Articolo a cura di Laura Pitzalis Quanti di voi in questo momento, mentre leggono quest’articolo, stanno masticando un chewing gum? Si dice che al mondo se ne consumino circa venticinque mila tonnellate ogni anno! Le mastichiamo per ore con calma o in modo frettoloso, per gusto, moda, per concentrarci, a volte per motivi di salute, ci divertiamo a fare le “bolle”. Masticare una gomma, un’azione che compiamo con indifferenza, in modo automatico tanto che la scienza non è ancora riuscita a capire il perché lo facciamo, sicuramente in parte per calmare lo stress o la fame. Ma chi ha inventato la gomma da masticare? E quando? In Italia quest’affascinante snack spezza-fame e anti-ansia è arrivato, grazie agli americani, alla fine della seconda guerra mondiale. I soldati lo distribuirono con lo scopo di aiutare la popolazione ad alleviare la fame, in un periodo di grande carestia. Si cominciò quindi a parlare di questo confettino colorato, contribuendo alla sua diffusione. Da questo fatto, nell’immaginario collettivo, si tende a credere che la gomma da masticare sia una recente invenzione americana, invece ha un’origine antichissima, tanto che il termine “masticare” deriva dalla masticha, una gomma resinosa ottenuta dal lentisco dell’isola greca di Chios, di cui parlò anche Ippocrate 2.400 anni fa, caratterizzata da un sapore inizialmente amaro, ma poi rinfrescante per l’alito. I Maya, oltre duemila anni, fa iniziarono a raccogliere la linfa dell’albero Sapodilla praticando delle incisioni a zig-zag sulla sua corteccia e facendola confluire in contenitori posti alla base del tronco, unendola poi a un catrame aromatico e ottenendo quello che nella lingua Nahuatl era chiamato tzictli, termine per indicare una “cosa appiccicosa“, da cui deriva il termine “cicles”, “cicca”. Dopo l’essiccazione, la gomma veniva utilizzata per pulire i denti o inibire la fame durante i rituali del digiuno. La prima gomma da masticare “moderna” fu messa in vendita nel 1848 dallo statunitense John B. Curtis: era un miscuglio di resina d’abete rosso e cera d’api, una ricetta già usata da tempo dai nativi americani. Il primo brevetto per la produzione è stato registrato nel 1869, negli Stati Uniti, da un signore di nome Amos Tyler che però, pare, non mise mai il progetto in cantiere. A rilevarlo e a mettere in commercio le prime gomme da masticare fu un dentista dell’Ohio, William Finley Semple: pensate fra gli ingredienti di queste gomme c’erano anche il carbone e il gesso e nessun aroma alimentare. I primi chewing gum aromatizzati arriveranno solo nel 1871: primo gusto disponibile, la liquirizia. Tempo qualche anno e negli Usa scoppia la mania della gomma da masticare, con nuovi gusti e nuovi produttori che si facevano pubblicità attraverso i giornali. Il chewing gum si diffuse nel mondo attorno al 1920: ma la moda di masticare gomma non piacque a tutti. In alcuni paesi come la Gran Bretagna ne fu vietata l’importazione anche per resistere all’americanizzazione dei costumi. Oggi non cercate chewing gum a Singapore: sono banditi dal 1992 per prevenire i possibili problemi d’inquinamento ambientale. Decisione che ritengo molto saggia se pensiamo alle gomme masticate e buttate per terra dagli incivili che causano la morte di tanti uccelli, una morte lenta perché una volta mangiata non riescono più a nutrirsi o bere, e anche alla spesa per la loro rimozione dalla pavimentazione stradale che è pari a dieci volte il costo del prodotto! Qui nel mio articolo ho usato vari sostantivi per indicare la gomma da masticare: chiclets, chewing gum, cicca, gomma … Sapete che secondo l’Accademia della Crusca, in Italia, esisterebbero ben quattordici varianti diverse del nome? Eccole: Ciuìngam: in tutta la Toscana e anche a Catania Ciunga: in Sicilia e Trentino Alto – Adige Ciunghe: a Verona Ciùingam: tra Liguria ed Emilia Romagna ma anche a Sassari Cingomma: in gran parte dell’Italia centrale, meridionale e in Sardegna Ciringumma, Cilingumme, Scingomma: varianti diffuse soprattutto in Toscana e a Sassari. Gingomma: in Calabria Cicca: in Lombardia, in Emilia Romagna e in alcune zone del Piemonte Ciungai: a Genova Masticone: ad Arezzo Masticante: a Messina Cicingomma e Cincingomma: forme ricorrenti al nord Gigomma o Caramella a molla: in Campania e Basilicata Ciuca: nel Cilento Cicles: in Piemonte ed Emilia Romagna Confermate? Prima di chiudere vorrei farvi una confessione… Io la cingomma (sono sarda!) la consumo rarissimamente e non mi piace vederla masticare in modo volgare e maleducato soprattutto in ambienti non consoni. Fonti https://www.focus.it/cultura/curiosita/cose-che-forse-non-sai-sul-chewing-gum https://primochef.it/modi-di-chiamare-gomma-da-masticare-regione-per-regione/lifestyle/?refresh_cp https://www.marieclaire.com/it/food/a25679829/storia-del-chewing-gum/

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