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Trama

1494. L’ombra di Carlo VIII si allunga come una maledizione sulla penisola italica. Intanto Ludovico il Moro ha da tempo usurpato il ducato di Milano. A Roma Rodrigo Borgia, eletto papa, alimenta un nepotismo sfrenato e colleziona amanti. Venezia osserva tutto grazie a una fitta rete di informatori, magistralmente orchestrata da Antonio Condulmer, Maestro delle Spie della Serenissima, mentre il re francese valica le Alpi e, complice l’alleanza con Ludovico il Moro, giunge con l’esercito alle porte di Firenze. Piero de’ Medici, figlio del Magnifico, la­scia passare l’invasore, accettandone le condizioni umilianti e venendo in seguito bandito dalla città che si offre, ormai prostrata, ai sermoni apocalittici di Girolamo Savonarola. Mentre il papa si rinchiude a Castel Sant’Angelo, Carlo marcia su Roma con l’intento di saccheggiarla, per poi mettere a ferro e fuoco Napoli e reclamare il regno nel nome della sua casata, gli Angiò. L’inesperto Ferrandino non ha alcuna possibilità di opporsi. In un’Italia sbranata dal “mal francese”, che dilaga come un’epidemia mortale, convivono lo splendore del Cenacolo di Leonardo da Vinci e l’orrore della battaglia di Fornovo; le passioni e la depravazione del papa più immorale della Storia e le prediche apocalittiche di un frate ferrarese che finirà bruciato sul rogo…

Recensione a cura di Roberto Orsi

Conoscere la famiglia più infame del Rinascimento Italia

Torna proprio oggi in libreria uno dei romanzieri storici italiani più letti in tutto il mondo. E ancora una volta lo fa alla grande, donando ai lettori la Storia meravigliosa del nostro Rinascimento. Sono molto felice oggi di partecipare a questo Review Party voluto da Newton Compton Editori per celebrare l’uscita di questo nuovo romanzo storico.

“La corona del potere” di Matteo Strukul, il seguito de “Le sette dinastie”, ci propone le vicende di quelle famiglie che hanno reso unico un periodo ricco di alleanze, intrighi, tradimenti, lotte per l’egemonia sul territorio. Una penisola più divisa che mai, uno scacchiere su cui si gioca una partita difficilissima. Siamo all’indomani della morte di colui che è per anni era stato l’ago della bilancia, capace di mantenere gli equilibri politici ed economici del tempo: Lorenzo Il Magnifico. La situazione politica della penisola non può essere più complicata di così. Una serie di lotte intestine minano dall’interno la sicurezza dei ducati e delle signorie, impegnate anche a difendersi dalle mire espansionistiche di potenze come Francia e Spagna, oltre al Sacro Romano Impero degli Asburgo.

Italia rinascimentale - Wikipedia

Milano, Firenze, Roma, Venezia, Ferrara, Napoli con le grandi famiglie al potere: Sforza, Borgia, Medici, Este, Aragona per nominare solo le più importanti. E ancora, Imola, Forlì, Ravenna, Bari. Quello scritto da Matteo Strukul non è solo un libro, è un viaggio incredibile tra spazio e tempo, in un vortice che avvinghia il lettore senza un attimo di respiro. Capitoli brevi e incisivi garantiscono un ritmo di lettura incalzante che porta il lettore a saltare da una corte all’altra senza mai perdere il filo conduttore della Storia. La grande capacità dell’autore risiede proprio in questo: abbraccia un arco temporale di oltre vent’anni, con almeno sette diverse dinastie che intrecciano i loro destini, con una grande semplicità di esposizione, rendendo fruibile anche ai meno esperti uno spaccato della nostra storia.

Credo che l’epidemia che sta mettendo in ginocchio l’Italia trovi risposta nello spregio della morale e nell’incapacità di guardare al di là dei propri confini, giacché ogni ducato, repubblica, regno non è capace di forgiare con gli altri un’alleanza o intesa degna di tale nome.

Non solo intrighi e combattimenti si alternano sul palcoscenico architettato da Matteo Strukul. Tra le pagine del romanzo rivive la magia di un’epoca che ha donato al mondo i capolavori di Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Sandro Botticelli. Una corsa al potere che passava anche dalla magnificenza dell’arte, da saloni affrescati con opere monumentali che ancora oggi lasciano a bocca aperta chiunque le osservi. L’autore ci porta sulla scena della battaglia, tra spade, lance, picche e scudi, per poi voltarci ad ammirare il capolavoro dell’Ultima Cena nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie.

“La corona del potere” è tutto questo e anche di più. Collegandolo al primo capitolo della saga, l’autore ci racconta quasi un secolo di Storia, quella con la “S” maiuscola. Quella di un pontefice come Alessandro VI che dedicò la sua vita al potere temporale più che a quello spirituale. Un uomo che forse più di tutti i suoi predecessori portò all’esasperazione quel concetto di nepotismo e alleanze dettate da pura convenienza politica. Giovanni, Goffredo, Cesare e Lucrezia rappresentano l’emblema della politica egemonica portata avanti dal pontefice.

L’elezione di Rodrigo Borgia aveva portato alla ribalta un intero gruppo di potere, afferente alla famiglia spagnola, un cerchio di uomini che andava plasmando un’egemonia sempre più solida.

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A Milano assistiamo alla parabola di Ludovico il Moro, prima alleato di Carlo VIII a cui apre le porte del ducato per permettergli la discesa nella penisola, e poi nemico dei Francesi guidati da Luigi XII. A Firenze Piero de’Medici, il figlio del Magnifico, che non riuscirà mai a raggiungere il livello del padre, finendo quindi in esilio, cacciato dalla Signoria che si trasforma per breve tempo in Repubblica, sferzata dalle prediche di un personaggio come Girolamo Savonarola. E ancora, la Tigre di Forlì Caterina Sforza contornata dalle altre grandi potenze che riesce a fronteggiare con una grinta e una determinazione fuori dal comune. Venezia, che rimane alla finestra, pronta a intervenire se attaccata e minacciata, con uno stuolo di spie guidate dall’astuto Antonio Condulmer. E si scende fino a Napoli, l’obiettivo primario di Carlo VIII, determinato a riprendersi quella corona in mano agli spagnoli Aragonesi.

“Crederà, come altri che l’hanno preceduto, di poter violentare questa città. Di poterla domare come una giumenta selvaggia. Ma non è cosi che si diventa re di Napoli, credetemi. E’ giusto combattere per lei. Ma solo se poi la si ama fin nel profondo. Se si è in grado di apprezzarne la bellezza, assecondandone i ritmi lenti e dondolanti, comprendendo la natura più vera della sua gente. Se non si è pronti a qualcosa del genere allora tanto vale perderla. Perché non riuscirete mai a farla davvero vostra”.

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Un racconto capace di appassionare il lettore, un romanzo che esalta la bellezza di quello che è il nostro passato, in un’epoca di transizione tra le più affascinanti. La prosa è fluida e gradevole. Le scene raccontate nei capitoli del libro accompagnano il lettore nell’evoluzione di personaggi che molto spesso si rivelano più fragili di quanto si possa immaginare, soprattutto nella parte finale, alla resa dei conti con sé stessi. Vite poste all’inseguimento di quella corona, che troneggia impavida e austera sulla copertina del romanzo, simbolo di un potere agognato e ricercato fino allo stremo delle proprie forze.

Uno studio approfondito del periodo e degli intrecci dell’epoca, su una miriade di testi e fonti elencati nelle note del libro. “La corona del potere” si inserisce di diritto tra quel novero di libri che ci hanno raccontato il Rinascimento mantenendo la memoria di ciò che siamo stati e riportando in vita tutta la bellezza di un’epoca.

 

La corona del potere (La saga delle sette dinastie Vol. 2) di [Matteo Strukul]
  • La corona del potere – Matteo Strukul
  • Copertina rigida : 512 pagine
  • ISBN-10 : 8822742087
  • ISBN-13 : 978-8822742087
  • Link d’acquisto cartaceo: La corona del potere
  • Link d’acquisto e-book: La corona del potere

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