Viaggio nella storia

18 giugno 1923: negli Stati uniti, la Checker Cab mette in strada il suo primo taxi

Taxiii!

“Benvenuti, signori, dove vi porto?”
“Verso la Storia, chiaro, no?”
“La Storia? Quale Storia? Sono un Taxi, mica una macchina del tempo?”
“Ma avrai una storia anche tu, o no?”
“Oh cari signori, davvero volete sentire la mia storia? Allora salite a bordo. Vi faccio fare una corsa che…”
“No, scusa un momento, non sarai uno di quei taxi finti che poi ci chiede un sacco di soldi…”
“Ehi ehi, bella gente, state tranquilli! Siete a bordo di un Checker Cab, capite? Non sono certo un semplice muso giallo, io”
“Ma che fai? Il razzista?”
“Razzista? Ma che avete capito? Io parlo degli Yellow Cabs, i miei concorrenti…”

“Ma sei giallo anche tu!”
“Oh sì, ma io sono il primo esemplare uscito dalla catena di montaggio di Kalamazoo nel Michigan, il 18 giugno 1923. Da allora, ho riscosso un tale successo che nella città di New York se ne contavano 8 mila unità. Quello stesso anno il fondatore, Morris Markin, decise di acquisire la Yellow Cab Company di John Hertz, fondata a Chicago nel 1914. Uno dei miei discendenti è una star del cinema: è con il taxi di Robert De Niro in “Taxi Driver” che il Checker Cab conquista il grande schermo
“Hertz? Yellow Cab? ma non stiamo capendo niente!”
“Ma voi da dove arrivate? Da Marte? Forza su, salite e lasciate che vi racconti la mia Storia. Per farlo, devo raccontarvi di Harry Allen e John D. Hertz. Questi due si contendono una leggenda: quella di aver dato i natali al taxi giallo.  Qualcuno dice che nel 1907 un tassista abbia chiesto ad Allen una cifra enorme per la corsa che doveva effettuare. Allen si arrabbiò così tanto che per ripicca decise di fondare una società di taxi tutta sua e dopo un anno fondò la New York Taxicab Co. e colorò di giallo tutte le sue vetture. Qualcun altro racconta la stessa storia, ma la ambienta a Chicago, sempre nel 1907, e ne fa protagonista John Hertz il quale fondò la sua compagnia di taxi, la Yellow Cab Company. Chiese ai suoi collaboratori di scoprire quale fosse il colore più visibile da lontano nel traffico di auto imbottigliate nella metropoli. In quel periodo storico, le auto erano praticamente tutte o nere o di colore comunque scuro: e così fu facile rispondere “giallo” a capo Hertz.

Allen o Hertz, Chicago o New York, non cambia: l’invenzione riscosse da subito successo. E il vecchio sistema delle carrozze trainate dai cavalli andò in pensione…”
“No, aspetta un attimo, frena… No no, non in quel senso! Frena la Storia…”
“Ma la Storia non si può frenare! È stata, è accaduta e voi mi fate perdere il filo! Dove eravamo? ah sì, i taxi carrozze…”
“Ecco appunto. Ma i taxi non sono un’invenzione moderna, nata quando c’erano già le auto?”
“Nooo, ma voi veramente non sapete niente! Allora, se non mi interrompete vi dico. In realtà, noi americani non abbiamo inventato niente come servizio di vettura per il pubblico. L’idea di utilizzare l’automobile in questo senso nacque in Germania, a Stoccarda, nel 1896, per iniziativa di una ditta di trasporti, la Friedrich Greiner che, il 26 giugno di quell’anno, commissionò una carrozza a motore alla DMG (Daimler Motoren Gesellschaft), accessoriata di alloggiamento per il tassametro. L’automobile costò l’astronomica cifra di 5.530 marchi e fu autorizzata al servizio dal comando di polizia nel giugno 1897.”
“Ah, quindi perciò si chiama Tassì? Da tassametro?”
“Signori, e voi cosa credevate? La Storia è un intreccio di cose, dico bene? “Tassì” non è altro che un adattamento del francese taxi, abbreviazione di taximètre («tassametro» e «vettura a tassametro») che deriva a sua volta dal tedesco Taxameter, nonché dal latino medievale taxa «tassa» e –meter «-metro» che poi sarebbe…”
“Ok, ok, amico, tutto chiaro, non c’è bisogno che presegui…”
“Mi devo fermare, volete scendere? Ma ancora non avete sentito tutti i fatti… ve l’ho detto che la Storia corre, no? Allora, dicevo: il servizio Taxi ha avuto inizio nei primi anni del XX secolo ed era svolto con carrozze trainate da cavalli. A quei tempi il taxista era chiamato brumista, una parola che deriva dalle carrozze di marca “Brougham”, a volte trascritto “Broom” e in italiano pronunciato come “Brum”, e da qui “Brumista” utilizzato nella lingua italiana.”
“Brunista?”
“BruMista… con la M… come il “brum brum” che fanno i bambini quando giocano con le macchinine, avete presente? E pure qui, secondo voi è un caso che i bambini facciano proprio brum brum? Però, per favore, non mi dovete interrompere che qui il tassametro gira e poi dite che vi ho fatto pagare troppo. Dunque, proseguiamo. Pian piano, fecero la timida comparsa i primi taxi a motore. Da New York a Londra, da Vienna a Madrid vennero istituiti, gestiti da società private, i primi servizi di autopubbliche da piazza. A Roma, nacque nel 1907 la Societa’ Anonima Public Auto che da subito istituì una flotta di dieci taxi a motore, e da lì le altre città italiane diedero vita al nuovo servizio pubblico da piazza.

Nel 1908 la FIAT iniziò a produrre il modello Fiacre, e con l’applicazione del tassametro a questo autoveicolo si diede di fatto inizio all’era del moderno taxi a motore. In tre anni il modello Fiacre, conosciuto anche come Fiat Tipo1, varcò i confini nazionali e venne venduto anche all’estero, diventando servizio pubblico di piazza anche a Londra, Parigi e persino New York.
Ma il bello della Storia sapete qual è? È che a volte si torna indietro nel tempo: e così, nel periodo bellico, quando tutti gli automezzi vennero requisiti, il servizio di pubblico trasporto dovette adattarsi alle esigenze, e proseguì con le biciclette capite? Le biciclette… due ruote che…”

“Ah, come il calessino dell’Isola Verde?”
“Siete stati a Ischia, vedo? Quello però, il calessino, è a tre ruote ed è a motore, ma ci siamo quasi. Lì il concetto stesso di taxi nacque alla fine degli anni ’40 grazie all’intuizione di un giovane che legò la sua vespa a un calesse per trasportare i turisti nei luoghi incantati dell’isola. Il giovane venne notato da Enrico Piaggio, quello della Vespa, e di altri veicoli automobilistici, che all’epoca soggiornava ad Ischia. Enrico Piaggio fu folgarato dall’idea di quel giovane ragazzo tanto che ne prese spunto e realizzò, nel 1948, negli stabilimenti di Pontedera quello che sarebbe stato uno dei principali mezzi di trasporto pubblici presenti sull’isola d’Ischia oltre ai bus. L’iniziativa commerciale della Piaggio ebbe un grandissimo successo sull’isola d’Ischia e a tutt’oggi il “calessino” resta in assoluto il taxi più affascinante e godibile dell’isola, adatto a percorrere le strette strade che le girano intorno.

Così ora sapete quasi tutta la Storia. E voi siete arrivati a destinazione… e questa volta, la corsa ve la offre TSD. Vi lascio un piccolo opuscolo dove trovate alcune curiosità giusto per non dimenticarvi di me. Arrivederci e buona permanenza nella Storia.”

Curiosità

La prima multa per eccesso di velocità negli Stati Uniti fu scritta nel 1899. Fu ricevuta da Jacob German, che guidava un taxi!


Il tassametro fu inventato da Friedrich Wilhelm Gustav Bruhn in Germania nel 1891. Nel 1897, il primo taxi con un tassametro funzionante fu inventato da Gottlieb Daimler – si chiamava Daimler Victoria..


Perché i taxi in Italia sono bianchi? In realtà non è sempre stato così. Una legge stabilita verso la fine degli anni ’20 imponeva che le auto per la mobilità pubblica fossero verdi e neri. Poi, negli anni Settanta, ispirati dai “cab” americani, anche in Italia arrivarono i taxi gialli. In realtà, ogni comune poteva scegliere liberamente il colore dei propri taxi.


Fino al 1992, quando venne introdotta la cosiddetta “Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea” che, di fatto, imponeva una uniformità di colore per i veicoli (solo quelli di nuova immatricolazione). Il Ministero dei Trasporti scelse il bianco, il colore più diffuso tra i taxi del nord del Paese. E così, dal 1° gennaio 1993, tutti i taxi italiani divennero bianchi.


A Londra, ancora oggi sono neri, mentre a Hong Kong le autovetture di servizio pubblico sono di 3 colori diversi, rosso, verde e blu in base alle zone del territorio servite.


Non tutti sanno che fino al 1925, in Italia, il senso di circolazione era contrario rispetto all’attuale, si circolava come attualmente in Inghilterra, tenendo la sinistra; le automobili avevano quindi la guida a destra.


Fonti
https://it.wikipedia.org/wiki/Taxi

https://www.mondoaeroporto.it/perche-taxi-gialli-le-35-curiosita-non-sapevi-new-york/

https://www.travellero.it/informazioni-turistiche/ischia/esperienze/tariffe-taxi-ischia.html

http://www.autonoleggioconautista.taxi/Taxi_a_Milano_foto_storiche.php

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