Narrativa recensioni

Berthe Morisot. Le luci, gli abissi – Adriana Assini

Recensione a cura di Maria Marques

Seconda metà dell’Ottocento, Francia. La capitale è percorsa da fermenti culturali, nuovi pittori vogliono rompere gli schemi cristallizzati dell’arte. Tra questi personaggi, Monet, Pissarro, Manet, Degas, Renoir, pittori che saranno definiti impressionisti, s’inserisce una donna, Berthe Morisot. È lei la protagonista del nuovo libro di Adriana Assini, un volto che ancora oggi pare osservarci attraverso i ritratti e i dipinti in cui Manet la immortalò.

Carattere ombroso, ripiegata su se stessa, in un mondo che nessuno conosce e comprende, anche Berthe è una pittrice, ma le è stato permesso di coltivare questa dote, inserendola nell’educazione che una ragazza, appartenente alla borghesia, doveva possedere. Eppure Berthe è sì un’agiata signorina, ma non è in attesa di ottenere una posizione in società, attraverso il matrimonio con un buon partito; dentro di lei, nascosta ai più, sotto una patina d’indifferenza, brucia una passione che la rende viva solo quando si isola a dipingere.

Aveva un’idea del fardello di essere un’artista vera in una famiglia ligia all’ordine, alle regole al rispetto dei principi di una borghesia chiusa e perbenista?”.

L’incontro con Manet, con l’affascinante Edouard Manet, il pittore che aveva osato presentare quadri che avevano suscitato lo scandalo sia tra i benpensanti sia tra i critici, incapaci a cogliere la portata innovativa della sua arte, svelerà alla giovane il suo destino e il suo cuore. Berthe coglie e comprende la novità nascoste nelle opere del maestro, le fa divenire parte del suo essere, perché la pittura è il metro con cui misura la vita e rimane incantata dall’uomo e dall’artista.

Strano rapporto quello tra Manet e la Morisot. Berthe sarà affascinata da Manet, gelosa delle sue modelle, ma nello stesso tempo alla ricerca di un suo commento, di un confronto sulla sua pittura. Amore? Sì, ma anche qualcosa di molto più profondo che lega due persone che hanno una passione in comune che trascende tutto e che gli altri, familiari inclusi, non riescono a comprendere e banalizzano in un sentimento più facile da spiegare: infatuazione, innamoramento. Questo vincolo si manterrà per tutta la vita, un dialogo ininterrotto di arte, di frasi non dette, ma intuite che si tramutano in accenni, che talvolta destano inquietudine nella madre di Berthe mentre osserva la figlia immobile posare per l’artista. E, in quell’immobilità, solo gli sguardi parlano: lei osserva l’uomo e l’artista vede oltre la donna, riesce a sfiorare il suo animo nascosto.

Voi siete l’ombra, mia cara Berthe, ma la vostra pittura è pura luce”. Il loro rapporto si nutrirà solo di questo, di sguardi e parole mentre le loro esistenze proseguiranno separate ma vicine, poiché Berthe ne sposerà il fratello.

Là dove la realtà costruisce mura di perbenismo e conformismo, la protagonista non reagisce in modo plateale, ma sceglie caparbietà e silenzio, alimentando un’incomunicabilità con i famigliari per celare la sofferenza che emerge tra il desiderio di realizzazione personale e le rigide convenzioni sociali. Il talento di Berthe, libero finalmente di esprimersi, si trasformerà allora in quadri affidati a colori chiari, tenui che sapranno immortalare ciò che ai suoi occhi assume valore, forse riuscendo trovare quell’equilibrio che nel passato le era sfuggito.

Adriana Assini, dipinge fra le pagine del romanzo, un personaggio che fu anticonformista, un’innovatrice e una pittrice in un mondo dove quest’arte apparteneva ancora all’universo maschile, ma non solo. L’autrice, riesce a disegnare e a incastonare i suoi personaggi nel tessuto storico dell’epoca. Le conseguenze della sconfitta di Napoleone III nella battaglia di Sedan, l’assedio di Parigi, la Comune e la sua tragica conclusione, emergono vivide dalle parole degli stessi protagonisti dell’epoca.  I grandi avvenimenti, ma anche la realtà quotidiana si svelano al lettore inseriti nelle pagine del romanzo che si allarga a tutto tondo a narrare ben oltre le vite dei personaggi che commentano la cronaca del tempo esprimendo opinioni che, anche se disaccordi, non trascendono mai, rispettando quel vincolo di amicizia che li lega in modo indissolubile e di cui la Morisot diventa un perno sino alla fine della sua esistenza.

Lo stile di Adriana Assini, con la sua delicatezza e sensibilità, dipinge questo personaggio che tra rinunce e caparbietà emerge delicata e fragile, immortalandolo tra luci e abissi, come cita il titolo del romanzo. Luci e abissi in quell’alternanza di colori in cui il nero non ne esprime l’assenza, ma enfatizza le ombre, allarga gli sguardi e dona un senso di profondità che la luce appiattirebbe.

Trama

Crocevia di menti fervide e spiriti trasgressivi pronti a rovesciare il mondo, l’effervescente Parigi della seconda metà dell’Ottocento è teatro di innovazioni epocali e senza precedenti. La luce elettrica illumina le strade, spuntano cabaret e café-chantant, scorrono fiumi del verde assenzio e di nuove parole d’ordine in ogni campo, mentre un gruppo di borghesissimi pittori si appresta a rivoluzionare la visione accademica dell’arte con idee dirompenti e un uso spregiudicato dei pennelli. Si chiamano Manet, Degas, Pissarro, Monet, Renoir. Danno scandalo e passeranno poi alla Storia come impressionisti. Tra loro, una sola donna: Berthe Morisot. Figlia di un funzionario della Corte dei conti, la giovane dalla personalità enigmatica e la volontà di ferro è una nubile impenitente, capace di infrangere le regole di una società conformista e benpensante per fare di forme e colori la sua ragione di vita, in un periodo in cui la pittura non è un mestiere per donne. Passioni nascoste, amicizie indissolubili, oscuri tormenti segneranno l’esistenza di Berthe, un’anima avvolta dall’ombra ma destinata a diventare “la signora della luce”.

Copertina flessibile: 224 pagine

Editore: Scrittura & Scritture (22 aprile 2021)

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8885746284

ISBN-13: 978-8885746282

Link d’acquisto cartaceo: Berthe Morisot. Le luci, gli abissi

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