Letture condivise

Lettura condivisa di gennaio: il sondaggio

Gennaio è un mese che, più di altri, invita alla riflessione. Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, ci ricorda una delle pagine più buie della storia del Novecento e ci chiama, ancora oggi, a un dovere che va oltre la semplice commemorazione: ricordare, capire, trasmettere.

Anche quest’anno, come gruppo Thriller Storici e dintorni, abbiamo scelto di dedicare la lettura condivisa di gennaio a un romanzo che affronti il tema della Shoah, delle persecuzioni, della memoria individuale e collettiva. Perché la narrativa storica, quando è fatta con rispetto e consapevolezza, ha una forza particolare: riesce a restituire umanità ai numeri, voce ai silenzi, volto alle vittime.

Leggere insieme un libro legato al Giorno della Memoria non è mai un’esperienza “facile”, ma è sempre un’esperienza necessaria. È un modo per fermarsi, per confrontarsi, per lasciare che le storie ci interroghino. E farlo insieme, come comunità di lettori, rende tutto ancora più significativo.

Per questo abbiamo selezionato alcuni titoli che, pur con approcci e stili diversi, hanno in comune la volontà di raccontare, ricordare e non semplificare. Romanzi che parlano di deportazioni, di resistenza, di identità negate, ma anche di sopravvivenza, dignità e memoria che continua a vivere attraverso le parole.

Ora, come sempre, la scelta finale spetta a voi.

Nel sondaggio troverete i libri proposti per la lettura condivisa di gennaio: votate quello che sentite più vicino, quello che vorreste leggere e discutere insieme al gruppo. Nei prossimi giorni accompagneremo la lettura con approfondimenti, riflessioni e spazi di confronto, nel rispetto di un tema che merita attenzione e cura.

Perché la memoria non è solo passato.
È una responsabilità del presente.

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Quale libro scegli per la condivisa di gennaio?

il bibliotecario di auschwitz

1944. Il professore ebreo Isaia Maylaender, tornato in Ungheria da Fiume per stare vicino agli anziani genitori, si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e finisce con loro ad Auschwitz-Birkenau. Maylaender è un uomo brillante, abituato agli agi, e la realtà spietata e disumana del lager minaccia di consumarlo. Giorno dopo giorno, la costante lotta per la sopravvivenza in condizioni degradanti lo spinge sull’orlo dell’abisso. Quando ormai tutto sembra perduto, una proposta inaspettata riaccende in lui la speranza: Hillgruber, un ufficiale delle SS, gli affida il compito di catalogare i libri requisiti nel ghetto di Cracovia e di organizzarli in una biblioteca che offra ai soldati nazisti distrazioni più elevate del gioco e del bordello. L’iniziativa colma di entusiasmo il professore, che spera, grazie ai libri, di rendere più umane le SS. Mentre Maylaender si getta a capofitto nella missione, e i sovietici si avvicinano sempre di più al lager, Hillgruber gli assegna altri due incarichi: fare da precettore al figlio e redigere le sue memorie di guerra, compiti che si riveleranno molto più pericolosi di quanto Isaia avrebbe mai potuto immaginare…

l’ultimo treno per la libertà

Il treno fischia all’avvicinarsi della stazione, il confine tra la Germania e l’Olanda è vicino. Truus Wijsmuller sa che non può permettersi nemmeno un errore. Manda i tre bambini che viaggiano con lei a lavarsi le mani e affronta, armata solo di un passaporto olandese e di un piccolo anello di bigiotteria, i controlli della guardia nazista.
Questo non è il primo viaggio di Truus, eppure ogni volta è come la prima, il cuore in gola e il coraggio che la sostiene sapendo che la sua missione è più importante di tutto: salvare quanti più bambini ebrei possibile, farli salire sul treno che li porterà lontano dalle atrocità naziste.
È il 1936 e l’Austria sta per essere annessa alla Germania. Per Stephan Neuman i nazisti sono poco più che dei violenti brutti ceffi. Ha solo quindici anni, il suo sogno è fare lo scrittore ed è il figlio di una ricca famiglia ebrea viennese. La sua migliore amica è Žofie-Helene, una ragazza cattolica appassionata di formule matematiche, la cui madre lavora per un giornale antinazista. Ma l’innocente adolescenza dei due ragazzi sta per infrangersi come un cristallo di fronte alla violenza del regime di Hitler. Gli altri paesi stanno chiudendo le loro frontiere, una massa di persone disperate si accalca ai confini per fuggire. Eppure, anche nell’oscurità, c’è una luce che continua a splendere, perché Truus Wijsmuller è determinata a salvare tutte le vite che può. E per farlo arriva a sfidare Eichmann: in una corsa contro il tempo dovrà condurre centinaia di bambini e ragazzi in un pericoloso viaggio in treno da Vienna fino in Inghilterra.

il tatuatore di auschwitz

Il cielo di un grigio anonimo incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno, Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare. Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.
Il tatuatore di Auschwitz è stato un bestseller internazionale in cima a tutte le classifiche. Ora questa storia, così intensa da far vibrare le corde più profonde dell’animo, diventa una serie tv trasmessa su Sky. Il dolore che Lale e Gita hanno conosciuto e l’amore grazie al quale lo hanno sconfitto sono un insegnamento profondo: perché restano ancora molte verità da scoprire sull’Olocausto e non bisogna mai smettere di ricordare. Un romanzo sul potere della sofferenza e sulle luci della speranza. Su una promessa di futuro quando intorno tutto è buio.

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