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Il silenzio dei lupi – Cécile Baudin

Francia, 1835. Quando, in una gelida mattina di marzo, ai piedi dell’austero castello che ospita l’ospedale psichiatrico di Saint-Auban, viene ritrovato nella neve il corpo senza vita di un giovane studente di medicina in servizio presso l’istituto, il pensiero di tutti non può che tornare all’animale sanguinario che qualche decennio prima aveva terrorizzato la regione, mietendo decine di vittime.

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La setta dei libri maledetti – Fabio Delizzos

Il romanzo è caratterizzato da capitoli brevi e incisivi, lotte e inseguimenti, agguati e riunioni segrete. Personaggi di fantasia si inseriscono perfettamente nel contesto di una Venezia magistralmente ricreata dall’autore con la sua scenografia che si presta in modo naturale a una narrazione thriller. Se poi si aggiunge un tocco di esoterismo, di cabala e insegnamenti ormai persi nei meandri del tempo e utilizzati per scopi tutt’altro che benefici, il piatto è completo.

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La levatrice di Nagyrév – Sabrina Zuccato

A Nagyrév, un villaggio sperduto sulle sponde del fiume Tibisco, siamo nel 1929, viene trovato il cadavere di una vecchia. Per gli abitanti del villaggio a ucciderla è stata la figlia, Anna la lurida. A indagare sull’omicidio è il capitano della gendarmeria Zsigmond Danielovitz il quale ascolta la sospettata che confessa l’omicidio e racconta la sua versione dei fatti. In un ambiente chiuso, retrivo, Danielovitz prosegue le indagini nonostante Anna la lurida sia stata già arrestata.

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Il crimine del buon nazista – Samir Machado de Machado

Siamo nella Germania del 1933, agli albori del nazismo, con le discriminazioni verso tutto ciò che è diverso, o che è erroneamente considerato tale, che hanno già invaso una società malata e cattiva. Nel caso specifico, a parte gli ebrei, il nemico di turno da colpire, isolare ed eliminare è rappresentato dagli omosessuali. E questo tema, raccontato con coraggio, senza ipocrisia o timore di offendere qualcuno, fa da sfondo ad un romanzo giallo di altri tempi.

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Delitto all’ora del tè – Catherine Coles

La leggerezza e il sorriso fanno capolino dalle pagine di questo giallo. Siamo in pieno genere cozy, detective dilettanti che svolgono indagini accurate, polizia poco efficiente, ironia e narrazione in punta di penna. La trama vede la protagonista, Martha Miller, alle prese con un misterioso omicidio e sappiamo delle sue capacità, perché ha già risolto un caso precedente, che ci viene raccontato in un breve feedback, una specie di “Signora in Giallo” di cui conserva l’eleganza e la simpatia con il lettore.

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Recensore per un giorno – La fabbrica dei destini invisibili di Cécile Baudin

Tempo: Ultimo decennio dell’Ottocento
Luogo: Francia
Ambito di azione: fabbrica di seta dove lavorano anche dei bambini, ma poiché la legge da un po’ lo vieta, si fa finta che le bambine siano lì per imparare soltanto; due orfanotrofi; una “industria di ghiaccio”. E tanti viaggi tra questi tre posti.
Personaggi: una ispettrice del lavoro e il suo capo; una suora; il proprietario della seteria Perrin, con tanto di moglie e figli; una ragazza scomparsa 20 anni prima e… due cadaveri!

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Khemet. Intrighi nell’antico Egitto – Riccardo Sciuto

L’antico Egitto è sempre stato un mondo molto intrigante e capace di appassionare non solo gli storici. La fortuna è legata  probabilmente alle tantissime fonti e i manufatti arrivati ai giorni nostri che ci hanno permesso di cercare di capire un universo meraviglioso. Senza ovviamente parlare dei monumenti bellissimi ancora esistenti e ottimamente conservati.
Riccardo Sciuto sa di cosa parla e abbina le nozioni dello storico di razza alle capacità del romanziere.

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La storia se ne frega dell’onore – Gian Arturo Ferrari

Il Ventennio fascista, l’Ovra, un dattoliscritto misterioso, un commissario e un responsabile editoriale morti in circostanze tutte da verificare.
Sono questi gli elementi di base di un giallo, il primo di questo scrittore – che è stato anche vicepresidente della Mondadori Libri, ma anche editorialista del Corriere della sera – che confeziona un libro godibile, leggero, agile, che tiene compagnia per le due ore che richiede la sua lettura (essendo poco più di 120 pagine).
Eppure, leggerezza non vuole dire vacuità, tutt’altro.