Articolo a cura di Laura Pitzalis

Oggi è l’1 gennaio, Capodanno, primo giorno dell’anno, un giorno ricco di nuovi propositi, di speranze e di desideri. Ma sapete qual è il significato del Capodanno? Sapete che non sempre si è festeggiato il primo gennaio e che ha radici antichissime?

Pensate che fu celebrato per la prima volta in Babilonia 4000 anni fa. Il suo nome era Akitù, cioè festa del nuovo anno, e durava ben dodici giorni, con un rituale che non si conosce del tutto perché raccontato su delle tavole che sono state ricomposte solo parzialmente.

L’Akitù veniva celebrato in corrispondenza dell’Equinozio di Primavera e, come segno di buon proposito per la nuova annata, si restituivano gli attrezzi agricoli ricevuti in prestito.

I Romani festeggiavano il capodanno l’1  marzo, mese consacrato al dio Marte, e in quest’occasione veniva rinnovato il “Fuoco Sacro” nel tempio di Vesta, fuoco che non doveva mai spegnersi perché se ciò fosse avvenuto avrebbe significato la fine di Roma. Rinnovare la fiamma significava ravvivare le speranze per l’anno nuovo rinnovando culti, obiettivi, tradizioni.

Nel 46 a.C. Giulio Cesare stabilì il passaggio al calendario giuliano basato sul ciclo delle stagioni e il Capodanno coincise con la festa del dio romano Giano, dio bifronte di cui un volto simboleggiava l’anno concluso e l’altro quello nuovo e da cui deriva il nome del mese di Gennaio. Si festeggiava appena dopo i saturnali, le feste romane per il dio Saturno, che chiudevano l’anno.

Fu, invece il Pontefice Massimo Publio Licinio Crasso Dives, principale autorità religiosa, con la Lex Acilia de intercalazione che, nel 191 a.C. decise che la festività dovesse celebrarsi l’1 Gennaio.

Nel medioevo, pur usando tutti il calendario giuliano, la data che indicava il Capodanno era diversa secondo i paesi, per cui in Inghilterra e in Irlanda, dal XII secolo fino al 1752, il primo giorno dell’anno si festeggiava il 25 marzo (giorno dell’Incarnazione e usato a lungo anche a Pisa e in seguito a Firenze) mentre in Spagna fino all’inizio del Seicento era il 25 dicembre, giorno della Natività.

In Francia fino al 1564 veniva festeggiato nella domenica di Resurrezione (chiamato anche stile della Pasqua); a Venezia, fino alla sua caduta, l’1 marzo mentre in Puglia, in Calabria e in Sardegna si festeggiava, seguendo lo stile bizantino, l’1 settembre. Da noi in Sardegna, infatti, il mese di settembre si chiama Cabudanni dal latino caput anni, ovvero inizio dell’anno.

Queste diversità continuarono anche con l’introduzione nel 1582 dell’attuale calendario da parte di Papa Gregorio XIII, il calendario gregoriano, e fino al 1691 quando papa Innocenzo XII  stabilì che l’anno dovesse cominciare l’1 gennaio, come l’abbiamo ora.

Parliamo di Capodanno e non possiamo non parlare delle tradizioni legate a questa festa, alcune che risalgono addirittura all’epoca romana.

Ho citato prima la festa in onore del dio Giano. In quest’occasione il Pontefice Massimo donava al dio del farro con sale accompagnato da un pezzo di pane come auspicio per propizi raccolti.  Oggi noi usiamo mangiare lenticchie, come augurio di fortuna e prosperità per l’anno che inizia.

Nel capodanno romano di marzo, consacrato a Marte, i sacerdoti Salii scendevano in processione con i loro scudi, cantando il Carmen Saliare, eseguendo una danza sacra e battendo le loro armi contro gli scudi. Anche noi festeggiamo danzando e ci facciamo sentire attraverso fuochi d’artificio o botti.

Anche l’usanza scaramantica di liberarsi delle cose vecchie è retaggio romano. Loro, simbolicamente, si liberavano di un vecchio rivestito di pelli, che rappresentava il vecchio dio Marte.

Altri riti di buon auspicio:

Il bacio sotto il vischio che promette felicità, pace, amore è tutto merito della dea celtica Freya, protettrice degli innamorati.

Indossare qualcosa di rosso, un’usanza che arriva dall’antico Impero cinese, secondo la quale il rosso è il colore che spaventa Niàn, la bestia divoratrice che, proprio a Capodanno, esce dalle profondità marine per nutrirsi di carne umana. Ma il rosso era considerato di buon auspicio anche nella Roma Imperiale, dove le donne durante i festeggiamenti per il nuovo anno si vestivano di porpora, il colore del coraggio, della passione, del potere e della fertilità.

Paese che vai, riti per l’anno nuovo che trovi.

In Spagna c’è la tradizione di mangiare alla mezzanotte dodici chicchi d’uva, uno per ogni rintocco dei dodici scoccati da un orologio. A Madrid per questo rito si riuniscono alla Puerta del Sol.

In Russia, dopo il dodicesimo rintocco, si apre la porta per far entrare l’anno nuovo e c’è l’usanza di scambiarsi e aprire i regali.

In Ecuador e in Perù si usa mettere fuori dalla porta dei pupazzi di cartapesta, di solito con sembianze di personaggi famosi, imbottiti di petardi così da bruciare ed esplodere ai rintocchi della mezzanotte.

In Giappone, prima della mezzanotte, le famiglie si recano nei templi per bere sakè e ascoltare 108 colpi di gong che annunciano l’arrivo dell’anno nuovo. Questi 108 colpi rappresentano il numero dei peccati che una persona commette in un anno e che in questo modo vengono purificati.

Capodanno è anche sinonimo di cenoni, ed ecco alcuni piatti regionali tradizione di questa festa.

In Piemonte abbiamo il bollito e il pollo alla marengo, servito con gamberi e funghi.

In Lombardia l’immancabile panettone, mentre in Alto Adige ecco i canederli e tirtlan, dei grossi ravioli fritti con una farcitura di verza o spinaci, talvolta accompagnati da una zuppa d’orzo.

L’Emilia Romagna è la patria del cotechino, anche se ormai è diffuso dappertutto. In Puglia non può mancare il panzerotto fritto, cicorie, calzone ripieno, cartellate e agnello con lampascioni.

A Napoli regnano baccalà e capitone, anche impanato, mentre in Liguria il cappon magro, che a dispetto del nome non è un pollo, ma un pesce.

E infine la mia Sardegna con prosciutto, salsiccia secca, formaggi, olive, ravioli, culurgiones, malloreddus, agnello, porchetto

E per finire  vi faccio i miei  auguri per un  Anno Nuovo che ritorni alla normalità, che vi porti tanti abbracci e assembramenti  con le persone che amate.

FONTI

https://www.supereva.it/festa-di-capodanno-origini-storia-e-usanze-27063

https://www.nauticareport.it/dettnews/report/la_storia_del_capodanno_e_delle_sue_tradizioni_nel_mondo-6-6750/

https://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/319235-capodanno-romani-marzo/

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