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Le interviste impossibili di TSD: Ettore e Achille

A cura di Matteo Palli

Oggi, 24 Aprile 2021 ricorre un anniversario particolare e molto antico. In questo giorno, nel 1184 a.C. si concluse, secondo alcuni storici, la guerra di Troia, con l’entrata dell’esercito acheo dentro le mura.

Sono trascorsi “solo” 3205 anni ma l’evento è sempre molto ricordato e amato (forse non troppo per chi tifava per i Troiani!).

Ho deciso quindi di parlarne con due protagonisti del tempo: i famosi Achille, figlio di Peleo, principe dei Mirmidoni e Ettore, figlio di Priamo re di Troia. Andiamo a conoscerli meglio.

Ciao ragazzi, ben trovati come state?

Achille: Diciamo bene dai.

Ettore: Bene, grazie.

Allora, grazie per la disponibilità innanzitutto. Oggi come saprete è il 24 Aprile e in questo giorno, qualche anno fa, accadde qualcosa…

Achille: Indimenticabile sì!

Ettore: Questione di punti di vista.

Cosa ricordate di quel giorno?

Ettore: Io non c’ero nemmeno, mi aveva ucciso lui!

Achille: Se per quello ero indisponibile anche io. Per colpa di quella maledetta freccia scagliata da quel vigliacco di tuo fratello Paride.

Ettore: Confermo sì.

Achille: Sul fatto che ero morto?

Ettore: No, no. Su Paride.  Coraggio ne aveva poco davvero!

Lo so che eravate già morti entrambi, ma allora abbiamo finito qui? Non mi dite nulla sul 24 Aprile 1184 a.C.?

Achille: Certo che possiamo raccontarti. Non eravamo nella città, ma abbiamo visto tutto. Anzi eravamo uno accanto all’altro. Ti ricordi Ettore?

Ettore: Si

E andavate d’accordo?

Ettore: Abbastanza.

Achille: Siamo diventati amici. L’essere umano è imperfetto e pieno di difetti. La guerra è una cosa terribile, ti costringe a compiere atti spregevoli ma dopo tutto è diverso. In fondo eravamo due giovani che il destino aveva messo in fazioni contrapposte. Dopo la morte ci siamo trovati fianco a fianco. Abbiamo potuto parlare e conoscerci meglio.

Il fatto che non portiate rancore l’uno all’altro vi rende onore. Concordo con voi che la guerra sia una cosa terribile. E io ho avuto la fortuna di non averla mai vissuta in prima persona!

Ettore: E non mi pare sia cambiato molto negli ultimi 3205 anni!  L’uomo più forte continua a voler prevaricare quello più debole. A volte me lo domando: cosa siamo morti a fare?

Sarebbe molto complesso il discorso, ma poi mi accusano di essere andato “fuori tema”.  Torniamo a noi…Cosa vi ricordate di quella notte?

Ettore: Grande confusione, fiamme, urla e dolore…

Achille: Concordo. Fu tutto molto veloce e caotico.

Ma il famoso cavallo di legno c’era o è stato inventato?

Achille: Certo che c’era!

Ettore: Io non l’ho visto!

Quindi? Chi di voi mente?

Achille: Lui!

Ettore: Lui, come sempre!

Achille: Se da 3205 anni si parla del cavallo, un motivo ci sarà. Qualcosa sarà successo?

Ettore: Va bene, dai. Diciamo che se non inventavate qualche tranello non avreste mai vinto! Comunque niente spoiler. A proposito che parola terribile che usate voi moderni!

Spoiler? Non piace nemmeno a me. Hai ragione Ettore. Quanto è peggiorata la lingua dai tempi di Omero…

Achille: Senza dubbio.

A proposito di Omero, che mi dite? Lo sapete che da sempre ci sono discussioni sul fatto se sia esistito davvero, se abbia scritto entrami i poemi, uno solo di loro o nessuno…

Ettore: Si, la questione Omerica…

Achille: Che palle quando vi fissate sulle cose! Qualcuno avrà scritto di noi, no?

Ettore: Una cosa la vorrei dire io su Omero, se posso.

Certo!

Ettore: Era un po’ di parte. Tifava per loro. Erano tutti belli, forti e valorosi. E soprattutto avevano ragione nell’averci invaso!

Achille: Ma cosa dici? È nato a Oriente, Omero!

Ettore: A parte che non ci sono certezze su dove sia nato, ma comunque eravate andati in tanti a Oriente presi a calci nel sedere, giustamente, dai Dori.

Non discutete sui dettagli ora! Mi interessa, figlio di Priamo, il tuo confutare la loro giusta causa per scatenare la guerra.

Achille: Sono curioso anche io di sentire cosa hai da dire.

Ettore: Non crederai Matteo che ci attaccarono davvero per la questione di Elena? Si parla  ancora di questo dopo tremila anni?

Il mito è il mito… Ma Elena è esistita o no?

Achille: Certo, era bellissima!

Ettore: Un tipo. Ma non cambiare discorso perché sei in difetto.

Ho compreso Ettore, e secondo me la verità la sa anche Achille ma è troppo orgoglioso per ammetterlo.

Achille: Però erano belli i tempi in cui per salvare la propria sposa si scatenava una guerra.

Che vuoi dire Achille?

Achille: Noi eravamo barbari, antichi e violenti, e le donne erano trattate come un oggetto di proprietà, però voi moderni le rispettate veramente poco.

Perché dici questo?

Achille: Violenze, femminicidi, aggressioni, minacce, stalkeraggio…

Ettore: Altra parola terribile!

Così mi mettete in difficoltà ragazzi. Il mio mondo è pieno di difetti, di contraddizioni e di cattiverie, ma io sono una persona per bene e voglio sperare che in tanti siano come me.

Ettore: Di te ci fidiamo sì. Sei un tipo ok!

Achille: Ciecamente, come farebbe Omero.  Anzi, ti possiamo ringraziare per aver parlato di noi? Hai avuto coraggio nel raccontare la tua versione su quanto successo.

È stato bellissimo. Il sogno di una vita.

Ettore: Grazie davvero. Posso chiedere una cosa?

Certo

Ettore: Non vi dimenticate mai di noi, per favore.

Achille: Giusto!

Ragazzi è impossibile. Tutti vi amano ancora e le vostre gesta sono immortali.  A questo punto direi come voi…

Ettore: Grazie, un saluto anche a Roberto Orsi. È in gamba quel ragazzo. Un po’ fissato con il Rinascimento ma molto capace!

Achille: Un saluto anche da me. Ciao Matteo e ciao Roberto! Tornate a trovarci quando volete!

Ragazzi grazie a voi. Vi chiedo le ultime cose. Ma chi era più valoroso tra voi due?

Ettore: Evidentemente lui.

Achille: Concordo.

E più bello?

Achille: Io senza dubbio, sono ancora meglio di lui dopo 3200 anni!

Ettore: Si, ma non sei Brad Pitt di Troy. Non ti dare tante arie…

E se Achille era il più valoroso in battaglia e il più bello, in cosa eccelleva Ettore?

Achille: Era meglio di me per tutto il resto.

Ettore: Grazie amico, non me lo avevi mai detto.

Achille: Però l’ho sempre pensato…


Matteo Palli è autore del romanzo storico “Ilio 1184 a.C. La fine del mondo” per Silele Edizioni, di cui potete leggere una recensione qui.

Trama

Isola di Salamina. Due bambini giocano su una spiaggia assolata. Ridono, Aiace e Teucro, ignari del futuro che il padre, re Telamone, ha in serbo per loro. Presto saranno separati per essere addestrati, finché il Fato, molto tempo dopo, non deciderà di riunirli per la più grande e la più crudele delle imprese. Nella piana di Troia si compirà il destino dei due fratelli, insieme a quello dei personaggi resi immortali dai versi di Omero. Molti degli uomini che per anni combatteranno sulla piana di fronte alla città, non vedranno la fine della guerra. Qualcuno dei sopravvissuti si sentirà un vincitore. Nessuno un uomo migliore…

Editore : Silele (16 maggio 2019)

Lingua : Italiano

Copertina flessibile : 576 pagine

ISBN-10 : 883348047X

ISBN-13 : 978-8833480473

Link d’acquisto cartaceo: Ilio 1184 A.C.

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