Trama Secondo un giudizio storico largamente condiviso, la cosiddetta «età giolittiana» è tra le più felici e progressive della nostra storia e il suo artefice, Giovanni Giolitti, è da considerarsi il massimo statista italiano dopo l’unificazione. In questa importante e attesa biografia, frutto di quarant’anni di studi, Aldo Mola si sottrae alla tentazione di risolvere Giolitti nell’età cui dette il nome per consegnarci il ritratto vivo e complesso di un personaggio nuovo e diverso da quello che tanti di noi credono di conoscere. Recensione a cura di Maria Rita Truglio
La vita politica è una gran brutta vita. Io vi entrai senza volerlo; ma dovessi rinascere un’altra volta, piuttosto mi farei  frate; e sono molto contento che nessuno dei miei figli, né dei nipoti sia entrato o accenni menomamente al proposito di entrarvi
Così scriveva Giolitti nelle sue memorie, una volta fuori dalla vita politica. Anche se fuori da essa non lo è mai stato del tutto. Era il 1927. Ma in realtà nel “io vi entrai senza volerlo” c’è molto di più e Aldo A. Mola ce lo svela attraverso un accurato e ricercato studio della vita politica e personale dello statista italiano. Annullando definitivamente la distanza che ci separa da circa un secolo e mezzo di storia passata, l’autore ci catapulta fin dalle prime pagine ad un presente che vede la nascita di Giolitti nel 1842. Pagina dopo pagina assistiamo alle esperienze più importanti della sua vita: dal diploma, alla laurea fino alla sua entrata in politica. Quando nel 1882 Agostino Depretis (allora presidente del Consiglio) lo nomina Membro del Consiglio di Stato, comincia la sua vera e propria sfida politica. Ne esce il ritratto di un uomo deciso, non avvezzo a giri di parole a cui preferisce decisamente i fatti. E’ un periodo di transizione per l’Italia, l’Unità da poco raggiunta porta con se ancora un’instabilità che deve essere sanata.  Secondo lui “per  valutare occorreva vedere” .  E così fece. Visitò le maggiori città italiane fino a sbarcare a Messina . Fervente monarchico, credeva che la monarchia “costituisse la base di cui il paese aveva bisogno per non sfasciarsi  sotto la spinta di animosità antiche”
[…] io sono convinto che nulla le istituzioni monarchiche  hanno da temere della trasformazione sociale a cui assistiamo, poiché a tutte le legittime esigenze del mondo moderno esse sono in grado di provvedere assai meglio di qualsiasi altra forma di governo
Intervallata dalla trascrizione di documenti personali come le lettere scritte alla moglie Rosa o alla figlia Enrichetta, la narrazione procede fra salti temporali, essenziali per comprendere meglio gli avvenimenti.  Diventa quasi corale per le personalità incontrate e un groviglio di eventi caratterizzerà questi suoi anni, che saranno nominati età giolittiana. Impegnato nella modernizzazione industriale, economica e culturale del Paese, aspirava “alla creazione”  degli Italiani. E fu dopo il terremoto che colpì Messina e Reggio Calabria nel 1908 che per la prima volta li vide. Mai come allora aveva percepito quella intensa collaborazione che univa l’intera penisola.  Ormai Ministro dell’interno fu in prima linea sull’organizzazione dei soccorsi.
Ho molto da fare come puoi  immaginare, ma ho la consolazione di vedere che il mio lavoro non è inutile e che nel disastro, senza precedenti nella storia, si riesce ormai a provvedere con qualche efficacia ai superstiti
Eppure non è solo di Giolitti che abbiamo notizia in questa opera di Mola. Tramite il riflesso  dello statista  ci viene descritto anche il popolo italiano di allora. E lo fa attraverso le varie riforme indette in quel periodo come quella del suffragio universale (maschile) introdotto con la legge del  1912. È un libro che rispetta i tempi del lettore, soprattutto per chi come me mastica poco la politica. Ed è questa la sua forza. Ti induce a maggiore riflessione e a seguire passo per passo ogni singola decisione che ha portato a cambiamenti  nella gestione del Paese. La prosa è fluida, gli avvenimenti spiegati  chiaramente e quando la narrazione plana su fatti decisivi ti scopri persuasa a voler conoscere il resto come se non si conoscesse l’esito . È interessante scoprire particolari ignoti e ancora di più leggerne approfondimenti. Vivi in tempo reale le stesse sensazioni  di Giolitti, le stesse frustrazioni che spesso lo hanno portato a prendere decisioni non proprio consone al suo pensiero.  Esempio fra tutti la decisione di sostenere la carica di Mussolini a Presidente del Consiglio nel 1922 (passerà all’opposizione nel 1924). Scelta che gli costò la fiducia dei socialisti che lo incolparono di poca coerenza nei confronti della democrazia.
Ah! Ma voi socialisti non potete, proprio voi, parlare di coerenza… voi socialisti, ve l’ho sempre scritto e oggi  ve lo ripeto, siete stati sempre senza coraggio, e per questo non siete andati al governo
Di quest’uomo, Giovanni Giolitti, forse non si parla abbastanza.  Che piaccia o meno, tra errori e gloria, è stata una figura importante del panorama politico italiano. E questo libro e più di una semplice biografia personale. A mio parere è anche la biografia di un’epoca vista attraverso un uomo che l’ha vissuta.  L’autore ha fatto molto di più che presentarci un personaggio storico. Lo ha completamente distaccato da inutili etichette che negli anni hanno aderito alla sua figura, privilegiando come scritto nell’introduzione, gli aspetti inediti per farlo meglio conoscere. E Il senso dello Stato è servito.   Formato: Formato Kindle Dimensioni file: 1288 KB Lunghezza stampa: 623 Editore: Rusconi Libri (12 luglio 2019) Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. Lingua: Italiano ASIN: B07V4SQR8S Link acquisto ebook: Giolitti. Il senso dello Stato  

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