Trama Erano tante, erano belle, erano – soprattutto – tanto… in ombra: l’ombra di Federico II che si stendeva grandiosa su tutte le donne che lo incontrarono, lo amarono, lo resero immortale. Recensione a cura di Maria Rita Truglio Questo mio viaggio alla scoperta di Federico II di Svevia sembra non avere un capolinea e ogni singola biografia letta ha aperto parentesi che aspettano di essere chiuse. Stavolta però sentivo il bisogno di un libro che uscisse un po’ dallo schema biografico, che mi aiutasse a riempire alcune lacune e che spiegasse la figura dell’imperatore anche da un’altra angolazione. Ho trovato un buon aiuto in questo scritto di Bianca Tragni che, lente di ingrandimento alla mano, ci fa osservare da vicino la vita delle donne che direttamente e indirettamente hanno fatto parte della vita dello svevo. Dalle mogli alle amanti, dalle nuore alle figlie è un excursus a 360 gradi. “L’universo femminile di Federico II è l’universo femminile del Medioevo” non poteva essere detto in altro modo. Pur essendo donne ai vertici della società del tempo erano sempre relegate al ruolo di genitrici e per Federico la continuità della stirpe era tra le cose più importanti. In barba quindi alla retorica cavalleresca, la loro fu una condizione di subordinazione e purtroppo molto spesso di infelicità. Come non citare a tal proposito Jolanda di Brienne che per Federico significava l’acquisizione della corona di Gerusalemme. Era infatti la figlia di Giovanni V di Brienne e di Maria di Monferrato regina di Gerusalemme. La sposò che aveva quindici anni (lui 31), tre anni dopo la morte della prima moglie Costanza d’Aragona, e si dice che a colpirlo non fu la futura sposa ma una sua cugina: Anais era questo il nome della donna con cui passò la prima notte di nozze umiliando la moglie e aizzando le ire del padre. Da lei ebbe il tanto agognato erede maschio che chiamò Corrado. Il parto fu mortale per la piccola e fragile Jolanda e a niente valsero i messaggi inviati a Federico per averlo al capezzale della moglie. Se la notizia della morte di Costanza d’Aragona lo toccò nel profondo tanto da partire immediatamente e dalla Puglia raggiungere Catania, non si può certo dire che la reazione alla morte della seconda moglie fu di sentito cordoglio.
La sposa infelice, che era stata per soli tre anni moglie del grande Imperatore, ebbe un modestissimo sepolcro
“E alla fine, la vicenda umana, spesso tristissima, di queste piccole grandi donne aristocratiche, ridimensiona un po’ anche la grandezza dei loro uomini” ed è vero. Federico fu senza dubbio un uomo illuminato per quegli anni, di mente aperta, e lo risulta anche oggi, ma per altro fu davvero un uomo del suo tempo. Ed è con questa ottica che va giudicato a mio parere. L’autrice ne traccia proprio un profilo ben definito perché è inevitabile che a scrivere di queste donne, del loro destino, si vada a evidenziare anche il modo di essere del sovrano. E non solo. La vita di ogni singola donna presente in questo libro ricostruisce anche la storia dell’Europa del tempo influenzata senza dubbio dalle loro scelte e dalle scelte che lo svevo prese per loro. Ed è veramente impressionante leggere gli intrecci politici di cui erano pedine. Tutto questo viene descritto senza alcun preambolo. Dopo una breve introduzione siamo subito catapultati nell’universo tutto al femminile che l’autrice ci regala e ciò mi ha permesso di conoscere anche figure nuove. Prima fra tutte Ildegarda di Egisheim che viene considerata la capostipite della dinastia Sveva.
Anche per questo lui andò a rendere omaggio alla sua ava e a rendere imperiale la sua città: Ildegarda, col suo corpo e con la sua anima, cioè con le virtù morali e culturali della sua persona che ha trasmesso ai suoi discendenti, è la grande progenitrice di re e imperatori tedeschi Hoenstaufen
Quindi mettiamo da parte le epiche battaglie che hanno caratterizzato la vita di Federico e dimentichiamo la sua lotta al papato. Qui le vere protagoniste sono eroine inconsapevoli divenute icone di un’epoca che non ha dato loro il giusto rilievo. Vedi Costanza d’Altavilla troppo spesso ricordata solo per essere progenitrice dell’imperatore e quasi mai per il suo coraggio e la sua abilità in politica. Delineandone i profili la Tragni ha dato loro la possibilità di emergere dai meandri della storia che le ha messe da parte. Non c’è nessun artefatto nella sua scrittura semplice e chiara, come semplici e trasparenti erano queste donne che non hanno bisogno di artificiosità per essere descritte. E per chiudere il cerchio di questa narrazione, l’autrice fa notare come la vita possa essere veramente beffarda. Come scritto prima, per Federico era di vitale importanza la discendenza maschile che per vari eventi catastrofici andò perdendosi negli anni. E ironia della sorte fu proprio la discendenza femminile a portare avanti il suo nome nella seconda metà del duecento: proprio quelle donne da lui poco considerate infusero ai loro figli “parte del suo genio”  portando avanti la sua eredità. Donne coraggiose che dall’ombra sono state capaci di grande cose e che in silenzio hanno vinto dove Federico ha perso. Probabilmente la loro più grande rivincita. Copertina flessibile: 184 pagine Editore: Adda (1 gennaio 2012) Lingua: Italiano ISBN-10: 8867170473 ISBN-13: 978-8867170470 Link di acquisto cartaceo: Tutte le donne dell’imperatore

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