Perché Poveglia, piccola isola disabitata, è diventata famosa anche all’estero?
L’isola di Poveglia ha una storia molto “complicata”, ma tutt’altro che negativa. È stata per decenni una stazione di quarantena per le navi che entravano nella laguna di Venezia. Questo, nell’immaginario collettivo l’ha resa un posto dal quale stare alla lontana. Tuttora i Veneziani non amano sentir parlare di Poveglia.
Recentemente, è diventata famosissima grazie (o a causa) di una trasmissione americana “Ghost Adventures”, che ha diffuso notizie assolutamente non rispondenti alla realtà. E purtroppo, le invenzioni hanno preso il sopravvento sulla realtà.
È noto che l’isola fu usata dal 1700 in poi come luogo di quarantena merci e lazzaretto per gli appestati, ci sono dei resti delle strutture utilizzate a tale scopo?
Esistono ancora delle strutture originarie, come il “Tezon Grande”, che nel corso dei secoli sono stati riadattati nell’uso. L’unica struttura “originale” sopravvissuta è il Campanile. Apparteneva alla distrutta chiesa di San Vitale. Esistono anche delle testimonianze del passato, come ad esempio una lapide che ricorda il luogo dove si trovava uno dei cimiteri dell’isola, e che ammonisce di “non scavare: i morti per contagio, qui riposano”.
Ci sono sepolture comuni che risalgono alle pestilenze che hanno colpito la città? Non esistono le famigerate sepolture comuni, ma sono esistiti due cimiteri sull’isola, uno per i morti a causa della peste (in totale i morti per questa causa furono solamente 12, e non centinaia di migliaia, come è stato falsamente diffuso) ed uno per gli abitanti dell’isola.
L’isola è oggetto di scavi archeologici?
L’interesse archeologico dell’isola di Poveglia penso che sia molto basso, e non ci risultano campagne di scavo, come invece accade a Malamocco, la penisola di fronte a Poveglia, nella quale stanno cercando di localizzare l’antica città di Metamaucum.
Ci sono altre isole intorno a Venezia, che sono state adibite a lazzaretto ma non sono salite agli onori della cronaca? In totale sono state 3 le isole della laguna di Venezia che sono state progressivamente adibite a Lazzaretto. La prima isola con questa funzione fu Santa Maria di Nazareth, denominata il “lazzaretto vecchio”, dal cui nome venne coniato il termine “Lazzaretto” (Nazarethum, Lazarethum, Lazzaretto). Poi fu il turno di Vigna Murada (denominata “lazzaretto nuovo”) ed infine Poveglia, il “lazzaretto nuovissimo”, anche se la sua funzione fu diversa dal classico lazzaretto.
Secondo voi, qual è l’edificio più interessante di Poveglia? Bisogna fare una distinzione. Ogni persona può trovare più interessante o affascinante un edificio invece di un altro. Indubbiamente ed oggettivamente l’edificio che colpisce di più, è la costruzione centrale, che accoglie chi sbarca sull’isola. Era un distaccamento dell’ “Ospedale al Mare” del Lido di Venezia, e conserva un indubbio austero fascino. E, anche dal punto di vista di “cose strane”, la dentro ne sono accadute… Ma ci sono anche delle piccole costruzioni che noi troviamo estremamente interessanti, come la piccola cappella che si trova vicino al canale che separa l’isola sud dalla parte nord. In questa cappelletta, durante gli anni in cui a Poveglia esisteva l’Ospedale civile, venivano deposte le bare in attesa di essere prelevate dalla apposita barca per essere traslata verso il cimitero. È un luogo solitario, posto in una bellissima posizione in mezzo al verde, ed è molto emozionante.
…ultima curiosità…. avete mai incontrato un fantasma a Poveglia?
Diciamo che non abbiamo mai incontrato un “fantasma” nella accezione classica del termine. Abbiamo catturato molte figure nelle nostre foto, ma non erano visibili “dal vivo”. Però un paio di episodi si sono verificati. Nel primo, eravamo nelle ex cucine dell’ospedale, ed abbiamo notato in una porta in fondo alla stanza una figura, come un corpo che si stesse girando e avesse iniziato a camminare verso la nostra destra. Abbiamo visto nitidamente il braccio ed il gomito che si giravano.
Siamo andati a vedere chi fosse quel tipo (eravamo convinti che fosse un visitatore come noi), e siamo rimasti di sasso quando abbiamo visto che dietro a quella porta non c’era nessuno, e non poteva esserci nessuno: eravamo infatti dentro alla base del campanile, e nel lato destro non c’erano corridoi o vie di fuga, ma un quadro elettrico e dei trasformatori. In un’altra occasione, Susy ha percepito all’interno di una stanza una presenza. Toccando con la mano la zona in cui lei percepiva questa energia, si sentiva una variazione di densità dell’aria. Come se stessimo toccando qualcosa di più denso dell’aria, ma che non vedevamo. Abbiamo scattato una foto, ed è venuta fuori la figura riconducibile ad un sacerdote, con tanto di abito talare.
Sono emozioni enormi, che non si possono descrivere. Specialmente per chi, come noi, parte con scetticismo: ogni cosa che vediamo, registriamo, percepiamo deve essere analizzata e dobbiamo trovare una spiegazione razionale. In alcuni casi, come in questi, non l’abbiamo trovata.
