Narrativa recensioni

La custode dei peccati – Megan Campisi

Recensione a cura di Luigia Amico

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, quanti realmente potrebbero compiere questo gesto? In ognuno di noi c’è la consapevolezza che sulla propria coscienza gravi il peso di un peccato, piccolo o grande che sia, e nel momento del trapasso nessuno vorrebbe portare con sé questo fardello.
La figura della mangiapeccati nasce proprio a tal proposito: accollarsi i peccati del morente e farli suoi, a ogni peccato confessato corrisponde un cibo, una pietanza che la mangiapeccati dovrà consumare liberando così l’anima del peccatore da quella macchia che gli potrebbe impedire l’ingresso nel paradiso. Parliamo di epoche lontane, di figure realmente esistite ma talmente bizzarre da sembrare quasi uno scherzo dell’immaginazione.

La mangia peccati porta in silenzio i peccati di tutti, fino alla tomba. Lei sola non potrà mai confessarsi né ottenere l’assoluzione. Tuttavia, se con fede sincera, agisce secondo la volontà del Creatore, alla sua morte Eva non potrà reclamarla.

May, la protagonista del romanzo, è solo una ragazzina che dovrebbe giocare, studiare e sognare di amori e principi azzurri, ma si sa la fame non dà tregua e il furto di un semplice e piccolo pezzo di pane si trasforma nel suo peggior incubo. Colta in flagranza di reato è condotta nelle prigioni della città e aspetta impaurita la sentenza; impiccagione, decapitazione, rogo, cosa le riserveranno i giudici? Nulla di tutto ciò, le stringeranno al collo un collare con la lettera S in bella mostra e quella stessa lettera che sembra sibilare rumorosamente le sarà tatuata anche sulla lingua; sarà il suo marchio, la sua condanna, non potrà più dar voce ai suoi pensieri, alle sue emozioni, sarà evitata e scansata come la peggiore delle creature immonde, neanche agli appestati è riservato un trattamento del genere, agli occhi di tutti non sarà più May ma la mangiapeccati.

Io non posso essere maledetta. Sono già la maledizione fatta persona.”

Avrebbe preferito di gran lunga la morte May, ma il destino è beffardo e da quel momento in poi dovrà essere presente al capezzale di chi richiede i suoi servigi e farsi carico dei peccati del morente. È un compito ingrato e gravoso, non può parlare, non deve rivolgere parola a nessuno se non per formulare la frase di rito.

L’inudibile è ora udibile. I peccati della tua carne diventano i peccati della mia, così che io li possa portare nella tomba. Parla.

Viene affidata alla vecchia mangiapeccati del paese, l’unica a dimostrarle affetto e ad insegnarle il mestiere. La loro presenza è sinonimo di paura, di maleficio, di aberrazione ma è indispensabile, perfino a corte non possono fare a meno di loro ed è proprio lì che succederà l’irreparabile: una donna pronta a lasciare la vita terrena, un peccato non confessato, una pietanza (cuore di cervo) non richiesta, il rifiuto di consumarla e l’arresto per la vecchia mangiapeccati.

May è intenzionata a scoprire cosa si cela dietro questo mistero, troppe morti sospette e lo stesso cibo che puntualmente compare senza che lei lo abbia richiesto, ma non può tirarsi indietro e deve mangiarlo altrimenti…

È una narrazione particolare, per alcuni versi strana ma è proprio questa a renderla avvincente e intrigante; la scrittura limpida e precisa di Megan Campisi scorre come un fiume in piena, le vicende si susseguono in rapida successione, anche se ho trovato alcuni punti superflui ai fini narrativi e che nulla andavano ad aggiungere o a togliere alla trama.
Sono molti i personaggi a dividersi la scena, alcuni dei quali con chiari riferimenti a figure realmente vissute; chi sarà mai quel re che delle sei donne sposate ne ha fatte giustiziare due?

Leggendo si ha la sensazione che le vicende narrate si svolgano in un contesto astratto, non realmente esistito: Angliterra, Creatoriti, termini che all’inizio possono provocare un po’ di perplessità e disorientamento nel lettore ma proseguendo nella lettura tutto apparirà chiaro.

La protagonista del romanzo è una ragazza fuori dal comune per l’epoca in cui si svolgono i fatti, forte, caparbia, lotta con le unghie e con i denti per scovare la verità, non vuole sottostare ai giochi di potere che vengono intavolati a corte e che potrebbero portarla alla morte. 
Lei è una donna e in quanto tale subordinata ad uno stato di inferiorità ma May vuole riappropriarsi della sua vita, delle sue emozioni, desidera solo un abbraccio, un contatto umano ma questo le sarà negato a causa della posizione infamante che occupa. Deve essere una mangiapeccati? Bene! Lo sarà a modo suo, svincolandosi con rabbia dalle convinzioni maschiliste della società in cui vive e rivoltando a suo favore le credenze e le paure che fanno di lei una maledetta.

In ogni capitolo l’autrice introduce scaltramente un alimento e il suo corrispettivo peccato e inevitabilmente sei lì a domandarti cosa potrebbe chiedere la mangiapeccati quando sarà il tuo momento.

Aglio per l’avarizia, uva passa per l’adulterio, panna per l’invidia, torta al miele per l’eresia, cuore di cervo per un omicidio in particolare, ma non sarò di certo io a svelarvi quale…

Editore: ‎ Nord (7 gennaio 2022)
Copertina flessibile: ‎ 400 pagine
ISBN-10: ‎ 8842932485
ISBN-13: ‎ 978-8842932482
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Trama

Per ogni peccato, un cibo. Per ogni confessione, il silenzio. Ma la verità non si può tacere per sempre. Ha rubato solo un pezzo di pane, ma la giovane May avrebbe preferito essere impiccata come tutti gli altri ladri. Invece il giudice ha scelto per lei una condanna peggiore della morte: diventare una Mangiapeccati. Dopo la sentenza, May è obbligata a indossare un collare per essere subito riconoscibile e le viene tatuata la lettera S sulla lingua. Da quel momento, non potrà mai più rivolgere la parola a nessuno. Poi inizia il suo apprendistato presso la Mangiapeccati anziana che, nel silenzio più assoluto, le insegna le regole del mestiere. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sé le colpe del defunto, la cui anima sarà così libera di volare in Paradiso. Le Mangiapeccati sono esclusivamente donne, disprezzate e temute da tutti, eppure indispensabili. E infatti, un giorno, May e la sua Maestra vengono convocate addirittura a corte, dove una dama di compagnia della regina è in fin di vita. Dopo la confessione e la morte della donna, però, alle due Mangiapeccati viene portato un cuore di cervo, un cibo da loro non richiesto e che rappresenta il peccato di omicidio. Sconcertata, la Maestra di May si rifiuta di completare il pasto e viene imprigionata per tradimento. Rimasta sola, la ragazza china la testa e porta a termine il compito, ma in cuor suo giura che renderà giustizia all’unica persona che le abbia mostrato un briciolo di compassione. Quando viene chiamata ancora a prestare i suoi servigi a corte, May intuisce che una rete di menzogne e tradimenti si sta chiudendo sulla regina e che solo lei è in grado d’intervenire. Perché essere invisibile può aprire molte porte, anche quelle che dovrebbero restare chiuse per sempre… Ispirandosi alla figura realmente esistita della Mangiapeccati, questo romanzo ci regala un’eroina modernissima, che rifiuta il ruolo impostole da una società che la umilia in quanto donna, e che grazie alla sua forza di volontà e determinazione riuscirà a cambiare il proprio destino.

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