Personaggi Storici Viaggio nella storia

Jacques de Molay. L’ultimo Gran Maestro dell’Ordine dei Templari

Articolo a cura di Roberto Orsi

Il 18 marzo 1314 l’ultimo Gran Maestro dei Templari, Jacques De Molay, viene bruciato sul rogo insieme al Precettore di Normandia Geoffrey de Charnay.

L’esecuzione della condanna a morte avvenne sull’Ile aux Juifs (detta Isola dei Giudei, un’isoletta sulla Senna di fronte alla cattedrale di Notre Dame).

Jacques de Molay trascorse una vita intera all’interno dell’Ordine. La data di nascita non è certa, si dice tra il 1244 e il 1249 a Molay, e all’età di circa vent’anni nel 1265 è già un membro dell’Ordine. Dopo una lunga esperienza sul campo, soprattutto nelle terre di Outremer (Terra Santa), nel 1294 viene nominato capo dell’Ordine e pochi anni dopo raggiunge la carica di Gran Maestro, che manterrà fino alla fine dei suoi giorni.

Caduto nella trappola di Filippo Il Bello che lo fece convocare a Parigi nel 1307 da Papa Clemente V per discutere di una possibile unione tra Templari e Ospitalieri, venne arrestato con l’accusa di eresia, insieme a molti altri esponenti dell’Ordine.

Il processo contro di lui dura più di sette anni. Anni in cui Jacques de Molay e i rappresentanti dell’Ordine vengono sottoposti a torture indicibili, a fronte delle quali sono costretti a capitolare e accettare le accuse che vengono mosse contro di loro.

La verità come sappiamo risiede nella grande potenza che l’Ordine aveva raggiunto negli anni. Troppa ricchezza, troppa influenza anche su questioni politiche e religiose di alto profilo, non sono più ben visti come in origine. Da un semplice gruppo di cavalieri atti alla protezione dei pellegrini in Terra Santa, i Cavalieri Templari sono diventati molto di più. Un’organizzazione articolata, con commende sparse in tutta Europa e non solo, concessione di prestiti alle varie corone del tempo, affari finanziari e segreti non meglio specificati (primo fra tutti quello di possedere un tesoro nascosto che fece gola a molti).

Le accuse da portare sul banco degli imputati sono molte. Dai verbali dei processi risultano delle consuetudini molto particolari al momento dell’ammissione di un nuovo membro dell’Ordine e durante la permanenza all’interno di esso. Pratiche che spesso sembrano più paragonabili ad atti di “nonnismo”, classico delle organizzazioni militari, più che a vera e propria blasfemia o eresia.

I Cavalieri vennero condannati e tra di loro, come detto, l’Ultimo Gran Maestro bruciato sul rogo a Parigi.

La maledizione di Jacques de Molay | Italiani a Parigi - Il blog  dell'Italia a Parigi

Leggenda vuole che Jacques de Molay al momento di salire sul rogo, si scagliò contro chi lo aveva condannato a quella fine, e con lui tutto l’Ordine dei Templari con la bolla “Vox in excelso” del 22 marzo 1312.

Queste le quattro profezie che si attribuiscono a De Molay:

La prima: rivolgendosi a Papa Clemente V disse “Tu morirai entro 40 giorni”.

La seconda: rivolgendosi verso il Re Filippo IV di Francia detto il Bello disse: “Tu morirai entro la fine del 1314″.

La terza: rivolgendosi verso la Monarchia Francese disse “La casa reale Francese cadrà definitivamente entro la 13^ generazione da Filippo IV”.

La quarta: rivolgendosi alla Chiesa Romana disse “Il Papato terminerà entro 700 anni dalla mia morte”.

Sembrò un caso inizialmente la morte improvvisa di Clemente V esattamente 33 giorni dopo la condanna di Jacques de Molay, vittima probabilmente di un tumore intestinale fulminante.

Anche l’incidente che occorse a Filippo il Bello, che si spense definitivamente il 29 novembre 1314 cadendo da cavallo probabilmente a causa di un ictus improvviso, ai più sembrò una coincidenza particolare.

Ma rifacendosi alla terza profezia, il 21 gennaio 1793 Luigi XVI venne condannato in seguito ai fatti della Rivoluzione Francese, ponendo fine alla monarchia. Luigi XVI era esattamente il 13° discendente di Filippo IV, detto il Bello.

Che possiamo dire quindi della quarta e ultima profezia che riguarda i nostri giorni e la Santa Chiesa? Il 2014, 700 anni dopo il rogo dell’ultimo Gran Maestro, è ormai passato. Ma qualcuno vede nell’elezione di Papa Francesco, nel 2013, la fine della Chiesa come l’abbiamo conosciuta. Le motivazioni sono diverse: l’esistenza di due papi, uno eletto e uno emerito (Bergoglio e Ratzinger) viene vista come una distruzione del Vaticano; altri considerano Papa Francesco una sorta di Antipapa per la sua provenienza dall’ordine dei Gesuiti.

Per chiudere l’articolo su questo personaggio così affascinante quanto enigmatico, di cui è impossibile ripercorrere la storia brevemente in questo spazio, vorrei lasciarvi qualche suggerimento di lettura per saperne di più sull’Ordine dei Templari.

Jacques de Molay. L'ultimo dei templari? - Paolo Cortesi - copertina

Jacques de Molay. L’ultimo dei templari?

Paolo Cortesi

Jacques de Molay fu l’ultimo Gran Maestro dell’ordine dei cavalieri templari. Condannato al rogo per eresia, la sua storia aiuta a far luce sui templari: un ordine monastico nato per difendere il santo sepolcro a Gerusalemme ma soppresso nel sangue per eresia. Fu veramente questa la motivazione reale? O dietro alla soppressione violenta dei templari si nascondono ragioni di potere, politica, denaro? E ancora: erano davvero richiesti atti blasfemi, come sputare sulla croce, a chi voleva divenire templare? Qual è stato il ruolo di de Molay nella decadenza dell’ordine?

I Templari

Barbara Frale

Nato dall’iniziativa di alcuni cavalieri che si erano votati al Santo Sepolcro di Gerusalemme, quello dei Templari divenne in pochi decenni l’ordine religioso-militare più potente della cristianità. Professionisti della guerra e uomini di religione, protettori dei pellegrini in Terra Santa, i cavalieri del Tempio divennero, grazie al favore dei papi e dei re cristiani, un organismo sovranazionale attivo in tutto il Mediterraneo. L’accusa di eresia rivolta da Filippo il Bello per impadronirsi dei beni dell’ordine, indusse Clemente V a sciogliere il Tempio per evitare uno scisma della chiesa francese da Roma. Questo studio ricostruisce la storia dei Templari avvalendosi di ricerche originali che hanno condotto anche a clamorose scoperte.

La passione dei Templari

Simonetta Cerrini

Sorto nel 1120 a custodia della Gerusalemme conquistata dai crociati, l’ordine dei cavalieri del Tempio rivoluzionò il modo di vivere la spiritualità cristiana, unendo in una sola persona il chierico e il laico, l’orator e il bellator. Incapaci però di adattarsi agli importanti cambiamenti sociali e politici della fine del Medioevo, i templari andarono incontro, all’inizio del Trecento, a una inattesa quanto drammatica fine. Cosa spinse il re Filippo il Bello ad annientare fisicamente e spiritualmente l’intera comunità templare di Francia? Perché papa Clemente V non riuscì a fermare l’ingranaggio che portò centinaia di templari alla morte, in prigione, sotto tortura o sul rogo? È questa la vicenda ancora misteriosa che Simonetta Cerrini racconta, seguendo il testo della bolla papale di soppressione dell’ordine, la “Vox in excelso” del 1312, come una vera e propria “passione”, una Via Crucis in ventitré stazioni destinata a chiudersi non sul Golgota ma all’estremità dell’Île de la Cité, a Parigi, con il rogo celeberrimo di Jacques de Molay, ventitreesimo e ultimo gran maestro del Tempio.

Il Papato e il processo ai Templari

Barbara Frale

Nel settembre del 2001 è stata riportata alla luce presso l’Archivio Segreto Vaticano una pergamena originale che la comunità scientifica credeva perduta da secoli. L’atto di assoluzione da parte di papa Clemente V all’ultimo Gran Maestro del Tempio e agli altri capi dell’ordine rinchiusi dal re di Francia nel castello di Chinon. I risultati confermano quanto contenuto in un altro importante documento conservato nella cancelleria di Clemente V, una carta privata sul quale il papa lavorò con i suoi collaboratori giungendo alla conclusione che i Templari non erano eretici. Gli strumenti dell’analisi diplomatica illuminano i punti oscuri di uno dei più grandi intrighi internazionali del Medioevo.

Vita e morte dell’Ordine dei Templari

Alain Demurger

Demurger ricostruisce le vicende dell’Ordine religioso e militare dei Templari dalla stagione della loro straordinaria potenza alla durissima persecuzione, dalla prestigiosa protezione del Santo Sepolcro a Gerusalemme fino alle innumerevoli leggende fiorite dopo la loro drammatica scomparsa, voluta dal sovrano francese Filippo il Bello e contrastata dal pontefice Clemente V.

Tramonto e fine dei Cavalieri templari

Alain Demurger

La tragica fine dei Templari, uno dei più potenti ordini cavallereschi che sia mai esistito, è ben nota: il processo intentato contro di loro da Filippo il Bello nel 1307 non ha mai smesso di alimentare polemiche e leggende. Meno conosciuto è il nome dell’ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay, che preferì affrontare il rogo piuttosto che rinnegare l’ordine. Eletto alla suprema carica nel 1292 dovette confrontarsi con la perdita di Acri conquistata dai musulmani. Rifugiatosi a Cipro, fu convocato in Francia da papa Clemente V con il pretesto di discutere della crociata e della fusione tra Templari e Ospitalieri. Ma si trattava di un tranello ordito dal re di Francia e dal papa. Accusato di eresia, fu condannato al rogo e bruciato nel 1314.

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One Reply to “Jacques de Molay. L’ultimo Gran Maestro dell’Ordine dei Templari

  1. È sempre un piacere leggere le vostre email. Complete ed esaustive. Validi i suggerimenti di lettura. Grazie del vostro lavoro

     

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