Trama: 1672 – nel secolo d’oro dell’Olanda, fermenti politici ed economici animano la vita laboriosa del popolo fiammingo. Ma c’è chi si estranea da intrighi e vicende storiche, e vive in preda alla sua ossessione. Un fiore, un fiore rarissimo : il tulipano nero . Cornelius van Baerle vuole creare questo miracolo tra natura ed opera dell’uomo , e forse ha in mano i 3 bulbi che lo renderanno celebre su un mercato impazzito per queste varietà floreali, che nelle forme più bizzarre raggiungono cifre da capogiro. Ma proprio l’avidità spinge un suo rivale , il cinico Boxtel, dopo vari tentativi di boicottaggio da spionaggio industriale ante litteram, a denunciarlo alle autorità per alto tradimento nei confronti del principe Guglielmo D’Orange, e farlo condannare a morte per rubare i preziosi semi. Recensione a cura di Marina Avogadro “A volte si è facilmente sofferto da essere in diritto di non dover mai dire : Sono troppo felice.” La simbologia indica nel Tulipano l’amore perfetto, la fama e la vita eterna. Ma il destino cinico e baro è anche imprevedibile, così il nostro giovane in prigione incontra un altro fiore sul suo cammino: Rosa, la figlia del suo brutale carceriere Grifus, e a lei affida il suo prezioso segreto. Con amore, inizia a coltivare tulipani, riuscendo a farli fiorire, ma il torvo Boxtel è sulle sue tracce, con coraggio e astuzia crescente lei riesce a sventare le sue trame losche e a provare l’innocenza del suo Cornelius; egli ora ha il tulipano perfetto dal colore impossibile e la Rosa più profumata. Forse per liberarsi dalla scontata etichetta di romanziere di cappa e spada chilometrico, dopo il successo straordinario dei suoi Tre moschettieri e del Conte di Montecristo , Dumas scrisse il romanzo breve “Il Tulipano Nero”, con la collaborazione ( quanta ? ) di Auguste Maquet. Eppure questa leggera narrazione, piacevole, di un’ossessione personale e collettiva, di un amore che tutto vince, e di una spystory da feuilleton , contaminandosi forse con quello che oggi definiremmo giallorosa, ha uno sfondo storico molto interessante. Dalla Turchia in Europa nella metà del ‘500 giungono i primi bulbi di tulipani, e verso la fine del secolo l’Olanda ne è coltivatrice e venditrice in larga scala ( ancor oggi ne è il produttore esportatore nr. 1 ). La passione sfrenata nelle classi abbienti favorisce la ricerca di varietà sempre più rare e strane. In cerca della bellezza assoluta, della perfezione più intrigante …. la notte in un Tulipano ……. E ancor oggi la sfida è aperta. Dal 1637 la Mania dei Tulipani si scatenò, la coltivazione difficile e le possibilità di ibridi fece sì che i prezzi divennero sempre più folli, in una terra in cui la crescita dell a borghesia coincideva con l’espansione del potere economico, questo in un mondo dal sobrio calvinismo, così tutto quel denaro non veniva speso in abiti, e altre frivolezze, ma s’investiva in case, traffici marittimi, commerci e arte, tra Rembrandt e Vermeer, e naturalmente in tulipani. Il giro d’affari intorno a questi misteriosi fiori era astronomico per l’epoca. Improvvisamente però tutto crolla: l’isteria generale inizia ad implodere, con il risultato di famiglie rovinate, ditte sull’orlo del fallimento, investitori che hanno perso tutto, solo l’economia solida di un paese basato su artigianato, agricoltura e commerci diversificati fece sì che il paese non ne risentì nel suo complesso. E’ senz’altro la prima eclatante Bolla Speculat iva dei mercati economici. Non sappiamo se Dumas volesse leggere in questa storia anche una metafora del manipolatore capitalismo che magheggia sui mercati favorendo il cattivo speculatore contro l’onesto imprenditore, ma un po’ di quelle ingiustizie echeggiano nella trama del singolo che lotta con le sue ossessioni contro un mondo che se ne impadronisce svilendo tutto con il vil denaro. Forse il Tulipano è solo l’ennesimo Mac Guffin per raccontare l’eterna storia d’amore contrastata dal destino e dalla cattiveria umana, dove il sentimento supera l’odio e trionfa in salsa spionistica. E a noi resta il dilemma …. Cornelius ama un Tulipano nero o una Rosa rosa? ai posteri …. ” L’intelligenza di Rosa si sviluppò rapidamente al contatto vivificatore dello spirito di Cornelio. Quando le difficoltà parevano ardue, quegli occhi che si sprofondavano gli uni negli altri, quelle ciglia che si lambivano, quei capelli che s’incrociavano, lanciavano scintille elettriche capaci di rischiarare qualsiasi tenebra. Rosa, al ritorno del suo alloggio, ripeteva da sola, nel suo cervello, le lezioni di lettura e nel tempo stesso, nel suo cuore, le lezioni, benché non confessate, dell’amore. “ Copertina flessibile: 224 pagine Editore: Crescere (24 ottobre 2016) Collana: Grandi classici Lingua: Italiano ISBN-10: 9788883374425 ISBN-13: 978-8883374425 Link d’acquisto: Il tulipano nero

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