Cari lettori, continuiamo ad arricchire la nostra rubrica #intervistailblogger! Uno spazio in cui incontriamo i blogger come noi, che gestiscono un bookblog, che hanno la passione per i libri, le storie, gli autori e più in generale la parola stampata. Oggi siamo in compagnia di Eleonora Ippolito del blog “Blog semiserio di una lettrice compulsiva” Eleonora Ippolito nasce agli albori dei mitici anni Ottanta in una piccola città pugliese dove cresce sognando di essere altrove, affinando così la sua immaginazione che le permette di evadere dalla sua piccola realtà. Quando scopre per puro caso la magia della lettura, vi si tuffa con passione, passando le sue giornate tra studio, lettura e scrittura di piccoli racconti e dialoghi ovunque vi sia uno spazio bianco da colmare. Racconti e dialoghi che però lei tiene per sé. Trascorre così la sua adolescenza solitaria e, dopo la maturità, decide di intraprendere una facoltà umanistica, alternando studio, lavoro, lettura e soprattutto scrittura. Dopo la laurea in Storia, trova finalmente il coraggio di far leggere e pubblicare i suoi scritti e inizia a collaborare con varie testate locali. Inizia poi a lavorare in vari settori, fino ad approdare nel settore comunicazione, dove lavora ancora oggi come freelance. Nel frattempo, vince alcuni concorsi letterari e nel 2019 pubblica il suo primo romanzo, “Un passo avanti e poi un altro”, con la Casa Editrice Delos Digital. Continua a leggere molto, ma il suo essere da sempre una lettrice solitaria la spinge nel 2018, quasi in maniera terapeutica, a realizzare un blog di recensioni letterarie dal taglio ironico, dove racconta delle sue letture con leggerezza. Inizialmente lo fa soprattutto per se stessa, poi anche per promuovere autori esordienti e per consigliare letture. Oltre ai romanzi, ama i gatti, i viaggi, i musei, i dolci, la musica. E il mare, soprattutto il mare. Buongiorno Eleonora, e grazie mille per aver accettato questa intervista per il blog TSD. Buongiorno e grazie a voi per lo spazio che mi concedete con questa intervista. Cercherò di non annoiarvi troppo, promesso. Il tuo blog ha un nome decisamente particolare: “Blog semiserio di una lettrice compulsiva”. Vuoi spiegarci cosa intendi e che taglio hai dato alla gestione del tuo sito? Il “Blog semiserio di una lettrice compulsiva” è essenzialmente un sistema per me del tutto terapeutico per evitare di parlare di libri con il tostapane o il frigorifero, come facevo prima di creare il blog. Sono sempre stata una lettrice compulsiva, ma nella realtà mi è sempre mancato qualcuno con cui parlare delle mie letture… e il tostapane e il frigorifero, così come gli altri elettrodomestici, non sembravano apprezzare granché i miei vaneggiamenti letterari, quindi mi sono dovuta organizzare in maniera alternativa. Il mio è in sostanza un blog di recensioni letterarie dal taglio ironico, leggero, adatto sia ai forti lettori sia a chi magari non legge troppo spesso, ma solo perché ha bisogno dei giusti suggerimenti per trovare i libri per sè. Cerco quindi con le mie recensioni di divertire il lettore e di invogliarlo alla lettura. Se non ci credete, date pure un’occhiata! Non amo gli asettici copia e incolla, perciò sul mio blog non troverete le classiche segnalazioni con sinossi e informazioni sull’autore, ma solo recensioni di romanzi meno noti e anche valutazioni di qualche raccolta poetica. Le trame sono da me riassunte con ironia e i miei giudizi sono perlopiù obiettivi, anche se ammetto di avere un occhio di riguardo per quanto riguarda gli esordienti. Dal punto di vista grafico potrei migliorarlo, lo so, ma al momento preferisco occupare il mio poco tempo libero leggendo e scrivendo recensioni. La lettura e la scrittura hanno sempre avuto per me la priorità. Il resto può aspettare. Mentre il sottotitolo del blog è “Diario di una (aspirante) scrittrice incompresa”. Hai scritto dei libri? Vuoi parlarcene? Sì, certo. Dopo mille tribolazioni e stridor di denti, il 15 gennaio 2019 ho pubblicato il mio primo romanzo, di genere narrativa, dal titolo “Un passo avanti e poi un altro”, edito dalla Delos Digital di Milano. Non è un romanzo storico, sia chiaro, ma le sue tematiche di forte attualità relative al precariato, all’attuale condizione della donna, alla depressione, ai conflitti generazionali e alle difficoltà relazionali possono essere quasi considerate uno spaccato di questi tempi incerti per molti giovani come me (e dopo questa terribile emergenza sanitaria, credo sarà anche peggio). Oltre a leggere di continuo, poi, ho sempre scritto tantissimo. Negli ultimi dieci anni, in particolare, ho scritto per varie riviste e giornali locali e, tempo fa, ho anche pubblicato, con una casa editrice di Firenze, una raccolta di racconti brevi che però attualmente è fuori catalogo. Ho poi vinto vari concorsi letterari ed è solo grazie a tutto questo che ho trovato un bel giorno il coraggio di inviare alle CE il manoscritto che ho pubblicato un anno fa. Ma nonostante questo, sarebbe presuntuoso definirmi scrittrice – gli scrittori veri sono altri -, da qui la dicitura “(aspirante) scrittrice incompresa”. Incompresa nel senso che quasi nessuno mi capisce, e a ragione… del resto, come si fa a capire una che parla con gli elettrodomestici ignorando del tutto il potere consolatorio di una bella chiacchierata col divano? Come selezioni i libri che saranno recensiti sul tuo blog? Solitamente recensisco soprattutto lavori di autori esordienti, loro per me hanno la priorità. Alcuni romanzi li scelgo personalmente, magari durante i miei solitari vagabondaggi virtuali alla ricerca di nuove letture. No, non perché non ho nulla da leggere – ho sicuramente più libri da leggere che vestiti e scarpe! -, ma solo perché sono un’accumulatrice seriale di romanzi da leggere (e vi assicuro che prima o poi tutti hanno il loro momento di gloria, nessuno viene da me ignorato!). Talvolta, invece, ricevo richieste dagli autori che mi scrivono in privato… e in quel caso non sono mai capace di dire di no! Ma oltre agli autori esordienti, in contemporanea leggo anche i classici, i bestseller, e qualche volta mi permetto di recensirne qualcuno. Non ho un genere preferito, leggo di tutto. Be’, forse ho qualche problema con la letteratura rosa e il genere erotico tanto in voga, che io proprio non riesco a leggere. Ma per il resto, sono una lettrice onnivora. Come deve essere un libro per colpirti veramente? Domanda difficilina… Diciamo che deve principalmente riuscire a trasmettermi emozioni, deve essere in grado di farmi viaggiare con la mente, deve condurmi a una immedesimazione efficace con personaggi che siano credibili, deve farmi sognare e riflettere e, infine, deve riuscire a mettere in ordine pensieri che spesso a malapena so di avere, creando nuovi punti di vista e regalandomi nuove informazioni utili per osservare e affrontare il mondo in maniera obiettiva. Insomma, un libro, per colpirmi davvero, deve in qualche modo arricchirmi. Ti è mai capitato di dover recensire negativamente un libro? Come ti comporti in questi casi con l’autore o la casa editrice? Come dicevo prima, le mie recensioni sono obiettive, sincere. Questo però non significa che, se il libro non mi è piaciuto del tutto, io mi metta a insultare la gente! Se il romanzo ha dei punti secondo me di debolezza o da rivedere, lo segnalo, analizzando con cautela e gentilezza gli aspetti che, a mio avviso, potrebbero migliorare. Esprimo sempre il mio parere con garbo, consapevole che si tratta solo del mio punto di vista, cioè del punto di vista di una semplice lettrice che si permette di dire la sua sulle fatiche letterarie degli altri. So quanto lavoro c’è dietro un romanzo, so che le recensioni sono una fase molto delicata, soprattutto per un autore esordiente. Cerco quindi, soprattutto in quest’ultimo caso, di sottolineare anche gli aspetti del romanzo che ho gradito, di evidenziarli. Se poi il mio parere su un determinato lavoro è parecchio negativo, preferisco non pubblicare la recensione o scrivere in privato a chi mi ha richiesto la recensione… ed essere così allegramente insultata in maniera del tutto riservata! Nella settimana dal 23 al 27 Marzo hai partecipato insieme a TSD al blog tour per il libro “L’usurpatore” di Emanuele Rizzardi. Era la tua prima esperienza in un blog tour? Come ti è sembrata? La ripeteresti se ci fosse la possibilità? Ho partecipato un paio di volte a dei review tour ed è stata un’esperienza che mi è piaciuta. Mi piace scrivere, certo, ma mi piace anche confrontarmi con gli altri e imparare da loro per migliorarmi. Ed è esattamente quello che è successo con questo blog tour! È stata la mia prima esperienza di questo tipo – e la mia prima esperienza in assoluto con il gruppo Thriller Storici e Dintorni – ed è la prima volta che non scrivo una recensione vera e propria, dedicandomi invece all’analisi del personaggi. E devo dire che è stata una bella esperienza perché ho imparato qualcosa di nuovo, cercando al contempo di far conoscere il mio piccolo e bizzarro mondo semiserio a qualche membro di questo interessante gruppo di appassionati di storia come me. Sì, sarebbe un’esperienza che mi piacerebbe ripetere, tempo libero risicato permettendo. Cosa pensi del mondo editoriale di oggi? Penso che sia una giungla, soprattutto per un esordiente che si affaccia per la prima volta, ignaro, su questo fantastico mondo pieno di contraddizioni. Ed è meglio che io mi fermi qua perché altrimenti potrei scrivere una bella Divina Commedia piena di vicende ai confini della realtà dove Inferno, Purgatorio e Paradiso si mescolano e confondono tra loro. E spero solo che Dante non me ne voglia per quello che ho appena scritto. Hai un sogno nel cassetto che vorresti raccontarci? Sì, avere capelli bellissimi come quelli delle principesse Disney e mangiare cioccolato in quantità aberranti senza mai ingrassare. No, va bene, scherzo! In realtà i miei sogni nel cassetto sono lì nascosti assieme ai romanzi e alle storie che scrivo, ai manoscritti che intendo pubblicare. E spero in futuro di pubblicarne molti, tantissimi, e di continuare a scrivere. Anche perché scrivere, per me, è essenziale e necessario come respirare. Ci sarebbe poi anche la questioncina relativa a una maggiore stabilità lavorativa (ed emotiva!), ma qui stiamo parlando di sogni nel cassetto, mica di miracoli! Grazie, Eleonora, per essere stata con noi e aver inondato con la tua simpatia questo nostro salotto virtuale! Ringrazio io ancora sia il gruppo Thriller Storici e Dintorni che Roberto Orsi per avermi concesso questo spazio, sia tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere i miei deliri fin qui! Grazie!

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