso di lui. Il giovane investigatore, avvezzo alla corte papalina, è solo giovane all’anagrafe, ma sa benissimo come muoversi in quelle sale dove tutto è accennato e mai detto apertamente, ma anche il Catalano sta conducendo una sua personale ricerca mentre Dante Alighieri osserva e si aggira poco pratico, in quelli che si presume diverranno i gironi infernali, traendo ispirazione per la sua Commedia. Percorsi tortuosi quindi ,vicoli ciechi, accenni all’alchimia ed alla filosofia, personaggi enigmatici concorrono a contribuire alle pagine di un libro che si legge molto velocemente. I personaggi sono abbastanza caratterizzati da incuriosire il lettore, ma non assurgono mai ad avere uno spessore rilevante, neppure Filippo il Bello che comunque spicca su tutti. Concluso il romanzo, posso dire che la penna dell’autrice ha regalato un affresco storico, preciso e puntuale della società dell’epoca, infarcito di mille curiosità che denotano la sua competenza e cultura e,anche se la trama si fa esile ,la lettura è comunque gradevole.
Fra luoghi e personaggi ben descritti si svolge una trama incentrata su un mistero che se svelato rischia di far crollare il Regno di Francia e Barbara Frale è bravissima a mantenere i segreti e la suspence ,dalla prima all’ultima pagina.
La scrittura e la parte storica sono impeccabili, poco credibile invece, la parte romanzata, a mio avviso ci sono diverse lacune: il personaggio di Dante che pare messo lì per caso, l’aspettativa di leggere una storia ambientata a Notre Dame che invece fa solo da cornice, i sotterranei che servono solo per aumentare la sensazione di mistero e la storia che si compone di tante tessere ma che nel finale, non si incastrano perfettamente.
Adatto ai lettori curiosi, che amano i misteri, gli approfondimenti storici e che hanno voglia di leggere un romanzo sicuramente insolito nel suo genere.


