Estate rovente in libreria, un luglio ricchissimo di nuove e interessanti uscite, per voi amanti dello storico ce n’è per tutti i gusti: thriller, romanzi, biografie, saggi… bisogna solo scegliere, e forse è questo il difficile! Scorreteli tutti perché l’offerta e le proposte sono davvero tante. Buona caccia!

Il segreto del mercante di libri Marcello Simoni Newton Compton Editori In libreria il 29 giugno

Anno Domini 1234. Dopo due anni trascorsi presso la corte di Federico II, in Sicilia, il mercante di reliquie Ignazio da To­ledo torna in Spagna per una nuova, rischiosa impresa: trovare la Grot­ta dei Sette Dormienti. In questo leggendario sepolcro, sette martiri cristiani si sarebbero letteralmen­te “addormentati”, secoli prima, in un sonno eterno. Ma non è certo la ricerca di una reliquia a muovere il mercante, bensì il mistero dell’im­mortalità che pare nascondersi die­tro la storia dei Sette Dormienti. Gli indizi di cui Ignazio è in pos­sesso lo conducono tra Castiglia e Léon: la terra da cui viene e dove ha lasciato la propria famiglia. Al suo ritorno, il mercante è costretto però a fare i conti con spiacevoli novità, delle quali la prolungata assenza lo ha tenuto all’oscuro: Sibilla, sua moglie, è scomparsa, forse per sfug­gire a una terribile minaccia; Uber­to, il figlio, è rinchiuso in prigione con l’accusa di aver ucciso un uomo. Chi si cela dietro queste sciagure? Forse un infido frate domenicano, confessore personale di re Ferdi­nando III di Castiglia. E una setta di vecchi nemici del Mercante: la Saint-Vehme…

Il Segreto della Medicina dei Celti Giancarla Erba Decima Musa Edizioni In libreria il 30 giugno

Nell’antica Gallia indipendente, la medicina aveva un ruolo importante in quanto strettamente unita alla religione, beneficiando della sua influenza. I druidi detenevano la scienza della natura delle cose che era oggetto costante dei lori studi, e i segreti del corpo umano e dell’arte medica facevano parte della loro competenza senza alcun dubbio. In questo trattato scopriamo quindi quali piante usassero, quali strumenti chirurgici e soprattutto se queste tecniche fossero uguali o simili ai popoli coevi, visto che si è sempre alimentata l’idea dei Greci e dei Romani come evoluti mentre le altre popolazioni erano (e tutt’ora sono) classificate come “barbare”, incapaci di avere una vita sociale evoluta secondo i loro tempi. Questo volume vuole rivelare le abilità dei Celti come medici, la loro fama come erboristi e le loro capacità chirurgiche e curative che erano simili e a volte superiori a quelle dei loro cugini europei. Nel testo si parte dal definire con chiarezza la figura del medico per poi sviluppare le tecniche in uso presso le popolazioni galliche che andavano dalla medicina erboristica, alla chirurgia, all’uso delle acque termali, senza dimenticare tutta la parte sacra legata alle divinità di riferimento, alle formule magiche e agli amuleti utilizzati per aiutare il malato a guarire e agli ex voto per ringraziare o per ingraziarsi il dio e la dea preposti ad un certo tipo di cura. Si parla delle scuole di medicina di Gallia, ma anche dei rituali e del trattamento in morte e un ampio spazio è dedicato allo sviluppo della questione donne medico: la loro presenza, i ruoli svolti. Una sezione considerevole è dedicata all’Erbario e cioè alle piante che i Vati di Gallia usavano per guarire, e anche a quel settore in cui i medici celti erano considerati un’eccellenza: l’oftalmologia. Uno studio che vuole illustrare il mondo medico celtico a tutto tondo, con i suoi punti di forza e di debolezza. Tutto quello che oggi sappiamo sui sistemi curativi dei celti è qui condiviso per la prima volta in Italia.

Trio Dacia Maraini Rizzoli In libreria il 30 giugno

Sicilia, 1743. Il loro legame viene da lontano, e ha radici profonde. È nato quando, ancora bambine, Agata e Annuzza hanno imparato l’arte tutta femminile del ricamo sotto lo sguardo severo di suor Mendola; è cresciuto nutrendosi delle avventure del Cid e Ximena, lette insieme in giardino, ad alta voce, in bocca il sapore dolce di una gremolata alla fragola; ha resistito alle capriole del destino, che hanno fatto di Agata la sposa di Girolamo e di Annuzza una giovane donna ancora libera dalle soggezioni e dalle gioie del matrimonio. Ora, mentre un’epidemia di peste sta decimando la popolazione di Messina, le due amiche coltivano a distanza il loro rapporto in punta di penna, perché la paura del contagio le ha allontanate dalla città ma non ha spento la voglia di far parte l’una della vita dell’altra. E anche se è lo stesso uomo ad accendere i loro desideri, e il cuore scalpita per imporre le proprie ragioni, Agata e Annuzza sapranno difendere dalla gelosia e dalle convenzioni del mondo la loro amicizia, che racconta meglio di qualunque altro sentimento le donne che hanno scelto di essere.Il ritorno di Dacia Maraini alla narrazione storica dopo La lunga vita di Marianna Ucrìa, uno dei suoi libri più amati, è un romanzo intenso e delicato, pervaso dai colori e dagli odori della sua Sicilia, che attraverso il filtro di un passato mai così vicino parla di ognuno di noi, e di cosa può salvarci quando fuori tutto crolla.

Porcellana Maria Enea 0111 Edizioni In libreria il 30 giugno

All’inizio del Settecento, la porcellana cinese è ambita da nobili e famiglie regnanti. Ma la sua formula è protetta dal segreto di stato da parte della Cina e vani sono tutti i tentativi per riprodurla. Un alchimista tedesco, Bottger, viene arrestato a Dresda e condotto al palazzo reale dal re di Sassonia, convinto che egli possa scoprirne la formula. Nel suo lavoro viene supportato dall’amico, il fisico Von Tschirnhaus. Tuttavia la ricerca rimane infruttuosa finché per caso i due non s’imbattono nella vicenda di una misteriosa donna alchimista, Osmolinda, vissuta due secoli prima…
     

Vardø. Dopo la tempesta Kiran Millwood Hargrave Neri Pozza In libreria il 2 luglio

1617, Norvegia nordorientale. In una funesta vigilia di Natale, il mare a Vardø si è improvvisamente sollevato e una folgore livida ha sferzato il cielo. Quando la tempesta si è acquietata in uno schiocco di dita, così com’era arrivata, le donne si sono raccolte a riva per scrutare l’orizzonte. Degli uomini usciti in barca non vi era, però, nessun segno. Quaranta pescatori, dispersi nelle gelide acque del Mare di Barents. Alla ventenne Maren Magnusdatter, che ha perso il padre e il fratello nella burrasca, e a tutte le donne di Vardø non resta dunque che un solo compito: mettere a tacere il dolore e cercare di sopravvivere. Quando l’inverno allenta la presa e le provviste di cibo sono quasi esaurite nelle dispense, le donne non si perdono d’animo: rimettono le barche in mare, riprendono la pesca, tagliano la legna, coltivano i campi, conciano le pelli. Spinte dalla necessità, scoprono che la loro unità può generare ciò che serve per continuare a vivere. L’equilibrio faticosamente conquistato è destinato, però, a dissolversi il giorno in cui a Vardø mette piede il sovrintendente Absalom Cornet, un fosco e ambiguo personaggio distintosi, in passato, per aver mandato al rogo diverse donne accusate di stregoneria. Absalom è accompagnato dalla giovane moglie norvegese, Ursa, inesperta della vita e terrorizzata dai modi sbrigativi e autoritari del marito. A Vardø, però, Ursa scorge qualcosa che non ha mai visto prima: donne indipendenti. Absalom, al contrario, vede solo una terra sventurata, abitata dal Maligno. Un luogo ai margini della civiltà, dove la popolazione barbara dei lapponi si mescola liberamente con i bianchi e dove una comunità di sole donne pretende di vivere secondo regole proprie. Romanzo che trae ispirazione dai processi alle streghe di Vardø del 1620, Vardø. Dopo la tempesta «getta luce su uno spaventoso spaccato di storia, raccontando la brutale sottomissione delle donne, la superstizione che aleggia nei luoghi isolati e le atrocità compiute in nome della religione. Un romanzo davvero potente» (Publishers Weekly).

La sposa di Roma Debra May Macleod Tre60 In libreria il 2 luglio

Roma, 50 a.C. Sei potentissime sacerdotesse hanno il compito di custodire la Fiamma Eterna, nume tutelare della città: sono le Vergini Vestali, venerate come divinità fin dai tempi di Romolo e Remo. Ma il loro potere è soprattutto politico, in un mondo fatto di privilegi, cospirazioni e tradimenti. Un potere che Pomponia, la Vestalis Maxima, gestisce con grande abilità e che la pone al centro degli intrighi di palazzo, tra due schieramenti in aperto conflitto: da un lato, Marco Antonio e Cleopatra e, dall’altro, Ottaviano e la moglie Livia che si contendono il suo appoggio e i suoi consigli. Tuttavia Pomponia, delicato ago della bilancia, custodisce segretamente un affetto: quello per Quinto, sommo sacerdote di Marte e soldato di Cesare. Così, quando un’accusa di adulterio – un voto di castità infranto – viene mossa contro le Vestali, su di lei incombe la punizione più spietata: essere sepolta viva nel campo del Male. Pomponia sa che il destino dell’ordine è nelle sue mani. Ma la sua astuzia, il suo fascino e la sua abilità politica saranno sufficienti per ristabilire il rispetto dovuto alle donne più importanti di Roma?

I gerani di Barcellona. La saga dei Torres Carolina Pobla Garzanti In libreria il 2 luglio

Una saga familiare ispirata a una storia vera. Due sorelle coraggiose come i gerani che resistono al freddo dell’inverno. 1928. Le sorelle Torres abitano nella villa più bella di Málaga. Il padre l’ha costruita per loro, perché vivessero come delle principesse. Rosario, la maggiore, di una bellezza elegante e decisa, ama il canto ed è la preferita della famiglia. Remedios cresce nella sua ombra, comunque felice di dividere con lei i giochi nel loro posto magico: il giardino della villa, che di volta in volta si trasforma in un’isola deserta infestata dai pirati o in un castello incantato. Fino al giorno in cui l’idillio finisce. Una delle navi con cui il padre commercia spezie, tessuti e tappeti affonda. La bancarotta è una tragedia dalla quale l’uomo non si riprenderà più. Rosario e Remedios rappresentano il futuro della casata. Un fardello troppo pesante per due giovani donne. Ma, come la pianta simbolo della loro famiglia, il geranio, devono essere forti e coraggiose. Devono pensare alla primavera che, immancabilmente, torna a sbocciare dopo ogni inverno. Ed è proprio un seme di quel fiore che portano con loro a Barcellona, dove decidono di ricominciare. Tra le vie della grande e colorata città, all’inizio si sentono perse e il loro legame è tutto quello che hanno per affrontare il presente. Eppure Rosario e Remedios, anno dopo anno, si scoprono più diverse di quello che immaginavano. Una fa di tutto per trovarsi un lavoro e un marito che possa darle sicurezza, mentre l’altra insegue ancora i propri sogni e si innamora di un uomo ribelle come lei. Ma anche quando sembra che si siano perse per sempre, i balconi e le finestre delle loro case saranno pieni di gerani in fiore. Non è possibile dimenticare le proprie radici. Perché entrambe hanno una missione: restituire l’onore alla famiglia Torres. I gerani di Barcellona è il romanzo che ha conquistato la Spagna. Ha messo d’accordo i lettori e la stampa più autorevole. Ispirato alla vera vicenda dei nonni dell’autrice, una saga in cui mezzo secolo di storia iberica fa da sfondo alle scelte, agli errori, alle conquiste e alle speranze di due sorelle.

Il segreto della sarta di Parigi Fiona Valpy Newton Compton editori in libreria il 2 luglio

Parigi, 1940. La città è occupata dai nazisti e tre giovani sarte cercano di sopravvivere nonostante le difficoltà. Ognuna di loro nasconde un segreto. Mireille, dopo la tragica perdita dell’amica Esther in un raid nazista, decide di unirsi alla Resistenza. Claire è stata sedotta da un misterioso ufficiale tedesco. Vivienne, invece, è coinvolta in qualcosa che non può rivelare nemmeno alle sue più care amiche. Quando però le attività segrete di Mireille, Claire e Vivienne rischiano di essere scoperte, le loro vite saranno in grave pericolo. Unite da una lealtà incrollabile ma minacciate dal tradimento, potranno sopravvivere nell’epoca più oscura della storia senza pagare un prezzo altissimo? Giorni nostri. Harriet, una ragazza inglese che non ha mai superato il trauma del suicidio della madre, raggiunge Parigi per cercare di ricostruire un legame con il suo passato. Partendo da una foto che ritrae sua nonna Claire insieme ad altre due donne, Harriet scoprirà una verità sulla sua famiglia e su sé stessa molto più dolorosa di quanto avrebbe mai potuto immaginare.

L’Immacolata segreta del ’43. Il misterioso viaggio di Roosevelt a Castelvetrano Maurizio Tosco 21 Editore In libreria il 2 luglio

Questo saggio è dedicato all’analisi di una vicenda poco nota: la misteriosa visita a Castelvetrano, Trapani, del presidente degli Stati Uniti Roosevelt, avvenuta l’otto dicembre (giorno dell’Immacolata) del 1943. In realtà dietro questo viaggio si cela un incontro decisivo tra il presidente e il suo staff che opterà per un radicale cambio di strategia degli americani, decisi a scongiurare l’egemonia britannica e sovietica nel Mediterraneo e a stroncare ogni velleitario tentativo indipendentista in Sicilia ad opera del movimento separatista o dei monarchi italiani.
 

Gli ultimi duchi di Milano. Il crepuscolo degli Sforza e l’inizio delle dominazioni straniere Carlo Maria Lomartire Mondadori In libreria il 7 luglio

Il 2 settembre 1499 Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, era fuggito a Innsbruck, presso la corte dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo. Il re francese Luigi XII Valois-Orléans, sceso in Italia con un forte e nutrito esercito, era deciso a conquistare il ricco e ambito Ducato di Milano. Vi riuscì dopo l’assedio di Novara del 1500, un evento storico che turbò persino Niccolò Machiavelli. Per il Moro fu la fine. Tradito dai mercenari svizzeri, catturato e imprigionato, morì alcuni anni dopo nella torre del castello di Loches, nella Loira. Che cosa accadde, dunque, alla gloriosa dinastia degli Sforza? All’apparenza, non tutto era perduto. In Tirolo, Ludovico aveva messo al sicuro due figli illegittimi, Ercole Massimiliano e Francesco, affidandoli alla premurosa tutela di Bianca Maria, moglie dell’imperatore e sua nipote. A loro, gli «ultimi duchi», spettava il difficile compito di riconquistare il potere, stringere le giuste alleanze politico-militari e neutralizzare le bramosie di dominio sull’Italia. Il primogenito Ercole Massimiliano, poco propenso allo studio e al sacrificio, attento più ai piaceri della carne che al bilancio delle finanze pubbliche, si rivelò ben presto inadeguato, tanto da governare il Ducato per soli tre anni. Francesco, più intelligente e perspicace, dopo il lungo esilio rientrò vittorioso a Milano e, pur sotto la tutela della Lega Santa voluta da papa Leone X e Carlo V d’Asburgo, mostrò brillanti doti di amministratore. Peccato che, come si vociferava a corte, non riuscisse ad avere figli, e dunque eredi… Con la sua morte, avvenuta nel 1535, si estinse per sempre la dinastia degli Sforza, fondata da Muzio Attendolo, il ragazzo di Cotignola diventato capitano di ventura. Per l’Italia iniziò un periodo di decadenza e di dominazione straniera che sarebbe durato trecento anni. In questo volume, che conclude la trilogia sugli Sforza, Carlo Maria Lomartire ci racconta con il rigore dello storico e la vivacità descrittiva del romanziere una delle fasi cruciali delle cosiddette Guerre d’Italia, la lunga e sanguinosa serie di battaglie che coinvolse la maggior parte degli Stati italiani – compresa la Serenissima Repubblica di Venezia – e caratterizzò la storia europea del XVI secolo. In mezzo a tradimenti e congiure, streghe messe al rogo, conflitti dinastici e matrimoni combinati per ragioni di Stato, Lomartire ci conduce per mano dentro un secolo pieno di avvenimenti drammatici e colpi di scena, dal sacco di Roma del 1527 alla pace di Cambrai del 1529, dall’epidemia di peste che mise in ginocchio Milano alle gesta di celebri condottieri come Ettore Fieramosca e Giovanni dalle Bande Nere.

Il cacciatore di tarante Martin Rua Rizzoli In libreria il 7 luglio

  1. L’Italia è appena stata fatta, ma per fare gli Italiani la strada è ancora lunga. Giovanni Dell’Olmo, ispettore di pubblica sicurezza a Torino, e il duca Carlo Caracciolo de Sangro, brillante medico a Napoli, incarnano alla perfezione gli stereotipi del Regno: il Nord sabaudo freddo e rigoroso e il Sud borbonico godereccio e superstizioso. Ma i due hanno qualcosa in comune, perché nel loro campo sono i migliori, e questo rende entrambi degli outsider, malvisti da colleghi e sottoposti. Le loro strade s’incrociano quando Giovanni, sulle tracce di un assassino noto come l’Imbalsamatore, viene spedito nel tanto disprezzato Mezzogiorno del Regno per una missione: ironia della sorte, il Ministero gli affianca proprio un napoletano, il dottor Caracciolo de Sangro, esperto tossicologo e grande conoscitore di ragni. Ad Ariadne, infatti, nel Salento più profondo e devoto al santo Paolo, in pochi mesi la taranta sembra aver calato cinque donne, tutte braccianti nei campi di una masseria, provocandone la morte. Ma i conti non tornano, e mettendo da parte i pregiudizi, Carlo e Giovanni dovranno risolvere il mistero di questi decessi sospetti, tra esplorazioni nei sotterranei del paese e rocambolesche sparatorie, e affrontare ognuno la propria nemesi. Martina Rua trasforma l’esoterismo in seducente materia narrativa, regalandoci un thriller dove la Storia è il palcoscenico di un enigma che ha le radici nelle leggende più nere della nostra terra.

La vera storia di Martia Basile Maurizio Ponticello Mondadori In libreria il 7 luglio

In una inconsueta Napoli, capitale del viceregno spagnolo a cavallo tra Cinquecento e Seicento, si compie un atroce delitto. Ne è vittima Martia Basile, una giovane donna, una sposa bambina che si scontra con l’aspra realtà dei suoi tempi fin dall’adolescenza, quando il padre la cede in moglie a un commerciante che traffica con la corte: don Muzio Guarnieri. Pian piano la ragazza inizierà a prendere coscienza di sé, ma la sua maturazione sarà compiuta soltanto dopo che lo stesso consorte avrà barattato con dei potenti il suo fisico avvenente. Nel frattempo, la donna è ammaliata da una comunità femminile che pratica sortilegi e l’aiuta a curarsi le ferite del corpo e dell’anima. Fra stregonerie, fughe rocambolesche e violenze, avrà inizio una nuova fase della vita di Martia la quale, riuscendo a sopravvivere a ogni angheria, troverà finalmente l’amore. Ma, proprio mentre a Roma finisce sul rogo Giordano Bruno, Martia viene incolpata di aver ucciso il marito, e nelle spaventose carceri della Vicaria subirà un processo esemplare in cui sarà coinvolto pure il Santo Officio che le imputerà di aver stretto un patto con il Diavolo in persona. Che fine farà la protagonista accusata di aver commesso un viricidio? E perché Martia, per tutto il Seicento, fu considerata un’eroina? E per quale motivo, poi, questa vicenda scabrosa fu invece censurata?

Non esistono posti lontani Franco Faggiani Fazi editore In libreria il 9 luglio

Un viaggio a due attraverso l’Italia, intrapreso nel periodo più cruento della guerra, e la nascita di un’amicizia speciale. Roma, aprile del 1944. L’archeologo Filippo Cavalcanti è incaricato dal Ministero di recarsi a Bressanone per controllare gli imballaggi di un carico di opere d’arte destinate alla Germania. Arrivato sul luogo, l’ormai anziano professore conosce Quintino, un intraprendente ragazzo ischitano spedito al confino in Alto Adige. Vista la situazione incerta in cui versa il Paese e il pericolo che minaccia entrambi, i due decidono di scappare insieme per riportare le opere d’arte a Roma. In un avventuroso viaggio da nord a sud, i due uomini, dalla personalità molto diversa, e nonostante la distanza sociale che li separa, avranno modo di conoscersi da vicino e veder crescere pian piano la stima reciproca. Grazie alle capacità pratiche di Quintino e alla saggezza di Cavalcanti, riusciranno a superare indenni diversi ostacoli ma vivranno anche momenti difficili incontrando sulla strada partigiani, fascisti e nazisti, come pure contadini, monaci e gente comune, disposti ad aiutarli nell’impresa. Giunti finalmente a Roma, che nel frattempo è stata liberata, si rendono conto che i pericoli non sono finiti e decidono così di proseguire il viaggio per mettere in salvo il prezioso carico tra imprevisti e nuove avventure. Paesaggi insoliti, valli fiorite e boschi, risvegliati dall’arrivo di una strana primavera, fanno da sfondo a questa vicenda delicata e toccante, una storia appassionante sul valore dell’amicizia con cui l’autore, ancora una volta, riesce a commuovere ed emozionare.

Tempesta maledetta Alex Connor Newton Compton Editori In libreria il 9 luglio

Il furto di alcuni dipinti unisce l’Europa, messa in ginocchio dal coronavirus, con la Venezia del ’500, flagellata dalla peste… 1509. A Venezia la peste riempie le calli di cadaveri. Giorgione sta trascorrendo nel suo studio il coprifuoco imposto a tutti i veneziani, quando la sua nuova opera, la Tempesta Maledetta, viene esposta per la prima volta. Ma l’identità della figura femminile che vi è dipinta provoca un vero scandalo in città. E la situazione precipita quando il quadro viene rubato e la modella rapita: Giorgione è costretto a lasciare il suo studio e a indagare nei vicoli sferzati dalla malattia. 2020. Mentre i morti da coronavirus aumentano, le gallerie d’arte di Londra, New York e Venezia chiudono e le città si svuotano sotto l’effetto del coprifuoco. Ma il rischio di contagio non ferma la criminalità: alcuni dipinti vengono trafugati, tra cui la Tempesta Maledetta e l’Adorazione dei Magi di Giorgione. Quando a Venezia e a Londra vengono uccisi due commercianti d’arte, Gil Eckhart si mette sulle tracce dell’assassino. Dovrà fare i conti con solo con le restrizioni imposte dalle quarantene e con la spietatezza dei criminali, ma anche con un misterioso informatore che prende a tormentarlo, suggerendo che la chiave per scovare il colpevole sia legata alla figura di Giorgione…

La guerra delle donne Alexandre Dumas Feltrinelli In libreria il 9 luglio

È il 1844 quando appare per la prima volta “La guerra delle donne”. Lo scenario è quello della Fronda, degli anni attorno al 1650, di una Francia in cui la regina, Anna d’Austria, e il suo ministro, il cardinale Mazzarino, devono fronteggiare la ribellione diffusa di una nobiltà che ha eletto a suo simbolo la principessa di Condé. Il lettore scoprirà da solo a quali intensità Dumas riesce a portare il fuoco ardente dei nascondimenti, dei sotterfugi, dei ricatti, delle fedeltà e dei tradimenti, in questo capolavoro del genere. E se ai personaggi maschili della storia non resta che ribadire il cliché dell’onore e del coraggio, saranno le donne a rompere il cerchio dello stereotipo, per presentarsi con un inedito spessore di complessità, di abnegazione, di fedeltà dolorosa alla causa creduta giusta, anche quando essa costringa a sfiorare i confini dell’abisso, o persino a superarli.

Cristoforo Colombo. Il marinaio dei segreti Giulio Busi Mondadori In libreria il 14 luglio

Solitario, scontroso, testardo. Un eroe romantico, capace di superare ogni avversità. Un uomo volitivo, dotato di grande fascino personale. Un genio intrattabile, un formidabile parlatore e un cavaliere senza paura e, spesso, senza pietà. Cristoforo Colombo fu probabilmente tutto questo. Ma se fosse stato solo questo, la sua impresa sarebbe rimasta, al massimo, un romanzo di gesta, sullo sfondo di mari esotici. Non il viaggio transoceanico che ha cambiato per sempre la geografia e la storia del mondo. Chi era, allora, il grande Scopritore, il capitano «nato lanaiolo e morto ammiraglio del mare oceano»? Nella fantasia di dilettanti, complottisti e novellatori d’ogni genere, il «vero» Colombo è sempre qualcun altro. Dalla Galizia alla Catalogna, dal Portogallo alla Polonia, gli sono state attribuite infinite patrie, una più improbabile dell’altra. La distorsione biografica ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro. Proprio perché lui, l’uomo in carne e ossa, di cui ci parlano i documenti, ha avuto una vita strana, contraddittoria, segretamente fuori luogo. Cristoforo Colombo naviga da par suo. Quasi sempre evita le secche. Talvolta, fatalmente, s’arresta, si scontra, perde la rotta. E, con lui, sbagliano e s’arrestano quanti lo seguono e condividono la sua sorte. Perché, dietro l’eroe solitario, in realtà si stende una fitta rete di amicizie, protettori e investitori che puntano su di lui. Per svelare il «vero» Colombo, Busi dà vita a un racconto corale, vivace e multiforme, in cui spiccano i tanti personaggi che manovrano la storia come i marinai portano una nave. Alla passione e al coraggio, s’uniscono la violenza, la sopraffazione, il tradimento. Quello di Cristoforo Colombo è un mondo smisurato e aperto come il mare. E come il mare può essere minaccioso, estraneo, mortale. Negli ultimi decenni l’immagine del navigatore è stata rivisitata, criticata, attaccata per aver tradito, ridotto in schiavitù e sterminato gli indios che lo avevano accolto festosamente e pacificamente. Via i monumenti, via il suo nome da strade e piazze. Ma, «prima di condannarlo senz’appello, facciamolo almeno cominciare. Godiamo con lui l’ebbrezza della partenza, lasciamo che prenda il mare, aspettiamo che sogni il suo sogno».

Le cartoline di Leonardo Margherita Melani Prefazione di Alberto Angela In libreria il 14 luglio

Il racconto di viaggi e incontri di una mente straordinaria attraverso i suoi manoscritti. Oggi si può ancora scoprire qualcosa di nuovo su Leonardo da Vinci? È possibile svelare segreti finora inediti della sua mente straordinaria? Ebbene sì. La spiegazione sta nel fatto che Leonardo portava sempre con sé un taccuino perché, osservando il mondo, in ogni momento sentiva l’esigenza di prendere appunti e fare schizzi. È così che ci ha lasciato oltre 6000 pagine di manoscritti (o forse anche più, nel caso ci siano ancora fogli ignoti da scoprire, nascosti nelle biblioteche del mondo!) che sono una vera miniera, tuttora in larga misura inesplorata. Margherita Melani, acuta studiosa e attenta divulgatrice, intraprende in questo saggio appassionante un percorso che attraversa tutti i codici di Leonardo per entrare nelle pieghe della sua vita e del suo eccezionale ingegno. Per orientarsi in questo universo multiforme di disegni e scritti – su ogni argomento, dall’anatomia alle macchine, all’architettura, spesso giustapposti senza un apparente criterio e mischiati a note di vita quotidiana –, Melani sceglie il filo conduttore dei viaggi e dei luoghi visitati di persona, o anche solo con la fantasia, da Leonardo. Lo sorprendiamo così a Milano a buttar giù progetti per il Duomo. O avanti e indietro da Firenze, città amatissima con cui ebbe un rapporto sofferto e conflittuale. O ancora a Bormio, con montagne sempre piene di neve, dove vide nascere gli ermellini (forse arriva da qui quello che aveva ritratto tra le braccia di Cecilia Gallerani?). Stupefacenti sono le sue “cartoline”, schizzi di luoghi reali – dalla Valsesia alla Toscana – che gli ispirarono i suoi memorabili paesaggi. E come non innamorarsi del suo ingegno sempre affamato di smembrare la realtà, come faceva negli esperimenti anatomici, per capire cosa ci sia dietro un fenomeno come l’eruzione dell’Etna? Dunque, anche se sapete già molto sul “genio di Vinci”, aprite ugualmente questo libro: sarà Leonardo stesso a prendervi per mano e ad accompagnarvi nel suo mondo.

Memorie postume di Brás Cubas Machado De Assis Fazi editore In libreria il 16 luglio

Come è possibile intuire dal titolo di questo sorprendente romanzo, il narratore, Brás Cubas, è già morto. Non ha niente da perdere e può permettersi di raccontare la storia della sua vita senza preoccuparsi delle norme sociali o del giudizio dei suoi contemporanei; si dedica quindi alla stesura di queste sue “memorie postume” in barba a qualunque convenzione, non solo sociale, ma anche letteraria. Così, a cominciare dal suo funerale, si dipana l’esistenza di Brás Cubas: un’esistenza ordinaria, priva di particolari meriti o demeriti, vissuta tra i salotti dell’alta società carioca di metà Ottocento. Il protagonista-narratore non si esime dal raccontarci con autoironia ogni dettaglio della sua vita, senza tralasciare i suoi vizi e fallimenti: l’indulgente educazione borghese ricevuta in famiglia, le ambizioni politiche frustrate a causa della sua mancanza di determinazione, lo scarso interesse verso la possibilità di un buon matrimonio – ossessione, invece, di sua sorella Sabina –, la passione giovanile per una prostituta che lo porterà quasi alla follia, il grande amore per Virgília, sposata a un importante e onorevole membro del governo. E ancora, a inframezzare i ricordi, le elucubrazioni sul senso della vita, alimentate dalla filosofia “humanitista” inventata di sana pianta dal suo amico Quincas Borba. Alla luce degli eventi, soppesando gioie e dolori, rimpianti e momenti felici, Brás Cubas, dalla posizione privilegiata della sua tomba, non si sente in diritto di insegnarci alcunché, ma ci ricorda, con sagacia e spensieratezza, che in fondo l’unica vera disgrazia è quella di non essere mai nati.

La pellegrina Isabel San Sebastián Nord In libreria il 16 luglio

Oviedo, 827 d.C. Alla turbolenta corte delle Asturie, governata dal carismatico Alfonso II il Casto, giunge un messaggero con una notizia sconcertante: a occidente, nella terra alla fine del mondo, un eremita ha trovato un antico sepolcro dove sarebbero custoditi i resti di san Giacomo, l’apostolo che secondo la tradizione avrebbe portato la parola di Cristo in Spagna. Il vescovo del luogo si appella quindi ad Alfonso, difensore della cristianità contro i Saraceni, perché si rechi in quel luogo e accerti l’autenticità delle reliquie. Per donna Alana di Coaña, vedova dello scriba di corte, è un’occasione unica. Perché laggiù vive suo figlio, di cui non ha notizie da tre anni. Temendo che possa essergli accaduto qualcosa, Alana convince il re a portarla con sé, sebbene la presenza di una donna susciti non pochi sospetti tra i membri della carovana. E ancor di più ne susciterebbe se si venisse a sapere che Alana coltiva la passione per la scrittura e, ogni sera, dopo che tutti sono andati a dormire, redige in segreto un diario di viaggio, descrivendo i paesi che visitano lungo il cammino, i pericoli che affrontano e le sfide che si profilano all’orizzonte. Perché Alana ha intuito che, oltre al rischio di cadere nelle mani dei saraceni, ogni membro del gruppo ha un obiettivo nascosto da perseguire, e forse a essere in gioco è la vita stessa del sovrano. Quello che ancora non può immaginare, invece, è di essere destinata a diventare l’eccezionale testimone di un viaggio leggendario, che aprirà la via per il pellegrinaggio più famoso della cristianità: il cammino di Santiago di Compostela.

I diamanti di Eustace Anthony Trollope Sellerio Editore in libreria il 16 luglio

Lizzie Greystock, bella ed esuberante vedova dell’anziano Sir Florian Eustace, eredita la proprietà di famiglia, ma si rifiuta di separarsi dalla meravigliosa collana di diamanti dal valore inestimabile che secondo gli avvocati tocca al figlio di Sir Florian. Durante un viaggio a Londra Lizzie subisce un furto nella sua camera da letto; i ladri che le hanno rubato il portagioie non si accorgono però che dal cofanetto manca proprio la preziosa collana. La polizia dubita delle ambigue dichiarazioni della vittima e il romanzo ottocentesco si colora di giallo. Il terzo volume della serie Palliser è un’opera deliziosa e fluviale piena di colpi di scena.
   

La storia di Stella Fortuna che mori sette o forse otto volte Juliet Grames Harper Collins In libreria il 16 luglio

Ievoli, Calabria, anni Venti. Per Stella Fortuna la morte è sempre stata parte della vita. La sua infanzia è costellata di inaspettati, quasi mortali incidenti avvenuti nei modi più strani. Pentole di melanzane bollenti, porte che sembrano stregate, animali impazziti… Tutte le volte, Stella è stata davvero troppo vicina alla morte. Anche la madre è convinta che sua figlia sia sotto l’influenza del malocchio. Nel piccolo villaggio in cui vivono, Stella è considerata strana perché è bellissima e intelligente, eppure sfrontata e fredda come il ghiaccio. La ragazza usa tutta la sua forza per proteggere Tina, la sorellina, molto più debole e meno dotata di lei. Ma il carattere indomito di Stella provoca le ire del padre Antonio, un uomo che pretende assoluta obbedienza dalle donne, e il cui più grande apporto alla famiglia consiste nella sua prolungata assenza. Quando i Fortuna, poco prima della Seconda guerra mondiale, decidono di emigrare, Stella e Tina devono affrontare insieme l’ostilità del Nuovo Mondo. E Stella capisce che dovrà combattere la sua stessa famiglia per essere indipendente. Ma nessuno sopravvive a così tante quasi morti senza un motivo… Juliet Grames, ispirandosi alle vicende della sua famiglia, di origini italiane, ha scritto un esordio che è una piccola gemma, venduto in quindici paesi nel mondo. Una saga familiare tra Vecchio e Nuovo Mondo intrisa di realismo magico e con una protagonista indimenticabile che ha stregato stampa e librai indipendenti. Un’epopea travolgente. Una storia di sorellanza, segreti inconfessabili e sogno americano. Una donna che combatte con tenacia contro il suo stesso destino.

Archimede. Il matematico che sfidò Roma Francesco Grasso Mondadori In libreria il 21 luglio

Nel III secolo a.C. il Mediterraneo è lo scenario dello scontro tra le “grandi potenze” dell’epoca: Roma e Cartagine. In mezzo, chiave strategica per la vittoria, la Sicilia, con la sua polis più fiorente, Siracusa. Occupata da Roma dopo la Prima guerra punica, la città si è ribellata ai conquistatori e si è alleata con Annibale. A capo di poderose legioni e di una nutrita flotta, il console Marco Claudio Marcello si lancia alla riconquista di Siracusa, certo di ridurla alla resa in pochi giorni. Ma si sbaglia. A dargli filo da torcere è un anziano cittadino siracusano, un vecchio canuto con la mente persa in mondi tutti suoi: Archimede, uno dei più grandi geni mai esistiti. Matematico, fisico, ingegnere, nonostante l’età avanzata ideò e costruì un gran numero di sorprendenti macchine da guerra, che per oltre due anni, dal 214 al 212 a.C., riuscirono a fermare l’assedio romano. Ma il talento di quell’uomo straordinario è in grado di fermare la forza bellica dell’Urbe in piena ascesa? A raccontarci la vicenda umana e intellettuale di Archimede – e insieme l’epopea della sua città in un momento cruciale della storia del Mediterraneo – è Dinostrato, schiavo e discepolo del Maestro, che gli sarà fedele fino alla morte. E oltre.

Operazione Raspberry Simon Parkin Rizzoli In libreria il 21 luglio

Nel 1941 gli Alleati stanno perdendo la guerra, almeno nell’Atlantico. Migliaia di navi partono dal Nord America cariche di rifornimenti per il Regno Unito, ma viveri e munizioni non arrivano a destinazione: i convogli vengono sistematicamente intercettati e distrutti dagli U-Boot, i temibili sottomarini dei nazisti. La Gran Bretagna è ormai allo stremo, ma il primo ministro Winston Churchill non vuole che la popolazione ne sia informata. I vertici politici e militari mentono sul numero di imbarcazioni affondate e su quello dei morti, pur sapendo che manca poco alla resa. Questione di mesi; di settimane, forse. Poi, agli inizi dell’anno successivo, qualcosa cambia. Dieci giovani donne – la più piccola ha solo diciassette anni – agli ordini di un capitano in congedo della Marina danno vita alla Western Approaches Tactical Unit: un’unità segreta incaricata di arginare gli attacchi dei sommergibilisti tedeschi. Come? Attraverso simulazioni e giochi di guerra. A Liverpool, quelle eroine dimenticate passano giorni e notti a studiare le tattiche degli U-Boot assieme al loro ufficiale per scoprire come ribaltare le sorti del conflitto nell’oceano, e forse nel mondo intero.Attraverso una narrazione che non ha nulla da invidiare a un romanzo, Simon Parkin ricostruisce una delle vicende meno note della Seconda guerra mondiale, mai raccontata con così tanta attenzione e cura. La resa vivida di protagonisti e situazioni trascina il lettore nel mezzo dell’azione, trasportandolo su una scialuppa fra le onde, dentro lo scafo di un sommergibile in immersione o al tavolo coperto di mappe su cui fu combattuta la più imponente e importante partita a battaglia navale della storia: l’Operazione Raspberry.

La guerra del Peloponneso. La storia del più grande conflitto della Grecia classica Donald Kagan Mondadori In libreria il 21 luglio

Per quasi trent’anni, alla fine del V secolo a. C., l’Impero ateniese si scontrò con l’alleanza spartana in una terribile guerra da cui il mondo greco e la sua civiltà uscirono per sempre mutati. La guerra del Peloponneso fu, nel suo contesto storico, l’equivalente dei conflitti mondiali del XX secolo. Conflitto di una ferocia senza precedenti, violò per la prima volta il tradizionale codice bellico sfondando la linea sottile che separava la civiltà dalla barbarie. Donald Kagan, uno studioso di storia del mondo classico, rilegge questo momento di svolta per la civiltà occidentale attraverso la ricostruzione dettagliata e appassionante di alcune tra le più famose campagne militari dell’antichità.

 

La guerra del Pacifico. Storie di uomini e portaerei nella seconda guerra mondiale 1941-1945 Sergio Valzania Mondadori In libreria il 28 luglio

Tra le epopee del mare c’è quella delle portaerei. Le navi più potenti mai costruite sono state protagoniste di una sola guerra: quella combattuta con ferocia nell’oceano Pacifico tra giapponesi e americani dal 1941 al 1945. Il Mar dei Coralli, Midway, le Salomone orientali, l’arcipelago di Santa Cruz e le Marianne furono il teatro del conflitto che si risolse in uno schiacciante predominio degli Stati Uniti aprendo loro la strada per la vittoria. I marinai e i piloti imbarcati su Saratoga , Lexington , Yorktown , Enterprise e Hornet si opposero con determinazione e spirito di sacrificio allo strapotere dei giapponesi nei primi mesi di guerra, bloccando la loro avanzata e dando a un apparato industriale dalle possibilità immense il tempo di intervenire nella lotta. Se la madre di tutti gli errori giapponesi fu la decisione di sfidare gli Alleati in una guerra assolutamente impari sul piano dei materiali, il secondo gravissimo sbaglio consistette nell’attaccare Pearl Harbor nel momento in cui non erano presenti le portaerei americane, mancando di fatto l’annientamento della forza nemica. Con metodo e partecipazione, Valzania racconta un frammento di una delle grandi tragedie del secolo passato e ne presenta uomini e mezzi − gli ammiragli delle due flotte, le navi, i marinai, gli aviatori e gli aerei −, valuta le scelte fatte, l’eroismo, la disponibilità al sacrificio, le capacità strategiche e l’intuito tattico dei protagonisti, presenta le azioni e i comportamenti delle personalità di spicco che vi parteciparono nei ruoli più diversi. Dall’ammiraglio Yamamoto, ucciso in un agguato tesogli dall’aviazione americana, ai futuri presidenti degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, che portò in salvo il motorista della sua motolancia affondata dai giapponesi nuotando per oltre cinque chilometri, e George Bush, in servizio come pilota di marina e recuperato da un sommergibile americano dopo ore di attesa in acqua a seguito dell’abbattimento del suo aereo.

La regina senza corona. Il romanzo di Margherita D’Asburgo Lisa Laffi Tre60 In libreria il 28 luglio

1483: Margherita ha solo tre anni quando il padre, Massimiliano d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, la promette in sposa a Carlo VIII per porre fine ai contrasti tra francesi e fiamminghi. Nello splendido castello di Amboise, la duchessa cresce spensierata, ma a undici anni, quando Carlo VIII stipula per sé un accordo matrimoniale più vantaggioso, Margherita si rende conto di essere stata solo una pedina sul grande scacchiere europeo. Non le rimane che tornare nelle Fiandre, dove mette anima e corpo nella sua passione principale, l’arte, e conosce Konrad Meit, scultore di cui si innamora perdutamente. L’idillio però dura poco, perché l’imperatore sta già intessendo una nuova alleanza matrimoniale, che la porterà a indossare la corona di Spagna. Nuovamente lontana da casa, Margherita trascorre un periodo felice con il marito, il Principe delle Asturie. Ma l’uomo è fragile e malato, e pochi mesi dopo il matrimonio la ragazza è vedova e deve nuovamente tornare a casa… Grazie al suo vecchio grande amore, Konrad Meit, e all’arte, Margherita lentamente ritrova la serenità. Ora sa che una donna può essere artefice del proprio destino, e sceglie di essere “sovrana” in campo artistico, stando accanto all’uomo che ama e diventando mecenate di decine di artisti in tutta Europa.

L’ospedale dei bambini Andrea Casavecchi Rizzoli In libreria il 28 luglio

1869-2019 Una storia che guarda al futuro 150 anni del Bambino Gesù di Roma L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nasce da un regalo. Quello di quattro bambini che, il 25 febbraio 1869, donano alla madre, per il suo compleanno, il loro dindarolo, il salvadanaio nel quale custodiscono i propri risparmi. Vogliono esaudire un suo desiderio: dare un ricovero ai piccoli malati di Roma che non possono permettersi cure adeguate. La donna è la duchessa Arabella Fitz-James Salviati, e il tenero gesto dei suoi figli è il seme che farà fiorire l’iniziativa della famiglia: il 19 marzo dello stesso anno apre a Roma il più antico ospedale pediatrico d’Italia. La prima sede è in una semplice stanza al numero 12 di via delle Zoccolette, sulla sponda sinistra del Tevere; la cura dei bimbi è affidata a due soli medici e la gestione dell’accoglienza alle suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Circa vent’anni più tardi l’ospedale si trasferisce al Gianicolo, occupando parte del convento di Sant’Onofrio, e nel 1924 è donato al papa per dare continuità e stabilità a una struttura diventata nel frattempo ampia e importante.Ma la storia dell’ospedale non si limita ai rapporti tra benefattori, medici, pazienti e Chiesa; essa si intreccia infatti con quella del nostro Paese – i primi anni dell’Unità d’Italia, i Patti lateranensi, le due guerre mondiali – e con l’evolversi della medicina: la trasformazione della pediatria, la riforma del Servizio sanitario nazionale, l’internazionalizzazione della comunità scientifica, l’umanizzazione delle cure… Oggi la comunità del Bambino Gesù guarda al domani come ospedale dei figli del mondo, coniugando ricerca scientifica e assistenza sanitaria con l’attenzione alla persona e l’impegno nella cooperazione internazionale. Grazie al racconto accurato e coinvolgente di Andrea Casavecchia, questo volume ci porta dunque alla scoperta di una delle eccellenze assolute del nostro Paese, la cui vicenda ci parla della nostra storia e ci proietta al contempo nel futuro.

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