Articolo a cura di Maria Marques Tra le particolarità che rendono Oxford famosa, non c’è solo l’università, che è la più antica del mondo anglosassone, ma anche le biblioteche, ricche di manoscritti e documenti storici e ubicate in edifici la cui costruzione risale al Medioevo. Su una in particolare ci soffermeremo la biblioteca cosiddetta Bodleiana. Il nucleo originario della biblioteca, sorto nel 1320 circa, consisteva in una piccola raccolta di “libri incatenati”, cioè fissati con piccoli occhielli di ferro allo scaffale o a un tavolo per impedirne il furto. La biblioteca era situata in una stanza sopra la chiesa universitaria di Santa Maria Vergine, proprio nel cuore del quartiere universitario, vicino alle aule in cui si tenevano le lezioni. La collezione di libri aumentò con il passare degli anni e, quando Humphrey, duca di Gloucester, fratello di Enrico V d’Inghilterra, donò una raccolta di 281 preziosi manoscritti, tra il 1435 e il 1437, lo spazio per ospitarli si rivelò insufficiente. Fu così necessario procedere alla costruzione di una stanza sopra la Divinity School, completata solo nel 1488, chiamata ”biblioteca del Duca Humphrey”. Nel 1550 la biblioteca fu privata di quasi tutti i testi in seguito alle disposizioni di re Edoardo VI, tese a eliminare le tracce del cattolicesimo contenute in “libri e immagini superstiziosi”. Alcuni di quei testi furono bruciati, altri furono utilizzati dai rilegatori come copertine per altri volumi, altri ancora furono inglobati in collezioni private. Solo tre testi, dei numerosi donati dal duca Humphrey, sopravvissero. L’Università non avendo fondi per riuscire a riunire una nuova collezione di libri stampati, nel 1556, permise che la sala fosse incorporata dalla facoltà di Medicina e vendette il mobilio. Nel 1598 Thomas Bodley, un ex studente del Merton College, si offrì di restaurare la biblioteca e donò alcuni dei suoi libri. La biblioteca fu riaperta formalmente l’8 novembre 1602 con il nome di “Biblioteca Bodleiana” e all’epoca conteneva circa duemila libri. Nel 1610 Bodley stipulò un accordo con la Stationers’ Company di Londra, una corporazione fondata nel 1403 e tuttora attiva, sorta per difendere gli interessi di tutti coloro che sono impegnati professionalmente nella produzione di opere stampate, per cui una copia di ogni libro pubblicato in Inghilterra e registrato presso di loro, avrebbe dovuto essere depositato nella nuova biblioteca. La collezione della Bodleiana, tra donazioni e acquisti, crebbe così rapidamente che l’edificio fu ampliato già tra il 1610 e il 1612 e, quando nel 1613 Bodley morì, era già stata prevista un’altra espansione, il cosiddetto “Schools Quadrangle”, costruito tra il 1613 e il 1619. Le tre ali del quadrilatero hanno tre piani: le stanze al piano terra e quelle al piano superiore (esclusa la biblioteca del duca, sopra la Divinity School) erano originariamente utilizzate come luoghi per le lezioni ma, nel corso delle espansioni di questo istituto, giunsero a ospitare una pinacoteca, sculture, collezioni di monete e medaglie e persino un salone delle “curiosità” che in seguito furono trasferiti in altri edifici. La biblioteca fu ampliata ancora e, nel 1654, poiché ricevette un lascito circa 8000 volumi, tra libri e manoscritti, la nuova ala aggiunta alla Biblioteca del duca fu chiamata “Selden End”, dal nome del benefattore. Nel 1860 la biblioteca rilevò la Radcliffe Camera, in cui furono sistemate le raccolte mediche e scientifiche e, nel 1911, ratificato con gli adeguamenti del nuovo secolo, l’accordo con la Stationers’ Company, la biblioteca Bodleiana divenne ufficialmente una “copyright library”, in altre parole, una biblioteca dove una copia di ogni libro protetto da copyright deve essere depositato. Nel 1914 la biblioteca superò il milione di volumi conservati e, sempre alla ricerca di nuovi spazi conservativi, nel 1937 iniziarono i lavori di costruzione del nuovo edificio chiamato “The New Bodleian”, completato poi nel 1940. Nel 2015 la biblioteca ha censito un patrimonio culturale che ammonta a dodici milioni di libri. Tra questo patrimonio si celano antichi manoscritti, incunaboli e documenti storici. Siete pronti a scoprire quelli più importanti?
  • Quattro copie della Magna Charta Libertatum, il documento accettato il 15 giugno del 1215 dal re Giovanni d’Inghilterra con cui riconobbe i diritti della chiesa, dei feudatari, delle città inglesi e di tutti gli uomini liberi.
  • Una Bibbia di Gutenberg del 1452, uno dei ventuno esemplari completi che sono arrivati sino a noi.
  • Il manoscritto de La Chanson de Roland, databile tra il 1129-1165, scritto in lingua anglo-normanna. Questo è il più importante tra i nove manoscritti che ci hanno tramandato l’agguato a Roncisvalle.
  • La raccolta di commedie e tragedie di W. Shakespeare, pubblicata nel 1623 e conosciuta come First Folio.
  • Le lettere del poeta Percy Bysshe Shelley.
  • The Gough Map
    The Gough Map, una mappa tardo medievale della Gran Bretagna il cui autore e la data di produzione sono sconosciuti.
  • Il manoscritto Vernon, scritto nel dialetto parlato nelle Midlands occidentali inglesi e risalente al 1400. È considerato il più grande e importante manoscritto inglese tardo medievale a noi pervenuto.
  • Il Codex Bodley, un importante codice pittografico di storiografia mixteca, probabilmente completato prima della conquista spagnola del Messico del 1521.
Codex Bodley
L’elenco non si esaurisce con i preziosi documenti che ho citato, ma ve sono molti altri a testimonianza del certosino lavoro di acquisizione portato avanti dai collaboratori della biblioteca nel corso dei secoli. Tuttavia se l’architettura e il patrimonio della biblioteca non sono ancora sufficienti per attrarvi, posso aggiungere che nei primi due film di Harry Potter sono state utilizzate sia la Divinity School come ala dell’ospedale e la biblioteca del duca Humphrey come biblioteca di Hogwarts, quindi se il “sapere” da solo non è sufficiente, lasciatevi attrarre dalla “magia “ del sapere. Fonti: https://www.bodleian.ox.ac.uk https://en.wikipedia.org › wiki › Bodleian_Library

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