Narrativa recensioni

Francesco. Il primo italiano – Aldo Cazzullo

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Recensione a cura di Mara Altomare

Era la notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226. Secondo le fonti più attendibili, il crepuscolo di sabato 3 ottobre. 8 secoli fa.

“Secondo la tradizione, nel momento in cui Francesco esalò l’ultimo respiro, si posò sul tetto della Porziuncola un grande stormo di allodole, che proruppero in un alto canto. Un frate vide la sua anima salire al cielo come una stella. Annotarono i testimoni: “dopo morto, diventò bianco, e la sua carne morbida, e sembrava quasi ridere; così che dopo la morte appariva più bello di prima. Chi lo guardava se ne incantava più di quando era vivo, poiché appariva come un santo che rideva”


800 anni dopo, Francesco continua ad incantare…
È improbabile che qualcuno non conosca San Francesco e forse tutto è stato già scritto e detto su di lui. Ma leggere il libro che gli ha dedicato Aldo Cazzullo è un’occasione in più per ricordare (o scoprire) qualcosa di Francesco che non ci viene proprio immediato, ma che ci abbraccia tutti, credenti e non: Francesco raccontato come “il primo italiano”, anche se 800 anni fa l’Italia non c’era, anche se Francesco non si è mai definito italiano e non ha mai parlato d’Italia.

Il primo “segnale” è il Cantico delle Creature:
“Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente Messor lo Frate Sole, lo qual è iorno.”
“Non è latino, la lingua dei dotti. È volgare: la lingua del popolo. Diciamo pure italiano.”

Francesco scrive nella nostra lingua, l’antenato dell’italiano moderno, perché vuole parlare a tutti, e quello che scrive lo traduce anche in musica affinché si possa cantare.


No, Francesco non ha mai parlato di Italia, il suo mondo era Assisi o forse sarebbe meglio dire che il suo mondo era il creato… ma ha viaggiato in lungo e largo in tante città dell’Italia centrale, unendole in un unico spirito; ha soggiornato nei boschi e nei santuari di montagna, e a Greccio, nel cuore dell’Italia, ha inventato il presepe vivente… da questa idea ancora oggi con il muschio, la cartapesta, le casette e i personaggi, riscopriamo nelle nostre case a Natale un pezzo della nostra identità.

“Francesco ha inventato una tradizione della cristianità, in un modo che incanterà generazioni di bambini e di adulti sino alla fine dei tempi”

Francesco ha ispirato e rinnovato l’arte, perché lodando la natura e proclamando che ogni cosa è nostra sorella, ha cambiato la nostra visione del mondo… i pittori hanno iniziato a dipingere i paesaggi al posto di fondi dorati e San Francesco viene raffigurato nella natura tra piante, animali e montagne…  i Santi non vengono più rappresentati come fossero già in paradiso in luoghi astratti, ma nel creato.

“Francesco è il primo italiano perché è il precursore dell’Umanesimo, che è il grande contributo dato dall’Italia alla civiltà universale”

Un uomo dentro al creato ma fuori dal suo tempo, incredibilmente moderno nel suo modo di trattare le donne.
E pur presentandosi questo libro come un saggio, ci sono pagine dedicate a Chiara, al racconto di come lei entra nella vita di Francesco, che sanno di romanzo, con l’accento su un’amicizia e sulla novità scandalosa per cui Francesco accoglie le donne nella sua comunità. Una donna, Chiara, che decide per sé, che non ha intenzione di sposarsi, ma che vuole diventare  serva. E che Francesco incoraggia, precursore dei tempi.

“Francesco guarda alla donna con gli occhi del lettore di poesia cortese e di romanzi cavallereschi che è stato.”

E donna é la creatura che ama di più: Madonna Povertà. L’essenza dell’amore di Francesco per la povertà è espresso con poche parole dirette e illuminanti, uscite dalla penna di Cazzullo

“Bisogna vivere come gli uccelli del cielo, giorno per giorno, senza pensare al futuro. (…) L’incertezza del domani per Francesco è la più grande forma di sicurezza. La massima precarietà coincide con la massima libertà”


Il libro si fa leggere con grande attenzione e trasporto, anche se non c’è una trama da seguire, e questo è il bello. Si ripercorrono gli episodi della vita del santo con ricostruzioni fedeli, storicamente documentate; sentirli commentati dalla voce moderna e sagace dell’autore è un valore aggiunto, perché oltre alla competenza storica, si percepisce spesso un coinvolgimento personale:

“Francesco il primo italiano: Più ci penso, più mi piace, più mi emoziona. Libero il lettore di interpretare il primo italiano in senso cronologico, o in senso morale e spirituale”

Nell’evidenziare questi aspetti si coglie e si condivide l’orgoglio e l’emozione trasmesse dalle parole di Cazzullo, ed è piacevole lasciarsi accompagnare nella lettura dalle riflessioni e i commenti personali dell’autore…

“Che un uomo simile sia nato, vissuto e morto nel nostro paese, abbia scritto la prima poesia nella nostra lingua, inventato il presepe, accolto le donne trattandole da pari a pari e insegnato il rispetto per i bambini e per la natura rifiutando ogni violenza e prepotenza dovrebbe renderci, se non migliori, almeno più consapevoli di noi stessi e della responsabilità oltre che della fortuna, di essere suoi compatrioti. Italiani come lui.”

E allora facciamo tesoro di questa data e non perdiamo l’occasione attraverso le parole di un libro approfondito ma accessibile, storico e allo stesso tempo modernissimo, di riscoprire una grande, importante rivoluzione italiana.

TRAMA

“Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco. Vedremo cosa ci attende ora, in questo millennio appena cominciato. Che, se non daremo retta a san Francesco, per l’umanità potrebbe essere l’ultimo.”

Comincia così il nuovo libro di Aldo Cazzullo: Francesco. Il primo italiano.
Dopo lo straordinario successo del libro sulla Bibbia, l’autore affronta un altro tema religioso, inquadrandolo nella contemporaneità. Francesco è il primo italiano perché è fondamentale nel costruire l’identità italiana. Perché scrive la prima, splendida poesia in italiano: il Cantico delle Creature. Perché percorre l’Italia, dalle grandi città alla campagna, e inventa il presepe. E perché esprime il meglio – l’amore per il prossimo, il rispetto per tutte le creature, la cortesia, il buon umore – dell’animo degli italiani.

Cazzullo racconta la vita straordinaria di Francesco, la giovinezza piena di ideali cavallereschi, la rottura con il padre, la spoliazione, l’incontro con il Papa, fino al grande mistero: le stimmate. Miracolo che fa di lui il nuovo Gesù? O un modo inventato dalla Chiesa per relegarlo nel cielo e allontanarlo dalla terra? Lavorando direttamente sulle fonti medievali – a cominciare dalla prima biografia del santo, quella di Tommaso da Celano, condannata al rogo – e sugli studi più recenti di Jacques Le Goff e Chiara Frugoni, l’autore traccia anche la storia del francescanesimo attraverso i personaggi ispirati dal santo – sant’Antonio, Giotto, Dante, Cristoforo Colombo, padre Pio – fino al primo Papa chiamato Francesco.

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