Trama

Romanzo gotico, surreale, fantascientifico, nella cui trama Adela è la protagonista di eventi straordinari e misteriosi all’ombra della magnifica Basilica di S. Vitale a Ravenna, chiesa che sarà l’emblema di un fatale destino.Basilica Esto, il guardiano del cimitero di Ravenna, trova durante la chiusura serale Mariano, strano ragazzo che sembra provenire da un’epoca remota (dal 548 d.C); egli gli narra una stupefacente storia d’amore tra lui e la bella Adela e di come si erano giurati amore eterno. Ma Adela, nipote del vescovo di Ravenna, è destinata a Claudio, nobile condottiero romano. Questa notizia distrugge l’esistenza dei due giovani. Adela, vittima di un inganno, viene uccisa da una delle guardie di Claudio, ma la sua anima continua a vagare alla ricerca di un corpo in cui abitare per continuare a stare accanto al suo Mariano. Il giovane, accecato prima dalla gelosia e poi dal dolore per la sua morte, non riesce ad avvertire la sua presenza, non sa darsi pace e, deciso a trovarla per darle una giusta sepoltura, si ritrova nel cimitero di Ravenna nel 2014. Lì Mariano riconosce l’amata Adela nel volto della figlia di Esto e sparisce senza lasciar traccia. Passano altri secoli e in un giorno impreciso dopo il 2420 d.C, in una Ravenna distopica, resa totalmente irriconoscibile dai segni del tempo e della follia dell’Uomo, Mariano e Adela riescono a riabbracciarsi. Non sanno cosa li attende nel futuro, né quanto avranno ancora da vivere, ma ormai sono insieme e questo a loro basta. Sotto gli occhi increduli e stanchi di un vecchio veggente, i due amanti, rimasti giovani nonostante il passare del tempo, se ne vanno, mano nella mano, incontro al futuro.

  Recensione di Donata Beretta

Il libro parte in un contesto gotico, dove spesso vige il contrasto tra morte e amore sempiterno. Alla scrittrice il giusto riconoscimento per aver tentato, in sole 163 pagine, di dare compimento alla frase “Ubi tu gaius, ego gaia” (Dove tu sei io sarò), antica formula matrimoniale simbolo dell’amore eterno, sovrastando epoche storiche talmente diverse da risultare, in una prima analisi, inconciliabili.ubi La vicenda, apparentemente impossibile, mira a rendere immortale l’amore, quasi in un déjà vu alla Romeo e Giulietta; Amore contrastato ed ostacolato dalle famiglie nella cornice di una città bellissima, Ravenna, che fa da sfondo, unendo secoli ben distinti; quasi 2000 anni che a volte sembrano scorrere un po’ troppo velocemente nella brevità del racconto. Un così profondo sentimento (omnia vincit amor, l’amore vince ogni cosa) si stempera nei bruschi cambiamenti temporali, nel linguaggio talora aulico e talora intercalato al latino, in uno stile abbastanza fluido e costante, con descrizioni particolareggiate che talora tendono a rallentare un pochino il racconto. I vari personaggi sembrano avere personalità solo per dare senso alla storia. Mi spiego meglio: Adela, Mariano, Claudio, lo zio vescovo non sono a tutto tondo; le loro peculiarità sono descritte per dare “vita” alla vicenda. Noi conosciamo Adela per la sua bellezza quasi ultraterrena, per l’essere fiera e volitiva seppur dolce e amabile ma tutto questo non per riuscire veramente a conoscere Adela ma per essere in grado di a dare un senso alla narrazione. I personaggi appaiono velocemente e scompaiono velocemente, anche per il ritmo rapido della narrazione. Il racconto non lo definirei propriamente storico, perché non approfondisce realmente le tematiche di alcun periodo storico preciso; non è puramente distopico perché il futuro catastrofista è presente solo per 40 pagine; ha radici invece sicuramente nel surrealismo; Andrè Breton, uno dei teorici di questa corrente, scriveva: “Il surrealismo si fonda sull’idea di un grado di realtà superiore, sull’onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero (…). “Fatevi portare di che scrivere, dopo esservi sistemato nel luogo che vi sembra più favorevole alla concentrazione del vostro spirito. Ponetevi nello stato più passivo, o ricettivo, che potete […] Scrivete rapidamente senza un soggetto prestabilito, tanto in fretta da non trattenervi, da non avere la tentazione di rileggere. La prima frase verrà da sola.” “Ecco dei personaggi dai modi un po’ disparati […] Così provvisti di un piccolo numero di caratteristiche fisiche e morali, quegli esseri che in verità vi devono tanto poco non si scosteranno più da una certa linea di condotta, della quale non dovete occuparvi. Ne risulterà un intreccio più o meno sapiente in apparenza, a giustificare punto per punto un finale commovente o rassicurante.” La vicenda sorvola tutte le correnti letterarie, le abbraccia, alla ricerca del senso infinito dell’amore.

Adela Copertina flessibile: 164 pagine Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform (9 febbraio 2016) Lingua: Italiano ISBN-10: 1523376309 ISBN-13: 978-1523376308 Link per l’acquisto: https://www.amazon.it/Adela-Omnia-Vincit-Anna-Cibotti/dp/1523376309

4 thoughts on “Adela – Anna Cibotti

  1. Giovanni Ronci ha detto:

    Grazie mille per la citazione e complimenti per l’articolo, il libro non lo conoscevo e sembra veramente interessante. Adoro questo genere di racconti.

    Ciao!

  2. Giovanni grazie mille per il commento…la citazione a cui ti riferisci è quella relativa all’editore?

    1. Giovanni Ronci ha detto:

      No la citazione al mio articolo sui romanzi distopici 🙂 inaspettata e gradita. In effetti certi libri spesso si muovono in territori di “confine”, concordo quindi con te quando dici che non è esattamente storico nè prettamente distopico.

      1. Grazie a te! ti invito a seguirci anche su facebook se ti va, sul nostro gruppo!

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